martedì, aprile 22, 2014

UEFA Nations League - Cos'è e come funzionerà. Analisi e commento (di Rado il Figo)

È noto che il calcio debba molto ai francesi in termini di concezione ed elaborazione di tornei: basti solo ricordare i nomi di Jules Rimet, cui si devono i Mondiali, ed Henry Delaunay, grazie al quale abbiamo gli Europei, senza dimenticare Gabriel Hanot, inventore della Coppa dei Campioni. Non poteva, quindi, che essere francese il padre del nuovo torneo europeo per nazionali: è, infatti, Michel Platini il padre della Lega delle Nazioni UEFA, ufficialmente in inglese UEFA Nations League (da qui in avanti UNL). Tuttavia ritengo che difficilmente il nome dell’ex giocatore juventino rimarrà impresso nella memoria collettiva futura per questa sua creatura, al contrario dei suoi predecessori; o per lo meno, non in termini positivi. Come primo indizio, si può ricordare che le idee di Rimet, Delaunay e Hanot furono ampiamente osteggiate inizialmente, prettamente ma non esclusivamente per ragioni organizzative, e solo la loro perseveranza riuscì a far vedere la luce ai tornei da loro concepiti e tutt’ora in auge, avendo tutti superato la soglia del mezzo secolo di vita. Viceversa, l’idea di Platini è stata generalmente accolta con grande entusiasmo: pertanto, se il buon giorno “non” si vede dal mattino…

UEFA NATIONS LEAGUE. DI COSA SI TRATTA - Al di là delle facezie e delle considerazioni personali, l’UNL nasce per rispondere all’esigenza delle nazionali europee di ridurre drasticamente il numero di gare amichevoli (almeno a livello “interno”, ossia fra loro): una premessa che farà sicuramente felice l’Italia, fortemente penalizzata in ambito ranking FIFA dai penosi risultati raccolti nelle gare “senza i punti in palio”. Per ridurre le amichevoli si è seguita la via di “sostituirle” con un nuovo torneo ufficiale: se negli anni pari le nazionali UEFA si giocano il titolo mondiale o continentale, negli anni dispari si contenderanno l’UNL, una sorta di scudetto europeo per nazionali. La definizione non è casuale, giacché il torneo si articola esattamente come i campionati locali, colla suddivisione delle nazionali in 4 Divisioni, in un primo momento chiamate Gruppi, (A, B, C e D) e un sistema di promozioni e retrocessioni che fanno cambiare categoria a 24 squadre da un’edizione all’altra
In linea di principio, l’UNL si gioca la stagione successiva a quello di un Mondiale o di un Europeo, suddivisa in due fasi: nella prima, posta nei mesi di settembre, ottobre e novembre dell’anno pari, si disputano le gare dei 4 Gruppi, inizialmente chiamati Gironi, (1, 2, 3 e 4) di ognuna delle 4 Divisioni; nella seconda, posta (parrebbe sempre) a giugno dell’anno dispari, le vincitrici dei 4 Gruppi di Divisione A si sfidano per l’assegnazione del titolo di campione dell’UNL. Il torneo, così, apre e chiude la stagione e, si fermasse qui, l’unico problema sollevato sarebbe quello di coordinarlo colle eliminatorie UEFA; purtroppo Platini ha pensato di aggiungere un’appendice alle edizioni che precedono gli Europei (ovvero, che seguono i Mondiali), posta nel marzo della stagione successiva di disputa (per cui, la prima edizione di UNL, prevista nel 2018/19, la vede cadere nel marzo 2020), dove sono coinvolte 16 squadre in un nuovo ripescaggio per accedere alla fase finale degli stessi Europei

LA PRIMA EDIZIONE (2018/19) - Poiché è già stato diramato il calendario dell’edizione di esordio di UNL che, precedendo Euro 2020, risulta così essere una delle (più) “problematiche”, mi concentro su questa per sviscerarne i particolari e i punti oscuri o deboli, illustrandone lo sviluppo passo dopo passo. Terminata la Coppa del Mondo FIFA Russia 2018, per l’UNL e le eliminatorie di Euro 2020 si giocano due giornate di gare in ognuno dei seguenti mesi: settembre, ottobre e novembre 2018; marzo, giugno, settembre, ottobre e novembre 2019; e, infine, marzo 2020. Come anticipato, le partite del 2018 coinvolgono solo l’UNL: le 54 federazioni UEFA sono suddivise nelle 4 Divisioni come segue:
  • le prime 12 del ranking UEFA 2014/2018 danno vita ai 4 gruppi da 3 squadre l’uno di Divisione A;
  • le 12 nazionali dal 13° al 24° posto, danno vita ai 4 gruppi da 3 squadre l’uno di Divisione B;
  • le 14 nazionali dal 25° al 38° posto, danno vita ai 2 gruppi da 3 squadre (l’1 e il 2) e ai 2 gruppi da 4 squadre (il 3 e il 4) l’uno di Divisione C;
  • infine, le 16 nazionali dal 39° al 54° posto, danno vita ai 4 gruppi da 4 squadre l’uno di Divisione D.
Ritengo che, per ragioni organizzative e di uniformità, il ranking UEFA 2014/18 sia quello aggiornato al termine dei gironi eliminatori europei per i Mondiali 2018, non includendo quindi le gare degli spareggi e della fase finale. Infatti:
  • se fossero comprese, bisognerebbe attendere il termine della fase finale per procedere alla suddivisione, lasciando pochissimo tempo alle nazionali per organizzare le partite di UNL;
  • gli spareggi di Euro2016 sono esclusi dal ranking UEFA 2012/16 valido per il sorteggio dei gironi della sua fase finale, per cui ritengo che devono analogamente non essere considerati gli spareggi di Russia 2018 per l’UNL 2018/19.
Terminate le gare dei gruppi delle 4 Divisioni, si emettono i seguenti verdetti:

Divisione A:
  • le vincitrici dei 4 Gruppi accedono alle Final Four di giugno 2019 per il titolo di campione UNL 2018/19 e agli spareggi di Euro 2020 di marzo 2020;
  • le (terze e) ultime classificate dei 4 Gruppi giocheranno la Divisione B della UNL 2020/21;
Divisione B:
  • le vincitrici dei 4 Gruppi giocheranno la Divisione A della UNL 2020/21 e accedono agli spareggi di Euro 2020 di marzo 2020;
  • le (terze e) ultime classificate dei 4 Gruppi giocheranno la Divisione C della UNL 2020/21;
Divisione C:
  • le vincitrici dei 4 Gruppi giocheranno la Divisione B della UNL 2020/21 e accedono agli spareggi di Euro 2020 di marzo 2020;
  • le ultime classificate dei 4 Gruppi (le terze dell’1 e del 2 e le quarte del 3 e del 4) giocheranno la Divisione D della UNL 2020/21;
Divisione D:
  • le vincitrici dei 4 Gruppi giocheranno la Divisione C della UNL 2020/21 e accedono agli spareggi di Euro 2020 di marzo 2020;
In buona sostanza, le vincitrici dei Gruppi sono promosse alla Divisione superiore dell’edizione successiva, mentre le ultime classificate retrocedono alla Divisione inferiore; fanno eccezione le prime di A, che si giocano il titolo di campione, e le ultime di D, che rimangono lì dove sono
Fin qui, l’unica incognita è come distribuire le nazionali nei 4 Gruppi di ogni divisione: le soluzioni possibili partono da un’assegnazione a tavolino per vicinanza geografica (come per le serie inferiori nazionali, dalla Lega Pro in giù), passano per il sorteggio libero e terminano per uno pilotato per valori. Fosse scelta l’ultima strada, si pone poi il quesito di come comporre le fasce di merito, coll’alternativa se affidarsi al ranking UEFA (l’unico mezzo possibile, però, per la prima edizione) oppure all’esito della precedente UNL: in tale secondo caso, pertanto, teste di serie saranno le retrocesse ovvero le partecipanti alla Final Four, e materassi le promosse ovvero (almeno) le quarte classificate della Divisione D.

LE QUALIFICAZIONI AGLI EUROPEI - Terminati i Gruppi delle 4 Divisioni, per l’intero anno solare 2019 si dipana la fase eliminatoria di Euro2020, un’edizione particolare del torneo e non solo per essere il primo a 24 finaliste, definita “itinerante”: per meglio dire, è ospitato da ben 13 federazioni ma nessuna delle partecipanti (nemmeno le organizzatrici) ha accesso diretto alla fase finale. Nel dettaglio, con una distribuzione valida anche per le successive edizioni degli Europei (sempre che l’UNL regga alla prova del campo), 20 squadre si qualificano in via “ordinaria” e 4 dagli spareggi fra le vincitrici dei 16 Gruppi di UNL. Il primo blocco s’identifica colle prime 2 classificate dei 10 gironi eliminatori da 5 o 6 squadre l’uno; questo dettaglio ha fatto ritenere qualcuno che uno scopo dell’UNL sia eliminare del tutto gli spareggi, affidando quindi la qualificazione ai Mondiali o agli Europei esclusivamente ai gironi eliminatori, (ri)stabilendo una “equità di piazzamento”. In altre parole, a parità di posizione nel girone, corrisponde uguale destino (tutte le prime e le seconde passano, tutte le terze, le quarte, le quinte e le seste sono eliminate). Ritengo, però, tale interpretazione (non avallata da alcuno scritto ufficiale UEFA) essersi spinta oltre la reale portata dell’UNL, basti pensare che già da Euro2024 vi sarà un’unica organizzatrice e quindi dai gironi dovranno qualificarsi in 19 (i 4 biglietti per l’UNL sono fissi), numero primo (cioè divisibile solo per 1 e per sé stesso): l’unico modo per rispettare l’equità di cui sopra, sarebbe predisporre 19 gironi eliminatori da 2 o 3 squadre l’uno, mossa impraticabile nel concreto. Se, tuttavia, per gli Europei è anche possibile ipotizzare un futuro accesso diretto alla fase finale anche per il detentore (facendo scendere così le qualificate “ordinarie” a 18, e quindi potendo allestire 9 gironi da 5 o 6 squadre l’uno con qualificazione per le prime due), per i Mondiali si ritorna a doversi scontrare con un numero primo di biglietti a disposizione, 13, lasciando come unica via (stavolta teoricamente più fattibile) l’allestimento di altrettanti gironi da 4 o 5 squadre e qualificazione aperta alla sola prima classificata.
Ritengo inoltre che il sorteggio dei 10 gironi eliminatori di Euro2020 debba effettuarsi non contemporaneamente a quello dei Gruppi di UNL, ma al termine di questi, per la seguente serie di considerazioni. In prima battuta, si potrebbe sentire l’esigenza di evitare che alcune squadre si affrontino sia nei Gruppi di UNL sia nei Gironi eliminatori: p.es., le 16 partecipanti alla Divisione D apparterrebbero alle ultime 3 fasce di merito per il sorteggio delle qualificazioni degli Europei, ma sono possibili anche altre “sovrapposizioni”. In secondo luogo, e credo in termini decisivi, con un sorteggio contemporaneo si creerebbero problemi per chi partecipa alle Final Four. Infatti, come visto, nel 2019 sono previste 10 giornate di gare, due per ogni mese: a giugno sono fissate sia le Final Four sia 2 giornate dei gironi eliminatori (la 3ª e la 4ª). Non è nota la formula delle Final Four, tuttavia ritengo non debba scostarsi da quella degli spareggi di UNL: eliminazione diretta a gara unica. Le partecipanti alle Final Four dovrebbero così giocare nel mese di giugno 1 o 2 gare per queste e 1 o 2 gare dei gironi, per un massimo teorico di 4 gare. In realtà, nessuna nazionale può scendere in campo più di 2 volte al mese in gare ufficiali, per cui l’unico modo per limitare a tale tetto massimo l’impegno richiesto alle partecipanti alle Final Four, è che siano inserite in Gironi eliminatori a 5 squadre e che i loro 2 turni di riposo corrispondano alla 3ª e 4ª giornata: così le 4 nazionali interessate a giugno “saltano” le qualificazioni di Euro2020 per dedicarsi completamente all’atto conclusivo dell’UNL. Ovviamente, per rendere possibile ciò, è necessario conoscere dapprima l’esito della Divisione A di UNL, per cui il sorteggio dei Gironi eliminatori di Euro2020 non può che avvenire dopo che questa è terminata. A questo punto, ritengo infine plausibile che sia usato, per la prima volta nella storia, un ranking UEFA “completo”, comprendente pertanto tutti i risultati di Brasile 2014, Francia 2016 e Russia 2018.

ANOMALIE E PROBLEMATICHE - In ogni caso, è certa l’anomalia per cui 16 squadre (le vincitrici dei Gruppi di UNL) iniziano le eliminatorie di Euro2020 già sapendo di avere una seconda occasione per qualificarsi non dovessero centrare i primi due posti del proprio girone. Una circostanza che potrebbe falsare le ultime giornate dei Gironi, dove qualcuno, non potendo più acciuffare la qualificazione diretta, potrebbe pensare di risparmiarsi per giocarsi tutto nella sicura prova d’appello; p.es., non schierando la miglior formazione possibile, al fine di evitare sprechi di energie, infortuni e squalifiche.
In realtà, la scelta delle partecipanti agli spareggi presentata più sopra, raffigura la situazione “ideale”. Com’è facile intuire, una nazionale che abbia vinto il Gruppo di UNL e sia giunta ai primi due posti del Girone eliminatorio, non disputa gli spareggi essendosi già qualificata a Euro2020. In termini generali, infatti, la regola detta che ogni Divisione di UNL assegna un biglietto per gli Europei, conteso dalle migliori 4 sue partecipanti non già qualificate al torneo via Gironi eliminatori (o quale organizzatrice, da Euro2024 in avanti).
Fermo restando che, in prima battuta, le 4 partecipanti agli spareggi per Divisione sono individuate nelle vincitrici i 4 Gruppi che le compongono, i primi problemi sorgono nella scelta di sostituire le già qualificate. Infatti, il sito dell’UEFA nella versione inglese (ufficiale) precisa che si debba pescare nelle migliori altre partecipanti alla medesima Divisione (aggiungo avuto riguardo ai punti, alla differenza reti, alle reti segnate totali e poi in trasferta); nella versione italiana, il primo discriminante è esplicitamente individuato nella posizione nel Gruppo. Al di là di questo dettaglio (comunque non ininfluente), si conoscono altre due difficoltà: la prima è nella Divisione C, l’unica che conosce Gruppi di diversa consistenza al suo interno. Tuttavia, lo scoglio è facilmente superabile, procedendo analogamente a quanto si fa già oggi: in pratica chi ha giocato nei Gruppi 1 e 2 a tre squadre, è valutato per quanto lì ottenuto; chi invece ha giocato nei Gruppi 3 e 4 a quattro squadre ed è giunto almeno terzo, è valutato per i risultati ottenuti al netto delle gare contro l’ultima classificata; chi è giunto quarto nei Gruppi 3 e 4, occupa a prescindere gli ultimi due posti della Divisione, con preferenza accordata a chi ha ottenuto i risultati migliori nelle 6 gare giocate.
La seconda difficoltà s’incontra qualora nell’intera Divisione vi siano meno di 4 squadre non qualificate, eventualità molto probabile per la Divisione A 2018/19, composta dalle 10 teste di serie e dalle 2 migliori squadre di seconda fascia dei Gironi eliminatori di Euro2020. Per sopperire a questa lacuna, a titolo personale la strada migliore è la seguente:
  • se le non qualificate sono 3, si effettuano degli spareggi “monchi” di una gara del primo turno (cioè la migliore delle tre accede direttamente alla sfida del secondo turno);
  • se le non qualificate sono 2, si effettua direttamente fra queste la sfida del secondo (ora unico) turno;
  • se non vi sono non qualificate, il biglietto a disposizione della Divisione passa a un’altra, con preferenza accordata alla maggiore. P.es.: se tutte le squadre di Divisione A fossero già qualificate agli Europei, la Divisione B avrà a disposizione due posti tramite spareggi. 
Rimane scoperto il caso in cui sia solo 1 la non qualificata: reputando inconcepibile farla accedere direttamente alla fase finale (il suo “merito” sarebbe così paradossalmente quello di… essere l’unica a non aver centrato la qualificazione!), la farei spareggiare colla migliore terza dei gironi eliminatori o delle non partecipanti agli spareggi di UNL (con scelta da ponderare caso per caso a evitare incongruenze).
Tuttavia l’UEFA ha scelto una strada diversa, per me peggiore e foriera di numerosi paradossi: i posti vacanti negli spareggi di una Divisione sono integrati pescando dalla Divisione inferiore. Già sui criteri di scelta, ancora sconosciuti, è necessario riflettere un attimo: le sostitute non possono essere le migliori non qualificate, altrimenti queste si troverebbero ad affrontare negli spareggi avversari più ostici (perché di Divisione superiore) per avere conseguito risultati più positivi. Pertanto le sostitute sono le migliori squadre di Divisione inferiore fra le non qualificate e le non partecipanti agli spareggi. Ma anche così, si prospettano alcuni scenari bizzarri. Supponiamo che le 20 qualificate siano tutte le 12 squadre di Divisione A e 8 di Divisione B: quest’ultima, pertanto, rimane con 4 squadre giuste giuste per effettuare gli spareggi. In tal modo, in concreto, la Divisione C finisce per disporre di ben due biglietti, uno conteso dalle 4 prime e l’altro dalle 4 seconde (ovvero dalle 4 migliori diverse dalle prime)! Inoltre nulla vieta che ad avere meno di 4 non qualificate sia la Divisione D, la quale non potrebbe pescare sostitute da un’inesistente Divisione inferiore, essendo essa l’ultima: per sopperire al posto vacante si dovrà quindi cercare nella Divisione A? E anche così operando, le sostitute si troverebbero a giocare gli spareggi contro avversari più abbordabili rispetto a chi disputa quelli della loro Divisione... per avere conseguito risultati peggiori! E senza dimenticare che le spareggianti di D si trovano comunque a contendersi un biglietto per gli Europei contro sostitute sicuramente di livello non inferiore bensì superiore!
Insomma un guazzabuglio di casi paradossali, dove la soluzione per evitare le “ingiustizie sportive” di uno non è estendibile agli altri, superabili solo avendo il quadro finale completo dei Gruppi di UNL e delle 20 qualificate “ordinariamente” agli Europei cogli evidenti inconvenienti di dover allestire edizione per edizione le regole concrete per compilare il tabellone degli spareggi. 
Un altro caso particolare tocca le partecipanti alle Final Four che non si qualificassero agli Europei: in tal caso, queste giocheranno comunque gli spareggi oppure sarà mantenuto valido quanto ottenuto nelle Final Four (leggasi, il campione di UNL si qualifica)? In effetti, ho anticipato nell’elenco dei verdetti che la soluzione scelta dovrebbe essere la prima, per evitare gli evidenti problemi che si verrebbero a creare qualora il campione UNL fosse certo della qualificazione a prescindere dal piazzamento nel suo Girone eliminatorio (p.es., lontanissimo dalle prime due posizioni e colle altre 3 partecipanti alle Final Four anch’esse in uguale situazione). 
Gli spareggi, come un po’ anticipato, si giocano a eliminazione diretta (due turni) a gara unica: non è ancora noto se a ospitare le gare sia una stessa federazione (e, nel caso, se questa debba essere una delle 4 partecipanti) ovvero una delle due contendenti (presumibilmente la migliore delle due).
Oltre a quanto già scritto, non bisogna dimenticare che colla UNL sicuramente approda agli Europei una delle peggiori (comunque le si vogliano inquadrare) 16 nazionali del ranking UEFA: un risultato espressamente voluto per incrementare la qualità tecnica delle squadre di rango inferiore permettendo loro di giocare contro i grandi nomi continentali anche ai più alti livelli. Una soluzione non originale, mutuata dall’AFC, dove accedono alla fase finale della Coppa d’Asia i vincitori delle ultime 2 edizioni della Challenge Cup, torneo aperto alle nazionali “emergenti” asiatiche (eufemismo celante la definizione di peggiori del continente, anche in ambito non esclusivamente sportivo), tuttavia destinato a essere presto soppresso, singolarmente quando la Coppa d’Asia sarà allargata da 16 a 24 finaliste. È questo un altro capitolo della politica UEFA di bilanciare gli aspetti competitivi (dove ci si gioca il titolo di migliore squadra del continente) e partecipativi (utili per far fare esperienza alle formazioni minori) dei suoi tornei: se a livello di club si è arrivati nel 1999/2000 a due manifestazioni distinte (la Champions “competitiva” e la Coppa UEFA, ora Europa League, “partecipativa”), a livello di nazionali la suddivisione al momento è stata così spostata (e ancorata) alle eliminatorie: da una parte, le “competitive” coi consueti gironi; dall’altra le “partecipative” colle (ultime 3) serie dell’UNL.
Per le edizioni di UNL accompagnanti le eliminatorie mondiali, l’unico inconveniente riscontrabile tocca la data di disputa delle Final Four: infatti, con una collocazione troppo “ritardata” (alla fine dell’anno precedente la fase finale) vi è il concreto rischio che chi vi partecipi non vi dedichi il richiesto (e dovuto) impegno se in piena corsa per la qualificazione alla Coppa del Mondo, peggio ancora se via spareggi. Ma anche una collocazione a inizio o a metà anno non è risolutiva: nel primo caso, si potrebbero non schierare i titolari per evitare squalifiche, infortuni e sprechi di forze, così come nel secondo caso, colle Final Four a fine stagione sportiva, dove si potrebbe concedere il riposo ai propri migliori elementi non sacrificandone le energie alla ricerca di un titolo che ha tutta l’aria di arricchire l’albo d’oro senza però dargli ulteriore lustro.

In conclusione, il mio parere sull’UNL è l’essere un torneo prettamente inutile, “accettabile” tutt’al più nella sua prima fase (i Gruppi con promozioni e retrocessioni) nell’ottica di una preparazione più stimolante delle attuali amichevoli ai successivi gironi eliminatori, ma deleterio nelle Final Four (dove il rischio di assistere a gare con squadre zeppe di seconde e terze linee è più che concreto) e negli spareggi per gli Europei, arzigogolati nella loro predisposizione causa tutte le varianti possibili e cervellotici nella loro natura “partecipativa”. Curiosamente, ho letto i più euforici consensi all’UNL proprio per quest’ultimo aspetto, ma vi sarebbe lo stesso entusiasmo se, per assurdo, la FIGC decidesse di far partecipare alla Champions League la prima classificata di Serie A e B e la vincente di Supercoppa di LegaPro per dare alle ultime due la possibilità di arricchire la propria esperienza internazionale?

Rado il Figo