martedì, luglio 28, 2015

Il Tour 2015 di Nibali e il buonismo nazionalista

Premessa: si tratta di un post fortemente impopolare. Sono perfettamente consapevole che la mia è una posizione ultra-minoritaria.
Domanda: che voto dareste al Tour de France 2015 di Vincenzo Nibali? (ovviamente il giudizio finale deve tener conto delle aspettative iniziali e del risultato finale conseguito)
Risposta: leggendo le pagelle su giornali e siti specializzati e ascoltando i commenti televisivi, mi è venuto un dubbio: probabilmente ho seguito in modo distratto il Tour e il 2015 ciclistico. I voti dati a Nibali oscillano tra il 6.5 e il 7.5. E i commenti a supporto della pagella sono pressoché unanimi: "sfortunato nella prima parte del Tour, si rifà alla grande con la vittoria di La Toussuire". Insomma, praticamente tutti hanno promosso lo Squalo nazionale.
Personalmente la penso in modo molto diverso. Per me il Tour de France 2015 di Vincenzo Nibali è stato insufficiente, molto al di sotto delle aspettative e speranze della vigilia. Il presupposto per arrivare a questa conclusione è molto semplice. Nibali, a differenza degli altri 3 grandi favoriti della vigilia (Froome, Contador, Quintana), ha incentrato tutto il suo 2015 sul Tour de France, dove arrivava da campione in carica. Contador ha vinto il Giro, Froome ha vinto la Vuelta Andalucia e il Giro del Delfinato, Quintana la Tirreno Adriatico.
Nibali non è mai stato realmente competitivo durante il 2015. Si diceva: ha in testa solo il bis al Tour de France. Scelta discutibile (alla Armstrong) ma comprensibile.
Il problema è che Nibali ha concluso il suo Tour de France al 4° posto con un distacco enorme (8'36'') da Froome. Di fatto non è mai stato in lotta per la generale, perdendo subito terreno a causa di una condizione non ottimale (4' da Froome al primo arrivo pirenaico, staccato da 40 corridori sul Mur de Bretagne), e solo in seconda battuta per qualche caduta ed episodio sfortunato. A ciò vanno aggiunti i problemi in seno all'Astana.
Il quarto posto in assoluto non è un brutto risultato, così come la vittoria di La Toussuire resterà nella mente di tutti per coraggio e classe. Anche i media francesi e internazionali hanno applaudito all'impresa alpina del capitano dell'Astana. Il problema è che Vincenzo è uscito di classifica nella prima parte del Tour. Il recupero finale e la vittoria di tappa hanno secondo me condizionato eccessivamente giudizi e valutazioni dei media italiani.

In generale ho notato un buonismo eccessivo con venature di ridicolo nazionalismo. Un classico senza tempo dei media nostrani. L'atleta italiano "coccolato", protetto e giustificato. Il rivale straniero criticato - a volte addirittura deriso - per qualsiasi piccolezza.
Non sto dicendo che Nibali vada bistrattato o criticato a prescindere. Ci mancherebbe. Il siciliano ha ottenuto dei risultati straordinari in questi anni (vincitore di Giro-Tour-Vuelta, più numerosi altri piazzamenti) ed è di gran lunga il nostro miglior corridore.
Sostengo solo che si debba operare un'analisi serena e soprattutto obiettiva del suo Tour 2015.
Questo buonismo nazionalista è arrivato al punto di ritenere il Tour di Nibali superiore (migliori voti) rispetto a quello di Quintana (!). Lo stesso buonismo nazionalista che al Giro del Delfinato applaudiva Nibali che si lasciava sfilare, quando era in testa alla generale, nelle due ultime frazioni (le più dure), perché "non conta essere in forma ora, conta esserlo al Tour" (per inciso Froome ha vinto il Delfinato e anche il Tour). Lo stesso buonismo nazionalista che nella frazione del Mur de Bretagne, quando Nibali si è staccato da 40 corridori, senza alcuna fonte o riferimento, sosteneva che "Nibali ha sicuramente avuto un problema meccanico" (salvo poi scoprire che gli erano mancate le gambe).
Insomma, non muore nessuno se si dice che Nibali ha disputato un Tour complessivamente negativo, parzialmente - solo parzialmente - salvato dalla vittoria (splendida, indimenticabile, ma pur sempre da "fuori classifica") de La Toussuire. Il tifo e l'affetto per il campione nostrano non possono scadere nel nazionalismo sfrenato. Soprattutto, non devono far venir meno obiettività e oggettività dei fatti.

Ps, per un'analisi più distaccata del Tour di Nibali, consiglio questo articolo di cyclingnews.