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Il percorso, le tappe, le altimetrie, le salite del Giro d'Italia 2013. Approfondimenti sulle frazioni più importanti, commenti e analisi su squadre, protagonisti e copertura Tv-Media. (foto by Sirotti - Stephill.tv)

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CALENDARIO CICLISMO 2013

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martedì, settembre 23, 2014

Le 3 cose che ci insegna il "Caso Schwazer"

Nelle ultime  settimane i media hanno dato ampio risalto agli sviluppi dell'inchiesta penale della Procura di Bolzano, nata in seguito alla positività al doping di Alex Schwazer nell'estate 2012. Per semplicità l'intera vicenda è stata riassunta sotto l'etichetta di Caso Schwazer ma, in realtà, quello che sta emergendo è un affare molto più grosso che coinvolge in modo diretto l'intero sistema sportivo italiano. Del resto non ci voleva molto per intuirlo. Nella famosa conferenza stampa di Schwazer, pochi giorni dopo la positività all'EPO resa nota nel corso delle Olimpiadi di Londra 2012, il marciatore altoatesino si era assunto tutte le responsabilità del gesto, descrivendo, tra le altre cose, un rocambolesco viaggio in Turchia per procurarsi la sostanza dopante. In attesa del processo, la versione del "ho fatto tutto da solo, nessuno sapeva niente" si sta rivelando per quello che è: un coraggioso - quanto goffo - tentativo di non coinvolgere altre persone nella vicenda.
Blog-In, proprio a seguito dei casi Schwazer e Armstrong, ha cercato in questi due anni di approfondire la questione doping, fornendo ai lettori gli strumenti per approfondire il tutto (vedi speciale doping). Per chi ha una conoscenza limitata della materia - spesso non per colpa sua, vista la superficialità e ritrosia da parte di molti media italiani nell'affrontare l'argomento doping - e volesse conoscere realmente come stanno le cose, consiglio come sempre la lettura de "Lo Sport del Doping" del prof. Donati.
Al netto delle consuete, sterili polemiche su situazioni collaterali - vedi intervista a Federica Pellegrini -, il Caso Schwazer è utile per fissare tre punti fondamentali sul fronte doping-antidoping in Italia.

1. LA MISTIFICAZIONE (leggi BALLA) PER CUI "IN ITALIA I CONTROLLI ANTIDOPING SONO PIU' SERI CHE IN ALTRI PAESI (Spagna in primis)" - In questi ultimi anni - addirittura negli ultimi giorni! - , una radicatissima scuola di pensiero, dalla vaghissima connotazione retorico-nazionalista, ha cercato di giustificare i flop e i mancati risultati dell'Italia sportiva tirando in ballo la rigidità dei controlli antidoping sul nostro suolo. Per la serie "è normale che gli atleti italiani vincano molto meno che in passato: da noi i controlli sono seri e accurati mentre da altre parti, Spagna in primis, praticamente non esistono". Ora, è evidente a tutti che Spagna, Giamaica o Russia, non siano tra i Paesi più all'avanguardia nella lotta al doping. Diciamo così. Tuttavia, prima di guardare in casa d'altri, sarebbe bene soffermarsi sulle nostre di magagne. Molte persone ignorano ancora oggi che, come certificato dalla sentenza del Tribunale di Ferrara del 2003 nel c.d. "processo Conconi", in Italia è esistito tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, un sistema che qualcuno ha definito "Doping di Stato". Dal processo è infatti emerso che, d'accordo con il CONI, il Centro Studi Biomedici di Ferrara "trattava" alcuni dei più importanti atleti italiani dell'epoca (vedi file dblab). Dopo la chiusura delle indagini, l'ex presidente del CONI Pescante ebbe a dire che "La scienza dello sport non era altro che la scienza del doping».
La Procura del CONI, nell'archiviare i procedimenti per intervenuta prescrizione, dovette constatare che:

(...) gli imputati hanno per alcuni anni e con assoluta continuità fiancheggiato gli atleti elencati nel capo di imputazione nella loro assunzione di eritropoietina, sostenendoli e di fatto incoraggiandoli nell'assunzione stessa con la loro tranquillizzante e garante rete di controlli dello stato di salute di esami, di analisi, di test tesi a valutare ed ottimizzare gli esiti dell'assunzione in vista dei risultati sportivi, quindi realmente interagendo nel” trattamento” e favorendo, come a loro contestato, nonché, logicamente, fornendo tutti i supporti logistici atti a prolungare nel tempo l’assunzione di eritropoietina. 

(...) questa Procura non può esimersi dal considerare che il quadro d'assieme che è emerso dalla lettura della sentenza in rassegna (che si allega al presente provvedimento) è decisamente sconsolante, vieppiù se si pensa che una larga parte degli sportivi seguiti dal centro diretto dal prof. Conconi sono stati (in qualche caso sono tuttora) atleti di rango internazionale e di assoluto prestigio per la massa di risultati raccolti nella carriera e che molti di essi, ancora oggi che non svolgono più attività agonistica, sono tesserati e rivestono incarichi dirigenziali o di responsabilità tecnica di rilievo (a livello di squadre internazionali) nell'ambito delle federazioni sportive di appartenenza, sino a rappresentare lo sport italiano ai massimi livelli in consessi internazionali.

Insomma, non è tutto oro (o argento o bronzo) quello che luccica(va). Del resto il prof. Donati, già negli anni '80, aveva coniato la definizione di "Campioni senza valore".
Dalle recenti indagini di Bolzano è emerso un quadro più sfumato, ma non molto dissimile nella sostanza. Atleti di vertice in contatto diretto con medici inibiti, mancate notifiche della reperibilità per i test, veri e propri missed test. Dirigenti, medici e tecnici federali che sapevano e facevano finta di nulla (come scritto da Gianni Mura su La Repubblica di domenica 21 settembre, "alla lunga il gioco delle tre scimmiette non solo annoia, ma fa pure schifo"). In pratica, una rete a maglie larghissime o se preferite un'enorme zona grigia, sorretta da omertà e ipocrisia, in cui alcuni atleti italiani hanno potuto vivere serenamente, senza essere "disturbati" dai controlli. Attenzione, ciò non vuol dire che gli atleti citati nelle carte di Bolzano abbiano fatto uso di doping. Significa semplicemente che il sistema dei controlli così com'era (è) concepito non funziona(va).
Ricordo, per chi non lo sapesse, che i controlli antidoping in Italia su atleti di livello nazionale e internazionale sono demandati al CONI-NADO (Organizzazione Nazionale Antidoping), cui spetta "l'attuazione ed adozione del Programma Mondiale Antidoping WADA".




2. LA MAGISTRATURA SUPPLISCE ALLE CARENZE DELL'ANTIDOPING - Col Caso Schwazer abbiamo avuto la conferma che in Italia per operare una seria lotta al doping c'è bisogno della magistratura ordinaria. In tal senso la legge penale antidoping (n. 376/2000) è stata fondamentale. Molti sostengono che l'ordinamento sportivo non abbia le risorse economiche e umane per contrastare il doping. In realtà, in un rapporto causa-effetto quest'ultimo punto rappresenta l'effetto. La causa è la reale volontà delle istituzioni sportive di operare dei controlli su atleti di primo o primissimo livello. Che interesse può avere il CONI - inteso come dirigenti e tecnici -  a smascherare i campioni (senza valore), quando quest'ultimi sono funzionali al mantenimento della status quo (i campioni senza valore possono vincere medaglie, portare sponsor, soldi e da ultimo consentire la conferma di dirigenti, tecnici, ecc.)? E' lampante il conflitto d'interesse tra controllore e controllati. Per fortuna, come fatto notare nell'intervista odierna alla Gazzetta dal Procuratore Capo di Bolzano Rispoli, la legge penale antidoping consente alla magistratura, con l'ausilio di strutture specializzate quali NAS e ROS, di intervenire in modo efficace.
 
3. I CONTROLLI ANTIDOPING DEVONO ESSERE AFFIDATI AD UN ORGANISMO TERZO - Il Caso Schwazer ha reso evidente - o almeno avrebbe dovuto farlo - la necessità di affidare la gestione dei controlli antidoping ad un'authority indipendente. Una WADA nazionale sostenuta da soldi pubblici e privati, in grado di operare in condizione di terzietà e imparzialità.
Franco Arturi, vice-direttore de La Gazzetta dello Sport, uno dei giornalisti più attenti sul tema doping, ha scritto recentemente un editoriale su questo punto: "L'antidoping in Italia è poco più di un'esercitazione retorica, una serie di roboanti dichiarazioni col ciclostile (...) E' ora di togliere l'antidoping dalle mani di CONI e Federazioni". Purtroppo, però, i segnali arrivati in questi giorni da CONI (Malagò) e Governo (Del Rio), vanno esattamente nella direzione opposta.
In questo articolo di Valerio Piccioni - altro ottimo giornalista, da sempre impegnato nella sensibilizzazione sul tema doping - è riassunta perfettamente la situazione.


La sensazione (e il timore) è che una volta spenti i riflettori sull'inchiesta di Bolzano, toccherà a qualche altro magistrato ordinario sollevare il coperchio di qualche nuovo, compromettente affair doping all'italiana.

venerdì, settembre 12, 2014

“All’ultimo stadio” – L’e-book fondamentale per districarsi nel business degli stadi (di Diego Tarì - Tifoso Bilanciato)

Da quanti anni si sente parlare in Italia della "necessità di costruire gli stadi di proprietà"? Cinque, dieci, quindici anni? Sempre troppi comunque, soprattutto se si considera che a oggi, solamente due squadre (Juventus e Sassuolo) giocano nel loro stadio e solo un'altra (Udinese) sta costruendo il proprio.
Tra gli argomenti extra-campo, quello degli stadi è probabilmente il più sentito dai tifosi. I media, Tv in primis, molto spesso contribuiscono a creare ulteriore confusione tra gli appassionati, saltabeccando - in taluni casi con poca competenza - tra "legge sugli stadi", "modello inglese (o tedesco)" e quant'altro. 
In questi giorni è uscito un e-book che approfondisce il tema degli stadi di proprietà. Si intitola "All’ultimo stadio - Il business del calcio: verità, menzogne e numeri" (edizioni Informant) ed è stato scritto da Diego Tarì, fondatore del sito "Tifoso Bilanciato". Si tratta di un testo fondamentale per chi desidera approfondire in modo documentato la questioni stadi. "All'ultimo stadio" offre anche ai non-addetti ai lavori gli strumenti per farsi un'idea su un argomento cruciale per il futuro del calcio italiano.
Il libro permette di rispondere ad alcuni quesiti determinanti. E' proprio necessaria una legge dello Stato per costruire uno stadio? Perché la legge sugli stadi non è ancora stata approvata? C'è il rischio speculazione edilizia dietro alle richieste di molti presidenti di Serie A? Quali sono i modelli da seguire all'estero? Quali sono i benefici a livello di ricavi per un club con stadio di proprietà?
Quello che emerge è che i club italiani, per poter crescere restare competitivi devono diversificare al più presto i loro ricavi, affrancandosi dalla dipendenza dei diritti televisivi. In tal senso, la costruzione o ristrutturazione dello stadio è (avrebbe dovuto essere...) la prima mossa strategica da compiere. 
Il plus finale del libro di Tarì è rappresentato dal modello TBStadia, "che simula benefici e costi derivanti dalla scelta di un club di procedere alla costruzione o alla ristrutturazione di un impianto". Il modello, sulla base di costi, ricavi previsti, investimenti iniziali, ecc., permette di capire quale tipologia di stadio è necessaria per un determinato club. Uno strumento utilissimo per i tifosi, ma anche per gli stessi club...

http://inform-ant.com/it/ebook/allultimo-stadio.-il-business-del-calcio-verita-menzogne-e-numeri

All'ultimo stadio. Il business del calcio: verità, menzogne e numeri
di Diego Tarì

Data Journalism di Gianluca De Martino

ISBN 9788898194278
Anno di pubblicazione Settembre 2014
Prezzo 2,99
Lunghezza 20170 parole
Formato EPUB, MOBI
Lingua IT


venerdì, settembre 05, 2014

Serie A 2014/15 - La Griglia di Partenza e l'Analisi delle 20 Squadre

Finalmente si è chiusa l'estenuante sessione estiva del calciomercato. Dalla fine del campionato al 1° settembre sono passati 105 interminabili giorni, tutti accompagnati dalla consueta sequela di voci, indiscrezioni, raffiche, bombe, bombette, rumors e chi più ne ha più ne metta.
Il classico post di presentazione della Serie A (2014/15) con relativa griglia di partenza, non può non partire da una considerazione generale sul mercato della nostra Serie A. Ancora una volta è stata confermata la scarsissima lungimiranza, o se preferite l'improvvisazione strisciante, che imperversa nella maggior parte dei nostri club. Com'è possibile che, nonostante la valanga di milioni di euro ricevuti in questi anni dalle Tv, quasi tutte le società siano costrette a vendere alcuni giocatori per poter fare mercato? Mi riferisco soparattuto alle società medio-piccole, che pur avendo (quantomeno dovrebbero avere) dei costi di gestione assai inferiori, si ritrovano nella condizione di dover vendere obbligatoriamente uno o più giocatori per far quadrare i conti. In tal senso è emblematica la seguente tabella elaborata da Luca Marotta.

la principale fonte di ricavo delle società di Serie A (complessivamente si parla di quasi un miliardo di euro) non basta da sola a coprire i costi legati ad ingaggi e ammortamenti. - See more at: http://simonesalvador.blogspot.com/2014/07/diritti-televisivi-ripartizione-Serie-A-2013-2014-confronto-con-passato-cosa-cambiera-con-nuovo-contratto-15-18.html#sthash.JwCG9awg.dpuf

Gli introiti da diritti televisivi, principale fonte di ricavo delle società di Serie A - complessivamente si parla di quasi un miliardo di euro -, negli ultimi anni non sono bastati da soli a coprire i costi legati ad ingaggi e ammortamenti. "Il rapporto tra il costo del personale complessivo dei club della Serie A 2012/13 e i proventi televisivi incassati è del 118,2%. In altre parole, i diritti TV “coprono” solo l’85% del costo del personale". Hai voglia poi a parlare di mercato, stadi, settori giovanili, ecc.
la principale fonte di ricavo delle società di Serie A (complessivamente si parla di quasi un miliardo di euro) non basta da sola a coprire i costi legati ad ingaggi e ammortamenti. - See more at: http://simonesalvador.blogspot.com/2014/07/diritti-televisivi-ripartizione-Serie-A-2013-2014-confronto-con-passato-cosa-cambiera-con-nuovo-contratto-15-18.html#sthash.JwCG9awg.dpuf




ATALANTA - L'impressione è che la squadra di quest'anno sia meno forte di quella delle ultime stagioni. In porta, dopo la cessione di Consigli, si punterà sul giovane Sportiello (ma all'ultimo giorno di mercato è arrivato Avramov: hai visto mai...). La difesa ha perso Yepes, sostituito da Biava, mentre sarà interessante seguire la stagione di Zappacosta, messosi in luce ad Avellino. Bonaventura dovrebbe essere sostituito dal Papu Gomez che, tuttavia, ha attitudini molto più offensive (potrebbe giocare anche in coppia con Moralez alle spalle di Denis per un inedito 4-3-2-1). El Tanque ha 33 anni ed è possibile che non raggiunga le cifre delle ultime due stagioni. Bianchi come sostituto non dà molte garanzie in termini di gol. Da valutare la stagione di Boakye, reduce dall'esperienza in Liga.

ATALANTA 14/15 - Football tactics and formations

CAGLIARI - Prima di tutto va sottolineata il cambiamento a livello societario. Giulini sembra aver iniziato col piede giusto, strutturando bene il club e strizzando l'occhio ai tifosi, delusi dagli ultimi mesi della gestione Cellino e dall'eterna questione-stadio. Il nuovo presidente ha ridato entusiasmo con l'ingaggio di Zeman - l'allenatore ideale per riempire lo stadio, almeno per la parte agibile - e affrontando da subito il problema Sant'Elia. La rosa allestita non è trascendentale, ma la base era già discreta. Zeman si è portato due fedelissimi dei tempi di Pescara (Balzano e Capuano), ha voluto Crisetig in mezzo al campo e si è ritrovato in casa Marco Sau, brillante protagonista del suo Foggia 2010/11. La difesa è il reparto più debole, ma con l'impostazione tattica del tecnico boemo faticherebbero anche Nesta, Maldini e Cannavaro. Da seguire le prestazioni del portiere Colombi, mentre Ekdal e Ibarbo sono attesi a un salto di qualità.

CAGLIARI 14/15 - Football tactics and formations

CESENA - Si dice che l'atteggiamento di una squadra rispecchi la mentalità e il carattere del suo allenatore. Nel caso del Cesena siamo alla simbiosi perfetta. Bisoli è stato un mediano dal grande temperamento e le sue formazioni fanno dell'agonismo e della corsa le loro armi principali. La squadra allestita presenta diverse lacune, ma può giocarsi la salvezza. Leali, proprietà Juve, è alla sua prima esperienza in A. La difesa è sufficientemente attrezzata (Capelli, Volta e Lucchini si fanno rispettare anche in area avversaria), mentre a centrocampo il solo Cascione ha doti di organizzatore. Interessante il sistema offensivo con Marilungo e Brienza alle spallle di Rodriguez (in determinate partite non è da escludere il passaggio ad un più coperto 4-4-1-1 o al 4-5-1). Bisoli avrebbe firmato carte false per portare Pavoletti al Manuzzi. Effettivamente sarebbe servito. Arriverà probabilmente a gennaio. Nel frattempo Rodriguez ha iniziato alla grande, firmando il gol vittoria contro il Parma.

CESENA - Football tactics and formations

CHIEVO - Eravamo abituati al consueto mercato fatto di molti movimenti "minori" e pochi ritocchi alla formazione titolare. L'estate 2014 ha portato un cambiamento  epocale, con l'addio del DS Sartori, in sella da 22 anni. Confermato Corini in panchina, va subito detto che la rosa messa in piedi è discreta ma probabilmente inferiore a quella delle passate stagioni. Sono partiti tre giocatori molto importanti come Dramè, Rigoni e Therau. Il primo è stato sostituito da Biraghi, il terzo da Maxi Lopez (ovviamente con caratteristiche molto diverse), mentre il mediano, di fatto, non ha trovato eredi. Nella prima gara Corini ha giocato con un 4-5-1 con Birsa e Schelotto deputati a dare una mano davanti. Probabile che nel corso della stagione il tecnico bresciano ritorni al 5-3-2 che ha permesso una salvezza abbastanza tranquilla nella passata stagione. Buono l'inserimento di Gamberini in difesa.

CHIEVO - Football tactics and formations



EMPOLI - Un bel servizio di Sebastiano Vernazza, sulla Gazzetta di mercoledì 3 settembre, illustrava la strategia del presidente Corsi. In generale si può dire che l'Empoli sia una delle ultime "botteghe artigianali" del calcio italiano. Un club in cui competenza e organizzazione riescono a sopperire ad un budget ridotto. Non è un caso che i toscani siano all'ottavo campionato di Serie A negli ultimi 18 anni. La rosa allestita per il 2014/15 rispecchia la politica societaria. Spazio ai giovani (cresciuti nel vivaio o arrivati in prestito dagli altri club) e mercato a costo zero. Ovviamente raggiungere la salvezza rappresenterebbe un grande risultato. Tra i tanti giovani da seguire, occhio a Rugani (il prossimo anno dovrebbe far parte della rosa della Juventus), Hysaj, Vecino, Laxalt, Verdi e Zielinski. Davanti il duo storico composto da Maccarone e Tavano. Il plus per ottenere la salvezza è rappresentato dall'ottima organizzazione di gioco costruita in questi anni da mister Sarri.

 EMPOLI - Football tactics and formations

FIORENTINA - Il bivio dell'estate viola era rappresentato da Cuadrado. Resistere alle sirene blaugrana o venderlo e reinvestire sul mercato i soldi incassati dalla cessione? Alla fine il colombiano è rimasto a Firenze e la dirigenza viola ha agito prevalentemente sulle "riserve". Nelle ultime ore di mercato è arrivato Richards, difensore inglese che qualche anno fa sembrava destinato ad una carriera luminosa. L'ex City, invece, si è perso per strada. A Firenze può giocarsi il posto da titolare con Tomovic. Il problema per Montella è rappresentato da Giuseppe Rossi, costretto nuovamente ai box. Pepito ha disputato 40 partite nelle ultime tre stagioni e nel 14/15 rientrerà a febbraio. Spiace dirlo, ma un club come la Fiorentina non può fare affidamento al 100% su un giocatore così soggetto a infortuni. Anche Gomez è reduce da un lungo stop e necessiterà di qualche settimana per tornare al massimo della forma. Per il resto l'11 titolare è rimasto praticamente lo stesso. Sono arrivati degli stranieri da valutare e sono rientrati alcuni giovani di belle speranze, reduci da un'ottima stagione in B: Bernardeschi e Babacar. Da capire chi sarà il terzo centrocampista che affiancherà Pizarro e Borja Valero nella mediana a 3 (sia che si gioci il 3-5-2 che il 4-3-3). Negli ultimi giorni di mercato è scoppiato un piccolo caso Aquilani, giocatore che ha profondamente deluso nel corso della sua carriera. Nel complesso sembra difficile che la squadra viola possa fare il definitivo salto di qualità (terzo posto). Buone le chances di fare un lungo cammino in Europa League.

 FIORENTINA - Football tactics and formations

GENOA - Premessa. Non sono un estimatore di Gasperini e del suo calcio fatto di corsa, pressing e ritmi indiavolati. Non mi piace nemmeno il modo di fare mercato del presidente Preziosi. Questo probabilmente condiziona il mio giudizio sui rossoblù. La rosa 2014/15 è probabilmente superiore a quella delle ultime due stagioni. Davanti sono arrivati due attaccanti di livello come Pinilla e Matri (chi starà fuori?). Il tridente offensivo è stato completato con due giocatori di livello internazionale come Lestienne e Perotti (ex titolare qualche anno fa nel Siviglia; ala probabilmente più adatta in un 4-4-2). La difesa è rimasta la stessa, mentre il centrocampo ha visto alcuni innesti sulle fasce (Rosi ed Edenilson si giocheranno un posto a destra). In mezzo dovrebbero esserci quattro giocatori per 2 posti: Sturaro, Kucka, il nazionale venezuelano Rincon e il più offensivo Bertolacci. Potrebbe essere una stagione in cui togliersi più soddisfazioni rispetto alle ultime annate.

GENOA - Football tactics and formations

INTER - Come giocherà l'Inter 14/15 di Mazzarri? Reciso ogni legame con l'epoca di Mourinho (via Samuel, Cambiasso e Milito), non è ancora chiaro se il tecnico livornese schiererà il 3-5-2, il 3-4-2-1 o il 3-5-1-1. Il settore dove Mazzarri ha più opzioni è il centrocampo dove ci sono M'Vila, Medel, Hernanes e Kovacic. Uno di loro è destinato a star fuori. Già, ma chi? Gli impegni in Europa League permetteranno di non avere troppi musi lunghi in squadra. Dodò è un buon innesto a sinistra, ma la qualità complessiva degli esterni non è eccelsa. La difesa poggerà su Vidic, disastroso nell'ultima stagione allo United. Il serbo, centrale in una difesa a 3, può comunque fornire delle discrete prestazioni. Il punto dolente è l'attacco dove, di fatto, ci sono solo 3 giocatori a disposizione. Tutti e tre di buon livello, per carità, ma visti gli impegni la coperta è piuttosto corta. Nel complesso una squadra solida che può giocarsi il terzo posto.

INTER - Football tactics and formations


 
JUVENTUS - Sono due gli uomini chiave della Juventus 2014/15. Massimiliano Allegri e Alvaro Morata. Il primo obiettivo del tecnico livornese non è il quarto scudetto consecutivo - dopo 3 titoli consecutivi, conquistati con alcuni record irripetibili, sarebbe fisiologico un secondo o terzo posto - ma l'approdo agli ottavi, meglio se quarti di finale di Champions League. Ciò permetterebbe al club bianconero di aumentare considerevolmente il fatturato - l'eliminazione del Napoli ai playoff di UCL è stata paradossalmente una buona notizia per le casse juventine - e di gettare le basi per il mercato del prossimo anno (dal punto di vista tecnico la società si è già assicurata alcuni dei migliori talenti italiani, Rugani e Berardi su tutti). Sostituire Conte sarà ovviamente impresa improba, ma Allegri potrà contare su una rosa più qualitativa rispetto a quella dell'ultima stagione (buoni gli innesti di Romulo e Pereyra, da verificare quello di Evra). Di fatto il tecnico livornese potrà schierare sia il collaudato 3-5-2 che il "suo" 4-3-1-2. Viste le difficoltà europee della passata stagione, sarebbe stato auspicabile un inserimento di qualità in difesa (Barzagli va per i 34 anni ed è spesso soggetto a infortuni; Bonucci e Chiellini faticano contro giocatori di livello internazionale). L'altra chiave della stagione sarà per l'appunto Morata. Se l'attaccante spagnolo si dimostrerà una valida alternativa/potenziale titolare, allora la Juventus 14/15 potrà confermarsi in Italia e migliorare in Europa. Viceversa, se l'ex Real dovesse fallire, l'attacco bianconero finirebbe tutto sulle spalle del duo Llorente-Tevez. Quasi superfluo sottolineare l'importanza della conferma di Vidal e Pogba. Coman ha doti e personalità da predestinato. Potrebbe scalare velocemente le gerarchie.

JUVENTUS - Football tactics and formations

LAZIO - Quest'anno Lotito e Tare sono intervenuti con maggior decisione sulla squadra. Condivisibile la scelta di puntare su un allenatore preparato come Pioli. Sono arrivati diversi giocatori di buon livello che hanno innalzato la qualità media della rosa. Molto interessante l'asse di destra formato da Basta e Candreva. Tutta da scoprire la coppia centrale Gentiletti-De Vrij. Berisha dovrebbe essere preferito a Marchetti: poche squadre possono disporre di due "numeri uno" di questo valore. Da seguire con attenzione la stagione di Onazi e Keita, mentre nel ruolo di attaccante centrale il buon Miro Klose si alternerà con il neo-arrivato Djordjevic. Nella prima giornata è apparso in ottime condizioni psico-fisiche Felipe Anderson, chiamato al riscatto dopo una prima stagione italiana non certo indimenticabile.

LAZIO - Football tactics and formations

MILAN - I rossoneri meriterebbero un post a parte per le ultime campagne trasferimenti. Le decisioni prese nella stagione 2013/14 sono state a dir poco sbagliate. La vicenda Seedorf è stata al limite del grottesco. La dirigenza ha deciso di puntare su Pippo Inzaghi. Difficile fare previsioni, ma gli ultimi esempi di ex giocatori catapultati da subito su una panchina importante non sono molto incoraggianti (vedi Ferrara, Gattuso e lo stesso Seedorf). Di sicuro Super Pippo sembra aver riportato un po' di entusiasmo nell'ambiente rossonero. In linea di massima il Milan 14/15 dovrebbero giocare col 4-3-3, anche se non è da escludere qualche variazione sul tema. La scommessa più grande si chiama Fernando Torres. Di fatto, la sua carriera si può dividere in due parti: prima e dopo il suo passaggio al Chelsea. Con la maglia dei Blues non si è più visto il giocatore brillante, veloce e tecnicamente sopra la media ammirato a Madrid e a Liverpool. E' improbabile che con la maglia rossonera El Niño torni quello di un tempo (vedi il fresco esempio di Essien), ma si sa, le vie del calcio sono infinite. L'uomo in più sarà certamente El Shaarawy, eclissatosi in coincidenza con l'arrivo di Balotelli e atteso a una grande annata. Bonaventura è stato un buon colpo, anche se, va detto, si tratta di una soluzione di ripiego vista l'impossibilità di arrivare alle prime scelte Cerci (ideale per il 4-3-3 rossonero) e Biabiany. Inoltre l'ex atalantino predilige giocare a sinistra in un 4-4-2. Proprio per questo è possibile che Inzaghi decida di cambiare impostazione tattica (4-4-2 con Menez e Bonaventura sugli esterni). Ottimo l'acquisto di Diego Lopez, mentre Alex può formare una buona coppia difensiva con Zapata. In attesa del rientro di Montolivo e dopo la dolorosa cessione di Cristante, il reparto più "corto" e meno qualitativo è senza dubbio il centrocampo. Difficile fare un pronostico sulla stagione rossonera, ma un piazzamento tra le prime 4/5 potrebbe essere accolto positivamente (per le casse societarie, tuttavia, sarebbe molto più utile arrivare tra le prime 3...).

MILAN - Football tactics and formations

NAPOLI - Le squadre che disputano il playoff di Champions League vivono una stagione particolare. La differenza tra vincere o perdere lo spareggio UCL è abissale, sia dal punto di vista tecnico che economico. Per questo occorre preparare al meglio quel doppio appuntamento, consegnando all'allenatore una rosa pronta al 90% con largo anticipo. Purtroppo De Laurentiis e Bigon non sono partiti da questo concetto, costrigendo Benitez a schierare contro il Bilbao il buon Gargano, di rientro dopo il prestito a Parma. Qualche giorno dopo, nel debutto in campionato, a decidere la partita col Genoa è stato il neo acquisto, nazionale olandese, De Guzman. Guarda caso il "sostituto" di Gargano. Insomma, l'inizio di stagione andava gestito in altro modo.
La campagna acquisti partenopea, a differenza di quella dello scorso anno, è stata piuttosto deludente. Pochi innesti di spessore, nessuno che possa innalzare il livello della passata stagione. In più è stato (s)venduto Behrami, giocatore preziosissimo in mezzo al campo. Pesante anche la partenza di Pepe Reina. Gli stessi tifosi azzurri sono rimasti delusi. Spetterà ai "quattro là davanti" riaccendere l'entusiasmo del San Paolo. L'impressione è che la distanza con Juventus e Roma - al netto degli impegni europei - si sia ulteriormente allargata.

NAPOLI - Football tactics and formations

PALERMO - Tutto qui presidente Zamparini? La domanda è legittima dopo aver dato un'occhiata alla rosa messa a disposizione di mister Iachini. Sono lontanissimi i tempi dei Toni, Barzagli, Amauri, Pastore, ecc. Dopo la retrocessione e il ritorno immediato in A, ci si aspettava un sostanziale intervento sul mercato per scongiurare qualsivoglia pericolo di Serie B. Al contrario sono stati ceduti due dei giocatori più forti (Lafferty ed Hernandez) e sono arrivati diversi stranieri tutti da verificare nella nostra Serie A. L'impressione è che Zamparini sia stanco e non abbia più voglia/intenzione di spendere per allestire una squadra in grado di rimanere stabilmente tra i primi 10 club italiani. Di fatto, tutti i reparti presentano diversi punti interrogativi. La qualità media della squadra è piuttosto bassa e le prime uscite stagionali hanno confermato tutti i dubbi. Gli stessi tifosi palermitani sembrano non credere molto a questa squadra (solo 9.000 abbonati). L'unico acquisto degmo di nota è Rigoni dal Chievo, mentre c'è molta curiosità per vedere all'opera Dybala e Belotti.
Se lo cose non dovessero girare per il verso giusto, nella "miglior" tradizione zampariniana sarà l'allenatore a pagare e a gennaio si proverà a migliorare la rosa. Uno scenario quest'ultimo dalla quota-scommessa molto bassa.

PALERMO - Football tactics and formations

PARMA - Estate molto difficile per il Parma e per il presidente Ghirardi. L'esclusione dall'Europa League, l'annuncio della messa in vendita del club, gli inconvenienti derivanti dai rapporti col Padova, le bizze di Cassano. Insomma, un'estate decisamente tormentata per i ducali. Anche qui, pur apprezzando l'abilità del Dg Leonardi, ammetto che il modo di fare mercato del club emiliano non mi piace molto. Per far quadrare i conti il club gialloblù tessera decine di calciatori disoccupati o a parametro zero, soprattutto dalle categorie minori. Dopodiché cede o gira in prestito oneroso questi giocatori, ricavandone delle piccole somme che sistemano il bilancio. In quest'ultima sessione di mercato il Parma ha movimentato 123 giocatori in entrata e 176 in uscita.
La squadra per il 2014/15 è abbastanza simile a quella della scorsa, ottima stagione. Sono partiti Amauri e Parolo, ma è rimasto Biabiany. La difesa è la stessa, mentre a centrocampo è arrivato Lodi, reduce da un'annata tribolata tra Genoa e Catania. Da capire chi sarà il terzo centrocampista a fianco di Acquah (può fare un'ottima stagione) e dello stesso Lodi. Potrebbe giocare il neo arrivato Lucas Souza o il redivivo Galloppa che sembra aver recuperato dall'ennesimo infortunio della sua carriera. Il vero rebus si chiama Antonio Cassano, deluso dopo l'esperienza in Brasile. Difficile ripetere la stagione 2013/14, ma Donadoni (assieme al suo ottimo staff) è tra i migliori allenatori in circolazione.

PARMA - Football tactics and formations




ROMA - Come al solito Sabatini ha interpretato il mercato in modo iper-attivo, andando a scandagliare e ad acquistare giocatori da diverse zone del mondo. Quest'anno è stata la Grecia ad essere protagonista con il duo Manolas-Holebas arrivati dall'Olympiakos. Il colpo principale, però, è stato Iturbe, reduce da una stagione sfavillante a Verona. L'ex Hellas è perfetto per completare il tridente giallorosso, anche se il salto da una provinciale a una big che lotta per lo Scudetto non è mai semplice, sotto tutti i punti di vista. Resta il fatto che con Gervinho, Iturbe e Destro, la squadra di Rudi Garcia attaccherà la profondità come poche altre squadre europee. Il reparto fondamentale, però, resta il centrocampo, formato da giocatori completi e di grande personalità. Da seguire con attenzione Ucan di cui si dice un gran bene. Tutto bene, quindi? Non proprio. L'inevitabile cessione di Benatia - uno dei rarissimi casi in cui un club riesce a fare una plusvalenza rivendendo un giocatore acquistato dall'Udinese - ha indebolito in modo evidente il reparto. Il marocchino è uno dei pochi difensori centrali in circolazione a poter difendere "a 2" e a non aver paura di giocare sulla linea della metà campo. Manolas, sostituto del marocchino, è atteso ad un compito improbo. Buoni gli innesti di Astori e Yanga-Mbiwa che formano la coppia di difensori centrali di riserva, pronti a subentrare in caso di squalifiche o infortuni. Sulla sinistra, le prime uscite stagionali di Ashley Cole sono state abbastanza deludenti (vale il discorso fatto per Essien e Torres...), e Sabatini si è subito cautelato acquistando Holebas. L'altra incognita stagionale è rappresentata dalla Champions League - girone molto duro peraltro - che inevitabilmente porterà via energie e brillantezza. Ad ogni modo i giallorossi restano la rivale più accreditata della Juventus per la conquista del titolo.

ROMA - Football tactics and formations

SAMPDORIA - Il neo-presidente Ferrero si è già fatto notare per la sua esuberanza, chiamiamola così. Allo stesso tempo, però, gli va dato atto di aver costruito una buona squadra con un occhio attento al bilancio. Viviano-Silvestre-Bergessio costituiscono l'asse portante della nuova Samp. A loro si aggiunge l'ottimo innesto di Romagnoli. Il tridente Eder-Bergessio-Gabbiadini è estremamente interessante, mentre a centrocampo Mihajlovic può contare su giocatori di buon livello quali Obiang, Soriano, Duncan e Krsticic (Palombo, invece, è nella fase discendente della sua carriera). In sostanza, un buona squadra che sotto la guida di un tecnico valido come Mihajlovic può puntare a un piazzamento tra le prime 10.

SAMPDORIA - Football tactics and formations

SASSUOLO - Siamo di fronte ad una delle più belle realtà del nostro calcio. Il primo anno in Serie A è stato abbastanza traumatico e a livello societario sono stati commessi diversi errori. Una volta ottenuta l'agognata salvezza, l'obiettivo del club emiliano era quello di consolidarsi. Missione compiuta, almeno sulla carta. Il grosso del lavoro era già stato fatto lo scorso gennaio, quando sono arrivati alcuni giocatori di categoria (Cannavaro, Brighi, Biondini e Sansone su tutti). Quest'estate la dirigenza neroverde ha confermato Di Francesco e ha cercato di colmare quelle che erano le lacune principali della squadra. Il risultato è che ora il tecnico pugliese naviga addirittura nell'abbondanza, con diverse alternative per quasi tutti i ruoli. Gli arrivi di Consigli, Vrsaljko, Peluso e Taider rafforzano la difesa e alzano il livello del centrocampo. Probabilmente manca un giocatore d'ordine in mezzo al campo, ma la qualità è molto elevata qualche metro più avanti: Sansone-Zaza-Berardi formano infatti uno degli attacchi più intriganti di tutta la Serie A. E le alternative offensive non mancano: in panchina ci sono Floro Flores, Floccari e Pavoletti. Se l'impatto iniziale sarà buono, il Sassuolo 14/15 potrà disputare un bel campionato, senza particolari difficoltà a raggiungere la salvezza.

SASSUOLO - Football tactics and formations

TORINO - Raggiunta la qualificazione all'Europa League, il presidente Cairo ha messo a disposizione di Ventura una buona squadra. Certo, sono partiti i due pezzi pregiati Immobile e Cerci, ma sono stati sostituiti da due giocatori esperti e di qualità come Quagliarella e Amauri. Nessuno dei due è un bomber implacabile, ma nel sistema super-organizzato di mister Ventura possono fare ottime cose. In porta ci sarà il ballottaggio tra Padelli e il rientrante Gillet: possibile una staffetta Serie A-EL. Considerando la conferma del 3-5-2, il reparto più corto sembra essere la difesa, dove dietro a Bovo-Glik-Moretti ci sono solo Maksimovic e lo svedese Jansson. Il centrocampo è il reparto più completo, specialmente in mezzo. Buono l'acquisto di Nocerino, mentre si parla un gran bene di Sánchez Miño, giocatore molto dotato dal punto di vista tecnico. Peccato che Farnerud, centrocampista di livello, passi più tenpo in infermeria che in campo. In attacco, dietro alla coppia titolare ci sono Larondo, Barreto e il venezuelano Martinez. Da valutare l'impatto del doppio impegno Serie A-EL (minimo 6 partite nella prima fase di stagione). Probabilmente il Toro non ripeterà il campionato precedente, ma dovrebbe disputare comunque un campionato tranquillo.

TORINO - Football tactics and formations

UDINESE - Dopo quattro stagioni targate Francesco Guidolin (a proposito, il fantomatico ruolo di "direttore tecnico" si sta rivelando per quello che è: un foglia di fico sulla fine del rapporto con i Pozzo), è arrivato Andrea Stramaccioni. Difficile capire le potenzialità del tecnico romano che fin qui ha allenato solo un'Inter morattiana in fase decadente. Paradossalmente, l'Udinese ha operato meglio sul mercato quest'anno rispetto alle passate stagioni quando doveva affrontare i preliminari di Champions League ed Europa League. Allora arrivarono (e giocarono!) calciatori quali Neuton, Doubai, Willians, Maicosuel. Quest'anno, liberi da ogni incombenza europea, sono stati acquistati Guillherme, Konè e Thereau. Non c'è la controprova, ma se prima del preliminare col Braga fossero giunti giocatori di questo livello, probabilmente l'Udinese avrebbe disputato la seconda Champions League della sua storia. Stramaccioni schiererà il 3-5-2, oppure, in determinate partite, il 3-5-1-1. Questo perché Di Natale e Muriel, pur non avendone le caratteristiche "fisiche", sono di fatto due centravanti e nessuno dei due è in grado di dare una mano al centrocampo in fase di non possesso. Personalmente ritengo Muriel un potenziale crack. Fin qui è stato fermato da diversi fattori: il suo atteggiamento mentale, la tendenza a ingrassare, la difficile convivenza con Di Natale (tutta la squadra gioca(va) per far segnare Totò) e, perché no, un ambiente - principale quotidiano locale in primis - che non gli ha mai risparmiato nulla. Il centrocampo è molto interessante. Widmer ha preso il posto di Basta mentre Guilherme, acquistato su espressa indicazione di Stramaccioni, va ad aumentare il tasso tecnico della squadra (in questo modo Allan è sgravato da compiti di regia, non certo il suo forte). A completare il pacchetto centrale dovrebbe esserci Kone, ma per partite più di trincea non è da escludere l'impiego di Badu o Pinzi. A sinistra ci sono tre giocatori per un posto: Gabriel Silva, Riera e Pasquale. Il reparto con meno alternative è la difesa. Da decifrare la questione portiere. L'Udinese negli anni ha acquistato vagonate di numeri uno (tenuti in Friuli o girati in squadre di mezzo mondo). Lo scorso anno si è ritrovata in casa Simone Scuffet, prodotto del vivaio. Quest'estate il ragazzo era stato praticamente ceduto all'Atletico Madrid. Il suo rifiuto - e quello dei genitori - ha fatto saltare il trasferimento. Nelle amichevoli e nella prima di campionato è finito tra le riserve (nel frattempo la società, pur avendo già in casa Brkic e lo stesso Scuffet, ha acquistato il greco Karnezis). Due le scuole di pensiero: qualcuno sostiene che tutto ciò rappresenti lo scotto per il mancato sì all'Atleti; altri, dopo averlo visto all'opera in qualche partita, propendono per la scarsa tranquillità che ne condiziona il rendimento. Un bel mistero. Ad ogni modo la rosa messa a disposizione di mister Stramaccioni è più che valida. Si può ipotizzare una stagione nella colonna sinistra della classifica.

UDINESE 14/15 - Football tactics and formations

HELLAS VERONA - Nelle ultime due sessioni di mercato il Verona ha ceduto tre dei suoi giocatori più importanti: Jorginho, Romulo e Iturbe. Nonostante ciò, la rosa allestita dal Ds Sean Sogliano è assolutamente valida, in grado di ottenere la salvezza con discreto margine. Ovviamente nessuno si può aspettare di ripetere la meravigliosa cavalcata dello scorso anno (16 vittorie, 54 punti).
In difesa è arrivato un generale come Rafa Marquez. Ovviamente non è più quello ammirato al Barcellona, ma classe, leadership e senso della posizione gli permettono di essere ancora altamente competitivo. A destra dovrebbe esserci il ballottaggio tra Martic e Sorensen (impiegabile anche al centro). Giusto anche l'acquisto di Rodriguez dal Torino: sarà una valida alternativa alla coppia di centrali Moras-Marquez. Per il ruolo di terzino sinistro ci sono tre giocatori per un posto: Agostini, Brivio e Luna. Il reparto che convince meno è il centrocampo. Nel collaudatissimo 4-3-3 di Mandorlini, ritorna nel ruolo di regista Panagiotis Tachtsidis, reduce da alcune esperienza poco fortunate. Non stiamo parlando di Pirlo o Xavi, ma tornando nella squadra che lo ha lanciato può disputare un buon campionato. Ai suoi lati giocheranno Hallfredsson e probabilmente Obbadi, centrocampista d'esperienza con una carriera spesa in Francia. Ancora da decifrare il tridente offensivo studiato da Mandorlini. Dando per scontato Toni al centro, chi saranno i due giocatori che ne accompagneranno le azioni d'attacco? Jankovic, Juanito Gomez, Nico Lopez e lo stesso Christodoulopoulos lottano per due posti. A loro si è aggiunto nelle ultime ore di mercato il buon Saviola. Considerando le sue caratteristiche tecniche, el conejo dovrebbe essere l'alternativa a Luca Toni nel ruolo di attaccante centrale, oppure, in determinate occasioni, potrebbe giocargli vicino (4-2-3-1 o 4-4-2) per sfruttarne le sponde. Saviola è una punta centrale e difficilmente lo vedremo partire come esterno d'attacco. Per completare il reparto avanzato è arrivato Nenè dal Cagliari: altro buon innesto.

VERONA - Football tactics and formations



FASCIA 1 (SCUDETTO)
JUVENTUS
ROMA

FASCIA 2 - (CHAMPIONS LEAGUE)
NAPOLI
 INTER

FASCIA 3 (EUROPA LEAGUE)
MILAN
 FIORENTINA
LAZIO

FASCIA 4  (8°-9° POSTO)
UDINESE
SAMPDORIA

FASCIA 5 (SALVEZZA)
TORINO
SASSUOLO
VERONA
PARMA
GENOA
CAGLIARI

FASCIA 6 (LOTTA RETROCESSIONE)
ATALANTA
CHIEVO
PALERMO
EMPOLI
CESENA