BLOG-IN DENTRO LO SPORT

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GIRO D'ITALIA 2013

Il percorso, le tappe, le altimetrie, le salite del Giro d'Italia 2013. Approfondimenti sulle frazioni più importanti, commenti e analisi su squadre, protagonisti e copertura Tv-Media. (foto by Sirotti - Stephill.tv)

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CALENDARIO CICLISMO 2013

Tutte le date del calendario ciclistico World Tour 2013. Dalle prime corse stagionali in Australia, alle Grandi Classiche di primavera, dalle Corse a tappe sino al Lombardia. Senza dimenticare i Mondiali italiani: appuntamento a Firenze a fine settembre. (foto by Sirotti - Stephill.tv)

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martedì, dicembre 16, 2014

#Olimpiadi2024 - 10 motivi per sostenere la candidatura di Roma

Lo so, sostenere la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024, oggi, è estremamente impopolare. L'inchiesta su "Mafia Capitale" ha scoperchiato un sistema basato su malaffare e corruzione. Se pensiamo, poi, a quanto accaduto negli ultimi grandi eventi organizzati sul nostro territorio - Italia '90, Torino 2006, Mondiali Nuoto Roma 2009 e aggiungiamoci Expo 2015 - c'è da mettersi le mani nei capelli (ma anche in tasca per verificare di avere ancora il portafoglio). I primi sondaggi, pubblicati dai principali quotidiani online, hanno fatto registrare delle percentuali bulgare per il no alla candidatura (vedi). Di più. Nell'ultimo post sul tema "candidature italiane" (vedi) mi espressi a favore della decisione del presidente Monti di rinunciare alla candidatura per l'edizione 2020.
Insomma, viste le premesse, e considerando la mia stessa idea del 2012, sarebbe logico e coerente stroncare in partenza la candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024.
Bene, a dispetto della posizione di partenza e nonostante tutti i problemi attuali e passati del nostro Paese, penso che sia invece arrivato il momento di invertire la rotta e di sostenere la candidatura italiana per i Giochi del 2024.
Perché? Per 10 buoni motivi: 
  1. Perché è giunto il momento per l'Italia, intesa come sistema-paese, di dimostrare al mondo, ma prima di tutto a sé stessa, di essere in grado di organizzare un grande evento. Senza ruberie o scandali.
  2. Perché se ci arrendessimo senza partecipare saremmo un Paese senza speranza e senza futuro.
  3. Perché rinunciare significherebbe darla vinta ai Carminati e ai tanti filibustieri italici.
  4. Perché siamo nel 2014 e fra 10 anni, si spera, l'Italia sarà un Paese migliore: "Mi auguro che la corruzione nel 2024 sia fisiologica, propria di una democrazia occidentale" (Raffaele Cantone, Autorità nazionale Anticorruzione).
  5. Perché l'Italia ha organizzato una sola Olimpiade estiva nel 1960. Dopo 64 anni è giunto il momento di ospitare nuovamente il più grande evento sportivo al mondo.
  6. Perché grazie alle nuove regole per le candidature, approvate la scorsa settimana dal CIO (vedi), ospitare i Giochi sarà meno costoso. Si potranno sfruttare impianti già esistenti e coinvolgere altre città, magari con tradizione in determinati sport (es. pallanuoto in Liguria, pallamano in Alto Adige o Puglia, basket a Bologna, Canottaggio a Milano);
  7. Perché i Giochi di Londra 2012 hanno dimostrato che si possono organizzare delle Olimpiadi sostenibili (vedi).
  8. Perché, al netto di speculazioni e abusi edilizi, le Olimpiadi consentirebbero di migliorare impianti, strutture sportive e infrastrutture.
  9. Perché i Giochi sarebbero una vetrina irripetibile per molte discipline ora sacrificate sull'altare del Dio Pallone: più visibilità, più tesserati, più interesse, più sponsor, ecc. E più cultura sportiva (forse).
  10. Perché l'Italia, nonostante tutto, è un Paese con grandi risorse e con una straordinaria tradizione sportiva.

Da "La Gazzetta dello Sport"


















venerdì, dicembre 05, 2014

Libri sportivi da leggere (o regalare) a Natale 2014 - I consigli di Blog-In

Mancano meno di tre settimane a Natale e per molti è tempo di pensare ai regali per parenti e amici. E per se stessi. Il consiglio di Blog-In è quello di regalare - o regalarsi - un buon libro. Sportivo, ovviamente. Perché, come recita il titolo della Fiera della piccola e media editoria che si svolge in questi giorni a  Roma,"Più libri, più liberi". L'editoria sportiva ha sfornato diversi titoli in questi ultimi anni. Non tutti memorabili a dire il vero. Ovviamente la scelta di un libro è estremamente soggettiva e dipende da molti fattori. Ecco perché, a fianco dei testi suggeriti, troverete una breve spiegazione sul perché acquistarli o regalarli. Tre di questi libri sono di recente pubblicazione e sono facilmente reperibili nelle librerie. Gli altri due sono usciti qualche anno fa (li trovate in vendita in molti shop online), ma mantengono inalterato il loro fascino. Buona lettura!

DINO ZOFF - DURA SOLO UN ATTIMO LA GLORIA (Mondadori, Collana Strade blu, 2014)- Per Claudio Pea è "la più bella storia di calcio che abbia letto". Non so se sia davvero così, ma il libro di Dino Zoff va oltre la semplice biografia. E' il racconto di una carriera eccezionale, unica. Ma è soprattuto la storia di un uomo cresciuto con dei principi fortissimi, rimasti intatti per tutta la vita, sportiva e non. Uno Zoff sorprendente, profondo, riflessivo, sempre però accompagnato da una vena malinconica.
Il Premio Strega Francesco Piccolo ha presentato in anteprima il libro a Pordenonelegge 2014. Mattinata indimenticabile. Qui trovate il post dello stesso Piccolo nel suo blog su corriere.it:

«Il portiere non è un ruolo, è un modo di essere. Implica una scelta iniziale molto difficile, quella di far parte di una squadra, sì, ma a distanza, da lontano. Da quella scelta ne discendono altre, ugualmente difficili: partecipare, ma solo nel momento cruciale, interrompere il gioco invece che continuarlo. Osservare il mondo in silenzio, come si osservano i campi, mentre le sementi crescono. Sulla linea di porta, tra due pali, durante una partita, avviene tutto con fatica, sudore, impegno, concentrazione. Avete mai fatto caso a quanto sudano i portieri durante una gara?».

(dalla recensione di Francesco Piccolo)


STORIE MONDIALI - UN SECOLO DI CALCIO IN 10 AVVENTURE di Federico Buffa e Carlo Pizzigoni (Sperling&Kupfer, 2014) - Le "Storie Mondiali" di Federico Buffa, andate in onda su Sky prima di Brasile 2014, hanno rappresentato uno dei momenti televisivi più alti degli ultimi tempi. Successo enorme, meritato. "Storie Mondiali - Un secolo di calcio in 10 avventure" è la trasposizione letteraria del programma televisivo. Nella recensione di Paolo Morati per Indiscreto trovate alcuni spunti interessanti. Primo tra tutti (verissimo): "I Mondiali (di calcio) hanno scandito i tempi della nostra vita".

"In breve, le dieci avventure raccontate, delle quali molte vissute anche da noi catodici spettatori, in 266 pagine (tabellini esclusi) mettono al centro le partite ma anche gli eventi correlati e a contorno, con diversi balzi e rimbalzi storici a ricollegare episodi e personaggi. Ed è in sostanza questa la chiave più interessante di un libro che fornisce informazioni probabilmente meno note a chi non è propriamente uno storico del pallone, soprattutto nelle bonus track che non necessariamente riguardano vincitori e protagonisti, ma spostano l’attenzione su particolarità meritevoli di attenzione come (o forse più) di chi all’epoca si era guadagnato le prime pagine dei giornali".

(dalla recensione di Paolo Morati)

DELITTO PANTANI - ULTIMO CHILOMETRO di Andrea Rossini (Nda Press, 2014) - Libro che ho recensito recentemente. Blog-In ha sempre seguito le vicende sportivo-processuali, cercando di fornire ai lettori le chiavi per potersi formare autonomamente un'opinione. Al di là del tifo e delle inevitabili simpatie personali. Per questo non troverete qui la recensione di altri libri, sempre con soggetto Pantani, in cui il sentimento prevale sulla ragione e sui fatti. Il libro di Rossini ripercorre in modo iper-documentato e oggettivo gli ultimi mesi di vita di Pantani. Se non vi fermate alle versioni di comodo e se preferite formarvi un'idea valutando fatti e prove, "Delitto Pantani - Ultimo Chilometro" è un libro da leggere.
 
"Questo non è il solito libro su Pantani scritto sull'onda di un'emozione che non si spegne. È piuttosto un invito a difendersi dai meccanismi della macchina del mito, capace di trasfigurare la verità che, come diceva Simenon, "non sembra mai vera" e, per sua natura, lascia spazio al dubbio (forza, ma anche debolezza della ragione). L'inseguirsi dei colpi di scena risponde a una logica da fiction, prevede la sospensione dell'incredulità, parla al cuore e non alla testa, ai sentimenti profondi, specie del tifoso, che spesso affondano nell'infanzia e ne conservano la purezza (...). Le battaglie giudiziarie della famiglia del Pirata non arriveranno a dimostrare le tesi dell'assassinio e del complotto, vulnerabili a un vaglio critico, ma sfuggite all'ambito originario hanno già ottenuto lo scopo: danneggiare la sfera razionale e imbastire una versione popolare da consegnare ai posteri. In gioco c'è la memoria del Pirata, far sopravvivere l'immagine di un'immagine e trasformarla in effigie" (...). Il risultato, due facce di uno stesso reportage (da una parte il racconto degli ultimi mesi che si legge come un romanzo al quale è stato strappato il lieto fine, dall'altro un approfondito botta e risposta), si propone come una bussola perché ciascuno, a partire da alcuni punti fermi, possa orientarsi e giudicare in proprio l'attendibilità di eventuali nuove prove."

(dall'Introduzione del libro)

ROMA 1960 - LE OLIMPIADI CHE CAMBIARONO IL MONDO di David Maraniss (Rizzoli,
2010) - Libro meraviglioso, coinvolgente, ricco di riferimenti storici, sociali, politici e di cronaca sportiva. Roma 1960 ha rappresentato uno spartiacque della storia sportiva, ma anche di quella sociale e politica. David Maraniss, giornalista del Washington Post, premio Pulitzer 1993, racconta le Olimpiadi romane del 1960 con la competenza di un cronista sportivo, la dovizia di uno storico e la capacità analitica di un osservatore politico. I Giochi che, come recita il sottotitolo, cambiarono il mondo. Quest'ultima non è affatto un'interpretazione retorica o forzata. Maraniss descrive magistralmente tutti i cambiamenti epocali a livello sociale, economico, politico e sportivo racchiusi in quei straordinari diciotto giorni nella Città Eterna. La Guerra Fredda, la discriminazione razziale, l'apartheid sudafricana, Cassius Clay, Abebe Bikila, le Tigerbelles, le due Germanie, Taiwan/Formosa, i primi casi di doping, i primi sponsor, l'inizio dell'era Tv.

"Roma, nel 1960, fu spazzata dalle Olimpiadi come da una ventata di freschezza". In una città che cerca di scrollarsi di dosso le pesanti eredità del fascismo, già immersa nella Dolce Vita e nel boom economico, approdano dai quattro angoli della Terra le delegazioni sportive di quelle che passeranno alla storia come le prime Olimpiadi dal dopoguerra a tornare ai fasti del passato, ma nel contempo le ultime dell'era romantica, ispirate ancora a una concezione aristocratica e non professionista dei Giochi. In questo periodo cominciano infatti ad emergere nuove forze destinate a mutare profondamente lo sport in generale: gli sponsor, le tecnologie, il doping. E le prime Olimpiadi in Mondovisione sono anche il palcoscenico di un equilibrio politico mondiale in rapida evoluzione, con Usa e Urss al centro di una sfida a suon di medaglie e di propaganda, un altro volto di quella Guerra Fredda che nel giro di due anni porterà alla crisi dei missili".

(dalla sinossi del libro)

DA KINSHASA A LAS VEGAS VIA WIMBLEDON - Forse ho visto troppo sport di Rino Tommasi (Limina, 2009) - Tra i vari libri scritti da Rino Tommasi - non molti a dire il vero - questo è il mio preferito. Una lunga e piacevole serie di ricordi, racconti, retroscena, aneddoti, il tutto condito da qualche immancabile statistica ("un cervello essenzialmente matematico però capace di digressioni epico-fantastiche quali consente uno sport come il pugilato. Io lo chiamo professore, senza la minima ombra di esagerazione scherzosa" diceva di lui Gianni Brera) e da opinioni chiare e decise su tantissimi temi: dal sistema sportivo americano, ai format e ai cambiamenti regolamentari del calcio, al suo quotidiano sportivo ideale, ecc.
Per un appassionato di sport - inteso in senso lato, non come sinonimo di calcio - un libro imperdibile. Lo sport visto, vissuto e raccontato da uno degli ultimi maestri del giornalismo sportivo italiano.

"Ho avuto la fortuna e l'opportunità di attraversare, con ruoli diversi, il mondo dello sport e di raccogliere esperienze che mi sembrano sufficientemente interessanti da raccontare e - mi auguro - da leggere. Se volessi riassumere i miei 75 anni, potrei indicare come tappe fondamentali: (...) il tennis che non è mai stato l'occupazione e la preoccupazione principale ma c'è sempre stato, come divertimento prima di diventare oggetto di lavoro; il pugilato, incontrato per caso ma studiato con impegno, motivo di grandi soddisfazioni, di cocenti amarezze ma anche di impagabili esperienze; il giornalismo, raggiunto un po' in ritardo ma inseguito sempre come obiettivo principale e come vocazione compiuta; infine la televisione, anche questa trovata tardi, per caso, alla quale ho dato molto non sempre ricevendo in proporzione. Naturalmente al centro di tutto questo c'è sempre stato lo sport, come oggetto di divertimento, di studio, di lavoro. Ho sempre pensato che lo sport insegna ad affrontare due situazioni importanti e con le quali quasi tutti dobbiamo confrontarci, insegna a vincere e insegna a perdere, in altre parole insegna a vivere. E io sono contento della mia vita".

(dalla Premessa del libro)

mercoledì, dicembre 03, 2014

"Delitto Pantani - Ultimo chilometro (segreti e bugie)" - Il libro di Andrea Rossini sulla morte del Pirata

Lo scorso agosto, nelle settimane successive alla riapertura dell'inchiesta per la morte di Marco Pantani, espressi il mio punto di vista sulla vicenda. Come da impostazione di Blog-In, le opinioni devono basarsi su fatti e prove. In determinate vicende - e quella di Pantani è una di queste - sentimenti e versioni di comodo devono lasciar spazio a dati oggettivi e razionalità. Per questo, il modo in cui principali media italiani hanno affrontato la vicenda mi è sembrato, sin dall'inizio, estremamente discutibile. La Gazzetta dello Sport in particolare, ha sposato acriticamente la posizione dell'avv. De Rensis, legale della famiglia Pantani. A cadenza più o meno regolare (oggi l'ultimo della serie), la rosea ha pubblicato articoli a firma Francesco Ceniti in cui si annunciavano continue "svolte nelle indagini". Svolte che avrebbero dovuto confermare la tesi secondo cui Pantani fu ucciso e non morì per una overdose di cocaina (come dimostrato a livello processuale). L'unico medium che ha anteposto le prove e gli atti processuali all'emotività (e al marketing...) è stato il Corriere di Romagna. Non è un caso, visto che Andrea Rossini, il giornalista che si occupa del caso, ha seguito meticolosamente l'intera vicenda processuale. In alcuni articoli pubblicati quest'estate (un paio li trovate qui), Rossini confutava attraverso evidenze processuali e testimonianze la teoria dell'omicidio.
"Delitto Pantani - Ultimo Chilometro (Segreti e Bugie)" (Nda Press, 167 pagine), è lo sbocco naturale di quegli articoli e dell'instant book "Ultimo Chilometro", uscito nel giugno 2004. Rossini, da ottimo giornalista investigativo e da massimo esperto del caso Pantani, ha ricostruito in modo certosino gli ultimi devastanti mesi della vita del Pirata. Alcuni passaggi sono estremamente crudi. Dei veri e propri pugni nello stomaco del lettore. Sono però fondamentali per riportare al centro della scena i fatti e gli atti processuali, incredibilmente "dimenticati" da chi oggi cavalca la tesi - paradossalmente più rassicurante, oltre che più  commerciale - del complotto (doppio se a Rimini aggiungiamo Madonna di Campiglio).

"Questo non è il solito libro su Pantani scritto sull'onda di un'emozione che non si spegne. È piuttosto un invito a difendersi dai meccanismi della macchina del mito, capace di trasfigurare la verità che, come diceva Simenon, "non sembra mai vera" e, per sua natura, lascia spazio al dubbio (forza, ma anche debolezza della ragione). L'inseguirsi dei colpi di scena risponde a una logica da fiction, prevede la sospensione dell'incredulità, parla al cuore e non alla testa, ai sentimenti profondi, specie del tifoso, che spesso affondano nell'infanzia e ne conservano la purezza (...). Le battaglie giudiziarie della famiglia del Pirata non arriveranno a dimostrare le tesi dell'assassinio e del complotto, vulnerabili a un vaglio critico, ma sfuggite all'ambito originario hanno già ottenuto lo scopo: danneggiare la sfera razionale e imbastire una versione popolare da consegnare ai posteri. In gioco c'è la memoria del Pirata, far sopravvivere l'immagine di un'immagine e trasformarla in effigie" (...). Il risultato, due facce di uno stesso reportage (da una parte il racconto degli ultimi mesi che si legge come un romanzo al quale è stato strappato il lieto fine, dall'altro un approfondito botta e risposta), si propone come una bussola perché ciascuno, a partire da alcuni punti fermi, possa orientarsi e giudicare in proprio l'attendibilità di eventuali nuove prove."

(dall'Introduzione  del libro)

Se non vi fermate alle versioni di comodo e se preferite formarvi un'opinione valutando fatti e prove, "Delitto Pantani - Ultimo Chilometro" è un libro da leggere. Anche, soprattutto, se siete stati tifosi del Pirata. Perché...
 
"La verità non sembra mai vera e lascia spazio al dubbio, ma è più affascinante di ogni teoria del complotto"