domenica, marzo 08, 2015

Le coppe europee...all'asiatica. Come funzionerebbero Champions League ed Europa League col sistema AFC (di Rado il Figo)

Grazie all’introduzione di alcune novità, passate generalmente sotto traccia, la stagione 2015 rappresenta un punto di svolta nelle competizioni asiatiche per club. Quale migliore occasione, quindi, per un’occhiata a com’è organizzato il calcio internazionale in quelle latitudini? Al fine di comprenderne meglio meccanismi e logiche, adotto la consueta simulazione di adattare il tutto all’ambito UEFA.

FORMULA E STRUTTURA DEI TORNEI
La corrente stagione AFC, come tradizione sviluppata per anno solare, conserva solo 2 dei precedenti 3 tornei per club: infatti, mentre la Champions League (CL) e la Coppa AFC (CA) si giocano ancora, è stata abrogata la Coppa del Presidente AFC, manifestazione riservata alle rappresentanti delle federazioni “emergenti” (eufemismo sotto cui celare le peggiori entità calcistiche continentali), di fatto assorbita nella CA, esattamente come avvenne in Europa per l’Intertoto, inglobato dal 2009/10 nell’Europa League, ex Coppa UEFA la quale aveva già assorbito nel 1999/2000 la defunta Coppa delle Coppe.
Come impostazione di base, CL e CA sono del tutto uguali alla CL dell’UEFA. Infatti, sono entrambe articolate in quattro fasi: preliminari, spareggi, gruppi ed eliminazione diretta; ad eccezione, ovviamente, di quella a gironi, tutte giocate a eliminazione diretta (compresa, altrettanto naturalmente, l’omonima). Nel dettaglio: preliminari e spareggi possono a loro volta essere suddivisi in uno o più turni, e si disputano a gara unica in casa di una delle due contendenti. Le 32 partecipanti della fase a gruppi, fra ammesse direttamente (24) e qualificate dagli spareggi (8), sono suddivise in 8 gironi all’italiana, con gare di andata e ritorno, da 4 squadre l’uno, che qualificano le prime due all’eliminazione diretta. Quest’ultima parte dagli ottavi e si conclude colla finale, e una particolarità tocca i due “estremi”: mentre quarti e semifinali sono giocati con andata e ritorno, ottavi e finale sono a gara secca, ospitata da una delle contendenti, scelta, rispettivamente, in una prima classificata dei gironi (con accoppiamenti stabiliti a tavolino) e tramite sorteggio (contemporaneo a quello che decide gl’incontri dei quarti di finale e semifinali). Dall’edizione 2013 si sono ritoccati questi due punti: in CL gli ottavi sono con andata (in casa di una seconda classificata) e ritorno, così come la finale, mentre in CA l’atto conclusivo è rimasto a gara secca ma in campo neutro. Per il 2015 è confermata quest’ultima veste indossata dai due tornei, i quali, pertanto, pur avendo uguale struttura conoscono due diverse formule. Rispetto ai tornei UEFA, il raddoppio delle reti in trasferta non si applica né nelle gare secche (anche quando ospitate di regola da una delle due squadre) né per quelle segnate nei supplementari della partita di ritorno (come avveniva agli esordi in Europa e quando fu adottato il “silver goal”).
Blocchi e zone
La scelta del numero di squadre iscrivibili da ogni federazione in CL e CA e dei rispettivi turni di partenza, è affidata al ranking AFC, profondamente rivisitato e basato ora interamente sui risultati ottenuti in campo. La versione precedente, infatti, era una valutazione per aspetti organizzativi, economici, logistici e d’infrastrutture, poco o nulla lasciando all’aspetto prettamente sportivo, dove i parametri legato a esso riguardavano il numero di squadre di partecipanti al campionato nazionale e la sua durata in termini di mesi e gare giocate da ogni formazione.
Il ranking, una volta stilato, è diviso in quattro parti; i primi due blocchi dividono le federazioni fra le prime 24 e le restanti; poi ogni blocco è equamente diviso in due zone geografiche, Est ed Ovest. Nella parte occidentale confluiscono le 12 rappresentanti dell’Ovest (ovviamente), le 6 del Centro e le 7 del Sud; in quella orientale, le 9 dell’Est (altrettanto naturalmente) e le 12 dell’ASEAN. Tuttavia, sono ammessi “trasferimenti” da una zona all’altra al fine di bilanciare le presenze geografiche nei due blocchi del ranking. Ritocchi sempre necessari: innanzi tutto, le 46 federazioni AFC (in realtà sono 47 ma le neofite Marianne Settentrionali, dell’Est, sono al momento del tutto escluse dall’attività per club) non sono equamente divise nelle due zone, contandone 25 l’Ovest e 21 l’Est. Inoltre, nulla garantisce che fra le prime 24 in classifica, 12 siano occidentali e 12 orientali, così come altrettanto incertezza regna sulla ripartizione geografica interna delle 22 federazioni in coda al ranking. In linea del tutto teorica, infatti, le rappresentanti dell’Ovest potrebbero tutte occupare i primi 25 posti della classifica, e quelle dell’Est gli ultimi 21. Ricordo, infatti, che il primo blocco è composto dalle migliori 24 nel ranking generale, e non dalle migliori 12 dell’Ovest e dalle migliori 12 dell’Est.
Se la divisione nei primi due blocchi è spiegata, come intuibile, in termini di distribuzione delle partecipanti nei due tornei e di turni di partenza, meno immediate sono le ragioni dietro la spartizione in zone geografiche. Ebbene, CL e CA sono letteralmente divise a metà, sviluppandosi per (quasi) la loro intera durata coi club dell’Est, ovvero dell’Ovest, a scontrarsi sempre fra di loro fino alla finale (CL) ovvero ai quarti (CA), fasi dove squadre di zone diverse cominciano a potersi affrontare. In pratica, qualcosa di molto simile ai campionati pro targati USA.



PRIMO ADDENDO
Il ranking AFC si differenzia per molti aspetti dall’omologo UEFA, anche nella sua nuova versione. In primo luogo, copre un arco temporale di 4 stagioni, e non 5 come in ambito europeo; in seconda battuta, ha portata “doppia”, in quanto distribuisce i posti per due edizioni dei tornei, e non una sola; conseguentemente anche l’aggiornamento è biennale e non annuale. P.es.: il ranking 2011/14 ha efficacia per le coppe delle stagioni 2015 e 2016, mentre per il 2017 e 2018 (salve modifiche future) ci si affiderà alla classifica 2013/16.
Infine, le federazioni sono valutate da un coefficiente frutto della somma di due addendi. Il primo si basa su un parametro, a tutti gli effetti, simile al coefficiente UEFA, trattandosi della somma della media punti per squadra di 4 stagioni consecutive ottenuta nei tornei per club. Tuttavia, ne beneficiano solo le federazioni che, nel quadriennio interessato, hanno portato almeno una squadra alla fase a gironi o di CL o di CA: infatti, la media annuale è calcolata esclusivamente sui risultati ottenuti da detto turno in avanti, nulla valendo quanto raccolto eventualmente fra preliminari e spareggi. Sono altrettanto escluse dal conteggio anche le gare giocate per l’abolita Coppa del Presidente AFC, esattamente come accadeva in ambito UEFA per l’altrettanto scomparso Intertoto.
Si tratta, poi, di una vera e propria media punti, poiché qui le vittorie valgono effettivamente 3 punti l’una, e non 2 come in campo europeo, pur venendo riconosciuti due correttivi. Il primo assegna 3 punti di bonus per ogni fase raggiunta dagli ottavi in poi; il secondo prevede che il bottino raccolto in CA sia diviso per 3.
La “traduzione” in termini UEFA per la simulazione non conosce soverchie difficoltà. È abbastanza naturale paragonare le due CL fra loro e la CA all’Europa League (EL); inoltre, il fatto che quest’ultima abbia un turno in più rispetto alle altre competizioni, non genera alcun vantaggio “sostanziale”, dato il secondo correttivo che divide per 3 i risultati lì raccolti.
Per comprendere meglio il meccanismo, calcolo la media italiana 2013/14. In CL, Juventus, Napoli e Milan portano alla causa 30 punti, frutto di 7 vittorie, 6 pareggi e 7 sconfitte, cui si aggiungono i 3 di bonus per gli ottavi raggiunti dal Milan, mentre non sono conteggiati i 4 punti raccolti dagli stessi rossoneri negli spareggi; in EL, Juventus, Napoli (ripescate), Fiorentina e Lazio donano solo 23,67 punti, cioè un terzo dei 71 punti, frutto dei 56 effettivi per le 15 vittorie, gli 11 pareggi e le 4 sconfitte, e dei 15 di bonus ottenuti da Juventus (semifinalista), Napoli e Fiorentina (eliminati agli ottavi), non venendo conteggiati né i 3 punti raccolti dalla Fiorentina negli spareggi né l’intera posizione dell’Udinese, incapace di raggiungere la fase a gruppi. I 53,67 punti totali sono quindi divisi per 5 (e non per 6, essendo i friulani esclusi del tutto a tali fini) ottenendo la media annuale di 10,73.
La tabella sottostante riporta la classifica derivante dalla somma delle 4 medie (SM).


Legenda. Fed.: federazione; SM: somma delle 4 M; CL: punti e bonus complessivi delle squadre della federazione della riga raccolti nella Champions League della stagione della colonna, dalla fase a gruppi in poi; EL: punti e bonus complessivi delle squadre della federazione della riga raccolti nell’Europa League della stagione della colonna, dalla fase a gruppi in poi; S: numero di squadre della federazione della riga che hanno giocato la fase a gruppi di Champions ovvero di Europa League nella stagione della colonna; M: media della federazione della riga nella stagione della colonna (rapporto fra (CL+EL/3) ed S).

Alcune osservazioni: innanzitutto, solo 34 federazioni UEFA su 53 (sono in realtà 54, ma Gibilterra è attiva solo dalla corrente stagione) entrano in questa prima base del ranking, anche se l’Irlanda, di fatto, è come se ne fosse ugualmente esclusa, avendo un coefficiente nullo e perciò col medesimo peso di chi non è mai riuscito nel quadriennio ad avere nemmeno una volta una sua rappresentante oltre gli spareggi. Poi, come regola generale, tutte le cifre, per quanto riportate approssimate al centesimo, sono “matematicamente integre”, senza quindi subire i troncamenti previsti dalle norme europee: ragion per cui, p.es., Ungheria e Svezia sono alla pari al 28° posto con un coefficiente di 3, mentre in ambito UEFA i magiari avrebbero prevalso per un millesimo sugli scandinavi (3,000 contro 2,999). 

SECONDO ADDENDO
Il secondo addendo si basa sul coefficiente di federazione usato nel ranking FIFA (CF). Avete letto bene: i risultati ottenuti dai club nei tornei targati AFC si “sommano” a quanto ottenuto dalle rispettive nazionali a qualsiasi livello purché ufficiale, sia esso amichevole o competitivo, contro avversarie asiatiche o anche di diverse confederazioni. L’unico punto di contatto è l’arco temporale di riferimento: il ranking FIFA abbraccia le gare giocate nei 4 anni precedenti e quello usato a questi fini è l’ultimo pubblicato nel momento in cui sono terminate le coppe asiatiche 2014, conclusione posta quando si è giocata la finale di ritorno di CL. Essendo andata in scena l’1 novembre 2014, il ranking FIFA di riferimento è pertanto quello a ottobre 2014.
La “traduzione” in termini UEFA, chiaramente, non pone alcun tipo di problema, coll’unico adeguamento di utilizzare il ranking FIFA aggiornato a maggio 2014, essendo stata giocata la finale (unica) della CL europea il giorno 24 di quel mese. Qui sotto riporto la classifica FIFA “ristretta” alle nazionali europee.



Legenda. Fed.: federazione; CF: coefficiente FIFA a maggio 2014.

TIRIAMO LE SOMME
È chiaro che il coefficiente AFC non può ridursi alla semplice addizione di SM e CF, essendo due parametri calcolati non solo in contesti e con criteri diversi ma, soprattutto, adottando unità di grandezza totalmente difformi. P.es., la Spagna, che primeggia in entrambi i casi, ha una SM pari a poco più di 1/20 del CF.
In effetti, come anticipato, il coefficiente è la somma di due addendi basati su SM e CF; nel dettaglio, il primo è 70 volte rapporto il rapporto fra la propria SM e la maggiore; il secondo, 30 volte il rapporto fra il proprio CF e il maggiore. In tal modo, il limite massimo è 100, vetta raggiungibile, a prescindere dai valori effettivi di SM e CF, dalla federazione che tocchi il valore più alto sia nella SM sia nel CF; evenienza, come già osservato, che casca proprio in ambito UEFA colla Spagna.
La tabella che segue riporta il ranking AFC applicato alle federazioni europee, illustrando il coefficiente di ognuna e il suo sviluppo, dai rispettivi SM e CF ai due relativi addendi; inoltre scioglie il nodo della ripartizione per zone geografiche, operazione per la quale mi è d’aiuto la stessa UEFA che, nelle stagioni dal 2004/05 al 2008/09, ai fini dei sorteggi prima dei turni di qualificazione di Coppa UEFA e poi anche dell’Intertoto, suddivise i suoi membri in 3 aree, piazzandone 20 nella Meridionale-Mediterranea (da qui in avanti, brevemente, Sud), in cui con pochi sforzi faccio confluire la “sopravvenuta” Gibilterra, 16 nella Centro-Orientale (Centro-Est) e 17 nella Settentrionale (Nord). Con questa ripartizione, mi è parso naturale “convertire” la “contrapposizione” Est-Ovest asiatica in una Sud-Nord per l’Europa: i necessari “trasferimenti” si traducono, pertanto, nello spostare le nazionali della seconda zona nella prima o nella terza, tendenzialmente ma non rigidamente, muovendo quelle del Centro al Nord e quelle dell’Est al Sud, cercando di mantenere una certa “contiguità territoriale”. 


Legenda. Fed.: federazione; SM: somma delle medie punti 2010/14; 1A: primo addendo, pari a 70 volte il rapporto fra SM e 73,53 (valore massimo effettivo di SM); CF: coefficiente FIFA a ottobre 2014; 2A: secondo addendo, pari a 30 volte il rapporto fra CF e 1.460 (valore massimo effettivo di CF); C: coefficiente di federazione 2010/14, somma di 1A e 2°; ZG: zona geografica di appartenenza (S: Sud, C: Centro-Est, N: Nord); Totali: numero complessivo di federazioni appartenenti alla ZG della colonna.

La classifica è già divisa nei due blocchi fra le prime 24 federazioni e le restanti 30. Nel primo blocco, al fine di avere il 50% di rappresentanti del Sud e del Nord, è sufficiente spostare due nazionali del Centro-Est nella zona Sud: scelta che cade su Svizzera e Ucraina, permettendo così di separare quest’ultima dalla Russia, confluita nel Nord. Nel secondo blocco, le 8 federazioni del Centro-Est devono essere equamente spartite nelle altre due zone, per cui Armenia, Moldavia, Azerbaigian e Georgia finiscono al Sud, Ungheria, Slovacchia, Kazakistan e Liechtenstein al Nord.
Il tabellone AFC

È giunta finalmente l’ora di svelare il tabellone AFC, coll’assegnazione dei posti nei due tornei alle varie federazioni in base al responso del ranking. In realtà, i tabelloni sono due, uno per la Zona Sud e l’altro per la Zona Nord, ma per esigenze espositive li ho “riuniti” come qui sotto riportato: pertanto le cifre totali riportate nelle ultime righe sono “dimezzate”, facendo esse riferimento a una sola zona. Sempre per motivi illustrativi, ho “colorato” alcune fasce di federazioni usando il celeste, il verde, il giallo, il viola e il rosso, con toni via via più sfumati all’abbassarsi della posizione al loro interno: i motivi sarano più chiari infra.
Sono comunque necessarie alcune precisazioni per spiegare le, inevitabili, difformità fra il tabellone reale e il mio simulato per l’Europa: innanzi tutto, l’UEFA conta 8 membri più dell’AFC (4 per Zona), ma ciò si traduce, fortunatamente, solo in un turno preliminare più corposo nella CA. In secondo luogo, nelle coppe asiatiche vige la cosidetta “regola Australia”, per cui il numero complessivo di squadre iscrivibili da una federazione non può superare un terzo delle partecipanti al suo campionato nazionale. Regola così battezzata perché, di fatto, applicabile solo per la A-League e le sue 10 concorrenti totali, che impediscono all’Australia di partecipare con più di 3 club nell’arena continentale: fortunatamente nella mia simulazione nessuna federazione ne è effettivamente colpita. In terzo luogo, anche nell’AFC esiste un sistema di licenze per potersi iscrivere ai suoi tornei, più articolato dell’UEFA conoscendo due livelli: a uno, generale, per poter competere alle coppe, se ne aggiunge uno speciale per poter partecipare alla CL. Rispetto alla realtà europea, ma francamente non so se per maggior rigidità dei criteri di rilascio o perché in ambito asiatico sono pochi i club in grado comunque di gareggiare al di fuori dei confini nazionali con un minimo di “professionismo”, le mancate licenze lasciano sul campo numerose vittime: nel 2015, 12 federazioni (il 26%) risultano assenti dalle coppe perché nessun loro club ha ottenuto l’ambito “pezzo di carta”, mentre l’Iraq ha potuto iscrivere le sue squadre solo in CA.
Gli ultimi due punti si traducono in un rimescolamento delle carte in tavola, con tutta una serie di adeguamenti volti a garantire almeno una fase a 8 gruppi da 4 squadre l’uno, sia in CL sia in CA. Pertanto, la mia simulazione (al netto del primo punto) consegna il “quadro ideale” voluto nelle intenzioni dall’AFC ma irrealizzabile nella realtà.


 

Legenda. Fed.: federazione (S: Sud; N: Nord); CL: turno di partenza nella Champions League (FG: fase a gruppi; SP: spareggi; 2P: secondo turno preliminare; 1P: primo turno preliminare); AC: turno di partenza nella Coppa AFC (FG: fase a gruppi; SP: spareggi; P: preliminari); : primo classificato in campionato; : secondo classificato in campionato; : primo classificato in campionato; : vincitore della coppa nazionale; E: numero complessivo di squadre che partono dal turno della colonna; Q: numero complessivo di squadre che disputano il turno della colonna essendosi qualificate dal turno precedente; T: numero totale di squadre che disputano il turno della colonna (somma di E e Q)

Le coppe all’asiatica sono più “snelle” delle europee, perché, come balza immediatamente agli occhi scorrendo il tabellone, ogni federazione, salve alcune circoscritte eccezioni, partecipa coi suoi club o alla CL o alla CA, ma non a entrambe. Pertanto, in prima approssimazione, se in ambito UEFA la CL è dedicata alle squadre di prima fascia di ogni federazione, e l’EL a quelle di seconda, le cui larghezze sono più o meno ampie in base al ranking, viceversa in campo asiatico siamo di fronte a due CL, colla “propriamente detta” destinata alle prime 24 federazioni, e la CA alle restanti 30.
L’accesso ai tornei AFC si acquisisce esclusivamente via campionato; l’unica eccezione tocca la coppa nazionale, la cui vincitrice, nelle gerarchie d’iscrizione, è posta subito dopo al campione nazionale, posizione non “trasferibile” alla finalista in caso di “doppietta” interna. Pertanto, nulla vale quanto ottenuto in campo continentale, e i detentori di CL e CA devono conquistrare entro i propri confini la possibilità di difendere il titolo firmato AFC.
La lettura del tabellone fa emergere due apparenti errori. Il primo è nel numero di partecipanti a(l primo turno de)i preliminari, dispari sia in CL sia in CA: in realtà, la presenza di alcuni club è puramente “formale”, dovuta a esigenze di “parità espositiva”, che saranno più chiare quando affronterò il tema dei sorteggi. Il secondo tocca le partecipanti delle federazioni dal 6° al 12° posto per zona, i cui campioni nazionali paiono partecipare contemporaneamente sia alla CL sia alla CA. Qui entrano in causa i ripescaggi, piaga che ha attecchito pure in Asia, seppur seguendo logiche diverse: infatti, se in Europa a essere interessate sono le squadre eliminate in determinati turni (colla parziale eccezione delle quarte dei gironi), in AFC le “ripescabili” sono solo alcune formazioni individuate fin dall’inizio. In termini concreti, i campioni nazionali delle 6 federazioni dalla 6ª alla 12ª per zona partono dai gruppi di CA, tuttavia è loro consentito di poter ambire a quelli di CL, partendo dal 1° turno preliminare. Non dovessero raggiungerli, “ritornano” in quelli di CA, a prescindere dall’effettivo turno di eliminazione; dovessero centrarli, nei gruppi di CA sono sostituiti dai vincitori della coppa nazionale. In tal modo, queste 12 federazioni sono le uniche ad avere una squadra in CL e una in CA, contrariamente alla “divisione” generale. Altra conseguenza: il numero totale di partecipanti ai due tornei continentali può variare da 92 a 100; infatti, in CL è pari a 54 e in CA a 50, tuttavia le ripescate possono variare da 12 (tutte) a 4 (le qualificate ai gironi di CL dagli spareggi sono 8 in totale, per cui almeno 4 delle 12 “ripescabili” non li raggiungeranno mai).
Puntiamo l’attenzione sull’Italia: adottando le norme asiatiche, la situazione azzurra si può definire migliorata, nonostante nel ranking AFC perda una posizione rispetto alla classifica UEFA, subendo il sorpasso portoghese, frutto del peggior CF nostrano rispetto al lusitano. Infatti, il 5° posto complessivo si traduce nel 3° di Zona Sud, e quindi non solo mantiene i due posti fissi nei gruppi di CL, ma addirittura “riconquista” la quarta rappresentante nella massima competizione continentale (in realtà, esclusivamente per la diversa ripartizione delle iscrizioni), per quanto questa debba partire dal 2° turno preliminare (ma credo che nessuno se ne lamenterebbe). I vantaggi non finiscono qui, vedendosi realizzati in un colpo solo due dei “desiderata” più in voga negli ultimi tempi: la vittoria della Coppa Italia vale un biglietto per la CL, e pure direttamente dai gironi (ma sono pronto a scommettere che, nel caso, si leverebbero i lamenti per il vice campione nazionale “retrocesso” agli spareggi), e fine alla “scocciatura” dell’EL, cui le compagini italiane sono totalmente “esentate” non potendovi gareggiare nemmeno da ripescate. Il secondo punto, poi, ha un effetto ancor più benefico in termini di coefficiente di federazione, non dovendo subire la divisione per 3 dei punti lì conquistati.

I SORTEGGI DELLA CL
Il calendario AFC prevede solo due sorteggi per l’intera stagione agonistica dei club: uno prima dell’inizio dei tornei e il secondo (generalmente) a conclusione degli ottavi di finale. Tuttavia, per la CL la prima estrazione dalle urne è veramente ridotta all’osso.
Partiamo, pertanto, proprio dalla massima competizione; per meglio comprenderne i meccanismi, nella tabella qui sotto, sono riportate esclusivamente le squadre di entrambe le coppe che partono dagli spareggi o dai preliminari, identificate da un numero seguendo una successione “gerarchica” facilmente intuibile.





Il primo sorteggio coinvolge tutte le fasi fino agli ottavi di finale; in realtà per preliminari e spareggi gli accoppiamenti sono decisi a tavolino secondo lo schema sotto riportato, dove le squadre sono identificate (come da qui in avanti) dalla sigla della federazione che precede un numero indicante il piazzamento in campionato ovvero la lettera C per il vincitore della coppa nazionale, mentre fra parentesi vi è la posizione assegnata come da tabella qui sopra.



Ricordo che qui si gioca a gara unica, in casa della prima nominata; è poi facile verificare come gli abbinamenti seguano il “tabellone tennistico” in ogni fase, disegnato ipotizzando che a prevalere sia sempre la squadra colla posizione migliore. L’unica variante è nell’inversione delle posizioni 6 e 7, necessaria, come sarà più chiaro infra, per evitare derby vietati fino ai gironi. Chiudo facendo notare, come anticipato, che il vincitore di coppa della 6ª federazione di ogni Zona (posizione 9) solo formalmente parte dal 1° turno preliminare: essendo l’unica formazione presente in 1P1, di fatto comincia dalla fase successiva, tuttavia la sua presenza è “necessaria” per avere 4 sfide per turno (la citata “parità espositiva”).
Per la fase a gruppi, si prosegue colla suddivisione Sud-Nord, per cui sono prima coinvolti i gironi “meridionali” (A – B – C – D) e poi i “settentrionali” (E – F – G – H). Le estrazioni si riducono a due, coinvolgenti entrambe due sole palline. La prima pesca vede così inseriti nell’urna i nomi “Spagna” e “Portogallo”, cioè le due migliori federazioni del Sud; nella seconda, in teoria, sono immesse “Italia” e “Francia”, 3ª e 4ª di Zona. I 4 nomi, in realtà, individuano altrettante fasce da 4 squadre l’una così composte:



Legenda. N: posizione nel girone; F: fascia.

Se nelle prime due fasce entrano le formazioni ammesse direttamente ai gironi della federazione da cui prendono il nome, nella terza vi sono quelle della 3ª e l’unica della 6ª, così come nella quarta quelle della 4ª e la sola della 5ª (si ripete, pertanto, il concetto di “tabellone tennistico”); infine, ogni fascia è completata dalla vincente di uno spareggio, con abbinamenti non casuali. L’unica variante ammessa allo schema è la possibile inversione delle posizioni 2 e 3 di quarta fascia.
Con sorteggi coinvolgenti solo due nomi per volta, è lampante che esaurita la prima pesca, la seconda diventi del tutto inutile; tuttavia, a prescindere da chi sia estratto per primo fra “Spagna” e “Portogallo”, la seconda tornata non ha mai luogo, in quanto è già deciso che “Francia” sia pescata prima di “Italia”. I motivi saranno chiari una volta letto lo schema riassuntivo di questo primo sorteggio, ipotizzando che il nome estratto per primo sia “Spagna”: per rendere più facile la lettura, le squadre sono inserite in caselle dello stesso colore usato per la loro federazione nella tabella del ranking.



Legenda. T: turno di partenza nel torneo (1: fase a gruppi quale prima del girone; 2: fase a gruppi quale seconda del girone; 3: fase a gruppi quale terza del girone: SP: spareggi; 2P: 2° turno preliminare; 1° turno preliminare); G: gruppo.

Le squadre di ogni fascia sono introdotte “diagonalmente” nei rispettivi gironi, ordinati “circolarmente”, cioè dove il Gruppo A precede il B e segue il D e il Gruppo D segue il C e precede l’A. Così, estratta, come ipotizzato, per prima la fascia “Spagna”, la prima squadra (ESP 1) è inserita quale prima nominata del Gruppo A (A1), e, proseguento, la seconda (ESP C) quale B2, la terza (ESP 2) quale C3 e, infine, la quarta (la vincente di SP1) quale D4. Quest’ultima esce dalla sfida fra ESP 3 e la vincente di 2P1 fra TUR 2 e SUI C: le fasce sono perciò completate colla vincente dello spareggio ospitato dalla rappresentante della federazione cui la fascia porta il nome.
Ogni colonna dello schema riporta la composizione del rispettivo Gruppo, dove i primi 3 nomi sono certi, mentre il quarto non potrà che essere uno di quelli posti sotto la doppia riga. Ricordando che col bianco sono indicate le federazioni con una sola rappresentante nel torneo, si può verificare che ogni colonna è composta da squadre di colori ovvero toni diversi, evitando in tal modo i derby prima degli ottavi. Non solo, ma dovrebbe essere altrettanto facile comprendere perché la fascia “Francia” è a tavolino imposta come prima sorteggiata della seconda tornata: se, infatti, fosse l’Italia, FRA 1 sarebbe posta come D1 colla vincente di SP4 quale C4; ma da detto spareggio potrebbe prevalere ITA 3 (le “mezze colonne” sotto le due righe rimangono fisse, tutt’al più cambiando girone, a prescindere dalla fascia estratta per prima) che quindi finirebbe nello stesso girone dove in prima posizione vi è ITA 1. Analogamente, basta invertire nel tabellone le posizioni fra FRA 3 e TUR C per comprendere la ragione dello scambio delle posizioni 6 e 7 negli abbinamenti a tavolino di preliminari e spareggi.
Fosse estratta per prima la fascia “Portogallo”, come detto, non cambia (quasi) nulla, per cui il sorteggio si ferma sempre alla prima pesca. Lo si può verificare nel Nord, dove ipotizziamo che, per l’appunto, a essere estratta sia la fascia della seconda federazione di Zona, l’Inghilterra, generando il seguente schema riassuntivo, dove l’uso dei medesimi colori e toni facilita la lettura.



Come si vede, l’unica variante è l’inversione delle posizioni 2 e 3 della quarta fascia (“Paesi Bassi”), necessaria a evitare un possibile derby scozzese nel Gruppo E e uno neerlandese nell’H.
In poche parole, l’estrazione di un solo nome per Zona, disegna ben 5 turni di CL: infatti, anche gli abbinamenti per gli ottavi sono decisi a tavolino (per quanto, curiosamente, non riportati nel regolamento), dove una seconda classificata ospita l’andata contro una prima di un altro girone, colle (consolidate da almeno 4 edizioni) seguenti coppie: A-C, B-D, E-G, F-H.
Il secondo sorteggio riguarda i quarti e turni successivi, ed è soggetto al solo vincolo per cui fino alle semifinali possono essere abbinate fra loro solo squadre della medesima Zona, a prescindere, quindi, dalla federazione e dal girone di provenienza.

I SORTEGGI DELLA CA
Per la CA, “sorteggio” torna a essere termine più appropriato rispetto alla CL, non foss’altro perché 34 federazioni su 42 partecipano con una sola squadre e le restanti 8 con due, per quanto anche qui vi siano le medesime due date in calendario, secondo le medesime scadenze dell’altra competizione.
Gli abbinamenti di preliminare e sorteggi sono sempre decisi a tavolino colle stesse linee guida della CL di “tabellone tennistico” e “parità espositiva”, ma senza alcun bisogno di operare ritocchi  esempre ricordando che si gioca in gara unica ospitata dalla squadra colla miglior posizione in tabella.



Per la fase a gruppi, cui sono ammesse direttamente 20 squadre, le pesche sono 3 per zona, e stavolta tutte reali. Si parte sempre dal Sud inserendo in una prima urna 6 nomi in rappresentanza di altrettante squadre: Grecia, Ucraina, Romania, Croazia, Slovenia e Israele, cioè le 6 migliori federazioni partecipanti i cui campioni nazionali sono però impegnati nel 1° turno preliminare di CL. Ricordo, infatti, che se riuscissero a centrare i gironi di questa, sono automaticamente sostituite in quelli di CA dalla vincitrice della coppa. Man mano che sono estratte, le squadre sono inserite quale prima nominata dal Gruppo A al Gruppo D, e poi quale seconda dall’A al B; in pratica, la prima pescata è A1 e la sesta e ultima, B2.
Nella seconda urna sono inserite 4 palline per 8 squadre, due per ognuna: Bulgaria, Serbia, Bosnia ed Erzegovina e Cipro, cioè le 4 federazioni “di mezzo”, le uniche con 2 rappresentanti. Qui, ogni nome identifica il campione nazionale, ammesso direttamente ai gironi, e la vincente dello spareggio ospitato dal rispettivo vincitore di coppa; per evitare i derby, vietati prima degli ottavi di finale, si adotta l’inserimento “diagonale” per “contiguità circolare” ma “saltando” una posizione. In tal modo, il campione nazionale della prima estratta è C2 e la vincente dello spareggio abbinato è A4 (saltando così D3), mentre il campione nazionale della quarta e ultima estratta è B3 e la vincente dello spareggio è D3 (saltando C4). Infine, nella terza urna sono inseriti i nomi delle vincenti di SP5 e SP6, che andranno a occupare le posizioni C4 e D4.
Analogamente, si procede per la Zona Nord, e gli schemi riassuntivi delle fasi dal preliminare ai gironi, sono i seguenti, ipotizzando che i nomi siano estratti in ordine di ranking (per i Gruppi C, D, G e H, le due semicolonne sotto la doppia riga rappresentano, quella a sinistra la terza posizione del girone, quella a destra la quarta).


Nella fase a eliminazione diretta vi sono alcune variazioni rispetto alla CL: la divisione Sud-Nord è mantenuta solo negli ottavi, con possibili sfide interzona dai quarti in poi, turno in cui, curiosamente, sarebbero però vietati i derby fra compagini della medesima federazione.

LA STAGIONE EUROPEA 2014/15 ALL’ASIATICA
È evidente che la rigidità negli accoppiamenti di CL consegna ben poche sorprese a chi la deve affrontare, in particolar modo per la prossima stagione, poiché il ranking rimarrà immutato senza essere aggiornato. Applicando le norme al Vecchio Continente e puntando l’attenzione all’Italia, p.es., chi giungerà secondo nella Serie A 2014/15 sa già che la sua CL 2015/16 partirà dagli spareggi dove affronterà in casa o il vincitore della coppa turca o il campione romeno ovvero croato; dovesse superarli, nei gironi è certo di avere come avversari il campione francese assieme a una squadra portoghese e una spagnola (una la seconda di campionato e l’altra la vincente di coppa).
Tornando “un passo indietro”, vediamo come si sarebbe sviluppata la corrente stagione UEFA 2014/15 colle regole AFC. Prima di tutto, l’elenco delle partecipanti divise nelle due Zone: per ogni federazione sono indicate le squadre iscritte e il turno di partenza (pallino nero nella griglia) in CL e/o in CA (EL); il numero che le precede riporta la posizione nel campionato, mentre con (v) è identificato il vincitore di coppa. Infine, in corsivo vi sono le squadre “sostitute” di CA, che vi prenderanno parte partendo dai gironi (pallini grigi) solo se la prima squadra della stessa federazione si qualificasse alla fase a gruppi di CL.

Rado il Figo