martedì, dicembre 11, 2012

Il Caso Stendardo-Esame di Stato e la miopia del calcio

Leggendo l'edizione odierna de La Gazzetta dello sport, mi sono balzate agli occhi due notizie. La prima è l'intervista al Segretario Generale del CONI Raffaele Pagnozzi, candidato alla presidenza dello stesso ente. Il buon Pagnozzi sostiene che la priorità del suo (eventuale) mandato sarà la lotta al doping. Me lo auguro con tutto il cuore anche se, leggendo l'ultimo libro di Sandro Donati  "Lo sport del doping", è inevitabile avere qualche dubbio...
La storia che più mi ha colpito, però, è quella di Guglielmo Stendardo, 31enne difensore centrale dell'Atalanta che sarà multato dalla società perché, senza autorizzazione, prenderà parte tra martedì 11 e giovedì 13 dicembre 2012 alle tre prove dell'Esame di Stato per diventare avvocato. Stendardo aveva chiesto a tempo debito l'autorizzazione all'Atalanta per assentarsi in questi tre giorni, ma l'allenatore Colantuono gliel'ha negata causa impegno in Coppa Italia contro la Roma. Lui però ha continuato per la sua strada e farà l'Esame di Stato. 
La decisione dell'Atalanta conferma la miopia e l'autoreferenzialità del mondo calcistico. Ok, Stendardo è un professionista, è pagato bene dall'Atalanta, è tenuto a rispettare un contratto e un regolamento interno, ma il caso di specie è del tutto eccezionale. Del resto Stendardo è uno dei pochissimi laureati in Serie A. L'Esame di Stato è il momento più importante per un laureato in giurisprudenza. In pochi giorni si mettono in gioco anni di faticoso studio e si pongono le basi per il proprio futuro professionale. Stendardo tra 3-4 anni smetterà di giocare e giustamente si preoccupa di costruirsi un futuro extra-calcistico. L'Esame di Stato per avvocati si tiene una volta l'anno. Se non ci si iscrive o si viene bocciati occorre ripresentarsi l'anno successivo. 
Negare questo permesso significa ritenere più importante il calcio (e nella fattispecie un ottavo di finale di Coppa Italia...) rispetto a una tappa fondamentale nella vita privata e professionale di una persona. Una mancanza di elasticità e buonsenso tipiche di un mondo "portatore sano di disvalori".

COLANTUONO A SKY SPORT24 - Per la serie peggio la toppa del buco Stefano Colantuono è intervenuto a SkySport24 per spiegare la decisione di multare Stendardo: "È una situazione delicata. Il caso ha voluto che il suo esame di Stato ci fosse in questa settimana, importante anche per noi, visto che abbiamo stasera la Coppa Italia e domenica la Juve. Ci sono dei regolamenti, noi siamo a disposizione dell’Atalanta, siamo dei professionisti ben pagati. A volte si possono fare delle deroghe, come già successo con Stendardo, ma stavolta la situazione era delicata. Se ne assumerà la responsabilità. Non si possono creare precedenti: è vero che questo esame non c’è ogni giorno, ma ogni anno sì. Spero voglia continuare a giocare a calcio fin quando vorrà, non ha l’impellenza di svolgere la professione di avvocato". Penso che ogni commento sia superfluo.