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GIRO D'ITALIA 2013

Il percorso, le tappe, le altimetrie, le salite del Giro d'Italia 2013. Approfondimenti sulle frazioni più importanti, commenti e analisi su squadre, protagonisti e copertura Tv-Media. (foto by Sirotti - Stephill.tv)

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CALENDARIO CICLISMO 2013

Tutte le date del calendario ciclistico World Tour 2013. Dalle prime corse stagionali in Australia, alle Grandi Classiche di primavera, dalle Corse a tappe sino al Lombardia. Senza dimenticare i Mondiali italiani: appuntamento a Firenze a fine settembre. (foto by Sirotti - Stephill.tv)

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lunedì, marzo 17, 2014

Il Muro di Guardiagrele - Luogo perfetto per ciclismo e marketing turistico-sportivo (video)

Avete presente il mitico Muro di Huy della Freccia Vallone? Ecco, il Muro di Guardiagrele (Chieti) è uno strappo più corto ma ancora più duro. Non è possibile? Il video della quinta tappa della Tirreno Adriatico 2014 con arrivo in cima a questo Muro è eloquente. Alberto Contador si è imposto con un'azione strepitosa, bissando il successo di sabato e, di fatto, conquistando la classifica generale della Tirreno 2014. Per sua stessa ammissione, la vittoria sul Muro di Guardiagrele rappresenta uno dei successi più belli in carriera.


MURO DI GUARDIAGRELE IN CHIAVE MARKETING - Perché mi soffermo su questa salita? Il ciclismo moderno è sempre alla costante ricerca di salite e percorsi in grado di rendere ancora più spettacolare una corsa (anche se, il vecchio saggio ricorda come "la corsa la fanno i corridori"). Bene, il Muro di Guardiagrele è quanto di più spettacolare si sia visto negli ultimi tempi. Alcuni tratti al 30% sono al limite del sadismo. Vedere i professionisti zig-zagare come l'amatore della domenica è qualcosa di incredibile. In Belgio, sul Muro di Huy, hanno costruito non solo una corsa ma un vero e proprio brand. Un po' come avvenuto da noi con lo Zoncolan
Bene, penso che il Muro di Guardiagrele, per collocazione e caratteristiche, debba essere una salita di riferimento per le corse italiane. Non importa se come arrivo al Giro (primi 10 giorni di corsa), come tappa decisiva della Tirreno, come arrivo di una nuova corsa (ipotesi difficilmente realizzabile visti i tempi) o, perché no, come tratto finale di un Campionato del Mondo. Googolando "Guardiagrele", tra l'altro, si legge "sede del Parco Nazionale della Majella, fa parte della Comunità montana della Maielletta, nonché del club I borghi più belli d'Italia". Luogo affascinante + Percorso perfetto per il ciclismo = Enorme potenzialità in chiave di marketing turistico-sportivo. Organizzatori, amministratori locali ed enti di promozione vari si renderanno conto del tesoro che hanno per le mani? Speriamo.



venerdì, marzo 14, 2014

Ranking UEFA per Club - Prospettive Italia per il 2015/2016 (di Rado il Figo)

Ecco la consueta analisi di metà stagione su cosa debba attendersi l’Italia dai risultati ottenuti dai suoi club nel 2013/14 in termini di piazzamento nel ranking UEFA 2009/14, il primo a esserne influenzato e che assegna i posti nelle coppe 2015/16. È bene ricordare, però, che proprio dal 2015/16 scatta un nuovo triennio UEFA, e quindi è possibile assistere a radicali mutamenti nelle formule di Champions (CL) ed Europa (EL) League. Pertanto le mie conclusioni presuppongono una conferma degli attuali format.
Terminate le fasi a gruppi, l’Italia era una delle 19 federazioni con ancora un club in corsa, nonché una delle 8 con almeno una rappresentante in entrambe le coppe. In termini assoluti, l’Italia aveva mantenuto 5 squadre (solo l’Udinese si era persa per strada, ma fin dai turni di qualificazione), avvalendosi del passaggio dalla CL all’EL di Juventus e Napoli, superata unicamente da Spagna e Inghilterra a quota 6 superstiti (per entrambe su 7), di cui però una sola in CL (il Milan) e 4 in EL, dove così contava la presenza più massiccia assieme all’Ucraina.
I commenti dei così detti “esperti”, a grandissime linee, ruotavano su due punti: una persistente apprensione sul ranking UEFA, considerato che solo il Milan era rimasto in lizza in CL, dando per molto prossimi i sorpassi portoghese (definito pure quasi certo), francese e ucraino (quest’ultimo, a dire il vero, fatto rientrare più che altro nelle eventualità “matematiche”), che avrebbero fatto perdere all’Italia l’attuale 4° posto, accompagnata da un cauto ottimismo dall’aver 4 rappresentanti in EL, poiché erano stati i miseri risultati lì conseguiti (anche quand’era ancora Coppa UEFA) a far perdere le 4 presenze in CL. 
Tutto ciò trovava riscontro nella realtà? Senza dover scomodare… calcolatrici e ipotesi, sicuramente l’ultimo punto assomiglia molto alla storiella del ministro dei trasporti il quale, venuto a conoscenza che il maggior numero di vittime in incidenti ferroviari si trovava negli occupanti dell’ultimo vagone, aveva decretato l’abolizione della carrozza di coda di tutti i convogli. Rientrando nell’ambito calcistico, non si risolve la penuria di rendimento in EL semplicemente ammassandovi squadre, men che mai se queste sono in realtà delle “retrocesse” dalla CL. Infatti, l’Italia aveva comunque mantenuto il terzo posto, così come mantiene ora il quarto, grazie ai risultati nella massima competizione continentale: risultati non più conseguibili, chiaramente, se lì non rimane più nessuno a giocare. Insomma, il secondo punto degli “esperti” è viziato dall’aver analizzato solo un aspetto del problema, escludendo tutto il resto. Tanto più ricordando che la “retrocessione” di Juventus e Napoli porta una perdita di 10 punti, solo parzialmente recuperabile dalle due nei sedicesimi di EL, dove in ogni caso si ridurrebbe tutt’al più a 2 punti in caso di en plein (che sappiamo già non essere avvenuto); tuttavia è anche vero che dagli ottavi in avanti, non fa (più) alcuna differenza se si gioca in CL o in EL, pesando tutto allo stesso modo: 2 punti per le vittorie e 1 per i pareggi e per i turni giocati dai quarti in avanti, a titolo di bonus. Infatti, sono i gironi ad avere un ruolo determinante in questo contesto: tanto per fare un esempio, il secondo posto con 9 punti del Milan nel Gruppo H di CL ha incrementato di 2,666 il coefficiente di federazione (cf) italiano; al contrario, il primo posto della Fiorentina con 16 punti nel Gruppo E di EL ha portato un beneficio di solo 1,833.
Per quanto riguarda il primo punto, esauriti i gironi, l’Italia si (ri)trovava al 4° posto nel ranking UEFA con un cf di 63,105; davanti, come al solito, la Spagna (88,427), l’Inghilterra (82,320) e la Germania (79,498); come immediate inseguitrici Portogallo (57,966), Francia (54,333) e Russia (45,832). Ricordo che un punto conquistato da qui in avanti incide nel cf solo per la parte corrispondente al numero di squadre iscritte a inizio stagione; pertanto ogni punto dei 5 club italiani fa aumentare il cf di 0,166 (al netto degli arrotondamenti), cioè 1/6, in quanto erano 6 le squadre partecipanti alle coppe 2013/14.
Sono molto semplici le ipotesi per valutare quanto l’eliminazione diretta influenzerà il cf finale di ogni federazione: questo, infatti, al peggio rimarrà ancorato al valore ottenuto al termine dei gironi, perché o non vi sono più club in gioco oppure i superstiti rimediano solo sconfitte negli ottavi di CL e/o nei sedicesimi di EL. Viceversa, il limite massimo cui può giungere il cf presuppone sia che tutti i club della federazione interessata raccolgano solo vittorie contro avversari stranieri sia che i derby cadano il più tardi possibile. P.es., con 4 squadre a competere ancora in CL o EL, è necessario che gli scontri fratricidi avvengano solo in semifinale e in finale. 
La seguente tabella ricorda il massimo di punti ricavabile a seconda del numero di squadre qualificatesi all’eliminazione diretta in CL e in EL, la cui incidenza nel cf è data, ricordo, dal rapporto fra detto massimo e il numero di squadre iniziali della federazione interessata.



In realtà, nessuno ha 2 sole superstiti in CL, passando dalle 4 di Inghilterra e Germania, alle 3 di Spagna e finendo per l’unica di Italia, Francia, Russia, Turchia e Grecia.
Calcolatrice alla mano, la situazione italiana post gironi era di poco più rosea che non un anno fa. Non tanto per le prospettive verso l’alto, rimaste immutate: l’Italia poteva ambire a 17 punti dal Milan in CL e a 68 dal plotoncino in EL, per un totale di 85 punti che diviso per 6 avrebbe incrementato il suo cf di 14,166, spingendolo fino al limite massimo 77,272, insufficiente a superare il cf tedesco, come visto fermo a 79,498. Esattamente come nel 2012/13, anche se i 17 club spagnoli, inglesi e tedeschi raccogliessero solo sconfitte negli ottavi di CL e nei sedicesimi di EL, finendo tutti eliminati (cosa a priori già impossibile in CL), e i nostri 5 solo vittorie da qui fino alla fine (derby esclusi), l’Italia non sarebbe riuscita ad andare oltre l’attuale suo 4° posto. Conclusione resa ancor più certa dall’esito dei sorteggi, i quali impedivano che le 4 compagini italiane in EL potessero giungere tutte in semifinale, imponendo l’eventuale incrocio Juventus-Fiorentina agli ottavi.
Il cauto miglioramento di prospettive è invece legato alle spalle: se dodici mesi addietro Francia, Portogallo e Ucraina potevano ancora mettere la freccia e far declassare l’Italia fino al 7° posto, oggi il sorpasso era possibile solo dal Portogallo; già la Francia, sesta, poteva alzare il suo cf di solo 6,333, grazie al bottino pieno di PSG in CL e di OL in EL, fermandosi al meglio (o al peggio, per noi) a 60,666, ben al di sotto del 63,105 italiano. I lusitani, invece, con due sole superstiti, entrambe in EL (provate a indovinare chi), potevano ricavare 40 punti e un cf massimo di 64,633. Il margine di sicurezza italiano si attestava, così, a 10 punti, raccolti i quali il Portogallo non poteva più ambire al 4° posto. Obiettivo, a dire il vero, già sfumatogli: infatti, si sono nel frattempo disputati i sedicesimi di EL e l’andata degli ottavi di CL. Da parte sua, il Portogallo ha raccolto 6 punti e due qualificazioni, portando il suo cf a 58,966; ma l’Italia ha già fatto il suo “minimo indispensabile”, con 11 punti e una qualificata in più: anzi si può affermare come il suo cf non sia a quota 64,938 ma a 65,772, essendo già sicuri i 5 punti derivanti dal derby Fiorentina-Juventus.
In conclusione, i primi 8 posti del ranking sono fin d’ora certi, non potendo arrivare variazioni né dall’esterno, perché nessuna delle federazioni attualmente dal 9° posto (Ucraina) in giù possono più ambire a migliorare il propri piazzamento, né dall’interno, giacché i 3 ancora possibili sorpassi (l’Inghilterra sulla Spagna al 1° posto, la Germania sull’Inghilterra al 2° e la Francia sul Portogallo al 5°) non inciderebbero sull’assegnazione delle partecipanti in CL e EL; da tabellone, l’unico svantaggio riscontrabile è per la terza classificata della sesta federazione, costretta a partire dal 3° turno di qualificazione e non dagli spareggi come la terza della quinta (e della quarta). Sotto un altro punto di vista: Spagna, Inghilterra e Germania sono sicure delle prime 3 posizioni; l’Italia della 4ª; il Portogallo e la Francia della 5ª e della 6ª; la Russia della 7ª e i Paesi Bassi dell’8ª.

Rado il Figo

martedì, marzo 11, 2014

Tirreno-Adriatico 2014 - Tappe, Percorso, Favoriti e Diretta Tv

Anche nel 2014 la Tirreno-Adriatico sarà l'ideale trampolino di lancio per le Classiche, Milano-Sanremo in primis (vedi calendario World Tour 2014). Tutti i migliori corridori in circolazione - salvo rarissime eccezioni - si sono dati appuntamento alla "Corsa dei due mari" per affinare la condizione. Tutti tranne i primi due della generale 2013, probabili duellanti al Tour de France 2014: Chris Froome, fermato da un'infiammazione pochi giorni prima del via e Vincenzo Nibali, vincitore della Tirreno-Adriatico 2013, che ha preferito prendere parte alla Parigi-Nizza. Tra l'altro, appare quantomeno discutibile la presenza sul sito ufficiale della Tirreno-Adriatico dello stesso Nibali che dà appuntamento al 12 marzo.

PERCORSO TIRRENO ADRIATICO 2014 - Dopo il bellissimo weekend dedicato a Strade Bianche e Roma Maxima, quindi, l'Italia resta al centro della scena ciclistica internazionale con la terza corsa organizzata da Rcs. Il percorso della Tirreno-Adriatico 2014 è leggermente diverso rispetto alle ultime edizioni. La prima tappa (Donoratico-San Vincenzo) sarà come da tradizione una cronosquadre, mentre la seconda frazione sarà dedicata alle ruote veloci (Cavendish, Greipel, Kittel ma anche Modolo). La terza tappa da Cascina ad Arezzo, è la classica frazione appenninica con arrivo in centro storico su uno strappo di 1km con punta all'11% e l'ulteriore difficoltà rappresentata dal pavè. Giustamente l'organizzazione ha previsto le due tappe più importanti per il sabato e la domenica. Sabato 15 marzo si corre la Indicatore-Cittareale di 244km. Tre GPM (i primi due con punte al 12%), con arrivo in salita a Cittareale/Selvarotonda (ascesa non impossibile ma ultimi 2km con tratti al 10%). Domenica 16 marzo è la volta della tappa più attesa della Tirreno-Adriatico 2014. La Amatrice-Guardiagrele di 192km prevede la scalata del Passo Lanciano (12,3km estremamente impegnativi con punte al 13%) e lo spettacolare strappo finale a Guardiagrele, una sorta di Muro di Huy in salsa abruzzese (650metri al 22% con pendenza massima al 30%!). La sesta tappa si svolge lungo la costa adriatica, tra Abruzzo e basse Marche e dovrebbe portare alla seconda volatona di gruppo. Infine, classica chiusura a San Benedetto del Tronto con la mini crono individuale di 9,1km su e giù per il viale delle Palme e arrivo in zona porto.















Ecco le 7 tappe della Tirreno-Adriatico 2014 (mercoledì 12 marzo - martedì 18 marzo 2014) con planimetrie, altimetrie e cronotabelle:
  1. Donoratico-San Vincenzo 18.5kmcronosquadre (vedi dettaglio tappa) - mercoledì 12 marzo
  2. San Vincenzo-Cascina 166km, velocisti (vedi dettaglio tappa) - giovedì 13 marzo
  3. Cascina-Arezzo 210km, media montagna (vedi dettaglio tappa) - venerdì 14 marzo
  4. Indicatore-Cittareale 244kmmontagna  (vedi dettaglio tappa) - sabato 15 marzo
  5. Amatrice-Guardiagrele 192km, montagna  (vedi dettaglio tappa) - domenica 16 marzo
  6. Bucchianico-Porto Sant'Elpidio 187km, velocisti/media montagna (vedi dettaglio tappa) - lunedì 17 marzo
  7. San Benedetto del Tronto 9.3, cronometro individuale  (vedi dettaglio tappa) - 18 marzo
FAVORITI - Sono molti i pretendenti al successo finale in questa Tirreno-Adriatico 2014: Richie Porte, Cadel Evans, Alberto Contador, Roman Kreuziger, Nairo Quintana, Daniel Moreno, Daniel Martin. Tra gli altri grandi interpreti, vanno ricordati Cancellara, Sagan, Gilbert, Kwiatkowski (vincitore delle Bianche 2014), oltre ai velocisti sopra menzionati. Tra gli italiani, fari puntati su Ulissi, Moreno Moser, Cunego (protagonista sabato scorso) e Scarponi.

DIRETTA TV - Diretta di tutte le tappe della Tirreno-Adriatico 2014 su Rai TreRaiSport 2 ed Eurosport HD.

Qui il video con i momenti più spettacolari dell'edizione dello scorso anno:


mercoledì, marzo 05, 2014

Integratori e Farmaci nello Sport - Questionario per capirne la diffusione (in collaborazione con il Dipartimento di Giurisprudenza, Scienze Politiche, Economiche e Sociali dell'Università del Piemonte Orientale)

Blog-In: dentro lo sport, da sempre in linea per la sensibilizzazione sul tema "Doping nello sport", recependo l'invito del Dipartimento di Giurisprudenza, Scienze Politiche, Economiche e Sociali dell'Università del Piemonte Orientale, propone ai suoi lettori la partecipazione ad un questionario per uno studio sociologico circa l'uso di integratori e farmaci per migliorare le prestazioni sportive da parte di atleti/e non professionisti/e nell'ambito della loro attività sportiva. Si tratta della prima ricerca sociologica che si pone l'obiettivo di studiare le pratiche di consumo di tali sostanze.
Per raggiungere tale scopo, c'è bisogno della collaborazione degli atleti e delle atlete che praticano differenti sport, sia a livello individuale che di squadra.

A CHI E' RIVOLTO - Se sei un/un'atleta non professionista che pratica un'attività sportiva a livello agonistico, cioè pratica l'attività sportiva sistematicamente e/o continuativamente e prevalentemente in forme organizzate (società sportive, enti di promozione sportiva, federazioni ecc., attività che dunque prevede una qualche forma di "tesseramento") e sei maggiorenne, ti chiediamo la disponibilità a collaborare alla realizzazione dello studio compilando un questionario online. Non ci vorranno più di una ventina di minuti.
E' assolutamente garantito l'anonimato.

Per accedere al questionario online cliccare il seguente link:

martedì, marzo 04, 2014

Il caso Cipollini un anno dopo. In Italia esiste il giornalismo sportivo d'inchiesta?

In questi giorni sto leggendo "Il texano dagli occhi di ghiaccio", libro che ricostruisce in modo minuzioso la vita e la carriera sportiva di Lance Armstrong. Scorrendo le pagine e trovandovi una quantità industriale di informazioni, mi è venuto in mente che, a distanza di oltre un anno, non si sa più nulla della vicenda Cipollini. Gli appassionati si ricorderanno che nel febbraio 2013 "La Gazzetta dello Sport" pubblicò in prima pagina alcune carte del processo-Operacion Puerto che accusavano "Il Re Leone" di essersi dopato in modo sistematico per diverse stagioni (quella iridata compresa).
Ho provato a cercare delle informazioni sul web, qualche intervista all'ex velocista. Praticamente nulla. Solo l'ottimo blog di Cycling Pro ha toccato la questione nel corso del Giro d'Italia 2013. E' come se quella storia fosse finita in una specie di oblio. Riposta nel sottoscala, dimenticata.




IL GIORNALISMO SPORTIVO D'INCHIESTA IN ITALIA - Lo scorso anno diedi grande spazio al libro "Lo sport del doping" del professor Donati. Nel testo ci si soffermava in modo approfondito sul ruolo dei media nella battaglia contro il doping o, quantomeno, in quello di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sul tema. Donati, giustamente, non risparmiava critiche ai media italiani, rei, a suo dire, di mitizzare acriticamente questo o quel campione (in certi casi senza valore) e di non condannare in modo fermo le pratiche dopanti nei vari sport.
In effetti la vicenda Cipollini e il silenzio sceso in questi 13 mesi dimostra come in Italia, di fatto, non esista un vero giornalismo sportivo d'inchiesta (chiedo scusa alle mosche bianche).
Nel caso della vicenda Cipollini, perché nessun mezzo di comunicazione si è preso la briga di approfondire la questione? Perché, ad esempio, si preferisce trasmettere interviste sensazionalistiche (oltre che grossolane) a ex dopati o video celebrativi di "imprese" rivelatisi poi farlocche? E ancora, è così difficile rivalutare le "imprese" sportive del passato alla luce delle carte e delle evidenze emerse nel corso di indagini e processi?
In molti altri Paesi non esiste un atteggiamento così "omertoso". Negli USA non si sono fatti problemi a "distruggere" un'icona straordinaria come Lance Armstrong: inchieste, libri, interviste hanno vivisezionato la figura del texano. In Finlandia, nell'autunno 2012, è uscito il docu-film "Sinivalkoinen vahle" ("La menzongna bianco blu") che sbriciola lo sci di fondo finlandese degli anni '70 e '80. In Svezia e Norvegia, altre due nazioni in cui lo sci di fondo è sport nazionale, sono stati trasmessi recentemente degli speciali sui sospetti di doping ai Mondiali di fondo del 1995.
In Italia, salvo alcune, rarissime eccezioni (ad es. Eugenio Capodacqua de "La Repubblica"), i media non approfondiscono le vicende legate al doping e, quello poche volte che se ne parla, lo si fa in modo superficiale o, con tutto il rispetto di persone che non ci sono più, discutibile. Visto il livello medio dei mezzi d'informazione sportiva italiani non c'è da stupirsi, purtroppo.