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mercoledì, dicembre 18, 2013

Il futuro è Cielo? Olimpiadi Sochi 2014 e Motomondiale in chiaro sul canale free di Sky

Finalmente, a 51 giorni dalla cerimonia d'apertura del 7 febbraio, gli appassionati italiani conoscono il canale in chiaro che trasmetterà le Olimpiadi invernali di Sochi 2014. Sarà Cielo (canale 26 digitale terrestre, 19 Tivusat, 126 piattaforma Sky) a mandare in onda le 100 ore in chiaro dei Giochi olimpici invernali 2014. Qualche mese fa, dopo la clamorosa rinuncia della Rai, sembrava scontato che Sky cedesse i diritti in chiaro - va ricordato che per legge, determinanti eventi sportivi devono essere accessibili a tutti - al suo canale free. Lo scorso novembre, però, stando ad alcune indiscrezioni, sembrava molto vicino l'accordo tra Sky e Italia1. Nella politica intrapresa da Mediaset negli ultimi mesi (maggior multisportività, vedi approdo di Eurosport), l'acquisizione dei Giochi invernali avrebbe rappresentato un grande colpo. In realtà, trattativa saltata e Sky "costretta" a cedere le 100 ore in chiaro al proprio canale free. Nelle prossime settimane scopriremo nel dettaglio copertura, palinsesto e programmi di SkySport e Cielo per Sochi 2014.

Qualche giorno fa, invece, su Il Sole 24 ore è uscita un'indiscrezione - che deve comunque trovare conferma ufficiale - secondo cui sarà la stessa Cielo a trasmettere 8 GP del Motomondiale in chiaro. Le gare di MotoGP, infatti, rientrano nell'elenco ex lege di cui sopra.

A questo punto resta da capire se quella di Sky sia stata una scelta volontaria per lanciare ulteriormente Cielo (nell'ultimo anno il canale si è attestato sull' 1% di share), oppure se sia stata una scelta obbligata, in mancanza di acquirenti "terzi". La sensazione è che sia stata più una decisione forzata, soprattutto nel caso delle Olimpiadi di Sochi. L'esborso per acquisire tali eventi è stato notevole e, come avvenuto per Vancouver 2010, Sudafrica 2010 e Londra 2012, è possibile che i dirigenti Sky avessero messo in preventivo di rientrare parzialmente dalla spesa attraverso la sub-cessione dei diritti in chiaro. Come scritto recentemente, per Sky le Olimpiadi non rappresentano più un evento strategico per accrescere il numero di abbonati (vedi cessione dell'esclusiva di Rio 2016 alla Rai), quindi, è probabile che il mancato accordo con Italia1 non sia stato salutato con grande favore ai piani alti di via Rogoredo.
Discorso diverso per il Motomondiale e per la MotoGP in particolare. Nonostante questo sport sia soggetto alla c.d. Legge di Tomba (sport seguitissimo finché ci sono degli italiani estremamente competitivi), lo zoccolo duro degli appassionati è ancora molto forte. In questo senso, l'esperienza della Formula Uno 2013 sembra aver insegnato qualcosa a Sky. Nel dettaglio, come scritto in questo articolo, la Formula Uno non ha contribuito ad accrescere il numero di abbonati - qualcuno sostiene che, almeno, non li ha fatti diminuire - e contemporaneamente la Rai ha ottenuto degli ottimi ascolti anche per i GP trasmessi in differita. Così, è ipotizzabile che con la MotoGP Sky pensi di ottenere degli ottimi ascolti su Cielo, rientrando parzialmente dalla spesa grazie agli introiti pubblicitari. Anche perché, come riportato nell'articolo del Sole 24 Ore, il target dei telespettatori della MotoGP è estremamente interessante per le aziende che (ancora) investono nel campo della pubblicità televisiva.




domenica, dicembre 08, 2013

Coppa Italia - La proposta di riforma di Blog-In (aggiornamento 2013)

Martedì 3 dicembre ore 15:00 Spezia-Pescara; ore 17:00 Avellino-Frosinone; ore 19:00 Bologna-Siena; ore 21:00 Parma-Varese. Questo è il programma odierno dei sedicesimi di finale della Coppa Italia (Tim Cup) 2013/2014. Qualche domanda. Quanti appassionati ne erano a conoscenza? Quante persone si sintonizzeranno sui canali Rai Sport (che al pari delle tanto criticate pay-Tv adotta la formula spezzatino per la manifestazione di cui detiene i diritti)? Quanti spettatori paganti faranno registrare tali incontri? Quanti titolari saranno impiegati dalle squadre impegnate?
Per farla breve, si ripresenta l'annosa questione della sconfortante situazione in cui versa la Coppa Italia. Tranquilli, comunque. All'altezza degli ottavi di finale, quando entreranno in scena le cosiddette big, partirà l'abusatissimo coretto di dirigenti, allenatori, giocatori e giornalisti Rai per cui "Quando si entra nel vivo del torneo tutti ci tengono a vincere e la Coppa Italia diventa spettacolare".

Nel 2010 lanciai una proposta di riforma della Coppa Italia che ha ottenuto un discreto successo tra i lettori. Con gli anni mi sono sempre più avvicinato alla drastica soluzione di Rado (abolizione totale del torneo: sì, si può fare). Tuttavia, penso sia giusto riproporre a mo' di disco rotto quella che è la mia idea per rendere quantomeno interessante un torneo che, così come strutturato, rappresenta un autentico obbrobrio. Meglio, l'attuale formula va benissimo ai dirigenti dei club principali che vedono nella Coppa Italia una seccatura da posticipare il più possibile (ingresso all'altezza degli ottavi di finale) o, nella migliore delle ipotesi, un'opportunità per salvare la stagione. 
La tradizione e la cultura della FA Cup o della Copa del Rey non si inventano di punto in bianco. Allo stesso modo, però, attraverso qualche semplice accorgimento (7 punti specifici) sarebbe possibile rendere più coinvolgente un torneo in stato comatoso.


Ai seguenti link la proposta di riforma della Coppa Italia originaria (ovviamente superata a livello numerico visto il costante mutare del numero di club della Lega Pro).

sabato, dicembre 07, 2013

UEFA #teamoftheyear: la Top 11 di Blog-In per il 2013

Solita premessa. Il Pallone d'oro (FIFA Ballon d'or dopo la cooptazione in seno alla FIFA del premio creato da France Football), è un premio inutile. Come tutte le classifiche è fatto apposta per dividere e suscitare dibattito tra addetti ai lavori e tifosi. Ronaldo è il migliore, no lo è Messi, sì ma quest'anno Ribery ha vinto tutto (gli manca solo il Mondiale per club), vero, ma Ibrahimovic ha giocato la migliore stagione della sua carriera, e via disquisendo. Lana caprina probabilmente, ma il calcio vive da sempre di queste discussioni.
La posizione di Blog-In è sempre la stessa: è impossibile decretare il miglior giocatore in uno sport di squadra a 11. Come si fa a dire se è più forte Neuer o Messi? E tra Lahm e Ronaldo chi è più bravo? Ruoli completamente diversi, assolutamente imparagonabili. 
Da qui nascono anche gli equivoci riguardanti il criterio per definire "il miglior giocatore dell'anno". Va assegnato al più forte giocatore in assoluto (non vuol dire niente, ma ci siamo capiti: Messi o Ronaldo), o al miglior giocatore della squadra che ha vinto di più nel corso dell'anno? 
Altra falla del Pallone d'oro riguarda il periodo preso in considerazione. La stagione calcistica europea - si può discutere di tutto ma il fatto che i più forti calciatori al mondo giochino in Europa è un dato di fatto - inizia ad agosto e termina a maggio (giugno-luglio nelle stagioni con Mondiali o Europei). Non ha senso, quindi, assegnarlo a dicembre, prendendo in considerazione il finale della stagione precedente e l'inizio di quella successiva. L'MVP della stagione NBA non viene certo assegnato a dicembre. A livello UEFA, se il premio fosse stato assegnato a giugno, seguendo il criterio del giocatore più rappresentativo della squadra migliore della stagione, sarebbe stata una lotta tra giocatori del Bayern Monaco (a proposito, tutti citano Ribery come miglior giocatore dei bavaresi; sarò di parte, ma non mi sembra che Robben sia stato meno determinante del francese...) e del Borussia Dortmund. A distanza di qualche mese i giudizi sono cambiati. Ronaldo si è reso protagonista di un inizio di stagione 2013/2014 formidabile, trascinando anche il Portogallo a Brasile 2014. Prestazioni maiuscole, gol a valanga.  Per questo, un paio di settimane fa, stando ai ben informati, è entrato in ballottaggio con Ribery per la conquista del Pallone d'oro 2013. Tuttavia, nella scorsa Champions League, all'altezza delle semifinali, il buon Lewandowski ha eliminato il Real Madrid dello stesso Ronaldo con un memorabile poker in semifinale. Se si fosse votato nei giorni successivi alle due semifinali, molto probabilmente il centravanti polacco avrebbe preso più voti dell'asso portoghese. Gli scenari calcistici mutano in modo continuo e repentino, per cui, se proprio si deve votare per il miglior giocatore, sarebbe più corretto farlo a bocce ferme.

UEFA #teamoftheyear - Come accaduto in passato, Blog-In preferisce stilare una Top-11 dell'anno calcistico (come detto, sarebbe meglio della stagione sportiva, ma tant'è). L'UEFA mette a disposizione di tutti gli utenti uno strumento molto efficace: il #teamoftheyear. Per ogni reparto sono pre-selezionati alcuni candidati (anche qui, alcune scelte sono discutibili, ma in linea di massima ci siamo). Si sceglie il modulo e si seleziona il proprio 11. Al termine si può salvare l'immagine con la propria formazione ideale.
Velocemente, dopo aver scelto il modulo (4-4-2) ho scelto i seguenti giocatori:

NEUER (Bayern Monaco) - LAHM (Bayern Monaco) - THIAGO SILVA (PSG) - HUMMELS (Borussia Dortmund) - ALABA (Bayern Monaco); ROBBEN (Bayern Monaco) - YAYA TOURE' (Manchester City) - GUNDOGAN (Borussia Dortmund) - RIBERY (Bayern Monaco); CRISTIANO RONALDO (Real Madrid) - IBRAHIMOVIC (PSG).

Non entro nel merito delle singole scelte. Dico solo che la formazione indicata ha tenuto conto delle caratteristiche dei singoli (nessun modulo impossibile da mettere in pratica) e dei singoli giocatori  a mio migliori nella stagione. Hummels e Tourè non hanno probabilmente disputato la loro miglior stagione in carriera, ma hanno comunque fornito diverse ottime prestazioni. In attacco avrei voluto inserire Lewandowski, ma Ronaldo e Ibra hanno giocato su livelli pazzeschi. Le fasce, ovviamente, sono tutte targate Bayern Monaco.
Ecco qui il #teamoftheyear di Blog-In:



Brazuca - Il pallone di Brasile 2014

Ieri abbiamo presentato i palloni dei Mondiali dal 1970 al 2010. Una specie di infografica con nomi, foto e caratteristiche dei palloni firmati adidas dall'edizione di Messico 1970 in avanti.
Proprio ieri adidas ha svelato brazuca, il pallone ufficiale dei Mondiali 2014 - FIFA World Cup Brazil™. Il pallone è stato presentato con una spettacolare proiezione di luci e immagini 3D durante l'evento di lancio tenutosi presso il leggendario Parque Lade di Rio de Janeiro.

NOME - Il nome brazuca è stato scelto nel settembre 2012 tramite una votazione pubblica che in Brasile ha coinvolto 1 milione di appassionati di calcio. La parola “brazuca” è un termine informale che significa "Brasiliano", spesso utilizzato per descrivere lo stile di vita del popolo brasiliano. I colori e la grafica dei pannelli del pallone simboleggiano i tradizionali e coloratissimi braccialetti portafortuna diffusi nel paese (fita do Senhor do Bonfim da Bahia), oltre a riflettere l'allegria e il divertimento da sempre associati al calcio brasiliano.

TEST - brazuca è stato sottoposto a un meticoloso processo di test durato due anni e mezzo che ha coinvolto oltre 600 calciatori di caratura mondiale e 30 squadre sparse attraverso 10 nazioni e 3 continenti. brazuca è il pallone più testato della storia adidas, per garantire prestazioni impeccabili in ogni condizione. Tra i club coinvolti nella fase di test spiccano AC Milan, Bayern Monaco, Palmeiras e Fluminense. I test hanno visto la partecipazione di stelle del firmamento calcistico del calibro di Leo Messi, Iker Casillas, Bastian Schweinsteiger e Zinedine Zidane. Il pallone è già stato testato, con un design differente, in competizioni internazionali durante la FIFA-U20 World Cup e in una partita amichevole tra Svezia e Argentina nel Febbraio 2013.

TECNOLOGIA - La tecnologia utilizzata per la camera d'aria e la carcassa di brazuca è identica a quella presente nei palloni Tango 12 (UEFA Euro 2012™), Cafusa (2013 FIFA Confederations Cup) e nel famosissimo pallone ufficiale della UEFA Champions League™. Tuttavia, l'innovazione strutturale rappresentata da una particolare simmetria formata da sei pannelli identici e la diversa struttura della superficie migliorano il grip, il controllo, la stabilità e l'aerodinamica in campo.


























IMPRESSIONI - Il campione brasiliano Dani Alves ha detto: "La mia prima impressione su brazuca è stata quella di un pallone fantastico che ci farà divertire moltissimo. adidas ha creato un pallone bellissimo e all'altezza della FIFA World Cup™, la più importante competizione del panorama calcistico. Sono sicuro che tutti i calciatori lo ameranno. Non vedo l'ora di giocarci durante la mia prima partita del torneo”.
Iker Casillas, capitano della Spagna, campione in carica della FIFA World Cup™, aggiunge:  "Brazuca ha un design fantastico chiaramente ispirato al Brasile. Ora che il pallone è stato presentato, il torneo sembra più vicino. Non vedo l'ora di scendere in campo in Brasile con questo fantastico pallone. Spero che Brazuca mi permetta di raggiungere lo stesso risultato del 2010: la vittoria”.

Il lancio di brazuca segna l'avvio della nuova fase della campagna adidas “All in or Nothing” per la 2014 FIFA World Cup Brazil™, dopo il lancio delle divise di sette federazioni partecipanti al torneo e della Collezione Samba, una linea di scarpe ispirate al Brasile.
Da segnalare che adidas ha recentemente prolungato la partnership con FIFA fino al 2030, inclusa la fornitura del pallone ufficiale.

brazuca è in vendita in tutto il mondo a partire da oggi presso i negozi adidas, rivenditori selezionati e su www.adidas.com/worldcup.


venerdì, dicembre 06, 2013

Simulazione sorteggio Brasile 2014 - Come sarebbe stato con i metodi adottati dal 1974 al 2010 (di Rado il Figo)

Oggi è il grande giorno del sorteggio dei Mondiali di Brasile 2014. Dalle 17:00 le 32 squadre che prenderanno parte alla Coppa del Mondo 2014 saranno suddivise in 8 gruppi. Come sempre il sorteggio è stato preceduto da molte polemiche su criteri e metodi per formare le fasce. In particolare ha destato scalpore la non-decisione relativa alla nona squadra europea da inserire in pot 2. In molti hanno polemizzato sul fatto che la Francia sia stata "salvata" (era la squadra UEFA col peggior ranking). Parere personale: nessuno scandalo, anzi. In pochi, infatti, hanno sottolineato come nel sorteggio di Sudafrica 2010 i blues furono "puniti" per la qualificazione viziata dal mani di Henry nel playoff contro l'Irlanda. Di fatto, quindi, la FIFA non se l'è sentita di "penalizzare" per due volte consecutive i transalpini.
Nelle scorse settimane  ho pubblicato la Storia dei sorteggi Mondiali dal 1930 al 2010. Uno speciale, curato da Rado, che ha riscosso un ottimo successo. Da questo speciale sono emersi i vari metodi utilizzati dalla FIFA per determinare fasce e gruppi. Sempre Rado ha operato una simulazione di come sarebbe stato il sorteggio odierno se si fossero utilizzati i metodi dal 1974 in avanti. Ognuno può farsi la propria idea sul miglior metodo utilizzato e sulla bontà di quello adottato per Brasile 2014.

martedì, dicembre 03, 2013

I Palloni dei Mondiali di calcio dal 1970 al 2010

Anche a Brasile 2014 adidas firmerà il pallone ufficiale dei Mondiali. Prosegue quindi il binomio tra la FIFA e la casa a tre strisce. Da Messico 1970 fino a Sudafrica 2010, infatti, adidas ha realizzato i palloni della massima competizione calcistica mondiale. Alcuni di questi sono diventati dei veri e propri oggetti da collezione o si sono elevati addirittura a simbolo dell'intera manifestazione. Basti pensare allo storico Telstar o al mitico TangoAltri hanno avuto meno fortuna, restando al centro del dibattito più per le traiettorie particolari - criticatissime dai portieri - che per il loro design. 
Oltre al design e alla tecnologia, anche la scelta del nome diventa fondamentale per il "successo" del pallone. 
Ecco l'infografica con tutti i palloni dei Mondiali dal 1970 al 2010.

































































































































































































































































































































informazioni tratte da @adidas_ITA
immagine di copertina tratta da qui

Storia dei sorteggi della fase finale dei Mondiali #5 (Francia 1998 - Sudafrica 2010) di Rado il Figo

Quinta e ultima puntata dello speciale di Blog-In dedicato alla storia dei sorteggi della fase finale della Coppa del Mondo FIFA. Dopo aver ripercorso le prime 3 edizioni dei Mondialiquelle post Seconda Guerra Mondialequelle dal 1966 al 1978 e quelle fino a USA 94, Rado ci presenta partecipanti, formula, fasce e sorteggio dei Mondiali dal 1998 al 2010. Si parte con Francia 1998, prima edizione a 32 squadre. Si prosegue poi con la controversa edizione del 2002 (prima volta di un Mondiale organizzata da due nazioni). Germania 2006 segna la fine di alcuni "privilegi" storici per la nazione detentrice del titolo, mentre nel primo Mondiale africano è da segnalare la "punizione" subita dalla Francia - reduce dallo spareggio con l'Irlanda - al momento di redigere le fasce per il sorteggio.
Si chiude qui questo lungo speciale di avvicinamento al sorteggio di venerdì 6 dicembre.
Ancora un grazie a Rado per il monumentale lavoro svolto.

16. FRANCIA 1998
16.1 PARTECIPANTI
Anche 24 finaliste sono ormai considerate troppo esigue; dopo 4 edizioni, pertanto, la FIFA decide un allargamento della fase finale a 32 squadre, numero che permette di correggere la formula adottata mantenendone l’impianto di base in vigore da Messico 1986.
Gli 8 posti in più sono diversamente distribuiti fra le confederazioni: una metà va a UEFA e CAF (2 a testa), l’altra metà alle restanti 4 (AFC, OFC, CONCACAF e CONMEBOL) in modo diseguale. Alla fine, si hanno 15 finaliste dall’EU, 5 da SA e AF e 3 da NA e AS; il 32° biglietto è conteso in uno spareggio intercontinentale dalla 4ª asiatica e la migliore dell’OC (nonostante si fosse ampiamente ripetuto che l’allargamento le avrebbe consegnato un posto sicuro). Da notare che, eccettuate le prime due edizioni sudamericane dei Mondiali (Uruguay 1930 e Brasile 1950), l’EU così perde la prerogativa di una rappresentanza pari a più della metà, mentre il SA divide ora coll’AF il secondo posto per presenze sicure.

16.2 FORMULA
Come anticipato, la struttura base rimane identica: una fase a gruppi ad anticipare l’eliminazione diretta che parte dagli ottavi. 32 partecipanti permettono di sostituire le 4 terze ripescate colle prime due classificate dei due gironi aggiuntivi (il G e l’H), ristabilendo l’“equità degli accoppiamenti” nel tabellone qui sotto riportato (sempre ridisegnato per meglio far comprendere gl’incroci e omessa la finale per il terzo posto per ragioni di spazio).


È facile verificare che due squadre tornano a potersi rincontrare esclusivamente in finale.
Una novità tocca le gare a eliminazione diretta, coll’introduzione del golden goal (in italiano, “rete risolutiva”) per il quale gli eventuali supplementari hanno termine al momento della prima segnatura; pertanto i rigori si battono solo qualora i 30’ aggiuntivi si concludano senza reti. Innovazione introdotta, ancora una volta, per aumentare il gioco d’attacco, avendo notato che i supplementari erano spesso “non” giocati in attesa dei rigori, ritenendo le squadre difficile recuperare una rete di svantaggio per l’esiguo tempo a disposizione. Ragionamento abbastanza cervellotico: infatti, come s’incentiva una maggiore propensione a scoprirsi… azzerando del tutto detto tempo?

16.3 FASCE
Lo spareggio AFC/OFC vede prevalere l’Iran sull’Australia in un drammatico ritorno a Sydney, dove i persiani recuperano negli ultimi minuti due reti di svantaggio, e consegna alla fase finale 4 asiatiche.
Contrariamente all’edizione precedente, ora si decide di utilizzare anche il ranking FIFA per scegliere le ts: a ogni nazionale è così attribuito un valore (Tot.) dato dalla combinazione fra la medie (ponderata la prima) dei punti assegnati in base ai piazzamenti nelle precedenti 3 fasi finali (M1) e in 3 determinati ranking FIFA (M2).
I punti per M1, che interessa Messico 1986, Italia 1990 e USA 1994, sono così attribuiti:
  • 32 al primo, 31 al secondo, 30 al terzo e così via, scalando di un punto fino ai 17 destinati al sedicesimo (il peggior eliminato agli ottavi di finale);
  • 9 a testa a chi è giunto dal 17° al 20° posto;
  • 8 a testa a chi è giunto dal 21° al 24° posto;
  • 0 a chi non ha partecipato alla fase finale;
  • infine, i punti di Italia 1990 sono raddoppiati e quelli per USA 1994 triplicati.
In tal modo, non solo si supera il diverso numero di partecipanti alla fase finale, passato da 24 a 32, ma si crea anche un doppio “scalino” di almeno 8 punti che premia, da una parte chi ha superato i gruppi iniziali da chi vi è stato eliminato, e dall’altra chi si è qualificato alla fase finale da chi non ha superato le qualificazioni (o non si era nemmeno iscritto).
M2 interessa invece i piazzamenti ottenuti nei ranking FIFA a dicembre 1995, dicembre 1996 e novembre 1997 (l’ultima “discrepanza” è dovuta al fatto che il sorteggio è fissato per il 4 dicembre 1997, prima della pubblicazione del ranking a dicembre 1997). Qui, assai banalmente, sono assegnati 32 punti a chi ha il miglior piazzamento, 31 a chi ha il secondo migliore, 30 al terzo e così via, scalando di un punto fino all’unico attribuito a chi, fra le 32 finaliste, ha il peggior piazzamento; non sono poi previsti correttivi per dar maggior peso al ranking più recente.
Infine, Tot. è la somma del 60% di M1 e del 40% di M2, per cui può teoricamente oscillare da 32 a 0,4; in caso di parità, prevale chi ha la maggior M2.
A una prima e inesperta occhiata si potrebbe dire che così quanto ottenuto nelle ultime 3 Coppe del Mondo (metro unico di giudizio di USA 1994) è “aggiornato” da quanto ottenuto ad ogni livello negli ultimi 3 anni, evidenziato dai ranking FIFA usati: in pratica i risultati conseguiti a Messico 1986, Italia 1990 e USA 1994 si “sommano” a quelli conseguiti globalmente dal 1995 al 1997. Anche così, però rimarrebbe scoperto il lasso di tempo dalla finale di Los Angeles al 31 dicembre 1994; in realtà la situazione è molto più ingarbugliata, ricordando che, p.es., il ranking a dicembre 1995 risale da quel mese fino non al gennaio del 1995, bensì del 1988, in quanto copre 96 mesi e non 12! In tal modo esistono partite variamente conteggiate, più volte (quelle giocate da dicembre 1989 a dicembre 1995 sono comprese in tutt’e 3 i ranking usati) e in modo diverso (quelle valevoli per Italia 1990 e USA 1994 finiscono sia in M1 sia in M2).
Inoltre, il diverso peso attribuito alle 6 classifiche usate ai fini del calcolo di Tot., determina che i piazzamenti nei 3 ranking valgano più di quelli ottenuti a Messico 1986 ma meno di quelli a Italia 1990 e USA 1994: una “preferenza cronologica” invero difficile da comprendere (e spiegare).

Tralasciando i dubbi sopra espressi, la graduatoria finale è la seguente:


È curioso ricordare che le voci della vigilia volessero l’introduzione di una nuova graduatoria per poter eleggere ts una nazionale africana, meglio ancora la Nigeria, fresco oro olimpico ad Atlanta 1996. Il meccanismo adottato, se effettivamente voluto a tale scopo, è decisamente fallimentare: la miglior rappresentante CAF è solo 17ª, e non è nemmeno la Nigeria (19ª) ma il Marocco.
Passando alla composizione delle fasce, si ripercorrono le linee guida di USA 1994: le ts da affiancare alle due di diritto, Francia organizzatrice e Brasile detentore, sono le migliori 6 nazionali diverse della graduatoria: Germania, Italia, Spagna, Argentina, Romania e Paesi Bassi.

Rimangono, a “giocare cogli scarti”, 9 squadre dell’EU (Bulgaria, Inghilterra, Belgio, Danimarca, Norvegia, Iugoslavia, Scozia, Austria, Croazia), 5 dell’AF (Marocco, Camerun, Nigeria, Tunisia e Sudafrica), 4 dell’AS (Arabia Saudita, Corea, Giappone, Iran) e 3 a testa di SA (Colombia, Cile e Paraguay) e di NA (Messico, USA e Giamaica). I problemi, quindi, parrebbero limitarsi a scegliere se a far compagnia alle 4 asiatiche debbano essere le 3 del NA ovvero del SA e la migliore ovvero la peggiore europea. Alla fine, la FIFA sceglie… a metà: sono le rappresentanti CONMEBOL a completare la fascia con quelle AFC (decisione giustificata dalle posizioni nelle graduatoria delle finaliste) che, però, rimane di sole 7 squadre, lasciando così tutt’e 9 le europee assieme.


16.4 SORTEGGIO
Il sorteggio, effettuato a Marsiglia, presenta alcune novità. Innanzitutto, torna a coinvolgere tutt’e le fasce; in secondo luogo, se le ts sono le prime a essere sorteggiate, l’ordine di estrazione delle altre 3 fasce è a sua volte affidato a un sorteggio. Per il resto, i vincoli sono praticamente i tradizionali: ogni gruppo deve avere una squadra per fascia e per confederazione, coll’eccezione dell’UEFA che ha almeno una rappresentante e non più di due per girone.
L’esatto meccanismo è il seguente:

a. in un primo “pre sorteggio” è scelta una delle 2 ts non europea (Argentina e Brasile);
b. un secondo “pre sorteggio” decide l’ordine di estrazione delle 3 fasce diverse da quella delle ts;
c. si parte quindi dalle ts, assegnandole a ogni gruppo nell’ordine alfabetico di questi (dall’A all’H); terminate, si procede analogamente colle restanti 3 fasce, seguendo la scaletta stabilita dal secondo “pre sorteggio”. Sono previste le seguenti eccezioni:
i) ts: il Brasile (detentore) è assegnato a tavolino al Gruppo A, come la Francia (organizzatrice) al Gruppo C;
ii) fascia EU: alla ts scelta nel primo “pre sorteggio” è abbinata a tavolino la prima (ovvero l’ultima) estratta, se detta fascia è sorteggiata prima di (ovvero dopo) quella AS+SA;
iii) fascia AS+SA: se alla ts non scelta nel primo “pre sorteggio” fosse abbinata una fra Colombia, Cile e Paraguay, quest’ultima è inserita automaticamente nel gruppo successivo.

Dando una scorsa, si nota che l’assegnazione a tavolino delle ts al rispettivo gruppo si riduce alle sole due (qualificate) d’ufficio; la scelta operata consegna l’eventuale confronto diretto fra Brasile e Francia alla sola finale, se giungessero entrambe prime (come avviene) o seconde, ovvero ai quarti, se giungesse una prima e l’altra seconda. Proseguendo, il primo pre-sorteggio serve a decidere (… al contrario) quale gruppo avrà una sola rappresentante UEFA, mentre l’ultimo sotto punto evita di avere due sudamericane sorteggiate assieme. Infine, la “non scelta” sulle europee desta più di una perplessità, in quanto nulla impedisce alle due migliori nazionali UEFA nt di finire nel medesimo girone (che potrebbe essere tranquillamente quello del Brasile).

Il responso delle urne è il seguente:


Fra le curiosità, per la seconda volta consecutiva Belgio e Paesi Bassi si affrontano nei gironi sia di qualificazione sia della fase finale.

17. GIAPPONE - COREA DEL SUD 2002
17.1 PARTECIPANTI
Nelle intenzioni della FIFA, Francia 1998 rappresenta il Mondiale ideale, e quindi destinato a replicarsi in una lunga serie di edizioni fotocopia. Tuttavia, sarà la presente a gettare le basi della fisionomia definitiva della fase finale del torneo.
Per la prima volta la sede abbandona i confini europei e (nord/sud) americani per approdare in Asia, l’onere organizzativo è affidato a due paesi, Corea (del Sud) e Giappone, e si hanno tre qualificate di diritto (alle due ospitanti, si aggiunge la Francia detentrice). Le tre novità, assieme al fatto che i posti alle singole confederazioni sono attribuiti sulla base delle 32 finaliste, hanno come conseguenza che l’AFC vede ridursi i biglietti a disposizione dalle eliminatorie a uno sicuro e uno conteso alla miglior nazionale OFC. Ne nasce un lungo braccio di ferro, con annessa minaccia di ritiro in massa delle asiatiche (a replicare l’analoga protesta delle africane in Inghilterra 1966) che porta a un rimescolamento delle carte coll’allestimento di due spareggi intercontinentali, uno EU/AS e l’altro OC/SA; di fatto, i due… mezzi biglietti così tolti alle due confederazioni maggiori, consegnano un posto (totale) supplementare all’AS.

17.2 FORMULA
La formula subisce un’unica variazione nel tabellone dell’eliminazione diretta (qui sotto riportato colle usuali avvertenze), completamente ridisegnato e avente come (prima) conseguenza che due squadre possono rincontrarsi ora in semifinale e non più in finale.


17.3 FASCE
I due spareggi intercontinentali danno l’esito più atteso: l’Uruguay prevale sull’Australia, così come l’Irlanda sull’Iran. La scelta delle ts e la composizione delle fasce sconta solo un ritocco nel calcolo di Tot., ora molto più semplicemente dato dalla somma di M1 (che coinvolge le fasi finali di Italia 1990, USA 1994 e Francia 1998) e M2 (che interessa i ranking a dicembre 1999, dicembre 2000 e novembre 2001), e pertanto oscillante da 64 a 1. Più nel dettaglio, ai fini di M1, è pure necessario un lieve aggiustamento per Francia 1998, dove sono assegnati 9 punti a testa a chi è giunto dal 17° al 24° posto e 8 a chi è giunto dal 25° al 32°, che mantiene il concetto di fondo di premiare con un punto in più la “migliore metà” delle eliminate ai gironi, dove queste sono però 8 e non 6 come per Italia 1990 e USA 1994.




Le 5 ts da affiancare in Fascia 1 alle 3 d’ufficio, Francia (detentrice) e Corea e Giappone (organizzatori), sono quindi Brasile, Argentina, Italia, Germania e Spagna. Restano da suddividere 11 nazionali UEFA (Inghilterra, Croazia, Danimarca, Svezia, Belgio, Portogallo, Irlanda, Russia, Turchia, Slovenia, Polonia), 5 CAF (Nigeria, Sudafrica, Tunisia, Camerun, Senegal), 3 CONMEBOL (Paraguay, Uruguay, Ecuador) eCONCACAF (Messico, USA, Costa Rica) e 2 AFC (Arabia Saudita e Cina).


La “replica perfetta” di Francia 1998 porta ai medesimi abbinamenti che consegnano una fascia extra large totalmente europea (la 2) , una extra small asiatico-sudamericana (la 3)e una “normale” AF/NA (la 4).



17.4 SORTEGGIO
Il sorteggio, effettuato l’1 dicembre 2001 a Busan, in Corea, è il più pilotato di ogni tempo. Infatti, al meccanismo adottato per Francia 1998, e qui replicato (pur con… numeri diversi) si sovrappone la particolarità del doppio organizzatore, per una fase finale le cui gare sono ospitate esattamente a metà fra Corea e Giappone. Non ultime, anzi per prime, quelle dei gruppi: infatti, quelli dall’A al D hanno sede in città coreane, quelli dall’E all’H in città giapponesi. Si avverte quindi la necessità che le nazionali provenienti dalla medesima confederazione siano il più equamente spartite fra i due paesi organizzatori, ovvero fra i primi e gli ultimi 4 gruppi.
Per il resto, i vincoli sono praticamente i tradizionali: ogni gruppo deve avere una squadra per fascia e per confederazione, coll’eccezione dell’UEFA che ha almeno una rappresentante e non più di due per girone.
L’esatto meccanismo è il seguente: si parte quindi dalle ts, assegnandole a ogni gruppo nell’ordine alfabetico di questi (dall’A all’H); terminate, si procede analogamente colle restanti 3 fasce, seguendo l’ordine numerico di queste. Sono previste le seguenti eccezioni:
i) Fascia 1: la Francia (detentrice) è assegnata a tavolino al Gruppo A, come la Corea e il Giappone (organizzatori), rispettivamente, al D e all’H. Inoltre, complessivamente, nei gruppi “coreani” devono essere assegnate 1 sudamericana e non più di 2 europee;
ii) Fascia 2: le prime 8 estratte finiscono regolarmente nei Gruppi dall’A all’H; le restanti 3 sono abbinate ai primi 3 nomi estratti da un’urna speciale (i) contenenti le 4 ts non europee (Argentina, Brasile, Corea e Giappone);
iii) Fascia 3: interessa solo i 5 gruppi non coinvolti nella seconda fase dell’estrazione della Fascia 3 (i 4 con ts europee e quello della ts non europea non estratto dall’urna i), ed effettuato in modo che nei gruppi “coreani” devono finire almeno 2 nazionali CAF e non più di 3, e almeno 1 nazionale CONCACAF e non più di 2;
iv) fascia 4: nei gironi “coreani” deve finire almeno 1 nazionale CONMEBOL e non più di due.
Inoltre:
(1) se Paraguay, Uruguay ed Ecuador finissero nei gruppi dove sono ts Brasile e Argentina, sono automaticamente spostati nel primo gruppo utile successivo;
(2) la Cina deve finire in un gruppo “coreano” diverso dal C;
(3) l’Arabia Saudita deve finire in un gruppo “giapponese” diverso dall’H.
È facile verificare che si sono replicati gli stessi accorgimenti fissati per Francia 1998: il sorteggio dall’urna “i” serve a stabilire (sempre… al contrario) il gruppo con un’unica rappresentante europea, mentre gli ultimi due sottopunti evitano, oltre l’avere due asiatiche nello stesso girone, la presenza in territorio nipponico, almeno nel primo turno, di Cina (e suoi tifosi) per ragioni di evidente opportunità “storico-politica”. Si possono inoltre rinnovare le perplessità legate alla “non scelta” sulle europee, in quanto nuovamente nulla impedisce alle due migliori nazionali UEFA nt di finire nel medesimo girone.
Le assegnazioni a tavolino dei gruppi alle (sole) 3 ts (qualificate) d’ufficio, complice il gioco degl’incroci nell’eliminazione diretta, hanno come conseguenza che la Corea possa incontrare solo una fra Francia e Giappone ed esclusivamente in finale. Viceversa, il confronto diretto queste ultime due è possibile in semifinale, se entrambe giungessero prime, o nei quarti, se almeno una giungesse seconda.

Il responso delle urne è il seguente:




18. GERMANIA 2006
18.1 PARTECIPANTI
Subito caduta la proposta sudamericana di un ulteriore allargamento delle finaliste a 36 squadre, le proteste asiatiche della precedente edizione consigliano alla FIFA di ritornare sui suoi passi: mai più tornei organizzati da più di un paese e, soprattutto, ritorno dell’assegnazione dei posti alle varie confederazioni calibrata sulle qualificate dalle eliminatorie. Che, però, sono 31 e non 30: infatti, ora anche il detentore deve conquistare sul campo il diritto a difendere il titolo e alla fase finale è, quindi, ammesso automaticamente il solo organizzatore. Ne fa le spese, come sempre, l’UEFA, che si vede privare di un biglietto e mezzo, a vantaggio della CONCACAF (beneficiata di uno spareggio intercontinentale) e, di fatto, dell’organizzatrice (posto che, nella circostanza, le “torna indietro”, essendo questa la Germania).
Alla resa dei conti, 13 posti vanno all’EU, 5 all’AF, 4 a SA e AS e 3 al NA; i due mancanti sono messi in palio in altrettanti spareggi intercontinentali che coinvolgono rappresentanti (una a testa) di CONMEBOL, AFC, CONCACAF e OFC (che ancora una volta vede sfumare all’ultimo le promesse di un posto certo). Per quanto nata in modo del tutto estemporaneo, è però l’assegnazione di maggior fortuna, risultando la più replicata, tanto da essere tutt’ora adottata. L’unica variante è l’abbinamento negli spareggi: per Germania 2006 si decide di seguire una sorta di “tabellone tennistico” colle coppie SA/OC e NA/AS.

18.2 FORMULA
Le modifiche toccano solo l’eliminazione diretta, con un nuovo tabellone (qui sotto riportato colle consuete avvertenze) che prevede il ripetersi di gare nuovamente spostato alla finale, e, soprattutto, il ritorno a tempi supplementari “completi”, abbandonando il golden goal, e senza nemmeno passare per l’esperimento del silver goal (in italiano, “tempo risolutivo”).


In realtà, la prima stesura del regolamento prevedeva un tabellone diverso e un’inversione dei discriminanti della classifica dei gironi, per cui l’esito dei confronti diretti avrebbe preceduto differenza reti e numero di reti segnate; novità (inspiegabilmente) rientrate poi nei ranghi a qualche mese dall’inizio della fase finale.

18.3 FASCE
Gli spareggi vedono l’Australia vendicarsi dell’Uruguay, approfittando della curiosa ripetizione dell’incrocio di 4 anni prima, e Trinidad e Tobago prevalere sul Bahrein nella sfida fra “possibili esordienti”.
Il calcolo del Tot. conosce un’ulteriore modifica, più sostanziale di quella attuata nella precedente edizione. Nel dettaglio, nulla cambia sul fronte di M2, al netto delle ovvie “variazioni cronologiche” (sono ora coinvolti i ranking FIFA a dicembre 2003, dicembre 2004 e novembre 2005), mentre l’orizzonte temporale di M1 si ferma alle due ultime fasi finali, interessando solo Francia 1998 e Corea/Giappone 2002 (e non anche USA 1994). Conseguentemente, il correttivo per i piazzamenti lì ottenuti si ferma al raddoppio dei punti assegnati per Corea/Giappone 2002. In tal modo, le 5 classifiche usate per ottenere la graduatoria delle 32 finaliste, hanno il medesimo peso, a eccezione, per l’appunto, dei piazzamenti nella precedente fase finale che, letteralmente, valgono doppio (rinnovandosi le perplessità già espresse nel capitolo di Francia 1998).


Oltre la qualificazione diretta alla fase finale successiva, il detentore perde pure il diritto d’essere automaticamente ts, privilegio che ottiene solo se rientra fra le migliori 7 nazionali della graduatoria diverse dall’organizzatrice. Come in questo caso, dove alla Germania, si affiancano Brasile (campione in carica, per l’appunto, ma in virtù del 1° posto assoluto in termini di Tot.), Inghilterra, Spagna, Messico, Francia e Italia
Rimangono, a “giocare cogli scarti”, 9 squadre dell’EU (Paesi Bassi, Svezia, Croazia, Repubblica Ceca, Portogallo, Polonia, Serbia e Montenegro, Svizzera, Ucraina), 5 dell’AF (Tunisia, Costa d’Avorio, Ghana, Angola, Togo), 4 dell’AS (Corea, Giappone, Arabia Saudita, Iran), 3 del NA (USA, Costa Rica, Trinidad e Tobago), 2 del SA (Paraguay, Ecuador) e 1 dell’OC (Australia). 
Stavolta la FIFA… “decide di decidere” sul fronte europeo, dove si ripete la ormai consueta “esuberanza numerica” con più nazionali del necessario, estromettendone la peggiore, individuata, curiosamente, in chi ha la più bassa posizione non nella graduatoria (l’esordiente Ucraina) ma nel ranking FIFA più recente (la Serbia e Montenegro, “nuovo nome” della Iugoslavia). Per le altre due fasce, si procede a un assembramento “triconfederale”, da una parte colle rappresentanti CAF/OFC/CONMEBOL e dall’altra con quelle AFC/CONCACAF/UEFA (o meglio, la sola peggiore europea): dando un’occhiata ai piazzamenti nella graduatoria si tratta, però, della peggiore fra le varie combinazioni possibili.



Le fasce sono ora numerate e l’immissione fra parentesi della Serbia e Montenegro nella 4 è giustificata dal fatto che, formalmente, è inserita in una “urna speciale” assieme ad Argentina, Brasile e Messico (le ts non europee).
Gli USA si lamentano dello “scippo” perpetrato ai loro danni della Fascia 1, a favore della Francia, grazie proprio alla nuova graduatoria; in realtà, è pur vero che si riscontrano sensibili variazioni (una per tutte, l’Inghilterra è salita dal 7° al 2° posto), tuttavia nessuna di queste tocca le “posizioni che contano”, cioè, seppur “rimescolate”, le ts sarebbero state le medesime con entrambi i metodi. 

18.4 SORTEGGIO
Il sorteggio, effettuato a Lipsia il 9 dicembre 2005, ripresenta l’ordine prefissato di estrazione delle fasce, dalla 1 alla 4: tuttavia, dopo la 3 segue l’urna speciale, in un’inutile complicazione per decidere (nuovamente… al contrario) i due gironi con una sola nazionale europea (quelli cui appartengono le due ts non estratte assieme alla Serbia e Montenegro). Per il resto, i vincoli sono praticamente i tradizionali: ogni gruppo deve avere una squadra per fascia e per confederazione, coll’eccezione dell’UEFA che ha almeno una rappresentante e non più di due per girone.
Si parte quindi dalla Fascia 1, assegnando le squadre che la compongono a ogni gruppo nell’ordine alfabetico di questi (dall’A all’H); terminate, si procede analogamente colle restanti 3 fasce. Sono previste le seguenti eccezioni:
a. Fascia 1: la Germania (organizzatrice) è assegnata a tavolino al Gruppo A, come il Brasile (detentore) al Gruppo F;
b. Fascia 2: le prime due estratte fra le africane e l’Australia sono assegnate ai gruppi (seguendo l’ordine alfabetico di questi) dove sono ts Argentina e Brasile; in tutti i casi, in detti gruppi non possono finire né il Paraguay né l’Ecuador che, se necessario, sono inseriti nel primo gruppo diverso successivo;
c. la Serbia e Montenegro è assegnata al gruppo della ts estratta dall’urna speciale;
d. Fascia 4: la prima estratta fra le asiatiche è assegnata al gruppo dov’è ts il Messico; in tutti i casi, in detto gruppo non possono finire né gli USA né la Costa Rica né Trinidad e Tobago che, se necessario, sono inseriti nel primo gruppo diverso successivo.
Il detentore mantiene, ma per l’ultima volta, la prerogativa di essere la ts cui è assegnato a tavolino il Gruppo, assieme all’organizzatrice. La scelta operata consegna l’eventuale confronto diretto fra Germania e Brasile alla finale, se entrambe giungessero prime o seconde, ovvero alla semifinale, se una giungesse prima e l’altra seconda. Da notare la svista delle eccezioni per la Fascia 4, che non considerano l’eventualità che il Messico sia già stato abbinato alla Serbia e Montenegro.

Il responso delle urne è il seguente:


Un paio di curiosità: la FIFA dimostra buone doti di preveggenza, giacché nessuna squadra della Fascia 4 supera i gironi, smentendo sul campo le (mie) critiche ex-ante sulla sua composizione. In secondo luogo, l’Australia il 1° gennaio 2006 abbandona l’OFC per diventare membro dell’AFC, e come tale è considerata per le gare disputate nella fase finale (anche nel calcolo del parametro C del ranking FIFA) in cui dà vita a un inedito, e “vietato”, derby asiatico nei gironi, essendo stata sorteggiata nel Gruppo F assieme al Giappone.


19. SUDAFRICA 2010
19.1 PARTECIPANTI
Il primo Mondiale in terra africana non presenta alcuna novità sul piano della distribuzione delle partecipanti via eliminatoria. Il che non significa che le 32 finaliste abbiano la stessa provenienza dell’edizione tedesca. A sparigliare non è tanto il diverso abbinamento dei 2 spareggi intercontinentali, ora deciso per vicinanza geografica con AS/OC e NA/SA, che in teoria potrebbero risolversi sempre a favore delle rappresentanti OFC e CONCACAF, bensì, per l’appunto, l’organizzazione della Repubblica Sudafricana, che porta al primato di presenze CAF a quota 6 unità.

9.2 FORMULA
La formula è tale e quale quella di Germania 2006, tabellone dell’eliminazione diretta compreso, cui si rimanda per i dettagli.

19.3 FASCE
Bahrein, quest’ultimo al secondo stop consecutivo nei play off. Rispetto al 2006, quindi, si ha una nazionale africana in più e una del NA in meno.
Importanti novità riguardano il criterio di scelta delle ts: se per il 1994 si ritenne il ranking FIFA non ancora sufficiente testato per usarlo allo scopo, e per le edizioni dal 1998 al 2006 fu usato variamente abbinato ai piazzamenti nelle precedenti fasi finali, ora per Sudafrica 2010 è ritenuto sufficientemente “adulto” per sostenere da solo il compito.
Da ricordare che all’indomani del Mondiale 2006, il ranking FIFA ha subito un notevole mutamento nel suo calcolo, ora alquanto semplificato: in particolare, l’arco temporale coperto si è ridotto da 8 a 4 anni (o meglio, da 96 a 48 mesi). Con mossa a sorpresa, ci si affida non al ranking più recente, cioè quello a novembre 2009, perdurando la prassi di tenere il sorteggio prima della pubblicazione di quello a dicembre, bensì il precedente aggiornato a ottobre 2009, qui sotto riportato (a fianco di ogni nazionale i punti e, fra parentesi, la posizione occupata).


Le ragioni ufficiali poggiano sul fatto che il ranking a dicembre 2009 comprende anche i risultati ottenuti negli spareggi, e chi lì impegnato si sarebbe visto conteggiare più gare competitive (e di maggior valore, in quest’ottica) rispetto alle altre qualificate. In altre parole, chi è arrivato al Mondiale “per la porta di servizio”, avrebbe goduto di un vantaggio rispetto a chi si è qualificato direttamente. 
Spiegazione che lascia un po’ dubbiosi: innanzitutto nel ranking a ottobre sono escluse anche le gare dell’ultima giornata dei gironi eliminatori africani mentre è compresa l’andata dello spareggio NA/SA, e non si comprende il motivo di tali discriminazioni. In secondo luogo, a leggerla bene, è un’implicita ammissione che il ranking FIFA non è equo, se effettivamente favorisce chi arriva a uguale traguardo (la fase finale) percorrendo la strada più tortuosa e lunga
Le ts sono quindi il Sudafrica, di diritto quale organizzatore, e le migliori 7 nazionali diverse: Brasile, Paesi Bassi, Italia (detentrice, titolo ormai insufficiente a garantirsi d’ufficio la prima fascia), Germania, Argentina e Inghilterra. La “retrodatazione” di un mese ha avvantaggiato Inghilterra e Argentina, divenute ts al posto di Portogallo e, soprattutto, Francia, e forse è questa la vera ragione della scelta, una “punizione” contro i galletti per il loro chiacchieratissimo accesso ai Mondiali tramite lo spareggio coll’Irlanda superato grazie a una rete irregolare nel ritorno.
Restano sul campo 8 squadre dell’EU (Francia, Portogallo, Svizzera, Grecia, Serbia, Danimarca, Slovacchia, Slovenia), 5 dell’AF (Camerun, Costa d’Avorio, Algeria, Nigeria, Ghana), 4 dell’AS (Australia, Giappone, Corea del Sud e Corea del Nord) 3 del SA (Cile, Paraguay, Uruguay) e del NA (USA, Messico, Honduras), e 1 dell’OC (Nuova Zelanda). Una volta tanto, le nazionali UEFA sono nel numero giusto (Fascia 4), e fra le varie combinazioni possibili per le rimanenti due fasce, si sceglie quella che garantisce la maggior eterogeneità tecnica, con sudamericane e africane da una parte (Fascia 3) e le rappresentanti delle 3 confederazioni minori dall’altra (Fascia 2). 


19.4 SORTEGGIO
Il sorteggio, effettuato il 2 dicembre 2009 a Città del Capo, conosce i consueti vincoli per cui ogni gruppo dev’essere formato da una squadra per fascia e per confederazione, eccetto l’UEFA che deve avere una rappresentante per girone e non più di due. Tuttavia, la stessa composizione delle fasce facilita il compito, tanto che il meccanismo è spogliato dalle numerose articolazioni delle tre precedenti edizioni: si parte quindi dalla Fascia 1, assegnando le squadre che la compongono a ogni gruppo nell’ordine alfabetico di questi (dall’A all’H); terminate, si procede analogamente colle restanti 3 fasce. Le uniche eccezioni previste sono:
  • Fascia 1: il Sudafrica è assegnato direttamente al Gruppo A:
  • Fascia 3: divieto di far cadere le africane nel Gruppo A (vedi sopra) e di abbinare le sudamericane ai Gruppi dove sono ts Brasile e Argentina.
La prima eccezione non ha più una portata concreta ai fini del gioco degl’incroci nell’eliminazione diretta: avere, infatti, una sola ts abbinata a tavolino al proprio gruppo è come non averne nessuna. 
Il responso delle urne è il seguente:


Rado il Figo

lunedì, dicembre 02, 2013

Coppa del mondo Sci Alpino 2013 - Il weekend americano. Fantastico Dominik Paris (di Benedetta Bandinelli)

In questo lungo fine settimana la Coppa del Mondo di sci alpino si è spostata sulle nevi americane. Quattro le gare in programma, che hanno visto impegnate le donne a Beaver Creek, Colorado (USA) in super – G e gigante e gli uomini in Canada a Lake Louise in discesa e super – G.
Partiamo dal settore maschile dove Dominik Paris inizia la stagione alla grande vincendo la discesa libera, confermandosi ad altissimo livello dopo l'argento mondiale dello scorso anno. Paris è riuscito a lasciar scivolare bene gli sci nella prima e nell'ultima parte della pista, più scorrevole e ha saputo difendersi nella parte centrale, più tecnica. E' la terza vittoria di un italiano nella discesa canadese dopo quella di Herbert Plank nel 1980 e di Peter Fill nel 2008.
Secondo l'austriaco Klaus Kroll, tornato alla grande dopo l'infortunio al braccio subito nelle finali di Coppa del Mondo lo scorso anno. Chiude il podio il francese Adrien Theaux.
Ottime discese anche per Werner Heel, che chiude all'ottavo posto e per lo svizzero Carlo Janka, decimo, tornato finalmente in forma dopo i problemi fisici che negli ultimi anni lo avevano debilitato.
Il super – G è stato dominato da un fenomenale Aksel Lund Svindal, seguito dagli austriaci Matthias Mayer e Georg Streitberger. Svindal ha saputo tenere alta la velocità fino al traguardo uscendo alla grande dalla parte tecnica della pista.
Ai piedi del podio Christof Innerhofer, uno dei migliori nella parte tecnica della pista, ha pagato il tratto di scorrevolezza pura dell'ultima parte di gara. Un buon quinto posto anche per Peter Fill.

Per quanto riguarda il settore femminile, il super – G è stato nettamente dominato da Lara Gut, che ha distaccato rispettivamente di 90 e 92 centesimi le austriache Elisabeth Goergl e Anna Fenninger. Quest'ultima, però, è stata squalificata per gli sci risultati troppo larghi. Sul podio, quindi, è salita la connazionale Nicole Hosp.
La ticinese è riuscita ad uscire meglio delle altre dal dosso che immette nel piano finale della pista, conquistando così la sua sesta vittoria in Coppa del Mondo.
Quarta la slovena Ilka Stuhec, miglior piazzamento in carriera, mentre deludente la prova della statunitense Julia Mancuso, che chiude a ben tre secondi dalla Gut.
Bene sia Nadia Fanchini, quinta, che Sofia Goggia, settima al debutto in una gara di super -G in Coppa del Mondo.
Nella gara di gigante trionfo a sorpresa per la svedese Jessica Lindell – Vikarby, miglior tempo in entrambe le manche. Seconda Mikaela Shiffrin, che arriva a 9 centesimi dalla svedese con una sciata pazzesca nella seconda manche: sembra bella e naturale a vedersi, la Shiffrin è molto forte anche da un punto di vista emotivo e questo la rende ancora più pericolosa per le avversarie. Al terzo posto troviamo Tina Weirather.
Da sottolineare il fatto che nessuna delle tre sciatrice era mai salita prima su un podio di gigante di Coppa del Mondo.
Buona la prova di Federica Brignone, che rimonta dal quindicesimo al settimo posto, facendo registrare il terzo  tempo di manche nella seconda, dimostrando così di essere tornata tra le grandi dopo mesi difficili. Brava anche Francesca Marsaglia, che per la prima volta va a punti in gigante arrivando ventiduesima.