sabato, luglio 06, 2013

Comproprietà nel calcio - Come funzionano (2^ parte) di Rado il Figo

(vedi 1^ parte) 5ª ipotesi: Beta riscatta Rossi per €. 1.950.000 – Quest’ipotesi e la prossima si differenziano dalle precedenti due (3ª e 4ª) per l’identità di chi riscatta Rossi: ora è, infatti, Beta, la società che la stagione prima aveva ceduto Rossi ad Alfa, a riscattarlo, “riottenendo” quindi il suo contratto; partiamo, come sempre, dal caso in cui Beta riscatta Rossi a un prezzo superiore a quello di vendita.
Nel bilancio di Alfa, l’operazione si potrebbe scindere in due parti: la prima relativa al “ritorno” di Rossi a Beta, trattata né più né meno come una qualunque cessione di giocatore; la seconda riguardante la risoluzione della compartecipazione. Il tutto come segue:


Di fatto, sono le stesse rilevazioni della 1ª ipotesi, coll’unica differenza che la cessione di Rossi da Alfa non coinvolge più Gamma, società terza rispetto alla compartecipazione, ma la stessa Beta.
Le raccomandazioni contabili FIGC suggeriscono di accorpare le due rilevazioni sopra riportate in una unica:


Anche per Beta le raccomandazioni FIGC suggeriscono un’unica rilevazione che inglobi l’acquisto di Rossi e la risoluzione della compartecipazione con Alfa:


In Beta non vi è alcuna movimentazione sul piano economico: infatti, il provento di partecipazione di €. 225.000, che si potrebbe attendere di vedere, è capitalizzato nel valore del contratto di Rossi, contabilizzato non al prezzo di riscatto di €. 1.950.000, ma a quello inferiore di €. 1.725.000, media fra il prezzo di cessione (1.500.000) e quello di riscatto (1.950.000). È, colle dovute differenze, lo stesso processo applicato nella 3ª ipotesi, quando Alfa riscattava Rossi a un prezzo superiore a quello di acquisto, capitalizzando l’onere di partecipazione incrementando di €. 225.000 il valore (contabile) del contratto di Rossi.

6ª ipotesi: Beta riscatta Rossi per €. 1.050.000 – Rispetto all’ipotesi precedente, ora il prezzo di riscatto pagato da Beta è inferiore al prezzo di cessione. Anche qui, come nell’ipotesi precedente, la FIGC suggerisce ad Alfa di usare un’unica rilevazione contabile, che “riassume” le due diverse parti dell’operazione. Tuttavia, questa volta gli esperti contabili sollevano delle obiezioni; infatti, le due parti relative alla cessione di Rossi e alla risoluzione della compartecipazione, come qui sotto illustrate:


si “riuniscono” in quest’unica rilevazione:


A suscitare la censura degli esperti contabili è quanto accade sul piano economico, dove le poste movimentate sono “sommate” in un’unica voce, il provento da partecipazione, il cui importo di €. 150.000 è, infatti, dato dal provento “vero e proprio” (€. 225.000) cui è sottratta la minusvalenza da cessione del contratto di Rossi (€. 75.000). In pratica, l’esito economico netto di cessione e risoluzione confluisce tutto nelle voci di competenza di quest’ultima: esito che potrebbe essere sia positivo sia negativo. Sicuramente è positivo se il prezzo di riscatto è superiore al valore contabile di Rossi (nel nostro caso, se Beta riscatta Rossi per una cifra compresa fra €. 1.125.000 e €. 1.500.000), in quanto al provento “vero” si somma una plusvalenza. Rimarrà comunque positivo fin tanto che la minusvalenza sarà d’importo inferiore al provento “puro”, e ciò avverrà tutte le volte in cui il prezzo di riscatto è superiore alla differenza fra il doppio del valore contabile del contratto di Rossi e il prezzo di cessione; nel nostro esempio, si avrà un provento “netto” se il prezzo di riscatto pagato da Beta rimane superiore a €. 375.000 (= 1.125.000 x 2 – 1.500.000).
Difficile comprendere le ragioni che hanno portato la FIGC a suggerire questa soluzione, tanto più pensando che il codice civile italiano vieta espressamente la compensazione di partite di natura diversa, proprio ai fini della rappresentazione della reale situazione contabile che deve dare il bilancio. Se sul piano “globale”, infatti, non cambia nulla, è chiaro che accorpare in un’unica voce costi e/o ricavi diversi fa perdere di vista l’esatta portata delle operazioni: nel nostro esempio, pur avendo sempre un provento “netto”, diventa impossibile, dalla sua sola visione, distinguere la portata economica della cessione e quella della risoluzione. 
Per Beta le raccomandazioni FIGC suggeriscono l’unica rilevazione già vista nella precedente ipotesi (seppur con valori chiaramente diversi):


Anche in questa ipotesi non vi è alcuna movimentazione sul piano economico, essendo l’onere di partecipazione di €. 225.000 capitalizzato nel valore del contratto di Rossi, sempre contabilizzato non al prezzo di riscatto di €. 1.050.000, ma a quello (ora) superiore di €. 1.275.000, media fra il prezzo di cessione (1.500.000) e quello di riscatto (1.050.000), applicando lo stesso processo visto e spiegato più volte in precedenza e che dovrebbe essere ormai chiaro.