mercoledì, giugno 12, 2013

Confederations Cup - Regole e Storia (di Rado il Figo) 1^ Parte

Sabato 15 giugno con il match Brasile-Giappone inizia la nona edizione della Confederations Cup FIFA 2013. Blog-In, senza voler analizzare la parte tecnica (ci sarebbero molte cose da dire, partendo dalla nazionale sperimentale con cui si presenterà la Nigeria), approfondisce, grazie all'inarrivabile puntualità di Rado, le regole e la storia di questa competizione. Nome, cadenza, sedi, partecipanti, formula e altre informazioni utili per conoscere meglio la Confederations Cup.
Una piccola precisazione per chi dovesse trovarsi spiazzato leggendo la parte storica. In molti ricorderanno il celebre gol di Roberto Carlos contro la Francia (tiro "delle tre dita" che assume un effetto incredibile, aggirando la barriera: vedi). Quel gol fu realizzato nel giugno del 1997, in un Francia-Brasile. La stessa Italia partecipò a quel torneo, ottenendo un prestigioso 3-3 contro il Brasile. Ebbene, non si trattava della Confederations Cup, ma di un più semplice "Torneo di Francia", organizzato a un anno dal Mondiale francese. Vi presero parte le 3 nazionali sopracitate assieme all'Inghilterra (vincitrice della manifestazione). La Confederations Cup 1997 si disputò invece a dicembre in Arabia Saudita. Vi presero parte 8 squadre (vinse il Brasile) e fu la prima edizione a essere organizzata ufficialmente dalla FIFA.

Nei prossimi giorni avrà luogo in Brasile la Confederations Cup FIFA, torneo avvolto solitamente nel totale disinteresse nel panorama nostrano, complice la non partecipazione italiana fino alle ultime due edizioni.
A fine 2004 la FIFA ha dettato le ultime e definitive norme della competizione, valide dal 2009 in poi (“saltando” perciò la rassegna del 2005). Qui di seguito ne fornirò un breve sunto toccando nell’occasione alcuni aspetti storici.

NOME: Coppa delle Confederazioni FIFA, in inglese e ufficialmente Confederations Cup FIFA. Nasce però nel 1992 come “Campionato Intercontinentale per la Coppa Re Fahd” (Intercontinental Championship for the King Fahd Cup) per divenire nel 1997, quando il torneo finisce nella mani della FIFA, “Confederations’ Cup FIFA” con sottotitolo “per il Trofeo Re Fahd” (for the King Fahd Trophy) salvo perderlo, coll’apostrofo, dall’edizione successiva del 1999.

CADENZA: la prima edizione ebbe luogo nel 1992 in prossimità della Coppa d’Asia dello stesso anno, organizzata dall’Arabia Saudita, campione continentale in carica, per volontà del suo capo di Stato, Re Fahd, di riunire in un torneo le altre nazionali del Mondo con uguale titolo. Dal 1995, tempo della seconda edizione, la cadenza diventa biennale, disputandosi tutti gli anni dispari. Dal 2009 in poi diventa quadriennale, cascando sempre l’anno prima della fase finale della Coppa del Mondo.

EDIZIONI: quella a breve in scena è la ; la FIFA ha, infatti, riconosciuto la patente di ufficialità anche alle prime due edizioni, non ancora da essa gestite.

SEDE: il torneo è sempre organizzato da chi l’anno successivo ospiterà i Mondiali, formalizzando quella che era già divenuta una consuetudine. Infatti, l’edizione del 2001 si giocò in Corea e Giappone e quella del 2005 in Germania (ma nel 1997 non si giocò in Francia ma in Arabia Saudita). In precedenza, le prime due edizioni andarono ovviamente in scena in Arabia Saudita, mentre dal 1997 al 2005 la FIFA aveva mano libera nella scelta.

PARTECIPANTI: 8, i 6 campioni continentali e il campione del Mondo in carica oltre all’organizzatore. Questo almeno in linea di principio e come punto di partenza. Nelle prime due edizioni, dato il carattere amichevole del torneo, la partecipazione era a inviti, seppur indirizzati ai campioni continentali, cui risposero solo, rispettivamente, in 3 e 5 (oltre agli organizzatori sauditi); dal 1997, divenuta competizione ufficiale, si aggiunse come titolo la vittoria nella Coppa del Mondo, ma fino al 2005 la FIFA era libera di scegliere il numero (massimo) di partecipanti (che quindi, teoricamente, poteva essere diverso da 8); aspetto regolamentare volto probabilmente a coprire le ipotesi di defezioni e di “sovra partecipazioni”. Partendo da queste ultime, quelle di meno immediata comprensione, in realtà furono un’eventualità possibile solo nel 2001, l’unica edizione con doppio organizzatore: la FIFA assegnò il torneo a Corea e Giappone ma prima che si svolgesse la Coppa d’Asia 2000, e quindi lasciando spazio alla possibile presenza di 3 nazionali AFC e 9 totali alla Confederations. Fortunatamente il Giappone s’impose in finale sull’Arabia Saudita, sistemando le cose.
Passando alle defezioni, queste possono essere volontarie o “forzate”; le prime sono naturalmente legate alla volontà della federazione che, pur avendo titolo, rinuncia a iscriversi alla Confederations Cup. In tal caso, la FIFA si adopera per trovare un sostituto, scelto in prima battuta nel finalista del torneo “lasciato scoperto” (del tutto irreale è, infatti, l’ipotesi di un… “organizzatore rinunciante”).
Le defezioni forzate avvengono quando una stessa nazionale ha più di un titolo sufficiente per partecipare alla Confederations, ragion per cui pur rispondendo tutte le nazionali interessate all’appello, si avrebbero ugualmente meno di 8 partecipanti. Si pensi al caso attuale della Spagna, campione mondiale ed europeo, che lascerebbe scoperto un posto. In tali casi, la FIFA ha stilato una scaletta di preferenza nella sostituta, per cui qualora una stessa nazionale sia contemporaneamente:
  • campione mondiale e continentale, partecipa la finalista continentale;
  • organizzatore e campione mondiale, partecipa la finalista mondiale;
  • organizzatore e campione continentale, partecipa la finalista continentale;
  • organizzatore e campione mondiale e continentale, partecipano la finalista mondiale e quella continentale.
Le scelte sono abbastanza immediate: nel primo caso, si è scelto di preferire la finalista continentale per non privare la confederazione della nazionale campione del Mondo di un posto nella Confederations; negli altri, l’organizzatore non può essere rimpiazzato “per definizione” da nessun altro, per cui la sostituzione passa all’altro o agli altri titoli.
Tuttavia, nemmeno la procedura sopra esposta garantisce 8 partecipanti, non potendo coprire le defezioni dei sostituti, anche qui siano esse volontarie o forzate (un caso per tutti: la finalista mondiale che sia però campione continentale). Venendo a mancare la prima sostituta “prescelta” la FIFA ha dato vita a selezioni del tutto estemporanee, pur di raggiungere “il pieno”. Un esempio: nel 2001 la Francia partecipava come campione mondiale ed europeo. La prima sostituta fu l’Italia, finalista a Euro2000, che declinò; il Brasile, finalista della Coppa del Mondo 1998, era già presente come campione sudamericano, e quindi non utilizzabile in tale veste (anche se analoga circostanza non fu ritenuta decisiva nell’edizione precedente del 1999); si passò quindi a chiamare la Croazia, terza ai Mondiali di Francia e, di fronte all’ennesimo rifiuto, si finì col precettare il Messico quale… detentore della Confederations (che, ricordo, non è titolo per parteciparvi). 
Solo dal 2009 il numero di partecipanti è fissato (implicitamente) negli attuali 8, ovviamente tenendo sempre valida la procedura di sostituzione.
Se quindi si può partecipare alla Confederations senza passare per la vittoria nel torneo continentale (o mondiale), è valido anche il contrario: non sempre l’essere il detentore delle competizioni prescritte garantisce il biglietto per la Confederations. I casi più noti sono la Gold Cup e la Copa América, i massimi tornei americani aperti però anche a nazionali di confederazioni diverse, appositamente invitate. Se a prevalere fosse proprio una delle “ospiti” questa non è chiamata alla Confederations; per i due tornei sono state approntate soluzioni diverse per designare la sostituta. In Copa América, molto semplicemente, la prescelta è la nazionale CONMEBOL che ha centrato il miglior piazzamento; nella Gold Cup si dà vita a uno spareggio fra le due nazionali CONCACAF meglio piazzatesi. Tuttavia, se dette squadre si fossero già scontrate in una gara della fase a eliminazione diretta, lo spareggio non ha più luogo e la sostituta è immediatamente la nazionale meglio classificatasi.
Un secondo caso di vittoria “inutile” è limitato alle sole CONCACAF e OFC fra i cui membri vi sono anche non iscritte alla FIFA: anche qui, in caso di vittoria di una di queste, la sostituta è la nazionale meglio piazzatasi iscritta sia alla confederazione continentale sia alla FIFA. La circostanza non è però relegata al campo delle mere ipotesi scolastiche: p.es., nel 2007 Guadalupa si spinse fino alle semifinali di Gold Cup.
Infine, si deve citare un ultimo caso in cui la vittoria in uno dei tornei si rivela altrettanto inutile: titolo per prendere parte alla Confederations è l’essere campione continentale (e mondiale) in carica, ma fra un’edizione e l’altra della Confederations possono andare in scena più edizioni dei tornei continentali. Tuttavia solo chi vince l’edizione più recente della competizione continentale fra quante andate in scena dalla precedente di Confederations, partecipa a questa: tutti gli (eventuali) altri vincitori rimangono a casa (ovvero vi partecipano al limite per altra via). A soffrire di quest’eventualità sono CAF, OFC e CONCACAF, anche se nel concreto, pur a fronte di già ben 5 campioni continentali totali ad aver “saltato” la Confederations per aver vinto un’edizione “sbagliata”, solo la Zambia ha pianto una reale mancata partecipazione. Andando con ordine, la Coppa d’Africa patisce la cadenza biennale, e in sovrappiù l’averla spostata recentemente dagli anni pari a quelli dispari: alla Confederations 2009 partecipò l’Egitto, quale campione africano 2008, titolo che bissava quello ottenuto nel 2006; nel 2013 la rappresentante CAF è la Nigeria, vincitrice della Coppa d’Africa 2013, mentre nulla hanno valso, sotto questo aspetto, le affermazioni dell’Egitto (nuovamente) nel 2010 e della Zambia (come detto) nel 2012. L’OFC vive una sua Coppa delle Nazioni che s’è disputata finora con una pronunciata irregolarità, anche se ultimamente stabilizzatasi nel farla coincidere colle qualificazioni mondiali, tale però non da compromettere la partecipazione di tutte le sue vincitrici alla Confederations (che hanno saltato solo per rinuncia). Viceversa, la Gold Cup ha un’irregolarità… pianificata, giacché è espressamente previsto che questa abbia luogo “dove e quando” decida la CONCACAF, anche se pure qui si è assistita a una stabilizzazione verso gli anni dispari (e sede in USA e/o Messico). Sul piano pratico, hanno finora “mancato” i vincitori delle edizioni 2005 e 2009, che hanno dovuto rinunciare alle Confederations 2009 e 2013, cui sono andati i trionfatori del 2007 e del 2011; tuttavia in entrambi questi ultimi casi, ad affermarsi sono stati i vincitori dell’edizione precedente (rispettivamente USA e Messico). 

Rado il Figo


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