mercoledì, dicembre 03, 2014

"Delitto Pantani - Ultimo chilometro (segreti e bugie)" - Il libro di Andrea Rossini sulla morte del Pirata

Lo scorso agosto, nelle settimane successive alla riapertura dell'inchiesta per la morte di Marco Pantani, espressi il mio punto di vista sulla vicenda. Come da impostazione di Blog-In, le opinioni devono basarsi su fatti e prove. In determinate vicende - e quella di Pantani è una di queste - sentimenti e versioni di comodo devono lasciar spazio a dati oggettivi e razionalità. Per questo, il modo in cui principali media italiani hanno affrontato la vicenda mi è sembrato, sin dall'inizio, estremamente discutibile. La Gazzetta dello Sport in particolare, ha sposato acriticamente la posizione dell'avv. De Rensis, legale della famiglia Pantani. A cadenza più o meno regolare (oggi l'ultimo della serie), la rosea ha pubblicato articoli a firma Francesco Ceniti in cui si annunciavano continue "svolte nelle indagini". Svolte che avrebbero dovuto confermare la tesi secondo cui Pantani fu ucciso e non morì per una overdose di cocaina (come dimostrato a livello processuale). L'unico medium che ha anteposto le prove e gli atti processuali all'emotività (e al marketing...) è stato il Corriere di Romagna. Non è un caso, visto che Andrea Rossini, il giornalista che si occupa del caso, ha seguito meticolosamente l'intera vicenda processuale. In alcuni articoli pubblicati quest'estate (un paio li trovate qui), Rossini confutava attraverso evidenze processuali e testimonianze la teoria dell'omicidio.
"Delitto Pantani - Ultimo Chilometro (Segreti e Bugie)" (Nda Press, 167 pagine), è lo sbocco naturale di quegli articoli e dell'instant book "Ultimo Chilometro", uscito nel giugno 2004. Rossini, da ottimo giornalista investigativo e da massimo esperto del caso Pantani, ha ricostruito in modo certosino gli ultimi devastanti mesi della vita del Pirata. Alcuni passaggi sono estremamente crudi. Dei veri e propri pugni nello stomaco del lettore. Sono però fondamentali per riportare al centro della scena i fatti e gli atti processuali, incredibilmente "dimenticati" da chi oggi cavalca la tesi - paradossalmente più rassicurante, oltre che più  commerciale - del complotto (doppio se a Rimini aggiungiamo Madonna di Campiglio).

"Questo non è il solito libro su Pantani scritto sull'onda di un'emozione che non si spegne. È piuttosto un invito a difendersi dai meccanismi della macchina del mito, capace di trasfigurare la verità che, come diceva Simenon, "non sembra mai vera" e, per sua natura, lascia spazio al dubbio (forza, ma anche debolezza della ragione). L'inseguirsi dei colpi di scena risponde a una logica da fiction, prevede la sospensione dell'incredulità, parla al cuore e non alla testa, ai sentimenti profondi, specie del tifoso, che spesso affondano nell'infanzia e ne conservano la purezza (...). Le battaglie giudiziarie della famiglia del Pirata non arriveranno a dimostrare le tesi dell'assassinio e del complotto, vulnerabili a un vaglio critico, ma sfuggite all'ambito originario hanno già ottenuto lo scopo: danneggiare la sfera razionale e imbastire una versione popolare da consegnare ai posteri. In gioco c'è la memoria del Pirata, far sopravvivere l'immagine di un'immagine e trasformarla in effigie" (...). Il risultato, due facce di uno stesso reportage (da una parte il racconto degli ultimi mesi che si legge come un romanzo al quale è stato strappato il lieto fine, dall'altro un approfondito botta e risposta), si propone come una bussola perché ciascuno, a partire da alcuni punti fermi, possa orientarsi e giudicare in proprio l'attendibilità di eventuali nuove prove."

(dall'Introduzione  del libro)

Se non vi fermate alle versioni di comodo e se preferite formarvi un'opinione valutando fatti e prove, "Delitto Pantani - Ultimo Chilometro" è un libro da leggere. Anche, soprattutto, se siete stati tifosi del Pirata. Perché...
 
"La verità non sembra mai vera e lascia spazio al dubbio, ma è più affascinante di ogni teoria del complotto"