venerdì, giugno 05, 2015

Juventus-Barcellona - Presentazione Finale Champions League 2015 (statistiche, fatturato, tattica, formazioni)

Sabato 6 giugno all'Olympiastadion di Berlino, Juventus e Barcellona si contenderanno l'edizione numero 60 della Champions League (ex Coppa Campioni). Una partita attesissima che vede il ritorno in finale di un club italiano a distanza di 5 anni dal successo dell'Inter contro il Bayern. Chi vincerà completerà il grande slam stagionale, avendo entrambi i club centrato il successo in campionato e nella coppa nazionale. 
Il Barcellona è alla sua quarta finale negli ultimi 10 anni, l'ottava complessiva. Negli ultimi 3 casi ha sempre vinto. I blaugrana cercano il loro quinto successo nella massima manifestazione europea per club. La Juventus, invece, torna in finale a distanza di 12 anni da quella persa a Manchester contro il Milan. I bianconeri hanno disputato 7 finali, vincendo solo in 2 occasioni. All'opposto del Barca, la Juve ha perso le ultime 3 finali disputate. 

CHAMPIONS LEAGUE 2014/15 - Il cammino del Barcellona in questa edizione della Champions League è stato fin qui brillantissimo. I catalani hanno vinto il proprio girone con 15 punti, con 5 vittorie e una sconfitta per 3-2 al Parco dei Principi contro il PSG. Agli ottavi il Barcellona ha eliminato il Manchester City, imponendosi all'andata per 2-1 in Inghilterra e vincendo 1-0 al Camp Nou. Simile l'andamento dei quarti, con il successo 3-1 all'andata a Parigi e la vittoria per 2 a 0 al ritorno. La semifinale contro il Bayern si è di fatto decisa negli ultimi 20 minuti della gara d'andata a Barcellona (3-0 con due gemme di Messi e il gol finale di Neymar). Al ritorno, dopo essere andati in vantaggio sul 2-1, i blaugrana hanno alzato il piede dall'acceleratore, perdendo alla fine per 3-2. La seconda sconfitta del torneo non ha impedito al Barcellona di raggiungere la finale di Berlino. Lo score di questa edizione dice 10 vittorie e 2 sconfitte (nessun pareggio).
La Juventus ha chiuso il proprio girone alle spalle dell'Atletico Madrid. I bianconeri, dopo il successo sul Malmoe all'esordio e le due sconfitte di Madrid con l'Atletico e di Atene contro l'Olympiakos, hanno disputato una gara delicatissima al quarto turno contro i greci. La vittoria con rimonta finale per 3 a 2 ha consentito alla Juve di rimettersi in corsa. La vittoria a Malmoe e il pareggio interno con l'Atletico hanno permesso ai bianconeri di chiudere il girone al secondo posto con 10 punti complessivi. Agli ottavi è avvenuto il salto di qualità della Juventus con il doppio successo sul Borussia Dortmund (5-1 complessivo). Ai quarti i bianconero hanno affrontato un avversario molto ostico come il Monaco. Alla fine, a decidere il doppio confronto con i monegaschi, è stato il rigore - discusso - di Vidal all'andata. La semifinale con il Real ha visto la Juventus imporsi per 2-1 allo Stadium e pareggiare per 1 a 1 al Bernabeu con una bella prova di personalità e compattezza. Lo score della Juventus in questa Champions League dice: 7 vittorie, 3 pareggi, 2 sconfitte (nella fase a eliminazione diretta i bianconeri sono imbattuti).



FATTURATI E INGAGGI - Se si dovesse fare affidamento sul solo fatturato o sul monte ingaggi dei due club, non ci sarebbe partita. Il Barcellona, dando un'occhiata all'annuale report stilato da Deloitte (vedi edizione 2015 su dati 2103/14) fattura complessivamente 484,6 milioni di euro. La Juventus, pur crescendo costantemente grazie alle capacità manageriali di Andrea Agnelli e dei suoi collaboratori, si ferma a 279,4 milioni di euro. Un abisso che incide inevitabilmente sul fronte mercato. Il Barca ogni anno può acquistare - blocco del mercato permettendo - uno o due giocatori di livello assoluto. Nel 2013 è arrivato Neymar, quest'anno Suarez. Fatturato elevato significa possibilità di garantire ingaggi alti e quindi di assicurarsi i giocatori più forti in circolazione. Il Barcellona ha un monte stipendi praticamente doppio a quello della Juventus (247mln vs 119mln). La filosofia blaugrana, tuttavia, è diversa da quella del Real Madrid. Il Barca punta molto sulla cantera e sull'inserimento graduale di giocatori in prima squadra. Il tutto, ovviamente, senza disdegnare l'acquisto di qualche campione di fama mondiale.
La Juventus, dopo la devastazione causata da Calciopoli, ha ricostruito le basi per avvicinarsi ai top club europei: stadio di proprietà, sviluppo commerciale e gestione tecnica illuminata. Di base, la creazione di una squadra vincente ha permesso al club di tornare stabilmente in Champions League, con tutti i benefici che ne conseguono. Nella prossima classifica Deloitte i bianconeri, grazie all'approdo in finale (la Juventus dovrebbe incassare una cifra vicina ai 100 milioni di euro da questa Champions League), sfonderanno ampiamente la barriera dei 300 milioni di euro di fatturato annui. Dalla prossima stagione, con il nuovo contratto sottoscritto con adidas, aumenteranno sensibilmente gli introiti alla voce "sponsor tecnico" (interessante il fatto che la Juve abbia deciso di mantenere a sè la gestione del merchandising, rifiutando i 6 milioni garantiti nel caso di gestione affidata al marchio tedesco).
Per fortuna, però, il calcio non si basa solo sul potere economico-finanziario. Lo dimostrano le ultime 3 finali di Champions League che hanno visto approdare in finale tre club con fatturati "normali" (Borussia Dortmund, Atletico Madrid e ora Juventus).

Tabella dal sito di eurosport




TATTICA - Le due squadre sono in questo momento, probabilmente, le due massime espressioni di due modi di intendere il calcio. Il Barcellona è stato plasmato secondo la filosofia olandese inculcata da Johan Cruyff nei primi anni '90: calcio totale e controllo del gioco attraverso fondamentali di alto livello. Il tutto con un'impronta tattica precisa: 4-3-3. I vari Van Gaal, Rijkaard, Guardiola e ora Luis Enrique sono partiti tutti da questi princìpi, mettendo tutti qualcosa di personale per differenziare la loro squadra. La Juventus, invece, pur praticando un gioco evoluto e con una solida base tecnica, rappresenta perfettamente il calcio che fa dell'organizzazione difensiva la sua pietra angolare. Attenzione, la Juventus non pratica il vecchio e detestabile - mio giudizio - catenaccio. Tutt'altro (non potrebber essere altrimenti visto che Allegri è allievo di Galeone). Semplicemente fonda i suoi successi su un'ottima organizzazione in fase di non possesso, che le permette di subire pochi tiri e pochi gol. Ciò le consente di creare i presupposti per lo sviluppo del gioco offensivo, basato su tecnica, velocità e qualità dei singoli.

TATTICA BARCELLONA - Luis Enrique, rispetto al recente passato, ha sviluppato il suo 4-3-3 apportando due modifiche: 
1. Ha inserito un centrocampista di sostanza in più (Rakitic,) a scapito di un palleggiatore (Xavi, che già nella passata stagione non era più titolare inamovibile).
2. Ha convinto Messi a tornare nel suo ruolo originario di attaccante esterno destro, libero di accentrarsi e inventare. In questo modo ha potuto inserire un grande centravanti moderno - Suarez - dicendo addio all'ormai logoro "falso nueve" (una delle tante espressioni ad minchiam importate nel nostro calcio).
Il possesso palla blaugrana non è più estenuante come ai tempi di Guardiola. Per sfruttare al massimo le doti di tecnica e velocità dei tre fenomeni davanti, il Barcellona 2014/15 predilige l'attacco in profondità rispetto alla manovra avvolgente utillizzato ai tempi del tiki taka. 
L'altra arma utilizzata da Luis Enrique, e in questo la sua squadra ricorda molto quella di Guardiola, è il pressing altissimo una volta persa palla. Per le squadre avversarie, poco dotate in palleggio, diventa problematico uscire dalla propria metà campo, se non attraverso dei lanci, preda facile di Piquè e Mascherano. 
Come si nota dall'immagine qui sotto (Barcellona-Bayern 3-0), il gioco dei blaugrana "pende" molto a destra dove Dani Alves spinge come un ossesso, sfruttando la sua grande intesa con Messi. Le sue costanti sovrapposizioni permettono a Messi di avere diverse soluzioni: dribbling verso il centro, uno due col brasiliano, gioco a tre con Suarez. Interessante notare la posizione di Rakitic. Il croato appoggia da vicino tali azioni, permettendo un ulteriore sponda oppure inserendosi negli spazi creati dai raddoppi su Messi o, infine, esercitando un pressing molto alto in caso di perdita della palla. Paradossalmente Rakitic gioca più avanti rispetto a Iniesta (in calo rispetto al passato, ma sempre in grado di trovare la giocata decisiva con i suoi dribbling sullo stretto). Busquets funge da schermo davanti alla difesa, diventando in caso di necessità il terzo difensore centrale. Quasi mai agisce da regista (lo sono molto di più Piquè e Mascherano). Nel complesso la parte più attaccabile del Barcellona è quella sinistra dove Jordi Alba, Iniesta e Neymar, a difesa non schierata, non garantiscono fisicità e copertura adeguata. In tal senso sarà interessante notare le posizioni dei centrocampisti della Juventus. Il centrocampista schierato sul centrosinistra bianconero (Marchisio?) dovrà raddoppiare costantemente su Messi e dare un occhio a Dani Alves. Dall'altra parte, invece, forza e inserimenti (Pogba?) potrebbero risultare molto importanti nel mettere in difficoltà i tre blaugrana sopracitati.
Anche la posizione di Vidal e delle due punte bianconere è da valutare con attenzione. Dando per scontato che il Barcellona avrà una superiorità territoriale abbastanza marcata, vedremo quale lavoro Allegri chiederà ai tre giocatori più avanzati della Juventus.



TATTICA JUVENTUS - Allegri è riuscito a cambiare pelle alla Juventus. Ha mantenuto e sfruttato in diverse occasioni, anche a partita in corso, il 3-5-2 plasmato da Antonio Conte. Gradualmente, poi, ha innestato le sue convinzioni tattiche, sviluppando il 4-3-1-2. Il tecnico livornese, ad ogni intervista, cita la parola "tecnica", aspetto che assume un'importanza decisiva nella sfida contro il Barcellona.
Al di là della condizione fisica - la finale di quest'anno si gioca molto tardi rispetto al solito, ma le due squadre sono sembrate in ottima forma nelle ultime uscite - sarà determinante la mentalità con cui i bianconeri affronteranno la Finale di Berlino. Sarà determinante giocare con una difesa nè troppo bassa (aspettare il Barcellona nella propria area di rigore significa aspettare il o i gol catalani), né troppo alta, stile Bayern al Camp Nou, per evitare di concedere la profondità al trio delle meraviglie. Allo stesso tempo, e qui si fondono i concetti di mentalità (o personalità) e tecnica, la Juventus dovrà essere in grado di superare il primo pressing - altissimo - del Barcellona in fase di riconquista della palla. Una volta superato, cosa per niente facile, si potrebbero aprire dei varchi molto interessanti per i due velocisti Morata e Tevez. Pirlo, in crescita nelle ultime settimane, è chiamato ad una partita di altissimo livello, così come Pogba: vietatissimo perdere palloni in uscita.
Nell'immagine qui sotto (Real Madrid-Juventus 1-1), si nota come al Bernabeu, di fatto, il 4-3-1-2 si sia tramutato in un 4-4-2 con Vidal ad affiancare spesso Pirlo e le due mezz'ali (Pogba e Marchisio) chiamate ad allargarsi sugli esterni. Un copione che potrebbe anche ripetersi in finale.



Un ultimo aspetto da considerare riguarda i calci piazzati, diretti e indiretti. In entrambe le squadre ci sono degli specialisti di livello assoluto. Sul gioco aereo la Juventus ha almeno 4-5 buoni colpitori, mentre  il Barca, pur essendo meno dotato sotto quest'aspetto, è ben organizzato e con Piquè in grado di colpire anche in zona offensiva. 
In caso di calci di rigore, le fredde statistiche dicono Buffon (1 rigore parato ogni 3 in media, contro l'1 ogni 5 di Ter Stegen). Ma in una finale di Champions questi dati lasciano il tempo che trovano.


 
FORMAZIONI - Il Barcellona si presenta alla finale di Berlino con la formazione tipo. La Juventus, invece, deve rinunciare a Chiellini, sostituito da Andrea Barzagli.

JUVENTUS (4-3-1-2): BUFFON-LICHTSTEINER-BARZAGLI-BONUCCI-EVRA-POGBA-PIRLO-MARCHISIO-VIDAL-TEVEZ-MORATA.

BARCELLONA (4-3-3): TER STEGEN-DANI ALVES-PIQUE'-MASCHERANO-JORDI ALBA-RAKITIC-BUSQUETS-INIESTA-MESSI-SUAREZ-NEYMAR.



DIRETTA TV - La finale di Champions League 2015 sarà trasmessa in diretta da Canale 5 (commento di Sandro Piccinini e Aldo Serena) e da Sky Sport 1 (commento di Massimo Marianella e  Luca Marchegiani). Sia su Mediaset che su Sky Sport, amplissimi pre e post-partita.

Buona finale e Forza Juve!


*immagine tratta dal sito ufficiale Uefa.com