lunedì, aprile 25, 2016

Il fenomeno "Chiamarsi Bomber...": dai social ai negozi di scarpe

Qualche giorno fa, mentre mi gingillavo per negozi, mi sono imbattuto in una cosa che mi ha francamente sbalordito. Un esempio clamoroso di come la virtualità dei social-network possa materializzarsi nella vita di tutti i giorni. In un negozio di scarpe mi sono trovato di fronte a una marca mai vista prima: CB. Boh, mi son detto, sarà una specie di private label del negozio di calzature in cui mi trovavo. In realtà, guardando le scatole ammassate su un'intera parete, ho riconosciuto il logo di "Chiamarsi bomber tra amici senza apparenti meriti sportivi", una delle pagine Facebook più famose tra gli appassionati calcistici. Per chi non la conoscesse, potremmo definirla come una versione social o 2.0 del fu Mai Dire Gol (con un occhio di riguardo per...le belle ragazze). La sola pagina Facebook, autentico fenomeno social, ha raggiunto in pochi anni i 785.193 fan.
Sulle scatole, oltre al logo che vedete sopra, campeggiava anche il nome ironico della linea di scarpe (sgargianti, vistose, appariscenti): "Sobrietà time". Ecco qui:


Ora, che una pagina Facebook di successo crei una propria linea di gadget o magliette è abbastanza normale. Mi viene in mente la pagina "Sole whisky e sei in pole position" che sta spopolando con le frasi del Cummenda alias Guido Nicheli (e non solo). Creare delle T-Shirt con delle frasi cult è abbastanza semplice, così come metterle in vendita online è ormai un gioco da ragazzi.
Le cose cambiano, di molto, quando si passa alla vera distribuzione, ovvero quando si entra fisicamente nei negozi.
Navigando in rete ho trovato qualche intervista dei cinque ragazzi pavesi che nel 2010 hanno fondato la pagina "Chiamarsi bomber". Una storia abbastanza comune di (grande) successo sui social. Il salto di qualità, tuttavia, è arrivato negli ultimi tempi. A parte interviste e ospitate in programmi Tv, il sito è entrato nell'orbita de "La Gazzetta dello sport" che ha compreso il potenziale di CB sul target under 30-35 (se andate sul sito, infatti, trovate la dicitura "questo sito contribuisce all'audience della Gazzetta dello Sport").
E' possibile/probabile che qualche società specializzata abbia seguito l'esempio della Gazzetta, sfruttando il marchio CB a livello commerciale. Non a caso i modelli di scarpe CB sono in linea con la comunicazione giovane, sfrontata, impertinente della pagina FB. Sulla pagina Facebook di Chiamarsi Bomber, alla voce contatti, trovate "Management: newtopia". Di cosa si tratta? E' la società fondata nel 2013 da J-Ax e Fedez che nel suo "roster" vanta anche CB. La linea di scarpe CB, invece, è stata realizzata in collaborazione con la BAV Shoes di Vigevano (PV). Non male come rete di contatti per una "semplice" pagina facebook.
Nel complesso, quindi, un ottimo esempio di come saper comunicare sui social possa tramutarsi - in alcuni casi - in un piccolo modello di business. Bravi.