martedì, gennaio 14, 2014

Udinese 2013/14: il ritorno alla normalità

Alcuni opinionisti e tifosi dell'Udinese, di fronte alla stagione piuttosto deludente che sta disputando la squadra friulana, sono concordi nel dire: "Dopo anni estremamente positivi, ci può stare una stagione in tono minore". Il concetto non farebbe una piega se non si sbagliasse completamente punto di partenza. Nelle ultime tre stagioni sotto la guida di Francesco Guidolin, l'Udinese ha ottenuto un terzo, un quarto e un quinto posto (in ordine sparso). Risultati assolutamente straordinari - in senso letterale - tenuto conto di fatturato e spesa per ingaggi del club friulano. Già perché, oramai, per determinare ambizioni e obiettivi di una squadra di calcio, non si può prescindere da questi due fattori. L'Udinese è tra le ultime squadre della Serie A a livello di monte stipendi (qui sotto la tabella dal 2010 al 2013 presa dagli amici di tifosobilanciato.it). Solo tenendo in considerazione questo dato si può capire il valore reale di tre campionati consecutivi chiusi tra le prime 5 squadre della Serie A. 

Monte stipendi Serie A 2012/2013 (tifosobilanciato.it)



Lunedì ho pubblicato la recensione del libro "Calcionomica - Meraviglie, segreti, stranezze del calcio mondiale" in cui emerge in modo evidente la strettissima correlazione tra stipendi e posizione media in classifica. Nel medio periodo i risultati dipendono in modo quasi totale dagli stipendi (93%)
Fortunatamente, un singolo campionato può avere una classifica diversa da quella del monte stipendi, ma, per l'appunto, nel medio periodo non si può sfuggire da questa "legge".
Applicando questo dato all'Udinese, si può dire che le tre stagioni precedenti abbiano rappresentato tre formidabili eccezioni a tale legge e che l'habitat naturale della squadra friulana sia la metà-classifica. Semplificando al massimo, la stagione in corso è in linea col valore della rosa.

ROSA E ASPETTI TECNICI - Il dato poc'anzi rimarcato - correlazione stipendi/posizione in classifica - è pacifico nel medio-lungo periodo, ma va approfondito dal punto di vista tecnico nella singola stagione. Ad esempio, nel campionato 2010/2011, l'Udinese era al 16esimo posto nella classifica degli stipendi della Serie A, ma il valore della rosa era decisamente superiore. L'ingaggio di un grande allenatore come Guidolin, la possibilità di schierare un ottimo 11 (Handanovic, Benatia, Zapata, Domizzi; Isla, Pinzi, Inler, Asamoah, Armero; Sanchez, Di Natale) e la presenza in panchina di altri giocatori di livello (Cuadrado, Denis, Floro Flores), permise ai bianconeri - parallelamente al fallimento di un paio di big quali Juventus e Roma - di conquistare un meritatissimo quarto posto. Risultato incredibile tenendo conto del monte ingaggi, ma assolutamente in linea con la cifra tecnica complessiva.

Venendo alla stagione in corso, in molti hanno sottolineato come "è inspiegabile che una squadra che ha chiuso al quinto posto l'ultimo campionato, e che non ha modificato in modo sostanziale la rosa, si ritrovi a lottare nei bassifondi della classifica". Da lì il solito giochetto "la colpa è di" con società, Guidolin, staff, Di Natale tirati in ballo a rotazione.
Il rendimento nell'attuale stagione, come detto, è sostanzialmente in linea con la cifra complessiva della squadra. L'ultima stagione e in particolare le 8 vittorie nella parte finale del campionato, hanno infatti fuorviato club e tifosi. Il vero valore di quella squadra era stato evidenziato nelle prime 30 partite quando i bianconeri, dopo la sconfitta di Catania e il pareggio interno col Bologna, si ritrovarono a quota 42 punti. Un discreto nono posto che, comunque, significava un + 7/8 punti sulla 16a posizione. In pratica, campionato tranquillo nel limbo della metà classifica. Poi, grazie ad un insieme di fattori (grande condizione fisica, calendario non impossibile, rottura prolungata di alcune big quali Inter, Roma e Lazio), i bianconeri inanellarono le famose 8 vittorie di fila che consentirono loro di ottenere un insperato quinto posto. Quelle 8 vittorie sono state paradossalmente dannose per il club bianconero, convinto di avere a disposizione una rosa da "colonna sinistra della classifica".
In realtà, la cessione di un grande difensore come Benatia (chi sostiene che Heurtaux non stia facendo rimpiangere il franco-marocchino ha probabilmente visto un altro sport nelle ultime tre stagioni), il calo clamoroso delle prestazioni di Domizzi (34 anni a giugno) e Danilo, l'autunno/inverno di Di Natale - su cui si potrebbe scrivere un post ma sorvoliamo - l'assenza dell'unico giocatore di grande prospettiva come Muriel (oltre alla difficile convivenza tra il colombiano e Di Natale) e un centrocampo privo di qualità e personalità, hanno prodotto questa prima parte di stagione. Venti punti in 19 partite con eliminazione al playoff di Europa League contro il non irresistibile Slovan Liberec, sono la logica conseguenza delle lacune e pecche descritte poc'anzi. Per la stagione in corso, salvo clamorosi crolli, la squadra non dovrebbe avere particolari difficoltà nell'ottenere la salvezza, soprattutto se Muriel dovesse rientrare in buona forma e Guidolin decidesse finalmente di affidargli la responsabilità dell'attacco con Di Natale utilizzato part-time. A fine campionato, tuttavia, occorrerà modificare in modo sostanziale la rosa, innestando almeno un paio di giocatori "già formati" che consentano al solito manipolo di giovani pescato in giro per il mondo, di crescere senza particolare fretta.
In questo senso, il triangolo di mercato con Watford e Granada, gli altri due club della galassia Pozzo, è più un freno che una risorsa.