venerdì, novembre 15, 2013

Storia dei sorteggi della fase finale dei Mondiali #2 (Brasile 1950 - Cile 1962) di Rado il Figo


Continua il viaggio di Blog-In nella storia dei sorteggi della fase finale della coppa del Mondo FIFA. Dopo aver ripercorso le travagliate vicende delle prime 3 edizioni dei Mondiali, è la volta di quelle post Seconda Guerra Mondiale. Tra scelte discutibili del massimo organismo calcistico (un po' come avviene oggi...) e aneddoti sconosciuti ai più, Rado ci illustra da par suo i sorteggi per Brasile 1950, Svizzera 1954, Svezia 1958 e Cile 1962.

4. BRASILE 1950

4.1 PARTECIPANTI
Terminato il secondo conflitto mondiale, la FIFA pare proprio voler recuperare il tempo perduto: Brasile e Svizzera, rimasti immuni dalle vicende belliche, si vedono assegnare l’organizzazione, rispettivamente, della quarta e quinta edizione della Coppa del Mondo, che cadranno nel 1949 e nel 1951. Tuttavia, abbastanza rapidamente si torna alla “normalità”: il Brasile ottiene il posticipo di un anno, cosicché il torneo ha luogo nel 1950, la sua “collocazione naturale” secondo la cadenza quadriennale, ripristinata anch’essa (in terra elvetica si giocherà nel 1954).
Sul lato delle partecipanti, rimane tutto confermato a quanto deciso per il 1938: 16 finaliste, con 2 accessi diretti per ospitante (Brasile) e detentrice (Italia) e 14 da conquistare via eliminatorie, distribuiti assegnando un posto a testa a NA e Resto del Mondo (ancora “confinato” alla sola AS) e per i rimanenti 12 a EU e SA, bilanciando numero di iscritte e continente dell’organizzatore. Fatti due conti, 4 biglietti vanno al SA e 7 all’EU: il mancante è attribuito al NA, che così vede 2 qualificate a fronte di appena 3 iscritte (!).
Le numerose defezioni avvantaggiano le compagini sudamericane, che si qualificano senza mai scendere in campo (forse Cile e Bolivia fanno in tempo a disputare i due poi inutili confronti diretti), e doppiamente l’India: rimasta senza avversari, le è pure risparmiato il consueto spareggio dell’ultim’ora. In effetti, è già miracoloso aver raggiunto 16 partecipanti che si preferisce soprassedere.

4.2 FORMULA
Ingiustamente passata alla storia come la più assurda mai vista in quest’ambito, in realtà la formula adottata patisce questo giudizio perché generalmente si confonde quel che è stato con quel che doveva essere. Di per sé, non ha nulla di cervellotico o strampalato, per quanto si discosti dalla tradizione (europea): facendo leva sulla minaccia di rinunciare all’organizzazione, il Brasile accoglie le richieste di accantonare l’eliminazione diretta, provenienti sia da parte europea (mai più squadre che tornano a casa dopo una sola gara) sia dall’interno (incrementare il numero di partite per finanziare le spese sostenute), e propone alla FIFA, che volente o nolente accetta, una doppia fase a gironi. Nella prima, le 16 partecipanti sono divise in 4 gironi da quattro squadre, che qualificano la prima classificata a un girone conclusivo dove si assegna il titolo. In caso di parità di punti, voce allo spareggio (presumibilmente solo per decidere il primo posto).
Nessuna gara “dentro o fuori”, quindi: si perde il fascino della finale per il titolo, ma con un ugual numero di squadre si ottiene quasi il raddoppio delle partite (da 16 a 30, esclusi spareggi e ripetizioni).

4.3 FASCE
Le 16 nazionali sono distribuite in 4 fasce da quattro squadre l’una con criteri geografici, seguendo una mia personale ricostruzione: le 3 rappresentanti di NA (Messico e USA) e AS (India) finiscono nell’urna dei “materassi”, completata dalla peggiore delle 5 sudamericane presenti (indubbiamente la Bolivia), colle altre 4 (Brasile, Cile, Paraguay, Uruguay) a comporre la prima. Le 8 europee sono, infine, distribuite fra “mediterranee” (Italia, Iugoslavia, Spagna, Turchia) e “centro-settentrionali” (Inghilterra, Scozia, Svezia, Svizzera). A impedire gironi di ferro, interviene il correttivo delle ts, individuate durante le Olimpiadi di Londra 1948 (a qualificazioni ancora da iniziare!), in ospitante (Brasile), detentrice (Italia), vincitore dell’Home Championship 1949/50 (Inghilterra) e Argentina (detentrice della Coppa America), poi ritiratasi e “sostituita” dall’Uruguay. Le fasce sono quindi le seguenti (in grassetto le ts):


Non deve stupire l’assenza di una fascia “dedicata” alle ts, come avviene ai tempi odierni, introdotta, in effetti, per l’edizione del 1974. In precedenza, come in questo caso, una volta completate le fasce, si procede a scegliere le ts a prescindere dalla loro collocazione, operando se necessario per vie “trasversali”; d’altronde è la stessa procedura tutt’ora seguita per le Olimpiadi e, seppur a criteri invertiti, per i gironi di Champions ed Europa League.

4.4 SORTEGGIO
Poche e semplici regole: ogni girone deve contenere una squadra per fascia e una sola ts. Molto probabilmente, queste sono state dapprima collocate a tavolino nei gironi poi completati colle squadre rimaste di ogni fascia.
Il sorteggio, effettuato a Rio de Janeiro il 22 maggio 1950, a circa un mese dal calcio d’inizio, ha quest’esito:


A estrazioni effettuate, si contano 3 ritiri per motivi economici, palesi per la Turchia, “mascherati” da ragioni di orgoglio per la Scozia (sarebbe andata in Brasile solo se avesse vinto il Torneo Interbritannico, dove giunge seconda) e tecniche per l’India (le è impedito di giocare a piedi nudi, come abituata). Per le due nazionali europee si cerca anche una sostituzione in extremis, chiamando Francia e Portogallo (e Irlanda?), che declinano l’invito; in carenza di subentri, non si procede a un nuovo sorteggio per ridistribuire in modo numericamente più equo le 13 partecipanti effettive, lasciando così due gironi monchi (il 3 e il 4).

5. SVIZZERA 1954

5.1 PARTECIPANTI
Nulla di nuovo: 16 partecipanti, di cui 2 qualificate direttamente – Uruguay detentore e Svizzera ospitante – e 14 via eliminatorie, colla consueta distribuzione dei biglietti. Tornando il torneo in EU, questa la fa da padrona: il SA iscrive solo 3 squadre (oltre alla Celeste) e ha quindi un solo biglietto, per cui i rimanenti 11 spettano tutti al Vecchio Continente (cui si riaggrega, per l’ultima volta, l’Egitto). Completano il quadro il consueto un posto a testa per NA e Resto del Mondo (anche qui, per l’ultima volta, limitato alla sola AS).

5.2 FORMULA
Gli svizzeri non tengono assolutamente fede allo stereotipo che li vede perfetti organizzatori, dando vita alla formula più strampalata della storia dei Mondiali; fama, questa volta, perfettamente meritata, anche al netto di alcune imprecisioni che solitamente contraddistinguono i resoconti.
Ritorna l’eliminazione diretta che però parte dai quarti di finale, preceduta da una bizzarra fase… a gironi a semi eliminazione diretta! La definizione non è una forzatura: è proprio un’assurda via di mezzo fra le due procedure. Infatti, le 16 protagoniste sono divise in 4 gironi da quattro squadre l’uno: ognuno di essi è composto da 2 ts e 2 nt, e squadre della medesima fascia non s’incontrano. Ragione per cui, invece delle canoniche 6 gare, se ne disputano solo 4. Inoltre, giusto per dare un tocco di originalità in più, a rendere ancora più giustificata la definizione della fase, in caso di pareggio si giocano i supplementari; se tuttavia il pari permane anche al 120’… le due squadre si spartiscono definitivamente la posta in palio! In poche parole, non si comprende bene se siano dei gironi monchi o delle sfide a eliminazione diretta con diritto a una seconda chance…
Accedono ai quarti di finale le prime due classificate di ogni girone: è previsto lo spareggio per sciogliere gli ex æquo al secondo posto, mentre è ignota la soluzione prevista in caso di classifica con tutt’e 4 le squadre alla pari (forse si sarebbe giocato il terzo turno di gare stralciato?)
La fase a eliminazione diretta segue il sottostante tabellone, ridisegnato per rendere più chiari gl’incroci (è stata omessa per ragioni di spazio la finale per il 3° posto, che coinvolge le due sconfitte nelle semifinali):

Gli accoppiamenti dei quarti sono decisi dal sorteggio, coi vincoli qui sopra illustrati; p.es., il primo quarto (Q1) vede affrontarsi la prima o la seconda del Girone 1 contro la prima o la seconda del Girone 2.

5.3 FASCE
La particolare formula adottata impone la divisione delle 16 partecipanti in due fasce: 8 ts e 8 nt. Il sorteggio è fissato a Zurigo per il 30 novembre 1953: perfettamente inquadrato nell’ottica moderna ma nella realtà terribilmente in anticipo. A questa data, infatti, AS, NA e SA devono ancora iniziare le qualificazioni, mentre appena 4 gironi europei sono giunti al termine e nei restanti 6, che assegnano 7 posti, solo Francia e Inghilterra sono già certe della presenza in Svizzera. Fatti due conti, si conosce solo la metà, fra cui le 2 ammesse di diritto alla fase finale, delle 16 protagoniste! Per superare quest’ostacolo, si adotta la stessa soluzione di Francia 1938: nei gironi ancora aperti (o da aprire del tutto) s’ipotizza che passi la migliore delle squadre in ballo. In realtà, si ha applicazione pratica solo per le nazionali europee, in quanto le sudamericane (Uruguay e chi si qualifica fra Brasile, Cile e Paraguay) è a prescindere ts, così come è nt chi accede dal NA (Haiti, Messico o USA) e AS (Corea o Giappone).
Le due fasce sono così le seguenti:


I criteri di scelta sono ancora del tutto soggettivi, anche se possono essere individuati in: tradizione per Italia e Inghilterra; effettiva forza attuale per Ungheria, detentrice dell’oro olimpico, e Spagna (poi eliminata dalla Turchia), presente nel girone finale del 1950; opportunità mascherata dai primi due criteri per Austria e Francia (leggasi vicinanza geografica alla Svizzera con annesso flusso di tifosi). Sono relegate in seconda fascia, un po’ a sorpresa, ma sempre ricordando che qualcuno deve pur andarci: la Germania Federale (ancora in ballottaggio colla Saar!), la Iugoslavia (in corsa con Grecia e Israele) e, soprattutto, la Svizzera, unico caso finora di organizzatore escluso dalle ts. E dire che gli elvetici possono mettere sul piatto della bilancia dei positivi precedenti in Coppa del Mondo: sempre presenti dal 1934 e sempre giunti ai quarti di finale, eccezion fatta per Brasile 1950 (dove la formula era più selettiva). Può essere che abbia giocato un ruolo determinante la ricerca dei maggior incassi: in seconda fascia, infatti, si affrontano due ts di sicuro richiamo (sempre che non siano Egitto e/o Turchia); viceversa, in prima fascia magari si supera più facilmente il girone ma scontando minori entrate contro avversari sicuri di poca appetibilità (in teoria, potrebbero essere Corea e Messico).

5.4 SORTEGGIO
Il sorteggio è soggetto al solo vincolo di avere gironi con due squadre per fascia, senza ulteriori accorgimenti per impedire che nel medesimo girone finiscano le due sudamericane o 4 europee. Si procede estraendo dapprima le ts del Girone 1, poi le nt, e proseguendo così dal Girone 2 al Girone 4.
Il sorteggio ha il seguente esito (per semplicità ho messo fra parentesi il nome delle nazionali poi eliminate):


Una volta ottenuta la qualificazione, la Germania Federale chiede di poter diventare ts al posto della Turchia, che nel frattempo ha sorprendentemente eliminato la Spagna (avvalendosi dei rigidi regolamenti dell’epoca che fanno valere solo il numero di punti e il sorteggio) “ereditandone” così lo status. Il vantaggio, evidente, è di giocare contro la Corea invece di affrontare l’Ungheria. Gli organizzatori respingono la richiesta ma, come noto, i tedeschi alla fine non avranno di che lamentarsi.

6. SVEZIA 1958


6.1 PARTECIPANTI
Continuando cogli stereotipi, gli svedesi sono conosciuti come gente seria, e tengono fede alla loro fama allestendo un autentico mondiale…”svizzero”, perfetto in quasi ogni dettaglio. Anzi, pure ciò che a prima vista appare come un contrattempo, finisce poi per incastrarsi mirabilmente nel quadro finale.

Il torneo è ormai “stabilizzato” e il numero d’iscrizioni aumenta sempre più; per americane ed europee si può dire debellato il rischio di defezioni quando si gioca in un continente diverso dal proprio. Per tali motivi, la distribuzione dei 14 posti da assegnare via eliminatorie ai vari continenti si assesta nella seguente: 9 biglietti all’EU, 3 al SA, 1 al NA e 1 ad AF e AS, ancora legate assieme. A dire il vero, questa spartizione conoscerà una rapida deviazione nell’edizione successiva, ma sarà ripresa già per Inghilterra 1966.

6.2 FORMULA
È ripresa la formula di Svizzera 1954, spogliandola dagli aspetti più deleteri e rendendola più logica (con pochi sforzi, a dire il vero); nella fase a gironi, questi tornano a essere “normali”, con 6 gare l’uno; nella fase a eliminazione diretta, si segue il tabellone sotto riportato, ridisegnato per rendere più immediati gl’incroci (omessa per ragioni di spazio la finale per il 3°/4° posto che coinvolge le due nazionali sconfitte in semifinale).


6.3 FASCE
Le qualificazioni conoscono l’imprevisto (si fa per dire) israeliano: la nazionale colla stella di David, inserita nel continente afro-asiatico, conosce una lunga serie di rinunce dei suoi avversari ad affrontarla per ragioni politiche, essendo tutti espressioni di stati musulmani. Israele, non potendo andare in Svezia senza mai essere sceso in campo, deve pertanto sottostare al consueto spareggio dell’ultim’ora: tuttavia anche questo rischia seriamente di saltare. Per ragioni logistiche, la FIFA opta per un contendente europeo, scelto per sorteggio fra chi è giunto secondo nei gironi eliminatori, nonostante l’Uruguay, estromesso dal Paraguay, spinga per includere nel ripescaggio anche le sudamericane in uguale condizione. La fortuna dice Belgio, che declina; l’Uruguay torna sui propri passi e una seconda estrazione premia il Galles, che acconsente e si qualifica battendo due volte Israele per 2-0.

Le traversie narrate si rivelano però positive per la composizione delle 4 fasce da quattro squadre l’una: delle 16 finaliste, 4 sono americane, per quanto 3 del SA (Argentina, Brasile, Paraguay) e 1 del NA (il “solito” Messico); le restanti 12 sono europee, in quanto alle 9 giunte regolarmente dalle qualificazioni, si aggiungono Svezia, organizzatrice, Germania, detentrice, e Galles, “miracolato” e la cui presenza completa l’en plein del Regno Unito, essendo già presenti Irlanda del Nord, Inghilterra e Scozia. Composte geograficamente 2 fasce, si prosegue colle rimanenti due, distribuendovi facilmente da una parte le nazionali dell’Est (Cecoslovacchia, Iugoslavia, Ungheria e URSS) e dall’altra quelle del Centro-Nord (Austria, Francia, Germania e Svezia). La composizione definitiva è perciò la seguente:


L’omogeneità geografica, però, si scontra coll’eterogeneità tecnica, basti pensare a realtà come Brasile e Messico inserita nella stessa fascia. Gli organizzatori, però, decidono di non avvalersi del correttivo delle ts “trasversali” (cioè appartenenti a fasce geografiche diverse).

6.4 SORTEGGIO
Il sorteggio avviene a Solna l’8 febbraio 1958 e prevede che ogni girone debba contenere una squadra per fascia. L’esito è il seguente:



7. CILE 1962

7.1 PARTECIPANTI
La Coppa del Mondo torna in SA, e precisamente in Cile; per l’epoca, fra i più improbabili nomi cui affidare tale onere. Alla ricerca del massimo ritorno economico, si cambia la spartizione dei 14 biglietti da assegnare via eliminatorie, al “nobile scopo” di ottenere una fase finale con 10 europee e 6 sudamericane (compresi i già qualificati Brasile e Cile). Pertanto si allestiscono ben 4 spareggi intercontinentali che coinvolgono le rappresentanti del Resto del Mondo: le vincenti dei 3 gironi afro-asiatici sono contrapposte alle vincenti dei 3 gironi da 2 squadre europei, mentre la miglior squadra del NA contende l’accesso al Mondiale al Paraguay. Le nazionali extra europee/sudamericane, quindi, possono passare dal raddoppio dei posti a disposizione (da 2 a 4) al rimanere con un pugno di mosche in mano, e vanno molto vicine a quest’ultimo risultato: infatti, solo il Messico riesce ad affermarsi, impedendo così lo svolgersi di un torneo esclusivamente riservato a EU e SA.

7.2 FORMULA
La formula è identica alla precedente ma sono eliminati del tutto spareggi e ripetizioni delle partite a eliminazione diretta, soppiantati dal sorteggio. O meglio: nei gruppi (d’ora in poi così chiamati al posto di gironi), in caso di pari punti, prima della monetina si dà parola al quoziente reti, mentre la finale per il titolo conserva la ripetizione in caso di stallo al 120’.

7.3 FASCE
Tradizionalmente, si dipinge la composizione delle fasce di quest’edizione come smaccatamente a favore delle 4 migliori sudamericane (Argentina, Brasile, Cile, Uruguay), che non per nulla sono pure individuate come ts. I 4 materassi sono invece le 2 peggiori americane e le 2 peggiori europee: per le prime, si hanno i nomi del Messico (unica rappresentante del NA) e della Colombia, esordiente; per le seconde, a fianco dell’altrettanto esordiente Bulgaria, compare la Svizzera, che patisce l’inferiorità in senso lato rispetto alle altre due europee assenti a Svezia 1958 (Italia e Spagna). Le restanti 8 nazionali del Vecchio Continente (oltre alle citate Italia e Spagna, si hanno Cecoslovacchia, Germania Federale, Inghilterra, Iugoslavia, Ungheria e URSS) finiscono tutte in una fascia doppia.

Il quadro finale è il seguente:


La lettura tradizionale sopra citata, però, offre il fianco a molti dubbi: già individuare le ts esclusivamente nelle appartenenti a un’unica fascia geografica, significa non sceglierle. Poi non colgo il vantaggio di poter pescare, dalla fascia doppia europea, coppie di avversari temibili come le finaliste di Euro1960 (Iugoslavia e URSS) o dal trio di tutto rispetto Germania-Inghilterra-Italia. Infine, disputandosi ogni gruppo in un unico stadio, e quindi giocandosi le 6 gare in giorni diverse, le ts scendono in campo nella penultima partita, private quindi del privilegio di conoscere già il risultato minimo necessario per qualificarsi.

7.4 SORTEGGIO
Il sorteggio, effettuato a Santiago il 18 gennaio 1962, prevede che ogni girone sia composto da 1 ts, 1 materasso e due nazionali europee, ed ha il seguente esito:


Rado il Figo