mercoledì, novembre 13, 2013

Storia dei sorteggi della fase finale dei Mondiali #1 (Uruguay 1930 - Francia 1938) di Rado il Figo

Il prossimo 6 dicembre a Salvador de Bahia si terrà il sorteggio della fase finale della Coppa del mondo - Brasile2014. Blog-In ha già iniziato il suo percorso di avvicinamento ai Mondiali brasiliani con il post dedicato agli stadi della competizione. In questo speciale curato da Rado scopriremo in più puntate la storia dei sorteggi della fase finale della Coppa del Mondo FIFA. Un interessante excursus tra i format, le fasce, i criteri per stabilire le teste di serie e i gruppi in tutte le precedenti edizioni dei Mondiali.
Un lavoro pregevole che ci permetterà di ripercorrere le vicende legate all'organizzazione del massimo evento calcistico. Non mancheranno aneddoti e curiosità, soprattutto legate alle prime, avventurose edizioni dei Mondiali.
Buona lettura


PRESENTAZIONE

PREMESSA
Al termine dei gruppi di qualificazione, è stata ufficializzata l’assenza dell’Italia dalle 8 teste di serie per il sorteggio dei gironi della fase finale della prossima Coppa del Mondo, in virtù del suo piazzamento nel ranking FIFA. Tuttavia, come intuibile, nelle precedenti edizioni del torneo ci si è affidati ad altri criteri di scelta, non foss’altro perché il ranking FIFA esiste da solo 20 anni. 
Lo scopo di quest’analisi è ripercorrere come si è strutturato e svolto il sorteggio delle fasi finali delle Coppe del Mondo fin qui disputate: in effetti, è uno degli aspetti più sottovalutati, verso il quale l’interesse nasce e muore esclusivamente intorno alla sua effettuazione, lasso temporale in cui si assiste anche a vivaci polemiche, spesso ma non sempre immotivate; tuttavia anche queste si sopiscono una volta “deposte le palline nell’urna” e il sorteggio rientra nel limbo del dimenticatoio generale.
E dire che le fortune delle squadre nella competizione nascono anche dal sorteggio, cosa che non dovrebbe meravigliare troppo ricordando che con esso è deciso il cammino di ogni concorrente nel torneo e, quindi, le avversarie che dovrà incontrare. Un suo diverso esito avrebbe potuto cambiare i destini di molte nazionali, impedendo loro di vivere momenti di gloria o di sconforto se il fato avesse deciso di far loro prendere un’altra direzione. Si pensi al mitizzato, dal lato italiano, Mundial spagnolo del 1982: pochi si ricordano che nel girone iniziale, accanto a Polonia e Camerun, gli Azzurri avrebbero potuto pescare tranquillamente la Francia al posto del Perú. La presenza nello stesso raggruppamento di 3 delle 4 semifinaliste “reali”, avrebbe significato che per almeno una di queste quell’edizione della Coppa FIFA non avrebbe potuto terminare raggiungendo tale alto traguardo.
Una delle poche costanti del sorteggio è l’essere sempre stato pilotato: caratteristica priva di ogni valenza negativa, pur essendo entrato nel sentire comune quale sinonimo di procedura viziata da irregolarità, solitamente tese a determinare abbinamenti tutt’altro che affidati al caso. Infatti, un sorteggio è pilotato quando non è libero, e un sorteggio è libero solo quando si predispongono due urne: la prima col nome delle squadre, la seconda colla posizione nel tabellone. 
Pilotare il sorteggio rende possibile raggiungere l’obiettivo principale di comporre dei gironi equilibrati, dove l’equilibrio non è inteso nel senso che le squadre che ne fanno parte sono tutte di uguale valore, bensì che le squadre di uguale valore sono equamente distribuite nei vari gironi. Lo strumento utilizzato è la distribuzione delle partecipanti in fasce raggruppanti tutte le formazioni di pari o simile valore. Tuttavia, alle esigenze tecniche si affiancano altre di diversa natura che finiscono per intersecarsi con queste e variare profondamente la composizione definitiva delle fasce. La più immediata è quella geografica, in quanto si cerca di evitare almeno nei primi turni la disputa di derby continentali o per lo meno di ridurne al massimo il numero. Altre esigenze si possono sintetizzare nel concetto di “opportunità”, come, ma non solo, inserire il paese organizzatore in una fascia di merito migliore di quella rispecchiante il suo reale valore per permettergli un cammino più lungo nel torneo.
Quest’insieme di fattori ha da sempre influenzato le scelte sulle norme del sorteggio; non bisogna fra l’altro dimenticare che la FIFA, contrariamente all’UEFA, non ha mai dettato fin dal principio le regole che lo governano, lasciandosi così mano libera per poter operare la migliore scelta possibile, anche e soprattutto avuta visione della lista delle finaliste.

STRUTTURA DEI CAPITOLI
Ogni capitolo è dedicato a una singola edizione della Coppa del Mondo, e suddiviso, nell’ottica di esporre il sorteggio della fase finale in tutti i suoi risvolti e aspetti, in paragrafi fissi così elencati:
  • Partecipanti: illustrazione del numero delle finaliste e della loro ripartizione per confederazione, con cenni essenziali alle qualificazioni;
  • Formula: presentazione della formula della fase finale;
  • Fasce: esposizione dei criteri che ne hanno portato alla composizione finale;
  • Sorteggio: descrizione delle regole che l’hanno governato e suo esito.
SIGLE, ABBREVIAZIONI E SIMILI
Per ragioni di tempo e spazio, nelle sole tabelle uso la sigla triletterale ufficiale FIFA identificatrice di ogni federazione, di facile lettura avendo sottocchio l’elenco delle squadre coinvolte di volta in volta, mentre in generale mi affido alle seguenti abbreviazioni:
  • AF: Africa e CAF;
  • AS: Asia e AFC;
  • EU: Europa e UEFA;
  • NA: Nord e Centro America e Caraibi e CONCACAF;
  • OC: Oceania e OFC;
  • SA: Sud America e CONMEBOL;
  • TS o ts: testa/e di serie;
  • NT o nt: non testa/e di serie.
Inoltre, nelle tabelle riportanti l’esito del sorteggio, le caselle contenenti ogni federazione sono contraddistinte da un diverso colore in base al piazzamento finale conseguito, al fine di avere una immediata visione della distribuzione delle partecipanti nella fasce e nei gironi e per divertirsi a immaginare un diverso responso delle urne. Nel dettaglio:
  • in bianco chi è stato subito eliminato alla (prima) fase a gruppi ovvero agli ottavi di finale nel 1934 e 1938;
  • in verde chi è stato eliminato agli ottavi di finale dal 1986 in avanti;
  • in blu chi è stato eliminato ai quarti di finale ovvero nella seconda fase a gruppi dal 1974 al 1982;
  • in oro le 4 semifinaliste ovvero le 4 partecipanti al girone finale del 1950 ovvero chi ha disputato le finali per il 1° e il 3° posto nel 1974 e nel 1978.


1. URUGUAY 1930

1.1 PARTECIPANTI
Sono note le difficoltà incontrate dalla prima Coppa del Mondo nel riuscire a richiamare un congruo numero di partecipanti. Di fatto è un torneo a inviti aperto a chi vuole o può sostenere il viaggio in Uruguay. A gran fatica si contano 13 squadre: 4 dall’EU (Belgio, Francia, Romania e Serbia e Montenegro), 2 dal NA (Messico e USA) e 7 dal SA (Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Paraguay, Perú e Uruguay).

1.2 FORMULA
Pensando e contando su 16 finaliste, la formula immaginata è l’eliminazione diretta: una scelta obbligata per i tempi, non per nulla adottata alle Olimpiadi, l’unico torneo esistente che possa fungere da paragone. L’unica alternativa, solo a livello prettamente teorico dato il numero di partecipanti e quello conseguente delle gare derivanti, è il girone unico all’italiana: così si svolgono, infatti, Home Championship (il Torneo Interbritannico nella traduzione italiana) e la Coppa America.
Tuttavia il non aver raggiunto il limite prefissato di 16 squadre cambia le carte in tavola inaugurando una formula inedita ma destinata a grandissima fortuna, tanto da essere utilizzata ancora oggi nel suo impianto di base (anzi, è quasi sinonimo di “formula naturale”): far precedere l’eliminazione diretta da una fase a gruppi. I gruppi sono 4, di cui 1 da quattro e 3 da tre, e qualificano solo la prima classificata al turno successivo, coincidente colle semifinali cui seguono le finali per il 3° e il 1° posto. Gli accoppiamenti delle semifinali sono affidati a un sorteggio libero da effettuarsi terminati i gironi.

Nei gironi la vittoria vale 2 punti, il pareggio 1 punto e la sconfitta non assegna alcun punto: in caso di parità in classifica non è noto se sia previsto l’uso di qualche discriminante o se si ricorra subito allo spareggio. Nelle gare a eliminazione diretta, il pareggio al 90’ costringe alla disputa dei supplementari. Se anche questi si rivelano inutili, si ricorre allo spareggio e, in caso di persistente pareggio anche al 120’ di questo, al sorteggio

1.3 FASCE
Del tutto inesistenti sono fonti e notizie sulla composizione delle fasce e sui criteri seguiti. Tuttavia, è facile ipotizzare la presenza di 3 fasce, 2 da quattro e 1 da cinque squadre, di natura principalmente geografica. Le 4 europee vanno in una delle due fasce da quattro, e le 2 del NA in quella da cinque. Si tratta di immaginare come siano divise le 7 sudamericane: viene in aiuto uno dei pochi dati conosciuti di questo sorteggio, cioè il nome delle ts: Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e USA. Facile, a questo punto, pensare che le 3 sudamericane non citate finiscono per far compagnia alle 2 del NA, e le 4 ts a comporre la fascia rimasta. 
Sui criteri di scelta delle ts, bisogna premettere che per lungo tempo questi sono stati prettamente soggettivi: nessun ricorso a ranking, piazzamenti nelle passate edizioni o altre alchimie numeriche. Semplicemente, ts è chiunque ritenuto in quel momento fra i più forti del lotto, il tutto basato esclusivamente su valutazioni personali e slegate da ogni riferimento di carattere oggettivo o comunque confrontabile. In effetti, il resto della compagnia non lascia molto spazio a recriminazioni o alternative: le 4 europee non rappresentano certo il meglio del continente; il Messico lo è del suo ma in termini assoluti si precipita a livelli infimi. Inevitabile che le ts siano solo sudamericane; altrettanto inevitabile che queste siano individuate in Argentina, Brasile e Uruguay, che hanno monopolizzato le 12 edizioni fin qui disputate del torneo continentale. Anzi, Argentina e Uruguay, le finaliste attese (e che saranno tali anche sul campo), si sono contesi l’oro olimpico solo due anni prima. Viceversa, il Paraguay può essere stato preferito più per “esclusione” che per vera convinzione: nel senso che era il meno peggio di quanto rimasto sul piatto del SA. 
Del tutto sorprendente la presenza degli USA fra le ts: la FIFA nei suoi resoconti posteriori parla di un premio per la sua lega professionistica (!); resta il fatto che manca un qualsiasi appiglio concreto a giustificarla, tanto più che così si ha una ts in più rispetto ai gruppi previsti. In realtà è solo un problema di forma: per gli USA essere o non essere ts è la medesima cosa; essendone l’unica non sudamericana, inevitabilmente finirà in un girone già ne comprende un’altra.
In conclusione, le 3 fasce sono le seguenti (in neretto le ts):


1.4 SORTEGGIO
Poche e semplici regole: ogni girone deve contenere una squadra per fascia; fa eccezione il primo, che deve avere due squadre della terza. È più che probabile che non si sia pensato ad alcun accorgimento per evitare la presenza di Messico e USA nello stesso girone (inevitabilmente il primo) e che si sia proceduto completando una fascia prima di passare alla successiva, inserendo le squadre via via estratte in ordine di girone, dal primo al quarto. 
Il sorteggio, avvenuto l’11 luglio 1930, a qualche decina d’ore dal calcio d’inizio del torneo, più che altro per essere certi di chi c’è e non c’è, ha quest’esito:



2. ITALIA 1934

2.1 PARTECIPANTI
I problemi d’iscrizioni della prima edizione sono bell’e dimenticati: 31 federazioni chiedono di concorrere alla Coppa del Mondo e, per scremarle alle 16 partecipanti previste, si deve dar luogo a una fase preliminare, nota anche come qualificazioni, cui non si sottraggono né l’organizzatrice né quasi certamente il detentore (qui, a dire il vero, manco la controprova pratica rinunciando l’Uruguay a difendere il titolo).
I preliminari, che rappresentano un’autentica novità (basti ricordare come nell’Olimpiadi non se n’è mai fatto ricorso, facendo sempre gareggiare tutti gl’iscritti), comportano però un problema: come suddividere fra i vari continenti (non ancora organizzati in confederazioni, eccetto il sudamericano) le 16 finaliste. La FIFA decide una ripartizione di natura “meritocratica”: la maggior o minor rappresentanza nella fase finale di un continente dipende dal numero di federazioni competitive annoverate. Detto in altre parole: EU e SA si spartiscono la netta maggioranza dei posti a disposizione, agli altri poco meno delle briciole. Infatti, ai due continenti principali vanno ben 14 biglietti, la cui esatta ripartizione è dettata dal numero di iscritte di ognuno e dal luogo ove si disputa il torneo. Giocando in Italia e con sole 4 sudamericane iscritte, l’EU fa la parte del leone accaparrandosi 12 posti; di conseguenza al SA vanno i 2 residui. A completare il quadro, il NA si vede assegnare 1 posto, così come il Resto del Mondo, al momento fermo a AF e AS. È bene ricordare che, all’epoca, l’ultimo contingente è assai ridotto: l’AF si riduce al solo Egitto, e l’AS a Turchia e Palestina. In aggiunta, tutto ciò che non è né EU né SA, oltre a una scarsissima rappresentanza concessa, deve sottostare a un’altra limitazione discriminatoria: nessuna sua federazione può accedere alla fase finale senza aver giocato almeno una gara. Se per rinunce o squalifiche o altro, qualcuno si trovasse senza avversari, è predisposto uno spareggio dell’ultim’ora, organizzato a totale discrezione della FIFA.
Fra le curiosità delle qualificazioni, l’ennesima conferma del buon occhio con cui sono visti gli USA: detto della loro inclusione nelle ts nel 1930, qui non solo s’iscrivono in ritardo ma ottengono pure di contendere l’accesso alla fase finale al Messico, già regolarmente qualificatosi e presente in Italia, con uno spareggio disputato a Roma il 25 marzo 1934, a soli 3 giorni dall’inizio della fase finale!

2.2 FORMULA
16 partecipanti garantiscono che la tanto sospirata eliminazione diretta possa veder luce. Si comincia cogli ottavi, si passa ai quarti e si termina con semifinali e finali per il 3° e il 1° posto. Le regole per dirimere i casi di parità sono le medesime del 1930, cui si rimanda.
Il tabellone è predisposto a tavolino, prevedendo fin dall’inizio gl’incroci dai quarti in poi, affidando così al sorteggio solo gli accoppiamenti degli ottavi. Nel dettaglio, i quarti sono i seguenti:
  • 1° quarto: vincente 1° ottavo-vincente 2° ottavo;
  • 2° quarto: vincente 3° ottavo-vincente 4° ottavo;
  • 3° quarto: vincente 5° ottavo-vincente 6° ottavo;
  • 4° quarto: vincente 7° ottavo-vincente 8° ottavo;
  • e le semifinali le seguenti:
  • 1ª semifinale: vincente 1° quarto-vincente 2° quarto;
  • 2ª semifinale: vincente 3° quarto-vincente 4° quarto.

2.3 FASCE
Come anticipato, il sorteggio serve solo per decidere gli abbinamenti degli ottavi, poi da questi deriva l’intero tabellone fino all’atto conclusivo. Il compito è così semplificato, dovendo solo stabilire chi è ts e chi non lo è. O, se si preferisce, due fasce da 8 squadre l’una. In realtà le decisioni sono rivolte e ridotte alle sole 12 europee: infatti, le 2 SA (Argentina e Brasile) sono automaticamente inserite fra le ts, così come il Resto del Mondo (Egitto e la vincente di USA-Messico) fra le nt. Restano da dividere a metà le rappresentanti dell’EU: facile comprendere l’inclusione in prima fascia di Italia, organizzatrice, e Austria, Cecoslovacchia e Ungheria, degne rappresentanti dell’imperante calcio danubiano. Desta qualche perplessità, pur ricordando che si naviga nel mare della pura soggettività, invece, la scelta di Germania e, soprattutto, Paesi Bassi, realtà del tutto digiune di successi. Scivolano così in seconda fascia Belgio, Francia e Romania, nonostante siano fra le poche reduci uruguaiane, oltre a Spagna, Svezia e Svizzera.

Alla resa dei conti, le due fasce sono le seguenti:




2.4 SORTEGGIO
Di fatto, le regole sono imposte dalla formula e dalle fasce: si parte dal primo ottavo e si continua fino all’ultimo, estraendo prima la ts e poi la nt. Non sono previsti, né sono necessari, ulteriori vincoli. Il sorteggio, che ha luogo a maggio 1934, sempre in prossimità del calcio d’inizio, ha quest’esito:



3. FRANCIA 1938

3.1 PARTECIPANTI
S’inaugura la lunga tradizione delle “edizioni fotocopia” della precedente: pare proprio che le edizioni della
Coppa del Mondo vadano a braccetto, componendo delle coppie (a volte… allargate) che sono una lo specchio fedele dell’altra. Francia 1938, infatti, riprende tale e quale Italia 1934, salva qualche variante. La prima, e più importante, è l’accesso diretto alla fase finale di organizzatore e detentore, esentati dalle forche caudine dei preliminari. Ciò comporta una rimodulazione della suddivisione dei posti fra i continenti, basata da qui in avanti sulle sole 14 presenze assegnate via qualificazioni. A conti fatti, nulla cambia; EU e SA si spartiscono (ora) 12 posti, colle stesse modalità più sopra evidenziate, mentre a NA e resto del Mondo va un biglietto a testa. Tuttavia, l’ultimo raggruppamento è ora identificato dalla sola AS, poiché l’Egitto è dirottato nel continente europeo (e lì vi rimarrà fino a Svizzera 1954). Riassumendo, a Italia e Francia si accompagnano 11 squadre dell’EU, 1 del SA, 1 del NA e 1 dell’AS

3.2 FORMULA
È un’edizione fotocopia, per cui la formula ricalca fedelmente quella del 1934, cui si rimanda.

3.3 FASCE 
5 marzo 1938: è la data in cui svolge il sorteggio. È utile anticiparla perché è un fattore importante nella composizione delle fasce. Nell’ottica odierna si può pensare che si sia data la parola alle urne in ritardo ovvero a ridosso della fase finale, anche se all’epoca è questo l’uso, come visto. In realtà, per quest’edizione il sorteggio avviene… fin troppo in anticipo! Infatti, a questa data alcuni gironi eliminatori devono ancora terminare e, cosa ancor più rilevante, non hanno nemmeno già espresso un verdetto definitivo. Ricalcando anche qui l’esperienza italiana, sorge pertanto il problema di come suddividere le 16 finaliste nelle due fasce, ts e nt, considerando che ben 7 nomi sono ancora “in bilico”. Nel dettaglio, il dilemma è solo nel versante europeo: le 2 sudamericane, Argentina (o Cuba) e Brasile sono ts, così come nt è tutto quanto non proviene né dall’EU né dal SA (la sola vincente di Indie Olandesi-USA). La soluzione adottata è di ipotizzare la qualificazione della nazionale ritenuta più forte e valutare se questa sia o no inseribile fra le ts. Se lo fosse e poi non accedesse alla fase finale, tanto meglio sia per chi l’ha eliminata (che ne eredita lo status di ts) sia per l’avversario degli ottavi (che così fronteggia una selezione sulla carta più debole). In quest’ottica, le 6 europee di prima fascia sono: Italia e Francia, ammesse di diritto alla fase finale quale detentrice e organizzatrice; Cecoslovacchia (o Bulgaria), Germania e Austria, quali altre semifinaliste del 1934; e Ungheria (o Grecia) ritenuta la migliore fra quanto rimasto del Vecchio Continente. Curiosamente, Belgio (in ballottaggio col Lussemburgo) e Romania, finora sempre presenti in Coppa del Mondo, rimangono ancora confinati fra le nt. È bene ricordare che tali scelte sono basate su criteri soggettivi non ufficializzati, che ho qui sopra cercato di interpretare.
La composizione finale delle fasce è quindi la seguente:


Alcuni casi necessitano di approfondimenti: le Indie Olandesi sono rimaste senza avversari una volta defilatosi (volontariamente o per squalifica?) il Giappone e quindi, essendo dell’AS, per poter andare in Francia devono sottostare a uno spareggio estemporaneo in cui fronteggiano gli USA (ancora una volta visti di buon occhio dalla FIFA), ripescati dopo essersi nel frattempo ritirati dalle qualificazioni. Spareggio fissato a Rotterdam per il 26 maggio 1938, che salta perché gli USA non riescono a coprire le spese di viaggio dopo la cancellazione di un’amichevole coll’Inghilterra che doveva finanziarle.
Il Gruppo 9 di qualificazione, composto dal futuro BeNeLux e che assegna due biglietti, è ancora aperto a ogni sentenza, eppure i Paesi Bassi sono già considerati qualificati e l’incertezza è dirottata tutta su Belgio e Lussemburgo. È pur vero che gli olandesi per essere eliminati dovevano perdere 5-0, o giù di lì, in terra belga, ma finché il campo non ha dato il suo responso è sempre meglio non azzardare alcunché.
Ancora più nebulosa la situazione che coinvolge Argentina e Cuba: come visto nel primo paragrafo, al SA spetta un solo posto andato al Brasile, unico iscritto avendovi rinunciato tutte le altre compagini continentali. Non ultima l’Argentina, piccata per la mancata organizzazione del torneo, andata alla Francia rompendo il patto (non scritto) di alternanza (una Coppa del Mondo in SA e una in EU). Cuba, del NA, si trova senza avversari per una serie infinita di rinunce “in corso d’opera”, e quindi deve soggiacere a uno spareggio dell’ultim’ora (come le Indie Olandesi): sarebbe facile pensare che si sia cercato di ripescare gli argentini quali avversari dei caraibici e, immaginando i primi quali vincitori, assegnare a chi l’avesse spuntata la prima fascia. Tuttavia questa ricostruzione, logica, cozza col fatto che il sorteggio avviene il 5 marzo mentre il girone eliminatorio del NA deve iniziare in aprile, per cui è impossibile sapere che Cuba sarebbe rimasta senza avversari. Un’altra lettura porta a un’Argentina ammessa di diritto alla fase finale quale detentrice della Coppa America (!), mentre le Indie Olandesi, che già a gennaio 1938 sapevano di essere l’unica asiatica rimasta in lizza, avrebbero dovuto spareggiare colla (futura) vincente del NA. Pertanto i confronti Argentina-Cuba e Indie Olandesi-USA sarebbero dei “falsi storici”, ovvero degli anacronismi “riassuntivi” di eventi avvenuti in date posteriori al sorteggio (e sicuramente lo è il nome di Cuba, a qualificazioni del NA ancora da cominciare).

3.4 SORTEGGIO
Il sorteggio avviene il 5 marzo 1938, come ampiamente anticipato, ricalcando le norme del 1934; è il nipote di Jules Rimet a estrarre i nomi dalle urne per questo responso (fra parentesi i nomi delle “alternative” poi non presenti):


Da notare come la Svezia abbia seriamente “rischiato” l’accesso diretto in semifinale senza disputare alcuna gara: l’Austria è annessa alla Germania nazista, e l’Inghilterra, chiamata a sostituirla (senza nemmeno essersi iscritta al torneo!), rinuncia (coerentemente) all’opportunità, per cui i quarti sono conquistati senza fatica. Turno al quale gli scandinavi avrebbero potuto ugualmente trovarsi senza avversari, in quanto Cuba e Romania solo all’ultimissimo istante sciolgono le riserve sulla loro presenza in Francia.

Rado il Figo

[FINE 1^ PARTE]