sabato, marzo 02, 2013

Udinese 2012/2013: analisi della stagione. Di Natale-Muriel, convivenza difficile

La stagione dell'Udinese è stata fin qui negativa. Inevitabile quando nel giro di due stagioni perdi giocatori del calibro di Handanovic, Zapata, Isla, Asamoah, Inler e Sanchez, sostituendoli con alcuni giovanotti di belle (?) speranze. 

RISULTATI NEGATIVI - I risultati della stagione 2012/2013 sono sotto gli occhi di tutti: eliminazione dalla Champions League nel preliminare contro lo Sporting Braga, squadra ben organizzata ma non straordinaria (ultima nel girone di Champions); eliminazione con un turno d'anticipo e ultimo posto nel girone di Europa League con un bilancio di 1 vittoria 1 pareggio e 4 sconfitte; eliminazione agli ottavi di finale (primo turno disputato) di Coppa Italia in casa contro la Fiorentina; meno 9 punti rispetto alla passata stagione in campionato (peggior differenziale dopo quello del Palermo, ultimo in classifica).

SCELTE SOCIETARIE - Non ritorno sulle discutibili scelte societarie della scorsa estate. Penso sia evidente che dinanzi al Preliminare di Champions - momento decisivo della stagione - la solita strategia della famiglia Pozzo (vendo uno o più gioielli->plusvalenza/e->reinvesto sul mercato una minima percentuale di quei soldi per acquistare giovani da valorizzare) andava parzialmente modificata, non stravolta. Sarebbe bastato acquistare un paio di giocatori già formati (non a fine carriera, stile Candela 2005/2006), magari con esperienza a livello internazionale, per superare la sfida con il Braga e rendere la stagione positiva - da tutti i punti di vista - con la partecipazione ai gironi di Champions. Un esempio? Si è puntato su Maicosuel, brasiliano con una precedente, pessima esperienza in Bundesliga, quando a giugno, nel periodo delle comproprietà, si poteva acquistare a cifre ragionevoli un giocatore come Diamanti, perfetto nel ruolo di numero 10 alle spalle di Di Natale. Il rigore fallito da Maicosuel nel preliminare è una delle conseguenze di quella scelta di mercato.

DI NATALE-MURIEL - Lo scorso anno, dopo la partenza di Sanchez, Guidolin puntò tutto sul 3-5-1-1 che aveva regalato un fantastico quarto posto nella stagione 2010/2011. Grazie ad un'estrema solidità difensiva, a un centrocampo di buona qualità e alla classe di Di Natale, l'Udinese 2011/2012 riuscì ad ottenere un sorprendente terzo posto. Il tutto nonostante la mancata sostituzione di Sanchez. In quel ruolo, infatti, Guidolin alternò 6-7 giocatori senza mai trovare un vero titolare.
Logicamente anche in questa stagione il tecnico di Castelfranco ha confermato il modulo che gli ha dato ampie garanzie e ottimi risultati. Il problema del numero 10 si è però riproposto, anzi, probabilmente si è acuito. Con il ritorno in Friuli di Luis Muriel, infatti, Guidolin ha dovuto fare i conti con la presenza di due ottimi attaccanti centrali. Nella prima parte di stagione la cosa poteva essere gestita comodamente, considerando i diversi impegni tra campionato e coppe e l'età di capitan Di Natale. In realtà non c'è stato nemmeno bisogno di alternare i due causa infortunio del colombiano.
Quando l'ex giocatore del Lecce è tornato disponibile, la squadra bianconera era stata eliminata da tutte le competizioni e il turn-over non era più un esigenza/soluzione. A quel punto Guidolin ha dovuto operare una scelta: cambiare modulo per mettere nelle migliori condizioni possibili Di Natale e Muriel o adattare il colombiano in una posizione nuova, alle spalle del bomber napoletano? Guidolin, fedele alle sue idee che prevedono l'utilizzo di uno o più trequartisti alle spalle di un attaccante centrale, ha preferito la seconda opzione. Nelle prime partite disputate con Muriel alle spalle di Di Natale, l'Udinese ha ottenuto dei buoni risultati e i due hanno segnato diversi gol. Tuttavia, ad una lettura più attenta, quei risultati (Inter, Fiorentina, Siena) erano stati più frutto di episodi che di una vera crescita di squadra. Non solo. I gol realizzati da Di Natale e Muriel non erano il risultato di una particolare intesa tra i due, ma d giocate estemporanee o iniziative personali. Di Natale è diventato con gli anni un finalizzatore puro, che partecipa poco al gioco di squadra. Muriel, per caratteristiche e movenze, fatte le debite proporzioni, ricorda il primo Ronaldo (Nazario da Lima), vale a dire un numero 9 tecnico, veloce, che dà il meglio di sé quando punta frontalmente la linea difensiva avversaria. Insomma, come anticipato lo scorso anno, due grandi giocatori che, tuttavia, devono affinare un'intesa non così immediata. Soprattutto se, come avvenuto fin qui, Muriel è costretto a snaturarsi completamente per agire da numero 10 con, per di più, mansioni difensive. E' come se un Milito o un Fernando Torres - sempre fatte le debite proporzioni - fossero costretti dai loro allenatori a giocare da trequartisti. Impensabile e improponibile.
Soluzioni? L'ideale sarebbe un cambio di modulo con le due stelle bianconere messe in condizione di giocare nella loro posizione naturale. Tuttavia, considerando la poca elasticità di Guidolin, occorre pensare a qualcos'altro. Tre ipotesi. Muriel continua ad agire da numero 10 con inevitabili prestazioni inferiori alle attese. Muriel parte dalla panchina ed entra a partita in corso per sostituire Di Natale o per affiancarlo nei casi di necessità. Muriel parte titolare, gioca nel suo ruolo di prima punta con Di Natale che inizia dalla panchina e, alla Altafini, subentra negli ultimi 30 minuti. Sarà impopolare e di difficile applicazione, ma personalmente preferisco quest'ultima opzione. Questo per due motivi: l'Udinese, al di là di quello che scrivono i giornali locali, non ha più niente da dire in questo campionato e Muriel rappresenta il futuro del club friulano. Giusto quindi iniziare a pensare all'erede di Totò Di Natale (36 anni a ottobre).