giovedì, aprile 11, 2013

Riforma Lega Pro 2013/2014 e 2014/2015 - Come si arriverà ai 3 gironi da 20 squadre (di Rado il Figo) - 2a parte

(segue: vedi prima parte)

LEGA PRO 2013/2014: I PLAY OFF - Le norme della stagione 2013/14 hanno, ripeto, carattere transitorio e quindi speciale: valgono perciò solo e limitatamente per quella stagione, giacché hanno lo scopo di passare dalla Lega Pro “vecchio formato” a quella “new style”. Le differenze “finali” fra il 2012/13 e il 2013/14 sono già state illustrate in premessa; nel dettaglio, la stagione regolare dei due gironi di 1ª divisione emette i seguenti verdetti:


La griglia dei (soli) play off è la seguente:


L’identificazione delle sfide colle lettere a), b), c), d), f), g) e h) segue quanto previsto dalle NOIF; la tabella è stata adattata per consentire una migliore visione degli incroci. Da notare che:
  • la sfida e) manca perché la lettera è in realtà dedicata alle norme che regolano le prime 4 sfide;
  • dopo la lettera h) (dedicata alla “finale di play off”) si passa direttamente alla lettera j) (dedicata a ribadire che la seconda promozione spetta alla vincente della sfida h)), saltando a piè pari  la lettera i) 
  • Rispetto agli attuali, i play off 2013/14 conoscono le seguenti differenze:
  • le 4 sfide del primo turno – a), b), c) e d) – si giocano in gara unica ospitata dalla squadra colla miglior classifica; in caso di parità al 90’, si disputano i tempi supplementari; in caso di parità anche al 120’, si battono i rigori;
  • per tutte le altre sfide si applicano le norme della finale di play out (2012/13), a eccezione dell’ordine delle gare, per cui la squadra colla miglior classifica gioca in casa il ritorno.

I play off 2013/14, che saranno disputati solo per i due gironi di 1ª div., presentano una profonda inversione di rotta rispetto agli attuali. In prima battuta, raddoppiano il numero di squadre coinvolte, pur mantenendo invariato il numero di promozioni, sia complessivo sia suddiviso fra dirette e via appendici. Infatti, come ricordato in premessa, ogni girone garantisce sempre 2 promozioni complessive, una diretta (alla prima classificata) e una via play off (alla vincitrice della sfida finale di questi), anche se a questi accedono 8 squadre e non più 4. Non essendo previste retrocessioni, era naturale attendersi un incremento di club coinvolti nei play off, preferibilmente unito a un cambio di formula: la scelta attuata lascia però alquanto perplessi. Di fatto, con 8 squadre ai play off, oltre la metà di tutte le partecipanti ai gironi di 1ª div. termina la stagione regolare interessata alla promozione; sfugge, pur tenendo presente l’ambito di cui stiamo parlando, perché si sia voluto arrivare a rimettere in gioco finanche la nona classificata, una squadra che, come si suol dire, occupa la “parte destra della classifica”. Tanto più, e peggio, considerando che, colle norme che regolano le sfide come sopra modificate, l’avere la miglior posizione in classifica non produce alcun vantaggio se non il giocare in casa la gara di ritorno (ovvero quella secca del primo turno). Nel concreto, tutti i play off si giocano né più né meno come le coppe europee, eccezion fatta per il raddoppio delle reti in trasferta per le sfide con gara d’andata e ritorno; il vantaggio della miglior posizione in classifica è stato per l’appunto totalmente cancellato ai fini della determinazione della vincitrice di ogni sfida, soppiantato dai più neutrali rigori, attualmente, e non a casualmente, previsti solo ed esclusivamente per la finale di play out, essendo l’unica sfida di play off e play out fra squadre provenienti da gironi diversi.
Una soluzione così drastica potrebbe prestare facilmente il fianco ad espedienti ben poco sportivi: prendendo per semplicità come esempio il Gruppo B, quanto fatto in 30 gare di stagione regolare è di fatto annullato quasi totalmente appena cominciano i play off. Nulla vieta che una squadra di alta classifica, qualora si rendesse conto di non poter più aspirare al primo posto, possa risparmiarsi fino al termine della stagione regolare ben sapendo che rimanendo a metà classifica nulla sarebbe compromesso per la promozione, raggiungibile, anche qualora partisse da nona, al termine di 5 pareggi e 3 vittorie ai rigori.
Vediamo in concreto come funzionano i play off 2013/14 della Lega Pro, applicandoli al campionato portoghese 2011/12 (il miglior torneo europeo a 16 squadre, ranking UEFA alla mano), la cui classifica finale ha dato quest’esito:


Da notare, e questo varrà anche nel prosieguo, che per le situazioni di parità di punti sono state applicate le norme della classifica avulsa di Lega Pro, il che potrebbe generare in alcuni casi alcune differenze di piazzamento rispetto a quelle realmente conseguite nei campionati esteri che utilizzerò. 
Il Porto acquisisce pertanto la promozione diretta in Serie B; Benfica, Braga, Sporting, Maritimo, Vitória Guimarães, Nacional, Olhanense e Gil Vincente giocano i play off, mentre le altre 7 squadre disputeranno (uno dei 3 gironi del)la Lega Pro 2014/15. Chi ha storto la bocca per i 13 punti che separavano Sassuolo e Sampdoria nella Serie B 2011/12, immagino come rimarrà ora nel constatare che alla seconda promozione concorre anche il Gil Vincente, separato dal Benfica non solo da 8 posizioni in classifica ma da ben 35 punti, una differenza superiore addirittura al bottino dello stesso Gil Vincente (fermo a quota 34)! 
Vediamo ora come si snodano i play off: i risultati delle sfide saranno quelli realmente conseguiti nella stagione regolare; dove necessario, adotterò delle soluzioni illustrate di volta in volta. Il primo turno di play off vede le seguenti 4 sfide secche:

a) Benfica-Gil Vincente 3-1
b) Braga-Olhanense 1-2
c) Sporting-Nacional 1-0
d) Maritimo-Vitória Guimarães 2-1

La prima vittima illustre dei play off è il Braga, cui non sono stati sufficienti 5 posizioni e 23 punti in classifica in più rispetto all’Olhanense, nonché il conseguente vantaggio di giocare in casa, per evitare d’inciampare al primo ostacolo, rendendo così inutile il 3° posto conquistato in stagione regolare. Il secondo turno, dove “riprendono” le sfide a doppia gara, ha quest’esito:

f) Maritimo-Benfica 0-1 e 1-4
g) Olhanense-Sporting 0-0 e 1-1 dts (3-4 rig.)

Le due gare della sfida g) si sono concluse, al 90’ del ritorno, con due pareggi, risultati per i quali si sono resi necessari i supplementari: Infatti, non prevale né l’Olhanense per il maggior numero di reti segnate in trasferta, non valendo le norme delle coppe europee, né lo Sporting per il miglior piazzamento in campionato (quarto contro ottavo), non valendo le attuali norme dei play off di Lega Pro. I 30’ aggiuntivi, nonché l’ulteriore coda dei rigori (essendo perdurata la parità), mi sono affidato ad una simulazione coll’impiego del videogioco FIFA dell’EA Sports, “lasciando giocare al pc” la partita. I tiri dal dischetto hanno così consegnato la vittoria allo Sporting; tuttavia appare chiaro col cambio di norme per i play off l’Olhanense sia andata vicinissima a giocarsi in finale la seconda promozione in Serie B grazie a un’unica vittoria nelle appendici di fine stagione, un ben misero risultato che però sarebbe stato sufficiente (con rigoristi più precisi) per mettere in riga ben 5 squadre con una stagione regolare migliore (in certi casi di gran lunga) della sua!
La finale è “quasi” quella “equa”: il Benfica, secondo, si gioca la promozione contro lo Sporting, quarto (il Braga, terzo, è caduto al primo ostacolo). Come ampiamente ricordato, le 2 posizioni e i 10 punti di vantaggio del Benfica si annullano completamente nel derby della capitale lusitana, coi rossi a godere esclusivamente del fattore “casa” per il ritorno:

h) Sporting-Benfica 1-0 e 0-3 dts

Anche in questo caso, la squadra “più meritevole” se l’è vista brutta: il Benfica è stato sconfitto all’andata col minimo scarto, riuscendo a ribaltare la situazione al ritorno ma dovendo ricorrere ai supplementari (sempre “simulati” come sopra) per avere definitivamente la meglio. È però da ricordare che, in questo caso, parlando di finale, anche colle regole attuali si sarebbe dovuto procedere in egual modo: l’unica differenza, e ben pesante, è che se i supplementari fossero stati insufficienti, ora il Benfica sarebbe stato ugualmente promosso, mentre la prossima stagione tutti i discorsi sarebbero stati rimessi ai rigori.

LEGA PRO 2013/2014: I PLAY OUT - Nella stagione 2013/14 solo i 2 gironi di 2ª div. vedranno la disputa dei play out, le cui stagioni regolari emetteranno i seguenti verdetti:


La griglia dei play out per ognuno dei due gironi di 2ª div. è la seguente:


Anche qui l’identificazione delle sfide colle lettere a), b), e d) segue quanto previsto dalle NOIF; la lettera c) manca perché dedicata alle norme che regolano le prime 2 sfide.
I play out 2013/14 seguono le stesse norme del primo turno degli attuali; pertanto:
  • i turni sono strutturati a eliminazione diretta con gara di andata e ritorno;
  • la squadra colla miglior posizione in classifica in campionato gioca la gara di ritorno in casa;
  • è dichiarata vincente la squadra che nelle due gare ottiene più punti; in caso di parità, prevale quella colla miglior differenza reti; in caso di persistente parità, prevale quella colla miglior classifica in campionato (ovvero quella che ha giocato in casa il ritorno).

Tuttavia l’ultimo punto, interpretando alla lettera le NOIF, non vale per la finale dei play out per un’incredibile svista di chi le ha scritte. Una svista tanto pesante da lasciar incerto l’esito stesso della finale in alcune (e ben facilmente verificabili) ipotesi. Come anticipato, la lettera c) è dedicata a dettare le regole per il passaggio del turno delle sfide a) e b) (le “semifinali play out”), così come per i play off di 1ª div. la lettera e) governava le qualificazioni delle sfide a), b), c) e d) mentre le sfide f), g) ed h) erano “esaustive” (nel senso che al loro interno indicavano sia chi vi prendeva parte sia le norme per dichiarare il vincitore). Ma nei play off ha senso una tale divisione, poiché le prime 4 sfide si giocano in gara unica, contrariamente a tutte le altre; nei play out, tutti strutturati con gare di andata e ritorno, sfugge completamente il senso di distinguere le norme di qualificazione alla finale da quelle che regolano questa. A meno, ovviamente, di supporre che siano diverse. Cosa che non è dato sapere, perché:
  • la lettera d) si limita a indicare chi gioca la finale (le vincenti di a) e b)) e dove è disputata l’andata (nel campo della peggior classificata);
  • la conclusiva lettera e) ribadisce solamente che a retrocedere via play out sono le perdenti delle sfide a), b) e d);

La svista sulla finale è stata da me evidenziata con una telefonata alla FIGC, assieme a quanto altro anticipato nel pezzo sui pasticci della classifica avulsa; la risposta è stata che “naturalmente” (sic) per la finale valgono le medesime norme del turno precedente

I play out 2013/14 subiscono un’inevitabile ristrutturazione nel tabellone, ma tengono salvi i principi che regolano gli attuali di 1ª e 2ª div. (esclusa la finale di questa): in particolare, permane l’assenza di supplementari (e rigori) e colla conseguente prevalenza della posizione in classifica in caso di parità di marcature. Dettaglio che rende ancor più incomprensibile la diversa scelta operata in ambito play off. Assai opinabile, seppur in un certo senso anche qui inevitabile, la scelta del numero di retrocessioni dirette e di quelle via play out: se in 1ª div. si corre il serio rischio che l’eccessivo allargamento delle squadre interessate ai play off (abbinato, si ricorda, al cambio di regole che li governano) renda del tutto superfluo quanto ottenuto in stagione regolare, con conseguente pericolo, che si voleva limitare per l’appunto colle appendici di fine stagione, del proliferare di gare con squadre a vario titolo “disimpegnate” (se poco o nulla vale quanto fatto in stagione regolare, perché impegnarvisi e non puntare tutto sui play off?), qui in 2ª div. detto pericolo potrebbe materializzarsi a causa di squadre a cui la classifica non può dire più nulla. Facile immaginare, infatti, che le prime tre e le ultime tre saranno poco o nulla interessate a impegnarsi in finale di stagione, le prime non potendo più essere sfiorate dal rischio play out e le ultime avendo perso le speranze di raggiungerli. Tuttavia, come anticipato, dovendo decidere ben 9 retrocessioni e 9 salvezze per girone, era arduo arrivare a una soluzione migliore senza cadere nella stessa problematica che colpisce i play off di 1ª div. e/o cambiare completamente l’ottica dei play out; p .es., allargandoli a 8 squadre (dalla settima alla quattordicesima), si sarebbe dovuto riformularli in modo che:
  • vi fossero 3 turni e non più 2;
  • al terzo e ultimo turno sarebbero andate le perdenti (e non più le vincenti) del secondo;
  • sarebbero retrocesse, unitamente alle ultime 4 in classifica, anche le 4 perdenti del primo turno di play out e la perdente del terzo turno.

Vediamo in concreto come funzionano i play out 2013/14 col secondo esempio “internazionale”, applicandoli al campionato tedesco 2011/12, la cui classifica finale ha dato quest’esito:


Le uniche due squadre a pari punti sono Norimberga e Werder, fra l’altro nella “critica” nona posizione: applicando la classifica avulsa di Lega Pro, prevale il Norimberga, che acquisisce così il diritto di giocarsi la permanenza nella serie anche grazie a quattro pareggi (da notare che colle norme tedesche, sarebbe stato il Werder a imporsi). Pertanto: Magonza, Augusta, Amburgo, Hertha, Colonia e Kaiserslautern sono retrocessi direttamente in Serie D; Norimberga, Werder, Hoffenhein e Friburgo giocano i play out, mentre le altre 8 squadre disputeranno (uno dei 3 gironi del)la Lega Pro 2014/15. Tutto sommato, qui le differenze di punti fra le impegnate ai play out sono minime: appena 2 punti separano la nona dalla dodicesima (che a sua volta sopravanza di un punto la tredicesima, la migliore fra le retrocesse direttamente). Il primo turno di play out vede le seguenti 2 sfide:

a) Friburgo-Norimberga 2-2 e 2-1
b) Hoffenheim-Werder 1-2 e 1-1

L’estremo equilibrio di punteggio in classifica si rispecchia nell’andamento delle sfide, entrambe decise per una sola rete di scarto fra le contendenti. Cade subito il Norimberga, nonostante il vantaggio della miglior posizione. La finale è più scoppiettante:

d) Friburgo-Werder 2-2 e 3-5 

anche se alla fine prevale la “favorita” Werder. Fortunatamente non si rientra nei casi in cui la svista normativa fa calare il buio su chi debba essere considerata la vincente della sfida. Alla resa dei conti, Friburgo, Norimberga e Hoffenheim retrocedono e si salva il Werder (10°, seppur a pari merito, come ricordato).

LA LEGA PRO DAL 2014/2015  - Per meglio illustrare quali saranno i criteri di promozione e retrocessione della Lega Pro dal 2014/15, mi avvarrò immediatamente degli esempi internazionali, usando a mo’ dei 3 gironi previsti, i campionati 2011/12 inglese, spagnolo e italiano:


Partendo dal facile, ovvero … dal basso, cioè dalle retrocessioni, nulla varia rispetto a quanto ora previsto (per la 1ª divisione): scendono in Serie D l’ultima (direttamente), la perdente del play out fra quintultima e penultima e la perdente del play out fra la quartultima e la terzultima, per un totale di 3 retrocessioni per girone e 9 complessive. L’uguaglianza coi play out attuali s’estende anche alle regole che stabiliscono la vincitrice, che evito di ricordare per l’ennesima volta. L’esito delle 6 sfide di play out è il seguente:

Inghilterra a) Blackburn Rovers-Aston Villa 1-1 e 1-3
Inghilterra b) Bolton Wanderers-Queen’s Park Rangers 2-1 e 4-0
Spagna a) Gijón-Saragozza 1-2 e 2-2
Spagna b) Villarreal-Granada 3-1 e 0-1
Italia a) Novara-Città di Palermo 2-2 e 0-2
Italia b) Lecce-Genoa 2-2 e 0-0

Da notare come retrocedono in tutt’e tre i casi la penultima e la quartultima, colla sola eccezione del Genoa che si salva grazie a due pareggi (e quindi alla miglior posizione in classifica). 
Cambiando formato ma mantenendo un uguale numero di promozioni in Serie B, quattro, inevitabilmente i play off non potevano mantenere l’attuale formula. Di fatto l’unico punto di contatto rimasto è la promozione diretta in cadetteria della prima classificata di ogni girone, anche se, essendo aumentati d’un’unità i raggruppamenti, ciò comporta che sono 3, e non più 2, le squadre a godere di tale beneficio. Ne consegue che i play off premieranno solo una squadra in totale e non per girone: intuitivamente si capisce che questi coinvolgeranno, come gli attuali play out, formazioni di diversi gironi. 
I play off interessano, come si evince dalle tabelle, 3 squadre per girone: la seconda, la terza e la quarta. O meglio: la peggior quarta ne rimarrà fuori. In termini pratici, si può affermare che le 9 squadre in posizione “utile” sono dapprima ordinate in base alla posizione e, in second’ordine, per i punti conseguiti. In caso di parità di posizione e punti, si applicano i discriminanti previsti per la classifica avulsa, partendo ovviamente dalla lettera d) in poi, escludendo pertanto quelli tarati sui confronti diretti (d’altronde inapplicabili, essendo interessate solo squadre di gironi diversi). La tabella così stilata stabilisce non solo l’unica squadra estromessa dai play out ma anche gli abbinamenti in questi (secondo l’usuale tabellone tipo tennistico).
Tornando al nostro esempio, dove fortunatamente ci si può fermare ai punti totali conseguiti in campionato, “la tabella dei play off” è la seguente:


La colonna CL indica la posizione in classifica nel rispettivo girone, la colonna PU i punti conseguiti e quella PO la sfida del primo turno di play off. Delle 9 squadre giunte dal secondo al quarto posto nei 3 campionati, pertanto, è la spagnola Malága a essere esclusa dai play off, quale quarta col minor numero di punti intascati. Da ricordare che il primo discriminante è la posizione in campionato, e non i punti conquistati: ragion per cui il Tottenham nella tabella è al 7° posto, pur avendo ottenuto più punti di Udinese (5ª) e Valencia (6ª), ma essendosi piazzato al 4° posto rispetto alle due suddette, giunte entrambe terze. 
Come le regole che stabiliscono le vincenti delle sfide dei play out 2014/15 ripercorrono tali e quali quelle dei play out 2012/13 (di 1ª div.), così quelle dei play off 2014/15 sono le medesime dei play off 2013/14, quindi spazio a tempi supplementari ed eventuali rigori
Per l’esito dei play off mi sono avvalso dei risultati più recenti usciti nelle competizioni europee ovvero di quelli della “stagione regolare”; in mancanza totale di precedenti continentali, avvalendomi della simulazione di FIFA (sempre “lasciando giocare il pc”). Il primo turno ha dato questi risultati:

a) Barcellona-Lazio 4-0
b) Manchester United-Tottenham Hotspur 3-0
c) Milan-Valencia 0-0 dts (5-3 rig.)
d) Arsenal-Udinese 1-0

Il primo turno si gioca a gara unica, in casa della meglio piazzata nella tabella dei play off. Pertanto in caso di parità al 90’, via libera ai supplementari e agli eventuali rigori: ciò anche nel caso si verificassero dei “derby”, ovvero sfide fra squadre provenienti dal medesimo girone (come la b) del nostro esempio tutta inglese), non essendo prevista alcuna preclusione per evitarle almeno nel primo turno.
Dal secondo turno in poi le sfide tornano a essere con gare di andata e ritorno; il tabellone prevede la sfida f) fra le vincenti le sfide a) e d) e la sfida g) fra le vincenti le sfide c) e d). Come di “consueto”, la lettera e) salta essendo dedicata alle regole che stabiliscono le vincitrici delle 4 sfide del primo turno. Già dal secondo turno, però, si deve far fronte all’ennesima svista di chi ha scritto le norme, dov’è previsto che l’andata sia giocata in casa della squadra col peggior piazzamento in campionato. Tuttavia una rapida occhiata al tabellone fa capire che mentre la sfida f) inevitabilmente coinvolge squadre che hanno avuto diversi piazzamenti, al contrario nella sfida g) possono tranquillamente scontrarsi due formazioni giunte seconde, come fra l’altro accade nel nostro esempio con Manchester United e Milan. Ritengo che a prevalere sia, a questo punto, il miglior piazzamento nella tabella dei play off che, giova ricordarlo, è solamente una mia semplificazione di quanto dettato dalle NOIF. 
Prendendo per buono e valido quanto da me ipotizzato, il secondo turno si conclude così:

f) Arsenal-Barcellona 2-1 e 1-3
g) Milan-Manchester United 2-3 e 0-4

La finale, sfida h), vede contrapposte le due migliori seconde, quindi tutto sommato è quella “equa”, riproponendosi la medesima svista del secondo turno per chi debba giocare in casa l’andata. Anche qui le NOIF stabiliscono debba essere la squadra colla peggiore classifica in campionato, ma qui la svista è ancora più clamorosa, giacché in finale potrebbero qualificarsi due formazioni giunte entrambe seconde (come nell’esempio) o terze o quarte. Rifacendomi a quanto ipotizzato nel secondo turno, la finale si conclude così:

h) Manchester United-Barcellona 1-0 e 0-0.

La quarta promossa è quindi una seconda squadra inglese, giunta seconda nel suo campionato: in un certo senso si premia non il vicecampione che ha fatto più punti, ma quello che ha subito il minor distacco dalla prima classificata. Nel caso specifico, il Manchester United era giunto a pari punti coi concittadini del City, che hanno prevalso qui per l’esito dei confronti diretti (due vittorie) e nella realtà per la differenza reti complessiva.


Rado il Figo