venerdì, marzo 14, 2014

Ranking UEFA per Club - Prospettive Italia per il 2015/2016 (di Rado il Figo)

Ecco la consueta analisi di metà stagione su cosa debba attendersi l’Italia dai risultati ottenuti dai suoi club nel 2013/14 in termini di piazzamento nel ranking UEFA 2009/14, il primo a esserne influenzato e che assegna i posti nelle coppe 2015/16. È bene ricordare, però, che proprio dal 2015/16 scatta un nuovo triennio UEFA, e quindi è possibile assistere a radicali mutamenti nelle formule di Champions (CL) ed Europa (EL) League. Pertanto le mie conclusioni presuppongono una conferma degli attuali format.
Terminate le fasi a gruppi, l’Italia era una delle 19 federazioni con ancora un club in corsa, nonché una delle 8 con almeno una rappresentante in entrambe le coppe. In termini assoluti, l’Italia aveva mantenuto 5 squadre (solo l’Udinese si era persa per strada, ma fin dai turni di qualificazione), avvalendosi del passaggio dalla CL all’EL di Juventus e Napoli, superata unicamente da Spagna e Inghilterra a quota 6 superstiti (per entrambe su 7), di cui però una sola in CL (il Milan) e 4 in EL, dove così contava la presenza più massiccia assieme all’Ucraina.
I commenti dei così detti “esperti”, a grandissime linee, ruotavano su due punti: una persistente apprensione sul ranking UEFA, considerato che solo il Milan era rimasto in lizza in CL, dando per molto prossimi i sorpassi portoghese (definito pure quasi certo), francese e ucraino (quest’ultimo, a dire il vero, fatto rientrare più che altro nelle eventualità “matematiche”), che avrebbero fatto perdere all’Italia l’attuale 4° posto, accompagnata da un cauto ottimismo dall’aver 4 rappresentanti in EL, poiché erano stati i miseri risultati lì conseguiti (anche quand’era ancora Coppa UEFA) a far perdere le 4 presenze in CL. 
Tutto ciò trovava riscontro nella realtà? Senza dover scomodare… calcolatrici e ipotesi, sicuramente l’ultimo punto assomiglia molto alla storiella del ministro dei trasporti il quale, venuto a conoscenza che il maggior numero di vittime in incidenti ferroviari si trovava negli occupanti dell’ultimo vagone, aveva decretato l’abolizione della carrozza di coda di tutti i convogli. Rientrando nell’ambito calcistico, non si risolve la penuria di rendimento in EL semplicemente ammassandovi squadre, men che mai se queste sono in realtà delle “retrocesse” dalla CL. Infatti, l’Italia aveva comunque mantenuto il terzo posto, così come mantiene ora il quarto, grazie ai risultati nella massima competizione continentale: risultati non più conseguibili, chiaramente, se lì non rimane più nessuno a giocare. Insomma, il secondo punto degli “esperti” è viziato dall’aver analizzato solo un aspetto del problema, escludendo tutto il resto. Tanto più ricordando che la “retrocessione” di Juventus e Napoli porta una perdita di 10 punti, solo parzialmente recuperabile dalle due nei sedicesimi di EL, dove in ogni caso si ridurrebbe tutt’al più a 2 punti in caso di en plein (che sappiamo già non essere avvenuto); tuttavia è anche vero che dagli ottavi in avanti, non fa (più) alcuna differenza se si gioca in CL o in EL, pesando tutto allo stesso modo: 2 punti per le vittorie e 1 per i pareggi e per i turni giocati dai quarti in avanti, a titolo di bonus. Infatti, sono i gironi ad avere un ruolo determinante in questo contesto: tanto per fare un esempio, il secondo posto con 9 punti del Milan nel Gruppo H di CL ha incrementato di 2,666 il coefficiente di federazione (cf) italiano; al contrario, il primo posto della Fiorentina con 16 punti nel Gruppo E di EL ha portato un beneficio di solo 1,833.
Per quanto riguarda il primo punto, esauriti i gironi, l’Italia si (ri)trovava al 4° posto nel ranking UEFA con un cf di 63,105; davanti, come al solito, la Spagna (88,427), l’Inghilterra (82,320) e la Germania (79,498); come immediate inseguitrici Portogallo (57,966), Francia (54,333) e Russia (45,832). Ricordo che un punto conquistato da qui in avanti incide nel cf solo per la parte corrispondente al numero di squadre iscritte a inizio stagione; pertanto ogni punto dei 5 club italiani fa aumentare il cf di 0,166 (al netto degli arrotondamenti), cioè 1/6, in quanto erano 6 le squadre partecipanti alle coppe 2013/14.
Sono molto semplici le ipotesi per valutare quanto l’eliminazione diretta influenzerà il cf finale di ogni federazione: questo, infatti, al peggio rimarrà ancorato al valore ottenuto al termine dei gironi, perché o non vi sono più club in gioco oppure i superstiti rimediano solo sconfitte negli ottavi di CL e/o nei sedicesimi di EL. Viceversa, il limite massimo cui può giungere il cf presuppone sia che tutti i club della federazione interessata raccolgano solo vittorie contro avversari stranieri sia che i derby cadano il più tardi possibile. P.es., con 4 squadre a competere ancora in CL o EL, è necessario che gli scontri fratricidi avvengano solo in semifinale e in finale. 
La seguente tabella ricorda il massimo di punti ricavabile a seconda del numero di squadre qualificatesi all’eliminazione diretta in CL e in EL, la cui incidenza nel cf è data, ricordo, dal rapporto fra detto massimo e il numero di squadre iniziali della federazione interessata.



In realtà, nessuno ha 2 sole superstiti in CL, passando dalle 4 di Inghilterra e Germania, alle 3 di Spagna e finendo per l’unica di Italia, Francia, Russia, Turchia e Grecia.
Calcolatrice alla mano, la situazione italiana post gironi era di poco più rosea che non un anno fa. Non tanto per le prospettive verso l’alto, rimaste immutate: l’Italia poteva ambire a 17 punti dal Milan in CL e a 68 dal plotoncino in EL, per un totale di 85 punti che diviso per 6 avrebbe incrementato il suo cf di 14,166, spingendolo fino al limite massimo 77,272, insufficiente a superare il cf tedesco, come visto fermo a 79,498. Esattamente come nel 2012/13, anche se i 17 club spagnoli, inglesi e tedeschi raccogliessero solo sconfitte negli ottavi di CL e nei sedicesimi di EL, finendo tutti eliminati (cosa a priori già impossibile in CL), e i nostri 5 solo vittorie da qui fino alla fine (derby esclusi), l’Italia non sarebbe riuscita ad andare oltre l’attuale suo 4° posto. Conclusione resa ancor più certa dall’esito dei sorteggi, i quali impedivano che le 4 compagini italiane in EL potessero giungere tutte in semifinale, imponendo l’eventuale incrocio Juventus-Fiorentina agli ottavi.
Il cauto miglioramento di prospettive è invece legato alle spalle: se dodici mesi addietro Francia, Portogallo e Ucraina potevano ancora mettere la freccia e far declassare l’Italia fino al 7° posto, oggi il sorpasso era possibile solo dal Portogallo; già la Francia, sesta, poteva alzare il suo cf di solo 6,333, grazie al bottino pieno di PSG in CL e di OL in EL, fermandosi al meglio (o al peggio, per noi) a 60,666, ben al di sotto del 63,105 italiano. I lusitani, invece, con due sole superstiti, entrambe in EL (provate a indovinare chi), potevano ricavare 40 punti e un cf massimo di 64,633. Il margine di sicurezza italiano si attestava, così, a 10 punti, raccolti i quali il Portogallo non poteva più ambire al 4° posto. Obiettivo, a dire il vero, già sfumatogli: infatti, si sono nel frattempo disputati i sedicesimi di EL e l’andata degli ottavi di CL. Da parte sua, il Portogallo ha raccolto 6 punti e due qualificazioni, portando il suo cf a 58,966; ma l’Italia ha già fatto il suo “minimo indispensabile”, con 11 punti e una qualificata in più: anzi si può affermare come il suo cf non sia a quota 64,938 ma a 65,772, essendo già sicuri i 5 punti derivanti dal derby Fiorentina-Juventus.
In conclusione, i primi 8 posti del ranking sono fin d’ora certi, non potendo arrivare variazioni né dall’esterno, perché nessuna delle federazioni attualmente dal 9° posto (Ucraina) in giù possono più ambire a migliorare il propri piazzamento, né dall’interno, giacché i 3 ancora possibili sorpassi (l’Inghilterra sulla Spagna al 1° posto, la Germania sull’Inghilterra al 2° e la Francia sul Portogallo al 5°) non inciderebbero sull’assegnazione delle partecipanti in CL e EL; da tabellone, l’unico svantaggio riscontrabile è per la terza classificata della sesta federazione, costretta a partire dal 3° turno di qualificazione e non dagli spareggi come la terza della quinta (e della quarta). Sotto un altro punto di vista: Spagna, Inghilterra e Germania sono sicure delle prime 3 posizioni; l’Italia della 4ª; il Portogallo e la Francia della 5ª e della 6ª; la Russia della 7ª e i Paesi Bassi dell’8ª.

Rado il Figo