martedì, gennaio 22, 2013

Ranking UEFA per Club - Come funziona (di Rado il Figo)

Dopo averci illustrato il Ranking FIFA,il Ranking UEFA per nazionali e le prospettive del Ranking UEFA per club, Rado ci spiega da par suo il funzionamento del Ranking UEFA per Club. Dopo un breve accenno storico, Rado entra nei meandri di questo ranking che, molto spesso, viene citato a sproposito o con scarsa cognizione di causa da molti media nostrani. Una guida fondamentale per chi desidera capirne il reale funzionamento e per sfatare il luogo comune secondo cui "CHL ed EL hanno lo stesso peso ai fini del calcolo del ranking UEFA"...

PREMESSE - Negli ultimi anni se n’è parlato sempre di più, complice il declassamento dell’Italia fino all’attuale 4° posto, colla conseguente perdita di una rappresentante in Champions League (CL), ma, come triste abitudine, all’aumento d’interesse non ha corrisposto un’informazione adeguata, abbandonata a pochi accenni superficiali, spesso errati perché non sorretti da una corretta conoscenza dei suoi meccanismi. 
Il presente scritto ha lo scopo di chiarire le idee sul ranking UEFA per club, illustrandone con esempi tutti i suoi aspetti, dal suo calcolo al suo uso: per esigenze di spazio, eviterò una trattazione storica del suo sviluppo, per quanto interessante, soffermandomi esclusivamente sull’esposizione di quanto utile per la corrente stagione 2012/13.
Il ranking UEFA ebbe la prima applicazione pratica nel 1980/81 coll’unico scopo di determinare il numero di partecipanti alla Coppa UEFA (UE) di ogni federazione, legandolo ai risultati conseguiti dai club di appartenenza nelle coppe europee. Nel corso del tempo, il suo uso è stato allargato tanto da determinare il numero d’iscrizioni anche alla CL (e alla Coppa Intertoto) e, combinato col piazzamento nei tornei nazionali, il turno di partenza nelle competizioni europee.
Cos’è esattamente il ranking UEFA? Una prima sommaria descrizione lo può definire come la classifica delle federazioni UEFA basata sulla somma dei punti medi per squadra di 5 stagioni consecutive di coppe europee per club; p.es.: il ranking 2006/11 si basa sulla somma dei punti medi delle stagioni 2006/07, 2007/08, 2008/09, 2009/10 e 2010/11.
Nella realtà le cose non sono così semplici, per una serie di “correttivi” che allontana l’indice numerico effettivamente usato, chiamato “coefficiente di federazione” (cf), dalla mera somma dei punti medi. Il concetto di partenza è la “prestazione individuale stagionale” (pis), a causa della quale la spiegazione del ranking dev’essere spezzata in due tronconi temporali: il primo che copre le stagioni dal 2006/07 al 2008/09; il secondo dalla stagione 2009/10 in poi; ovvero, fino alla UE e dall’Europa League (EL) in avanti. Infatti, dal 2009/10 l’UEFA ha cambiato le procedure di determinazione della pis ma senza prevedere un aggiornamento secondo i nuovi parametri per le stagioni precedenti; pertanto le pis delle stagioni fino al 2008/09 sono rimaste ancorate al valore determinato all’epoca del loro calcolo. 

IL RANKING UEFA FINO AL 2008/2009 - La pis è, in prima analisi, il numero di punti conquistato da ogni club in una stagione delle coppe europee; tuttavia essa si differenzia da questo elementare dato per l’applicazione di correttivi che tengono conto di vari fattori, come i turni giocati, cercando di livellare il (diverso) punto di partenza nelle competizioni e di premiare chi ha fatto più strada nei tornei.
Il calcolo della pis segue questi punti:

sono considerati esclusivamente i risultati ottenuti in CL e UE, nulla valendo quanto fatto nella Super Coppa UEFA, nel Mondiale FIFA per Club e nella Coppa Intertoto (finché c’è stata). Pertanto le squadre che abbiano partecipato esclusivamente a queste ultime tre competizioni è come non avessero preso parte del tutto alla stagione europea;

come ulteriore restrizione, valgono solo i risultati ottenuti dalla fase a gruppi in poi di CL, e dal primo turno in avanti in UE. Pertanto le squadre eliminate nei primi 2 turni di qualificazione di CL e UE hanno una pis pari a 0; tuttavia i risultati conseguiti nei turni di qualificazione saranno recuperati parzialmente nel calcolo del cf;

sono in tutt’i casi escluse le partite di spareggio, ancora previste in remote ipotesi (ma mai giocate nelle stagioni in esame);

ogni vittoria è compensata con 2 punti (e non 3), ogni pareggio con 1 punto mentre le sconfitte non assegnano punti. A tale fine, il risultato da prendere in considerazione è quello conseguito al 90’ ovvero al 120’ se disputati i supplementari, mentre nulla vale l’esito degli eventuali tiri di rigore;

le partite devono essere effettivamente giocate o quantomeno decise a tavolino. Se, p.es., una squadra superasse i sedicesimi di finale di UE per rinuncia dell’avversaria a disputare entrambe le gare, non le sono quindi assegnate due vittorie a tavolino, e conseguenti 4 punti;

sono previsti dei punti di bonus in ragione di un punto per ogni turno giocato dagli ottavi in poi in CL e dai quarti in avanti in UE; ulteriori 3 punti di bonus sono assegnati ad ognuna delle 32 squadre che partecipano alla fase a gruppi di CL.

Alcuni punti meritano degli approfondimenti. Partendo dall’ultimo, si può applicare più semplicemente la seguente tabella per quantificare i punti di bonus spettanti in base al turno di eliminazione in CL e UE:


Il bonus per la finale è assegnato a prescindere dall’esito della stessa: in CL, sia che si vinca sia che si perda la gara per il titolo, ci si vede comunque assegnare 7 punti aggiuntivi. In effetti, detta assegnazione segue le stesse regole dei bonus riconosciuti per la disputa di tutti gli altri turni dove sono previsti; p.es., i 3 per la partecipazione ai gironi di CL sono attribuiti anche se non ci si qualifica agli ottavi di finale (o non si è ripescati in UE).
Le squadre ripescate dalla CL in UE cumulano i risultati ottenuti in entrambe le competizioni, anche a livello di bonus. P.es.: un club giunto terzo nel girone di CL, ripescato così nella UE dove giunge in finale, ottiene 6 punti di bonus (i 3 per l’eliminazione in CL e i 3 per la finale di UE) da aggiungere a quelli conseguenti ai risultati conseguiti nelle 6 gare del gi-rone di CL e nelle 9 di UE (dai sedicesimi in avanti).
Anche per il ranking UEFA per club si rinnova l’annoso problema dei tempi supplementari considerati a tutti gli effetti un prolungamento di quelli regolamentari, con effetti distorsivi. Si pensi alla squadra Alfa che nei sedicesimi di UE perda l’andata contro Beta per 5-0, salvo poi vincere il ritorno 1-0; in tal caso, Alfa intasca 2 punti per la sua pis. Delta, invece, perde 1-0 l’andata contro Gamma ma nel ritorno ottiene al 90’ una vittoria per 1-0; durante i tempi supplementari Gamma ribalta completamente il risultato, imponendosi al 120’ per 2-1. Delta alla fine non intasca alcun punto per la sua pis avendo rimediato 2 sconfitte: un esito che stride in rapporto all’evidente migliore prestazione rispetto a quella di Alfa, anche a livello “aggregato” (Alfa ha perso “complessivamente” 5-1, Delta solo 3-1).
La pis massima ottenibile (vincendo tutte le gare a prescindere dal turno di partenza) nelle due competizioni è sempre di 33 punti, nonostante la diversa struttura di formula e bonus in CL e UE. Infatti, in CL vi sono 3 turni di qualificazione, come visto ininfluenti a tale fine, fase a gruppi (6 gare), ottavi (2) ,quarti (2), semifinali (2) e finale (1), per un totale di 13 vittorie massime per 26 punti cui sommare i 7 di bonus. Viceversa, in UE vi sono 2 turni di qualificazione, anch’essi ininfluenti, primo turno (2), fase a gruppi (4), sedicesimi (2), ottavi (2) ,quarti (2), semifinali (2) e finale (1), per un totale di 15 vittorie massime per 30 punti cui sommare i 3 di bonus.
La pis massima ottenibile dalla vittoria in UE da una ripescata dalla CL varia in base al turno di ripescaggio. Infatti, si può passare dalla CL alla UE come eliminata o al terzo turno di qualificazione o alla fase a gruppi come terza del proprio girone. Nella prima ipotesi, la pis massima è sempre di 33 punti, giacché si parte dal primo turno di UE; nel secondo scende a 32: il massimo punteggio di una terza nei gironi di CL è di 8 punti (4 vittorie e 2 sconfitte) mentre in UE si giocano solo 9 le gare dai sedicesimi in avanti, e ai 26 punti delle 13 vittorie ottenute si sommano poi i 6 punti di bonus come sopra anticipato.
Se in alto la parità di trattamento è garantita (o quasi), in basso non è così. La pis minima ottenibile da una partecipazione stagionale alle coppe è 0, come ricordato assegnata alle eliminate nei primi 2 turni di qualificazione di CL e UE. Ma uguale pis nulla è attribuita anche a chi è eliminato nel primo turno di UE con 2 sconfitte, anche se lì giunto via turni di qualificazione. In CL, invece, anche se si dovessero collezionare solo partite perse nel girone (di fatto, il primo turno della competizione) la pis è di 3 punti, pari a quelli del bonus. Stranamente l’UEFA non ha mai pensato di attribuire un punto di bonus anche a chi partecipa al primo turno di UE, quanto meno per differenziarne chi vi è eliminato da chi s’è fermato ai turni di qualificazione.
Spiegata la pis, vediamo ora come si arriva da questa al cf. Il passaggio successivo è il calcolo del “coefficiente di fede-razione stagionale” (cfs), definibile anch’esso in prima analisi come la media punti per club stagionale: alla fine, il cf è null’altro che la somma dei cfs di 5 stagioni consecutive. Anche il cf non è la semplice pis media per club, discostandosene per recuperare in qualche modo i risultati conseguiti nei turni di qualificazione. Il calcolo del cf, infatti, adotta la seguente procedura:

si sommano le pis di tutte le squadre di una stessa federazione che abbiano preso parte alla CL e/o alla UE;
a quanto sopra ottenuto si somma 1 punto per ogni vittoria ottenuta da detti club nei turni di qualificazione e 0,5 per ogni pareggio (le sconfitte non assegnano punti);
si divide il tutto per il numero di squadre, con troncamento al terzo decimale, ottenendo il cfs.

Come esempio chiarificatore, calcoliamo il cfs 2008/09 dell’Italia che partecipa alle coppe europee con 8 squadre, colle seguenti pis (in ordine decrescente):

15 punti per l’Udinese, eliminata nei quarti di UE, dopo 12 gare, con 6 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte, che hanno fruttato 14 punti cui sommare 1 di bonus;
14 punti per la Roma, eliminata negli ottavi di CL, dopo 8 gare, con 5 vittorie, 0 pareggi e 3 sconfitte, che hanno fruttato 10 punti cui sommare 4 di bonus;
14 punti per la Juventus, eliminata negli ottavi di CL, dopo 10 gare con 4 vittorie, 5 pareggi e 1 sconfitta, da cui sottrarre le 2 gare con 1 vittoria e 1 pareggio nei preliminari, che hanno fruttato 10 punti cui sommare 4 di bonus;
12 punti per il Milan, eliminato nei sedicesimi di UE, dopo 8 gare, con 4 vittorie, 4 pareggi e 0 sconfitte, che hanno fruttato 12 punti;
11 punti per l’Inter, eliminata negli ottavi di CL, dopo 8 gare, con 2 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte, che hanno fruttato 7 punti cui sommare 4 di bonus;
9 punti per la Fiorentina, eliminata nei sedicesimi di UE, dove partecipava quale ripescata dai gironi di CL, dopo 10 gare con 2 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte, da cui sottrarre le 2 gare con 1 vittoria e 1 pareggio nei pre-liminari, che hanno fruttato 6 punti cui sommare 3 di bonus;
9 punti per la Sampdoria, eliminata nei sedicesimi di UE, dopo 8 gare, con 4 vittorie, 1 pareggio e 3 sconfitte, che hanno fruttato 9 punti;
2 punti per il Napoli, eliminato nel primo turno di UE dove partecipava quale vincitore dell’ultimo turno della Coppa Intertoto, dopo 4 gare, con 3 vittorie, 0 pareggi e 1 sconfitta, da cui sottrarre le 2 gare con 2 vittorie nei preliminari, che hanno fruttato 2 punti.
per un totale di 86 punti (=15+14+14+12+11+9+9+2). Come visto, Juventus, Fiorentina e Napoli hanno disputato i preliminari per 6 partite, con 4 vittorie e 2 pareggi, che aumentano la somma delle pis di ulteriori 5 punti, ottenendo la somma complessiva di 91 punti che, divisa per 8, porta a un cfs 2008/09 di 11,375. Procedendo analogamente per 5 stagioni consecutive, si ottiene quindi il cf (propriamente detto) utile ai fini del ranking UEFA.

In caso di parità di cf, la posizione nel ranking è stabilita dal cfs più recente. P.es., avendo due federazioni uguale cf 2007/12, sarà preferita quello col cfs 2011/12 maggiore; in caso di ulteriore parità, si farà riferimento al cfs 2010/11 e così via a scalare fino al cfs 2007/08. L’UEFA si riserva il diritto sia di dirimere i casi di assoluta parità, sia di deviare da tale procedimento in caso d’opportunità, come accaduto per il ranking 2003/08 per evitare situazioni paradossali nella compilazione del tabellone di EL (un’applicazione corretta del procedimento avrebbe portato la miglior rappresentante montenegrina a dover partire da un turno peggiore rispetto alla seconda e alla terza).
Anche nel cf vi sono dei punti da approfondire. Come visto, il cfs prevede un arrotondamento sempre per difetto al mil-lesimo inferiore, il che porta a volte a posizioni nel ranking diverse di fronte a cf “matematicamente” uguali. P.es., nel ranking 2007/12, il Kazakistan è al 40° posto e l’Islanda al 41°, tuttavia, dando un’occhiata ai singoli cf come evidenziato da questa tabella:


si nota che pur avendo entrambe un cf “matematico” di cinque virgola tre periodico, a fare la differenza è l’aver subito il Kazakistan l’arrotondamento per difetto nel solo cfs 2008/09, al contrario dell’Islanda che ha dovuto patirlo anche nel 2007/08.
Come detto, il cf è la somma dei cfs di 5 stagioni consecutive; tuttavia non sono previsti correttivi se una federazione non ha partecipato alle coppe europee in una o più stagioni comprese in detto arco temporale. P.es.: nel ranking 2003/08, il Montenegro partecipa con un cf 2003/08 che corrisponde al solo cfs 2007/08, non avendo preso parte ai tornei per club nelle prime 4 stagioni di riferimento (anche perché ancora politicamente unito alla Serbia fino al 2006).

IL RANKING UEFA DAL 2009/2010 - Dal 2009/10 la UE va in soffitta sostituita dall’EL mentre è abrogata la Coppa Intertoto (la cui ultima edizione è quindi quella 2008). CL e EL hanno una formula praticamente identica (l’EL conosce solo un turno in più, i sedicesimi di finale), nonostante il diversissimo numero di partecipanti (la CL ha poco meno di 1/3 di quelle totali di EL), ma ai fini del ranking UEFA le due competizioni iniziano a pesare diversamente in modo sempre più pronunciato (checché si senta dire in giro). Ciò è dovuto a una riformulazione dei bonus in CL e della pis per le squadre eliminate nei preliminari
Il calcolo della pis ha conosciuto queste differenze, rispetto al sistema previgente:

valgono solo i risultati ottenuti dalla fase a gruppi in poi sia di CL (come prima) sia di EL;
le squadre eliminate nei preliminari hanno una pis prefissata in base al turno di eliminazione; 
analogamente al punto precedente, anche alcune delle eliminate nella fase a gruppi di EL godranno di una pis fissa;
i punti di bonus sono in ragione di un punto per ogni turno giocato dagli ottavi in poi in CL e dai quarti in avanti in EL; ulteriori 4 punti di bonus sono assegnati ad ognuna delle 32 squadre che partecipano alla fase a gruppi di CL e ulteriori 4 per ognuna delle 16 che partecipano agli ottavi di CL.

Alcuni punti meritano degli approfondimenti. Partendo dall’ultimo, la seguente tabella quantifica i punti di bonus ora spettanti in base al turno di eliminazione in CL e EL:


La diversità di trattamento è evidente, e influenza notevolmente la pis massima (vincendo tutte le gare a prescindere dal turno di partenza) ottenibile in CL e EL, che, come s’è visto, era precedentemente sempre pari a 33 punti (o al peggio a 32). Infatti, in CL dalla fase a gruppi alla finale, si possono totalizzare sempre 13 vittorie massime per 26 punti cui si sommano i 12 (e non più 7) di bonus, per complessivi 38 punti. Viceversa, in EL, pur con 2 partite in più dai gironi alla finale (per effetto dei sedicesimi solo lì previsti), la pis massima è di soli 33 punti (ai 30 delle 15 vittorie si sommano solo 3 di bonus), ottenibile anche da una ripescata, dai preliminari o dai gironi, di CL.
L’introduzione delle pis “fisse” evita l’inconveniente di valutare allo stesso modo tutte le eliminate nei preliminari (anche al loro interno) con chi avesse perso le due gare del primo turno di UE (venendo lì eliminato). La tabella per turno di eliminazione è la seguente:


Con questo sistema una squadra che giunga alla fase a gruppi di CL o di EL sicuramente avrà una pis maggiore di chi è stato eliminato nei preliminari. I “buchi” presenti nella tabella nelle ultime 3 righe di CL sono presto spiegati: per la fase a gruppi è già presente il bonus di 4 punti, garantito per la mera partecipazione anche a fronte di 6 sconfitte su 6. Le assenze per il terzo turno di qualificazione e gli spareggi sono motivate dal fatto che le squadre lì eliminate sono ripescate in EL (rispettivamente agli spareggi e alla fase a gruppi) e pertanto la loro pis dipenderà dai risultati lì conseguiti.
Più dettagliata (e foriera di complicazioni) la pis fissa di 2 punti, assegnata non a tutte le eliminate nei gironi di EL (dove potrebbero anche raccogliere fino a 4 vittorie, con una pis di 8 punti) ma solo a quelle che lì totalizzano al massimo 1 punto (quindi 6 sconfitte o 1 pareggio e 5 sconfitte), e quindi con una pis di 0 o 1, in tal modo evitando che le eliminate negli spareggi ne abbiano una maggiore (pari a 1,5).
La presenza delle pis “fisse” comporta una complicazione nella spiegazione del calcolo del cfs, anche se, al netto dei bonus, è facile constare che non cambia nulla nella pratica. Infatti, nella somma delle pis (il primo passo nel calcolo) bisogna “azzerare” quelle fisse (com’era precedentemente, insomma), coll’unica eccezione (eventuale) della pis fissa di 2 punti assegnata, che pesa per l’esatto numero di punti conseguiti nel girone di EL (quindi o 1 o sempre 0). Per il resto si procede esattamente come fino al 2008/09.

Come esempio chiarificatore, calcoliamo il cfs 2009/10 dell’Italia, che partecipa alle coppe europee con 7 squadre, colle seguenti pis (in ordine decrescente):

31 punti per l’Inter, vincitrice della CL, dopo 13 gare, con 8 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte, che hanno fruttato 19 punti cui sommare 12 di bonus;
21 punti per la Fiorentina, eliminata negli ottavi di CL, dopo 10 gare con 6 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte, da cui sottrarre le 2 gare con 2 pareggi nei preliminari, che hanno fruttato 12 punti cui sommare 9 di bonus;
16 punti per il Milan, eliminata negli ottavi di CL, dopo 8 gare, con 2 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte, che hanno fruttato 7 punti cui sommare 9 di bonus;
15 punti per la Juventus, eliminata negli ottavi di EL, dove partecipava quale ripescata dai gironi di CL, dopo 10 gare con 4 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte, che hanno fruttato 11 punti cui sommare 4 di bonus;
9 punti per la Roma, eliminata nei sedicesimi di EL, dopo 12 gare, con 7 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte, da cui sottrarre le 4 gare con 3 vittorie e 1 pareggio nei preliminari, che hanno fruttato 9 punti;
5 punti per il Genoa, eliminata nei gironi di EL, dopo 8 gare, con 3 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte, da cui sot-trarre le 2 gare con 1 vittoria e 1 pareggio nei preliminari, che hanno fruttato 5 punti;
4 punti per la Lazio, eliminata nei gironi di EL, dopo 8 gare, con 3 vittorie, 0 pareggi e 5 sconfitte, da cui sottrarre le 2 gare con 1 vittoria e 1 sconfitta nei preliminari, che hanno fruttato 4 punti;
per un totale di 101 punti (=31+21+16+15+9+5+4). Come visto, Fiorentina, Roma, Genoa e Lazio hanno disputato i pre-liminari per 10 partite, con 5 vittorie, 4 pareggi e 1 sconfitta, che aumentano la somma delle pis di ulteriori 7 punti, ot-tenendo la somma complessiva di 108 punti che, divisa per 7, porta a un cfs 2009/10 di 15,428.
Come anticipato, nonostante le modifiche apportate, l’UEFA non ha previsto alcun ricalcolo delle pis; p.es., una squadra eliminata negli ottavi di CL nel 2008/09 continuerà a vedersi attribuire nella pis un bonus di soli 4 punti e non di 9, nonostante l’uguale traguardo raggiunto. Stesso trattamento anche per le eliminate nei preliminari fino al 2008/09, che continuano ad avere una pis nulla, e per ogni altra situazione. 
Le differenze fra il “prima” e il “dopo” si possono facilmente cogliere ricalcolando il cfs italiano del 2008/09 colle nuove norme e quello del 2009/10 colle vecchie. Saltando i passaggi inutili, nel 2008/09 si sarebbero avute le seguenti pis:
15 punti per l’Udinese;
19 punti per la Roma (invece di 14);
19 punti per la Juventus (invece di 14);
12 punti per il Milan;
16 punti per l’Inter (invece di 11);
10 punti per la Fiorentina (invece di 9);
9 punti per la Sampdoria;
2 punti per il Napoli;
per un totale di 102 punti (=15+19+19+12+16+10+9+2), cui sommare ulteriori 5 punti per i risultati dei preliminari, ot-tenendo la somma complessiva di 107 punti che, divisa per 8, porta a un “nuovo” cfs 2008/09 di 13,375 (invece di 11,375). Nel 2009/10 si sarebbero invece avute le seguenti pis:

26 punti per l’Inter (invece di 31);
16 punti per la Fiorentina (invece di 21);
11 punti per il Milan (invece di 16);
14 punti per la Juventus (invece di 15);
9 punti per la Roma;
5 punti per il Genoa;
4 punti per la Lazio;
per un totale di 85 punti (=26+16+11+14+9+5+4), cui sommare ulteriori 7 punti per i risultati dei preliminari, ottenendo la somma complessiva di 92 punti che, divisa per 7, porta a un cfs 2009/10 di 13,142 (invece di 15,428). Appare evidente che le differenze si riscontrino esclusivamente nelle pis di chi ha partecipato alla CL e sono tanto più marcate quanto più strada vi si è percorsa. P.es.: l’Inter finalista nel 2009/10 ha ben 5 punti in più rispetto al bonus previsto fino alla stagione precedente per analogo traguardo

L'USO DEL RANKING UEFA - Nella stagione 2012/13, il piazzamento nel ranking UEFA 2006/11 si stabilisce sia il numero di iscritte, totali e per coppa, di ogni federazione sia, combinato col piazzamento nei tornei nazionali, il turno di partenza di ogni partecipante.
La seguente tabella indica il numero di partecipanti, totali, nella CL e nell’EL:

Partecipanti Coppe Europee - Ranking UEFA
Una precisazione: la tabella, così come la successiva, è costruita ipotizzando che il Liechtenstein occupi una posizione dal 33° al 47° posto, condizione essenziale per far “combaciare” il tutto, considerando che detta federazione può iscrivere, non disputandosi il campionato nazionale, esclusivamente 1 squadra (la vincitrice della coppa in EL).
La distribuzione delle iscritte, per un retaggio che si trascina dalla stagione 1999/2000 (quando fu introdotta la CL a 8 gironi iniziali e abolita la Coppa delle Coppe), avviene prima quantificando le iscritte totali e poi determinando quelle per la CL; conseguentemente le partecipanti in EL sono decise per “differenza”. Per tale motivo, mentre nel numero di partecipanti totali e in CL si ha una costante “armonia” (chi ha un piazzamento migliore ha un numero maggiore o al peggio uguale di partecipanti rispetto a chi ha un piazzamento peggiore), in EL si ha una discrepanza rispetto all’uniformità di 3 iscritte per ognuna (eccetto per le ultime 2 federazioni), col risultato paradossale che chi è al 9° posto ha, p.es., una squadra in più rispetto alla capoclassifica (ma quando era ancora UE, le discrepanze erano maggiori).
Il ranking combinato col titolo sportivo acquisito nei tornei nazionali individua il turno di partenza nelle due coppe, secondo la seguente tabella:


I tabelloni reali delle due coppe, tuttavia, possono differire, come sempre avviene, per vari fattori, come la presenza di detentori con titolo sportivo nazionale già sufficiente a partecipare alla coppa europea vinta o per chi tra campionato e coppa nazionale accumuli più titoli per partecipare alla CL e/o all’EL (basti pensare alle posizioni delle due finaliste di coppa nazionale unite ai piazzamenti in campionato). Senza dimenticare le federazioni che fanno valere anche la vittoria in coppa di lega quale titolo per partecipare all’EL.

Potrebbe a prima vista apparire strano che per decidere le partecipanti alle coppe 2012/13 sia il ranking del quinquennio 2006/11, ma tale scelta è dettata da criteri d’opportunità. Infatti, si fosse scelto il periodo successivo 2007/12, apparentemente più logico, si avrebbe come conseguenza di dover cominciare i tornei nazionali 2011/12 senza conoscere fin dal principio il proprio (eventuale) destino europeo. Spero sia rimasto nel ricordo collettivo che l’affermazione dell’Inter nella CL 2009/10 era necessaria (ma non sufficiente: i nerazzurri dovevano imporsi in finale senza ricorrere ai rigori) per far conservare all’Italia il 3° posto nel ranking 2005/10. Ora immaginate se da questo fossero dipese le partecipanti italiane alle coppe 2010/11: fino all’ultimo (ovvero, finché non fosse finita la finale di CL), il Milan (3° in campionato) non avrebbe saputo se doveva cominciare la CL dai gironi o dagli spareggi; la Sampdoria (4ª) se doveva cominciare dagli spareggi di CL o da quelli di EL; addirittura la Juventus (7ª) se disputare l’EL o rimanere a casa. Tuttavia questa soluzione sposta il disagio su quelle poche federazioni colla stagione articolata per anno solare (che, p.es., partecipano alle coppe 2012/13 per i risultati della stagione 2011), il cui numero assai ristretto la fa tranquillamente definire quale il minor dei sacrifici inevitabili.

Termino ricordando che nella stagione 2012/13 si usa anche (parzialmente) il cf 2007/12: esso rileva solo ai fini del calcolo del coefficiente di club (cc), l’indice che classifica le squadre partecipanti ai turni di qualificazione, agli spareggi e alle fasi a gironi ai fini del sorteggio. Il cc è, infatti, la somma della pi 2007/12 (a sua volta la somma delle pis dalla 2007/08 alla 2011/12) e del 20% del cf (sempre arrotondato al millesimo inferiore) di uguale periodo. P.es.: l’Inter ha un cc per il 2012/13 di 104,996, somma delle pis 2007/08 (14), 2008/09 (11), 2009/10 (31), 2010/11 (19) e 2010/11 (18) e del 20% del cf 2007/12 italiano (11,996 = 59,981 X 20%). Contrariamente alla scelta sopra illustrata, qui si è ritenuto (condivisibilmente) di usare i dati più recenti, pur creando qualche bisticcio “valutativo”.

Rado il Figo

Il Ranking UEFA (nazionali e club) aggiornato al dicembre 2012