martedì, ottobre 20, 2015

Quale futuro per Rai Sport?

La direzione di Carlo Paris non ha minimamente alzato il livello qualitativo di Rai Sport. Già a inizio 2015, all'indomani della presentazione del piano editoriale, espressi tutte le mie perplessità sulle prospettive dello sport in Rai. Gli ultimi mesi non hanno fatto altro che confermare questi dubbi. Il mese di settembre è stato quasi imbarazzante per Rai Sport che non ha trasmesso nessun grande evento (peraltro con gli azzurri protagonisti): Eurobasket 2015, la finale degli US Open tra Vinci e Pennetta, la Vuelta vinta da Fabio Aru e la Coppa del Mondo di Rugby. Senza dimenticare, ovviamente, le coppe europee di calcio. In particolare, la mancata trasmissione della Vuelta ha rappresentato uno smacco non da poco per una Tv che fa del ciclismo uno dei suoi punti di forza. Non solo. I pochi eventi di rilievo trasmessi hanno evidenziato molte lacune e una gestione quantomeno rivedibile del canale 557 (Rai Sport HD): vedi Trapattoni al commento della nazionale e la copertura dei Mondiali di ciclismo di Richmond.
Ovviamente le scelte editoriali si legano alla questione "acquisizione diritti Tv" che avviene ai piani superiori e in tempi antecedenti. Tuttavia, laddove possibile, il dipartimento sport può spingere per acquisire un determinato evento, in base a situazioni e piano editoriale. 

RIO E RAI SPORT 2 - Ieri, sono uscite due notizie molto interessanti (anticipazioni di digital-news.it). La prima è che le Olimpiadi di Rio 2016 saranno coperte (almeno) da 3 canali, tutti in HD: Rai2HD, Rai Sport 1 HD e Rai Sport 2 HD. Dopo il mosaico di Sky a Londra 2012, Rai Sport si sta adoperando per coprire nel modo migliore il più grande evento sportivo al mondo. Bene, anche perché sarebbe stato delittuoso riproporre il fantomatico "Canale olimpico" (Rai 2), visto ad esempio a Torino 2006 e Pechino 2008. Un canale così olimpico da mandare in onda una dozzina di telegiornali al giorno, oltre alla solita sfilza di spot pubblicitari. 
La seconda notizia è certamente meno buona. Si tratta della conferma di quanto paventato a gennaio. Rai Sport 2 chiuderà i battenti un secondo dopo lo spegnimento della fiamma olimpica di Rio. Inizialmente si era parlato di cessazione delle trasmissioni a settembre 2015. In realtà, dallo scorso 14 settembre: "Rai Sport 1 è attivo h24 mentre su Rai Sport 2 è riproposta quasi nella totalità la programmazione del primo canale, con una fascia minima giornaliera di 3 ore di programmazione diversificata tra le due emittenti. Inoltre quest'ultimo canale verrà utilizzato per le dirette in caso di contemporaneità di due eventi" (vedi). Insomma, un lento addio al secondo canale sportivo della Rai.
Come scritto a gennaio, in assoluto, se la strategia a medio-lungo termine di Rai Sport fosse chiara, lo spegnimento di Rai Sport 2 non sarebbe un problema insormontabile. Se si dicesse, "chiudiamo Rai Sport 2 per razionalizzare e rendere più riconoscibile la programmazione sportiva", la cosa andrebbe bene. Anche perché negli ultimi mesi il canale 58dtt è sembrato una specie di ripostiglio disordinato dove piazzare cianfrusaglie e oggetti inutili. Il secondo canale sportivo è stato usato poco e male. In una strategia chiara e consolidata, invece, Rai Sport 2 sarebbe potuto essere il canale di tutti gli sport extra-calcio (da lasciare al primo canale). Ad esempio, la butto lì, il canale del ciclismo tra marzo e ottobre e quello degli sport invernali nella restante parte dell'anno. Poteva essere il canale dove trasmettere, con una cornice adeguata e non a mò di riempitivo, tutta la programmazione storico-sportiva (la Rai ha un archivio eccezzionale). 
A questo punto, con la venuta meno del secondo canale sportivo, sorgono alcune domande. Su quali sport intende puntare, a livello di diritti televisivi, la Rai? Si darà priorità agli eventi o allo sport parlato? Che ne sarà di tutti gli sport minori che già ora faticano a trovare spazio nel palinsesto? Cosa accadrà in caso di contemporaneità di eventi? Ci sarà ancora la programmazione storica? Tutti interrogativi che avrebbero necessità di una risposta chiara e rapida, anche in considerazione delle strategie dei canali free, diretti competitor di Rai Sport (Gazzetta Tv e Sportitalia).




RAI SPORT SPOSTA LA COPPA ITALIA PER FAR SPAZIO A SANREMO -  Oggi la Gazzetta dello Sport scrive che la Lega Calcio ha acconsentito alla richiesta della Rai di far disputare la prima semifinale di Coppa Italia il 27 gennaio, invece del 10 febbraio, per evitare sovrapposizioni con Sanremo.
In realtà non trovo niente di speciale in questa notizia (se non, ancora una volta, l'assurdità della formula della Coppa Italia che prevede le semifinali a gennaio-febbraio e la finale a maggio: sigh). Come sottolineato più volte, chi detiene i diritti televisivi di un evento sportivo ha il coltello dalla parte del manico. Punto. Il problema è che Rai Sport, in alcune sue trasmissioni - 90° Minuto in testa - si lamenta pubblicamente del c.d. calcio-spezzatino, criticando le poche partite della domenica pomeriggio. Ecco, visto e considerato che la stessa Rai decide orari  - spesso assurdi - e date di uno dei pochi eventi calcistici di cui detiene i diritti, sarebbe meglio se ci risparmiasse il consueto pistolotto nostalgico su "com'era bello il calcio con tutte le partite la domenica alle 15.00". Al netto della criticabilità dell'iper-frammentazione del calendario calcistico, tutte le Tv sono paese. Se, per assurdo, la Rai detenesse i diritti della Serie A con una propria Pay-Tv, non farebbe la stessa identica cosa?

Ps, il prossimo turno della Serie A 2015/16 sarà iper-frammentato. Scommettiamo che a 90° Minuto affronteranno la questione, magari chiedendo ai telespettatori di scrivere il loro pensiero via Twitter?

Pps, leggo su SpyCalcio che il prossimo weekend si voterà la fiducia al direttore Paris. Non lo sapevo. Lo preciso perché non vorrei che qualcuno pensasse che sto appoggiando questa o quella corrente.Non mi interessa e non conosco nessun dirigente o giornalista di Rai Sport. I miei sono pensieri in libertà, giudizi assolutamente personali senza alcun secondo fine.