giovedì, maggio 28, 2015

L'Udinese punta su Colantuono (e Di Natale). Scelte discutibili

Tutto è accaduto molto velocemente (o quantomeno le cose hanno subito una notevole accelerazione negli ultimi giorni). Andrea Stramaccioni ha concluso la sua esperienza sulla panchina dell'Udinese. Al suo posto Stefano Colantuono. Stando alle indiscrezioni, Stramaccioni paga il brutto finale di campionato - non che il resto della stagione sia stato molto meglio a dire il vero - e le divergenze con la società sul prossimo mercato. L'ex tecnico dell'Inter, sempre stando ai si dice, puntava all'acquisto di qualche giovane di prospettiva e a un paio di giocatori già pronti. Il tutto ritagliando un ruolo part-time a Di Natale.
Due considerazioni. Dal punto di vista dei risultati e del gioco espresso Stramaccioni non merita la riconferma. Il club non gli ha messo a disposizione una rosa attrezzata per raggiungere l'Europa, ma il quint'ultimo posto, con 16 sconfitte stagionali - 8 in casa - è un risultato inferiore al potenziale della squadra. Dal punto di vista delle prestazioni, poi, l'Udinese di Strama non ha mai brillato. Pochissime le partite degne di nota, un gioco quasi sempre basato sulle caratteristiche degli avversari e quasi mai propositivo e brillante. A livello di giocatori lanciati - obbiettivo primario dei Pozzo, ancor più dei risultati sportivi - infine, solamente Karnezis (peraltro già portiere della nazionale greca) e, seppur in modo discontinuo, Allan e Widmer hanno mostrato delle qualità superiori alla media. Da rivedere con maggior continuità Molla Wague. Guilherme, giocatore voluto fortemente da Stramaccioni, si è rivelato un flop. Insomma, nell'insieme un'annata  da dimenticare.
La seconda valutazione riguarda le scelte di mercato sopra menzionate. Da questo punto di vista, se le voci circolate fossero verosimili, mi sento di appoggiare le idee di Stramaccioni. Dopo un'annata sottotono, il club bianconero è atteso a un mercato di un certo livello, anche e soprattutto in vista dell'inaugurazione del nuovo Stadio Friuli.

Sempre stando alle indiscrezioni, invece, i Pozzo vorrebbero confermare i pochi senatori e, soprattutto, punterebbero anche per il prossimo anno sulla titolarità di Di Natale. Detto che l'ennesima telenovela "resta, si ritira, va via" sul futuro di Di Natale, ha abbondantemente superato i confini dello stucchevole (quasi come le maglie celebrative e le targhe ricordo dopo ogni gol), è francamente incomprensibile come il club bianconero decida di legare i destini della squadra a quelli di un giocatore che a ottobre compirà 38 anni. E' evidente a tutti che, ormai, l'unico obiettivo di Di Natale sia quello di scalare la classifica dei bomber di sempre in Serie A, anche a costo di condizionare impostazione tattica e di gioco della squadra. Ovviamente Di Natale si merita una statua all'interno del nuovo Stadio Friuli per quanto fatto nei suoi anni di permanenza a Udine. Il problema è che l'Udinese non può permettersi il prossimo anno di avere una statua in campo (al netto della classe assoluta che gli permetterà di realizzare qualche gollettino anche a 42 anni). Il discorso è semplice. O si chiede a Di Natale di accettare un ruolo part-time per tutto il campionato, oppure gli si consegnano ancora una volta le chiavi dell'attacco con tutte le problematiche che ne conseguono. Ancora una volta sembra essere stata scelta l'opzione b).

COLANTUONO - Il club bianconero ha deciso di puntare su Stefano Colantuono, allenatore di comprovata esperienza, specialista di promozioni e di salvezze tranquille in A. Un allenatore "solido", duttile, le cui squadre, tuttavia, non hanno mai brillato per il gioco espresso. Per carità, se si tratta di consolidare la permanenza in A, lanciando qualche giovane, Colantuono va più che bene. Una decisione che, però, va in controtendenza rispetto al passato, quando i Pozzo puntavano su allenatori giovani ed emergenti (Zaccheroni, il primo Guidolin, Spalletti, Marino, lo stesso Stramaccioni.). La scelta di Colantuono è paragonabile a quella di Cosmi nella stagione 2005/06.
L'idea di puntare su Colantuono è discutibile per altre ragioni. Personalmente non ho mai digerito il comportamento del tecnico romano - e dell'Atalanta - in occasione del "Caso Stendardo" (vedi). Poi, considerando che sul mercato, in questo momento, ci sono diversi tecnici di valore, si sarebbe potuto puntare su un altro profilo, ad esempio su quello di Roberto Donadoni.
Il problema principale, tuttavia, è un altro e riguarda il coinvolgimento di Colantuono nell'inchiesta di Cremona sul calcioscommesse. In particolare, Colantuono è stato tirato in ballo in modo diretto per la presunta combine di Crotone-Atalanta, stagione 2010/11.
Se è vero come si legge che Antonio Conte sta pensando alle dimissioni da c.t. nel caso venisse rinviato a giudizio nella stessa inchiesta, non si capisce perché l'Udinese punti su un tecnico nella medesima posizione di Conte. Entro fine giugno il GIP renderà noto l'elenco delle persone che saranno rinviate a giudizio. Magari la posizione di Colantuono sarà archiviata, oppure Colantuono andrà a processo e ne uscirà immacolato. Glielo auguro. Tuttavia, appare quantomeno rischioso ingaggiare un allenatore che rischia un processo penale.
Nel complesso, le premesse in vista dell'inaugurazione del nuovo Stadio Friuli non sono propriamente incoraggianti. Vedremo.