martedì, luglio 23, 2013

Justin Gatlin si allena in Friuli. Quando un ex-dopato diventa strumento di promozione territoriale

Leggendo l'odierna edizione del Messaggero Veneto un brivido mi è corso lungo la schiena. Dopo Pistorius a Gemona del Friuli, Asafa Powell e team giamaicano a Lignano Sabbiadoro, il Friuli Venezia Giulia sta ospitando in questi giorni gli allenamenti di Justin Gatlin e di altri velocisti americani e delle Barbados. L'atleta americano si sta preparando a Gemona del Friuli in vista dei Mondiali di Atletica Leggera, in programma a Mosca dal 10 al 18 agosto.
Per chi non lo conoscesse, Justin Gatlin è uno specialista dei 100 metri, campione olimpico ad Atene 2004 e medaglia di bronzo alle ultime Olimpiadi di Londra. Prima e dopo questi due risultati, però, Gatlin è stato squalificato ben due volte per doping, sfiorando la radiazione. Nel 2001 fu trovato positivo alle anfetamine e squalificato per 1 anno. Nel 2006 la positività per testosterone gli costò un'altra squalifica di 4 anni. Il suo ritorno alle gare e gli ottimi risultati conseguiti hanno fatto storcere la bocca a molti addetti ai lavori. Non solo. Gatlin è allenato da Dennis Mitchell, ex velocista di primo piano degli anni '90. Mitchell, vincitore della medaglia d'oro a Barcellona 1992 nella 4x100, è un altro personaggio che ha avuto a che fare col doping: squalificato per 2 anni nel 1998 per testosterone. Peraltro la sua spiegazione per quella positività rientra tra le 10 scuse più fantasiose per giustificare il doping, recentemente pubblicata da "L'Equipe". Mitchell cercò di spiegare quella positività sostenendo che la sera prima del controllo "aveva bevuto 5 birre e fatto sesso per 4 volte con la moglie visto che era il suo compleanno" (vedi).

Sulla notizia e sul modo in cui il giornale locale ha descritto l'"evento" un paio di riflessioni:

- Se per Pistoirus e Powell la decisione di amministratori locali ed esperti di marketing territoriale, si poteva condividere - si trattava di due atleti assai popolari che potevano dare lustro e notorietà al territorio friulano - nel caso di Gatlin siamo dinanzi ad una scelta quantomeno discutibile. Non conosco i termini dell'accordo tra il team di Gatlin e i responsabili locali. Può anche essere che Gatlin abbia scelto la località udinese per la collocazione geografica o per le sue strutture all'avanguardia. Ne dubito. Leggendo l'articolo del Messaggero Veneto, tuttavia, sembra evidente che Gatlin e compagni siano stati "invitati" a Gemona. A questo punto dubbi e interrogativi nascono spontanei.
Che tipo di ritorno può portare la presenza di un'atleta squalificato due volte per doping (la seconda addirittura per 4 anni)? Davvero si pensa di fare promozione del territorio ospitando un atleta famoso, ma con una carriera macchiata indelebilmente da due squalifiche per doping? 

- La cosa ancor più sorprendente è l'impostazione ossequiosa dell'articolo apparso quest'oggi sul giornale locale. Viene omesso qualsivoglia riferimento agli "incidenti" legati al doping di Gatlin e del suo allenatore Dennis Mitchell.
Alcuni passaggi dell'articolo sono al limite del surreale.

"L'anti-Bolt si allena qui e fa il bagno nel Tagliamento".

"Frecce. Mai vista roba così tutta insieme". (riferimento a Gatlin e agli altri atleti)

"Un piacere quasi sublime vederli allenare".

"Con i casi di doping che hanno coinvolto diversi sprinter (non ultimo il “lignanese” Asafa Powell) la “bilancia” della gara regina dell'atletica è tornata in equilibrio. Così Gatlin torna prepotentemente un candidato alle medaglie. Sorride Mitchell e fa segno di sì". (sigh).

Ora, capisco la necessità per un giornale locale di segnalare la presenza in regione di un atleta di livello internazionale (magari su imbeccata di qualcuno interessato a dare risalto alla notizia). Allo stesso tempo, però, penso sia doveroso per un giornalista ripercorrere l'intera carriera di un'atleta, non omettendo alcune tappe "fondamentali".
Per leggere l'intero articolo del Messaggero Veneto su Gatlin a Gemona del Friuli clicca qui.
Su Gatlin e altri atleti squalificati per doping che ritornano alle competizioni, segnalo questo recente articolo del prof. Carlo Vittori.