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giovedì, novembre 29, 2012

"Lo sport del doping - Chi lo subisce, chi lo combatte" di Alessandro Donati (2012). #Dossier-Doping [4]

VENERDI' 15 FEBBRAIO 2013 alle ore 18:00 presso LA FELTRINELLI DI UDINE avrò l'onore di presentare il libro "Lo sport del doping" assieme all'autore, il prof. Sandro Donati (vedi info).

"Gli scandali del doping si susseguono coinvolgendo campioni di primissimo piano. E' ormai consapevolezza diffusa che in diverse discipline sportive il ricorso al doping coinvolge gran parte degli atleti di vertice e altera i risultati delle maggiori competizioni sportive, favorito da dirigenti che guardano solo al numero delle vittorie e da una stampa sportiva che preferisce non vedere e non sentire. Pochi sanno, invece, che tutto questo ha fatto "scuola" e che molti praticanti di livello amatoriale affollano gli ambulatori dei medici dei "campioni" per farsi prescrivere la "cura" miracolosa che può consentire loro di battere in gara il collega di ufficio o il vicino di pianerottolo. Così il doping è diventato fenomeno di grandi numeri, con molti punti di contatto con la droga e sta generando traffici internazionali manovrati dietro le quinte dalle multinazionali farmaceutiche. Da oltre trent'anni Alessandro Donati, già allenatore di atletica di rilievo nazionale, non ci sta. Questo libro è la storia della sua lunga e spesso solitaria battaglia. Una testimonianza senza precedenti, a volte sconvolgente".

"Lo sport del doping - Chi lo subisce, chi lo combatte" è la naturale prosecuzione di "Campioni senza valore", libro verità che Sandro Donati scrisse nel 1989 e che ben presto, causa scomode verità, scomparve dalla circolazione. Nella parte finale di quel libro, Donati, con un mix di ingenuità e ottimismo, si augurava che quelle sue denunce facessero da monito per atleti, allenatori e dirigenti sulla pericolosità del doping in tutte le sue forme. In realtà, come scritto nell'introduzione del nuovo libro "quando ho scritto quel libro ero ingenuamente certo di riuscire a informare e sensibilizzare coloro che si occupano di sport [...]. Ora sono sicuro del contrario: se il doping si è così diffuso è perché sono di più coloro che intendono la performance sportiva come un obiettivo da raggiungere a ogni costo, rispetto a chi ritiene che il doping produca solo risultati apparenti a caro prezzo". Da qui la decisione di riprendere quel filo rosso mai spezzatosi. Oltre 30 anni di doping nello sport raccontati in modo documentato, diretto, crudo da chi lo ha sempre denunciato, combattendo il più delle volte delle battaglie isolate. A differenza di tanti altri testi sul doping, però, "Lo sport del doping" non vuole cavalcare qualche nome famoso incappato nella rete (a maglie larghe) dell'antidoping per vendere qualche copia più. "Lo sport del doping" è un vero e proprio "manuale autobiografico" sull'evoluzione del doping in Italia e nel mondo negli ultimi 30 anni. Allenatore, dirigente del CONI, componente della Commissione antidoping, consigliere del governo, consulente, (unico italiano) membro della WADA, Donati ha potuto vivisezionare il fenomeno doping dall'alto di un'esperienza praticamente unica a livello mondiale. E tutte questo vissuto emerge nelle 300 pagine del libro. Dopo la prima parte che riprende il contenuto di "Campioni senza valore", l'Autore prosegue il suo racconto ripercorrendo il periodo - ancora attualissimo - dell'EPO fino ad arrivare alle vicende di Schwazer e Armstrong. Dal dossier - rimasto chiuso nei cassetti del CONI - sull'utilizzo di questa sostanza nel ciclismo del 1994 (vedi), alla retata dei NAS sventata nel Giro 1996, dal Pantani fermato a Madonna di Campiglio nel 1999 al Pantani non fermato prima dei Giochi di Sidney 2000, sono tantissimi gli aneddoti proposti nel libro. Non ci sono solo atletica o ciclismo. Si parla del processo di Ferrara con i file ritrovati nel Centro del dott. Conconi con i nomi dei 33 atleti di vertice "trattati" con l'EPO. C'è spazio anche per la vicenda dei valori sballati di 61 azzurri (4 di loro poi conquisteranno la medaglia d'oro) prima di Sidney 2000. Sullo sfondo le gravi lacune della lotta antidoping e le responsabilità di CIO, CONI e Federazioni (nonché, ed è un punto assai interessante, di media e pubblico). La parte finale del libro è dedicata all'esplosione del doping a livello amatoriale con i numeri da capogiro di un business milionario governato dalla criminalità organizzata. 
Nelle prime settimane il libro è andato esaurito. Nell'epoca di internet, per fortuna, non c'è pericolo che faccia la fine di "Campioni senza valore". Può sembrare eccessivo, ma "Lo sport del doping", può davvero segnare una svolta epocale nella sensibilizzazione delle persone verso una tematica trattata controvoglia e superficialmente dai media italiani. Un libro che non può assolutamente mancare nelle case degli sportivi perché "è meglio aprire gli occhi oggi che piangere domani". 

Questo l'indice del libro:
  • Introduzione
  • I. "Interessano solo le medaglie"
  • II. Le Olimpiadi di Los Angeles e il trionfo del doping
  • III. I diari del doping
  • IV. Se l'omertà s'incrina
  • V. Tacere e sopire, celebrare e negare
  • VI. Un salto troppo lungo che mette a nudo il sistema
  • VII. Seoul, l'Olimpiade del doping e la caduta di Nebiolo
  • VIII. I miracoli dell'EPO e del professor Conconi
  • IX. Una imboscata sventata
  • X. Le stagioni di Pantani e (finalmente) una legge antidoping
  • XI. Un tentativo di epurazione
  • XII. Entra in scena l'Agenzia mondiale antidoping
  • XIII. Commissione di vigilanza sul doping e dintorni
  • XIV. Considerazioni finali di una storia senza epilogo
"Lo sport del doping - Chi lo subisce, chi lo combatte" di Alessandro Donati
le STAFFETTE - Edizioni Gruppo Abele (2012)

martedì, novembre 27, 2012

Telecronisti e Commentatori calcistici - L'Elenco e la Classifica di Blog-In (Sky Sport, Mediaset, Rai, Sportitalia)

Su suggerimento dell'amico Franck, riprendo in mano l'argomento "Telecronisti e Commentatori calcistici". Lo scorso anno pubblicai un post con il giudizio sui vari commentatori suddivisi per Tv d'appartenenza. A distanza di un anno ci sono poche novità da segnalare. Su tutte, l'approdo a Sky Sport dell'ottimo Daniele Adani, già sentito ai microfoni di Sportitalia, prima della negativa esperienza in panchina al fianco di Silvio Baldini a Vicenza (inizio 2011/2012). Adani ha scalato velocemente le gerarchie e, opinione personale, attualmente è il numero uno tra i commentatori/seconde voci di Sky

SKY - Al primo posto resiste Massimo Marianella, soprattutto per le sue telecronache in Champions League. In Premier League, invece, tende a diventare troppo protagonista, esprimendo giudizi personali (alcune volte molto duri, altre  troppo "mielosi"). Segnalo la crescita di Riccardo Trevisani (molto meglio in telecronaca che come presentatore/commentatore dove tende a sdottoreggiare: vedi articolo di Andrea Scanzi del novembre 2011), passato dalla Liga (...) alle telecronache dei match nostrani. Molto bravi anche Federico Zancan e il giovanissimo Andrea Marinozzi. Caressa e Compagnoni restano nella Top 5 più per anzianità che per effettiva convinzione. Tra i telecronisti più sottovalutati segnalo Roberto Prini, Geri De Rosa (tra i pochissimi giornalisti sportivi a destreggiarsi bene in discipline diverse) e Lucio Rizzica (sempre divertenti le sue telecronache nei sottoclou di Champions). Marco Cattaneo non meriterebbe una posizione così bassa nella graduatoria, ma le sue interruzioni urlate per qualsiasi accadimento durante Diretta Gol sono eccessive, al limite del fastidioso.
Tra i commentatori tecnici, detto della bravura e competenza di Adani, confermo il mio personale gradimento per Stefano Nava e Claudio Onofri, mentre Luca Marchegiani è molto preparato ma al tempo stesso eccessivamente diplomatico (specialmente in ambito italiano).


MEDIASET - Non seguendo abitualmente i match su Mediaset Premium mi è impossibile stilare un giudizio approfondito su tutti telecronisti e commentatori. Mi sono limitato, quindi, a citare quelli ascoltati nelle partite europee trasmesse in chiaro. Il mio preferito, per conoscenza e verve, è Pierluigi Pardo, mentre tra le seconde voci metto al primo posto Ilario Castagner.

SPORTITALIA - La Tv dello Sport, mantiene i diritti del campionato francese e, grazie all'acquisizione dei diritti di trasmissione dei canali tematici dei grandi club (ManUtd, Arsenal, ManCity, Barcellona, Real Madrid) riesce a trasmettere in differita i loro match di campionato e coppe. Non sono molti i telecronisti, ma emerge in modo evidente la bravura di Stefano Borghi, enciclopedico nella conoscenza e incalzante nel ritmo. Possibile che Sky o Mediaset bussino alla porta di Sportitalia per assicurarsi "la voce" del calcio sudamericano (che coppia con Daniele Adani...). Bravi anche Casotti, Gandini e Gazzetti, questi ultimi due apprezzati anche in altri sport (football americano e basket). Tra le seconde voci, lo scorso anno aveva fatto il suo esordio Gigi Riccio (bravo) che, però, in questa stagione ha preferito seguire l'amico Gennaro Gattuso, entrando nello staff tecnico del Sion.
Esula dalle telecronache, ma merita di essere segnalato il bel talk show del lunedì (Monday Night).

RAI - Per quanto riguarda la Rai, accolta positivamente la sostituzione di Bruno Gentili con Stefano Bizzotto per le telecronache della nazionale (non sarebbe stato male sentire Lollobrigida invece di Rimedio ai microfoni dell'Under 21), non resta molto altro, anche a livello di match trasmessi. Ammetto che all'atto di stilare una classifica dei commentatori tecnici mi sono trovato in forte difficoltà. Per questo ho preferito inserire solamente l'elenco. Conscio di dire una cosa poco popolare, auspico un ritorno di Salvatore Bagni nelle partite degli azzurri.

Ed ecco nel dettaglio l'elenco e ila classifica dei telecronisti calcistici di Sky, Mediaset, Sportitalia e Rai secondo Blog-in.

N.B. Materia altamente soggettiva. Nell'elenco sono inseriti solo i telecronisti e i commentatori che ho avuto modo di ascoltare in più di un'occasione (per questo motivo, quindi, non sono presenti tutti i telecronisti delle varie emittenti). Sono presenti solo i telecronisti e commentatori attivi nella stagione calcistica 2012/2013. Come sempre, profonda disistima di Blog-In per le "telecronache tifose".



SKY SPORT
TELECRONISTI
  1. MASSIMO MARIANELLA 
  2. RICCARDO TREVISANI
  3. FEDERICO ZANCAN
  4. FABIO CARESSA
  5. MAURIZIO COMPAGNONI
  6. ANDREA MARINOZZI
  7. DANIELE BARONE
  8. RICCARDO GENTILE 
  9. NICOLA ROGGERO
  10. ANTONIO NUCERA
  11. ROBERTO PRINI
  12. GERI DE ROSA
  13. LUCIO RIZZICA
  14. MASSIMO TECCA
  15. EMANUELE CORAZZI
  16. DARIO MASSARA
  17. PAOLO CIARRAVANO
  18. MARCO CATTANEO
  19. GIANLUCA DI MARZIO
  20. DAVIDE POLIZZI
  21. MARCO FRISOLI
COMMENTATORI
  1. DANIELE ADANI
  2. STEFANO NAVA
  3. CLAUDIO ONOFRI
  4. LUCA MARCHEGIANI
  5. GIANCARLO MAROCCHI
  6. BEPPE BERGOMI
  7. MASSIMO MAURO
  8. ANTONIO DI GENNARO
  9. ROBERTO SOSA
  10. FRANCO CAUSIO
  11. CHRISTIAN PANUCCI


MEDIASET
TELECRONISTI
  1. PIERLUIGI PARDO
  2. SANDRO PICCININI
  3. MASSIMO CALLEGARI
  4. MARCO FORONI
  5. BRUNO LONGHI
  6. FABRIZIO FERRERO

COMMENTATORI
  1. ILARIO CASTAGNER
  2. ALDO SERENA
  3. ROBERTO CRAVERO
  4. ANDREA AGOSTINELLI

SPORTITALIA
TELECRONISTI
  1. STEFANO BORGHI
  2. FEDERICO CASOTTI
  3. MATTEO GANDINI
  4. MICHELE GAZZETTI

RAISPORT
TELECRONISTI
  1. STEFANO BIZZOTTO
  2. GIANNI CERQUETI
  3. MARCO LOLLOBRIGIDA
  4. ALBERTO RIMEDIO
  5. GIANNI BEZZI

lunedì, novembre 19, 2012

[Video Sponsorizzato] - Heineken Star Player, metti alla prova le tue intuizioni calcistiche

In occasione della Finale di Champions League 2012, disputata lo scorso 19 maggio a Monaco di Baviera tra Bayern e Chelsea, Heineken ha realizzato un video presso lo storico pub Magenta di Milano per lanciare la sua nuova campagna digitale Star Player
Protagonisti della serata Billy Costacurta, sua moglie Martina Colombari, il mitico José Altafini e 100 appassionati di calcio. I due ex calciatori sono stati le vittime di uno scherzo ben congegnato. La partita, infatti, è stata trasmessa al pub in differita di due minuti. Martina Colombari e altri tre complici, in collegamento con la cabina regia, venivano informati sull'esito delle varie azioni svoltesi poche istanti prima. Così, ad esempio, per la sorpresa dei due ex grandi campioni, una cameriera del pub, mentre serviva le birre ai tavoli, azzeccava con nonchalance l'ingresso in campo di Malouda. 
La sfida di Star Player è proprio quella di dimostrare la conoscenza e intuizione calcistica, anticipando e prevedendo in tempo reale le azioni di gioco. Del resto gli italiani sono noti per essere un popolo di commissari tecnici. Star Player è un modo assolutamente divertente e originale per mettere alla prova il proprio intuito calcistico. Ai giocatori sarà chiesto di prevedere se e quando saranno realizzate delle reti, calci di punizione, calci d'angolo, rigori, ecc., scegliendo tra diverse opzioni nel corso dei match. 
Non resta che collegarsi a Star Player e iniziare a giocare. Questi i link per poter giocare con Heineken Star Player:


Articolo sponsorizzato da Heineken

sabato, novembre 17, 2012

Rugby, Italia-All Blacks: come creare un Evento (manuale di marketing sportivo)

Alle 15:00 l'Italia sfida all'Olimpico di Roma gli All Blacks in uno classici test match di novembre. La partita contro i campioni del mondo in carica serve a verificare i progressi del XV azzurro in vista del 6 Nazioni 2013. Se ci si dovesse basare esclusivamente sull'aspetto tecnico, però, Italia-Nuova Zelanda non sarebbe un evento nel vero senso della parola. Divario evidente tra le due squadre, nessun trofeo in palio, probabili esperimenti da parte dei due tecnici (gli All Blacks schiereranno 13 giocatori diversi su 15 rispetto all'ultimo test match contro la Scozia).
Come può allora una semplice "partita amichevole" di metà novembre diventare un grande Evento sportivo con 70.000 tifosi a riempire gli spalti dell'Olimpico? Certo, il fascino e la suggestione degli All Blacks incide molto. Ma non basta. In Italia il rugby dopo alcuni anni di innamoramento collettivo - in coincidenza e in contrapposizione ai vari scandali che investivano il mondo del calcio - non è più cresciuto con lo stesso ritmo. Diverse le cause, in primis i risultati non brillanti dell'Italia, i diritti tv del 6 Nazioni passati a Sky (qualità giornalistica infinitamente superiore, ma bacino d'utenza limitato) e un campionato italiano di livello modesto.
Così, per Italia-All Blacks è diventato un Evento grazie alla capacità di organizzatori e sponsor (adidas su tutti). Per gli appassionati di marketing sportivo, l'organizzazione complessiva di Italia-Nuova Zelanda rappresenta un vero e proprio manuale
Basterebbe citare solamente la il "Terzo Tempo Azzurro XV", la nuova area del Foro Italico destinata a tutti i fan. Al centro di essa un maxi-schermo permetterà a chi non ha potuto entrare allo stadio di vivere la partita in un clima di festa. Allo Stadio dei Marmi è stata allestita un'area per chi volesse provare a giocare a rugby (saranno presenti dei tecnici della FIR). Sempre nella stessa zona saranno allestite due aree ristoro e il nuovo pub "Azzurro XV". Insomma, sfruttando l'evento principale sono state create moltissime iniziative collaterali per avvicinare la gente al rugby e al suo spirito.
Per quanto riguarda la componente sponsor, nei giorni precedenti il match adidas ha organizzato diversi eventi, con un paio d'iniziative di viral marketing che hanno coinvolto alcuni giocatori delle due squadre in giro per Roma. Ecco alcune foto.






Adidas ha raccolto in un paio di video le avventure di azzurri e All Blacks per le strade di Roma:





Prima della partita, infine, le maglie delle due squadre sono state presentate da adidas in questo modo, assolutamente inedito per i confini italici:


martedì, novembre 13, 2012

"L'utilizzazione di EPO nel ciclismo italiano" - L'inchiesta di Alessandro Donati del 1994. #Dossier-Doping [3]

Dopo aver pubblicato il post con il libro "Campioni senza valore" in cui il prof Sandro Donati descrive nei minimi dettagli le distorsioni del mondo dell'Atletica dei primi anni '80, è la volta di riportare integralmente il Dossier dello stesso Sandro Donati sul doping nel ciclismo. Questo documento è stato redatto e consegnato al CONI nel 1994. E' stato successivamente pubblicato il 20 dicembre 1996 sul numero 51/52 della rivista Epoca, diretta da Massimo Donelli. 
Per presentare il dossier di Donati, ripropongo le parole del direttore di Epoca Massimo Donelli che nel 2004, passato a dirigere "Tv, Sorrisi e Canzoni", rispondeva in questo modo a un lettore che chiedeva un commento sulla morte di Marco Pantani. La risposta di Donelli contiene anche le note metodologiche del dossier.
"Gentile Giovanni,
detesto il giornalismo dopato con l'emotività, la compassione pelosa, la ferocia caricaturale, il barocchismo lessicale, le giravolte intellettuali, i dibattiti fragorosi e inutili, il protagonismo accentuato da occhiali colorati, abiti clowneschi e finta compunzione. Quello che ho visto, letto e sentito in questi giorni mi ha irritato. Tantissimo. E' brutto autocitarsi, ma in questo caso non posso proprio farne a meno. Nel 1996, quando ero direttore di Epoca, ho pubblicato sul numero 51/52, che porta la data del 20 dicembre, una copertina con questo titolo: ESCLUSIVO - SOS DOPING. Integrale il documento segreto che accusa: i campioni italiani dello sport rischiano la morte per vincere. Con 40 testimonianze (dal ciclismo allo sci) inedite e sconvolgenti.
All'interno, INTEGRALE, senza censure, il dossier che il dottor Sandro Donati, medico, dipendente del Coni, ha scritto nel 1994 e che si è fatto di tutto per nascondere.
Un dossier documentato, con nomi e cognomi, implacabile. Due bravissimi giornalisti, Gilberto Bazoli (oggi lavora a La Provincia di Cremona) e Massimo Arcidiacono (oggi lavora a La Gazzetta dello Sport) hanno chiamato uno per uno tutti coloro indicati da Donati come dopati o dopatori. E di tutti abbiamo riportato l'autodifesa, le ammissioni e le non-risposte imbarazzate. I nomi di tutti coloro (pochi) che non siamo riusciti a raggiungere sono stati cancellati: perché volevamo che fosse un'inchiesta seria, non smentibile, con le accuse da una parte e la possibilità di replica dall'altra.
Bene. Sono andato a rileggermi tutto: un documento sconvolgente, un esempio di giornalismo serio e asciutto davvero raro. Infatti, ricevemmo una sola querela, che però si infranse in tribunale contro il muro della verità e della correttezza professionale. Una vittoria del buon giornalismo, insomma.
Le parlo di 8 (otto) anni fa. Trascorsi inutilmente. In questi 96 mesi, infatti, tutto è andato avanti come se niente fosse. Con le complicità di autorità sportive, dirigenti delle squadre, allenatori, medici, corridori e del variegato circolo di addetti ai lavori (sporchi). Arriviamo a Pantani, adesso.
Pantani veniva dopato e si faceva dopare. Non ha mai voluto ammetterlo perchè nel mondo dello sport professionistico l'omertà è un dogma. Ma non si può convivere troppo a lungo con la menzogna. E non si sfugge al proprio passato. Al massimo lo si può emendare con la verità e con l'espiazione (ricominciando dal gradino più basso, per esempio). Oppure si può disperatamente tentare la fuga da se stessi con la cocaina, l'eroina, l'alcolismo, finendo diritti diritti su una strada che porta solo alla morte. Appunto...
Buona giornata (e grazie per le sue belle parole)"
md

"Campioni senza valore" - Il libro scomparso di Alessandro Donati. #Dossier-Doping [2]

La prima puntata del #Dossier-Doping di Blog-In è dedicata a un libro che al momento dell'uscita (1989) fece scalpore. Mi riferisco a "Campioni senza valore" di Alessandro Donati. In esso Donati racconta con dovizia di particolari i retroscena dell'atletica degli anni '80. Dalle pratiche dopanti sempre più diffuse (particolare rilievo viene dato al prof. Conconi e alle pratiche di autoemotrasfusione), ai controlli antidoping facilmente eludibili, dai retroscena politico-sportivi in seno alla FIDAL e alla IAAF (accomunate dalla presidenza di Primo Nebiolo) allo scandalo del salto allungato di Evangelisti ai Mondiali di Roma del 1987. L'ultima parte del libro è dedicata alle Olimpiadi di Seul 1988 segnate dal caso Ben Johnson e dall'inquietante presenza di una nave russa...

Per descrivere al meglio Donati, attualmente unico consulente italiano della WADA (l'agenzia mondiale antidoping), riporto le parole usate da Gianni Minà nella prefazione al libro "Campioni senza valore". Sono parole datate - siamo nel 1989 - ma attualissime. Sandro Donati ha infatti condotto in modo coerente e tenace una durissima battaglia contro ogni forma di doping nello sport:

"E' la storia di un uomo comune, onesto, appassionato, ben certo dei suoi valori, che un giorno, senza cercarlo né volerlo, si trova ad affrontare i più potenti, ad essere l'unico che si oppone ai padroni della ferrovia, a quelli che vogliono inquinare il panorama, la qualità della vita del suo piccolo mondo (l'Atletica Leggera, ndr), quelli per i quali ogni singolo mezzo è lecito per far prevalere i propri interessi, il proprio profitto. Così la sua lotta spietata, solitaria, diventa senza quartiere. Ad un certo momento si tenta perfino di far passare lui per bandito. Ma questo "omino", senza il fisico e la vocazione del ruolo, riesce alla fine a sconfiggere il male, almeno così sembra".

IL LIBRO SCOMPARSO - "Campioni senza valore" esaurì ben presto la sua prima edizione. Tuttavia, poche settimane dopo la sua pubblicazione diventò introvabile e non certo per volere di Donati. I retroscena e le rivelazioni in esso contenute, molto probabilmente, non stavano bene ad alcune persone.
Nel libro "Lo sport del doping", uscito in questi giorni, Donati dedica un paragrafo alla vicenda ("La scomparsa di Campioni senza valore"). Fortunatamente alcuni appassionati sono riusciti a recuperare una copia, pubblicandola sul web. Lo stesso Donati sottolinea che l'unica copia di Campioni senza valore in suo possesso l'ha ottenuta scaricandola da internet.

Qui sotto trovate il libro completo con le varie opzioni di visualizzazione e con la possibilità di download. Buona lettura.


NOTE: Il documento è stato ritrovato qui

Queste le 2 pagine mancanti, ritrovate grazie a Giacomo Tagliaferri che me la ha cortesemente inviate:

 


Ed ecco il video del famoso salto allungato di Giovanni Evangelisti ai Mondiali di Roma 1987 di cui Donati si occupa ampiamente nel libro:

#Dossier-Doping [1] - Premessa e presentazione


Dopo gli ultimi scandali legati al doping, ho deciso di approfondire la questione attraverso una ricerca sul web. In Rete ho trovato moltissimo materiale, in molti casi dimenticato. Man mano che selezionavo documenti e articoli, diventava sempre più forte la tentazione di raccogliere il tutto in un #Dossier-Doping sugli ultimi 30 anni di sport professionistico, con particolare riferimento al contesto italiano. Nel periodo considerato, i nomi più ricorrenti nelle cronache su doping e antidoping sono sostanzialmente tre. Da una parte i dottori Francesco Conconi e il suo allievo Michele Ferrari, "protagonisti" sin dai primi anni '80 (dalle autoemotrasfusioni al "tutto quello che non è rintracciabile ai controlli non è doping", fino al caso Armstrong); dall'altra il prof. Alessandro Donati, strenuo oppositore e coraggioso accusatore del doping nello sport di vertice italiano e internazionale.
E proprio dalla figura di Donati avevo deciso di iniziare il mio #Dossier-Doping per poi proseguire con gli scandali legati a EPO, CERA ecc.. Idea quasi subito scartata a causa di una piacevole sorpresa. Entrando in una libreria, infatti, mi è caduto l'occhio su un libro fresco di stampa (presentato ufficialmente il 12 novembre 2012). Titolo: "Lo sport del doping - Chi lo subisce, chi lo combatte". Autore: Alessandro Donati. A quel punto, sfogliandolo, ho capito che il mio speciale, così come concepito inizialmente non aveva più senso. Il libro di Donati - che presenterò in un post ad hoc - è infatti una vera e propria bibbia sul doping degli ultimi 30 anni. Un caposaldo che tutti gli appassionati di sport dovrebbero leggere. La frase che chiude la quarta di copertina descrive perfettamente l'impatto che il libro provoca sul lettore: "Una testimonianza senza precedenti, a volte sconvolgente". Il rischio, per gli appassionati che non hanno affrontato fino in fondo la questione doping - quasi sempre per la ritrosia dei media ad approfondire determinati discorsi - è quello di veder crollare o quantomeno vacillare alcuni miti dello sport, soprattutto italiano.
Con l'uscita di questo testo, perciò, ho ripensato il lavoro, limitandomi a pubblicare alcuni documenti sconosciuti al grande pubblico.

PERCHE' QUESTO #DOSSIER-DOPING? Chiarisco che questo #Dossier-Doping, se così si può chiamare, non ha alcuna intenzione scandalistica o revisionista. Non ha nemmeno la pretesa di essere esaustivo. Si tratta di una mera rassegna di documenti, testi, sentenze, sul doping degli ultimi 30 anni.
Il presente lavoro, quindi, nasce esclusivamente dalla volontà di comprendere a fondo il sistema del doping che ha devastato lo sport a partire dagli anni '80 e di far luce su aspetti dimenticati o insabbiati.

E proprio le notizie delle ultime settimane mi hanno spinto a sviluppare questa rassegna. Dapprima l'esplosione del caso Armstrong-USADA, anticipato dalle rivelazioni del libro "The Secret Race" di Tyler Hamilton, ex compagno di squadra del texano. Il dossier di 202 pagine dell'USADA rappresenta un macigno sulla carriera di Armstrong oltre che un pugno nello stomaco ai milioni di tifosi, me compreso, che hanno (ingenuamente) creduto o voluto credere alla favola del corridore capace di vincere 7 Tour de France consecutivi dopo aver sconfitto il cancro.

L'articolo di Blog-In con le 202 pagine del Dossier USADA-Armstrong
Il secondo spunto è arrivato da una notizia passata abbastanza inosservata, ma che nei prossimi mesi, probabilmente, susciterà diverse reazioni anche in Italia. Un mese fa è uscito in Finlandia il docu-film "Sinivalkoinen vahle" ("La menzongna bianco blu") che sbriciola lo sci di fondo finlandese degli anni '70 e '80 e tira in ballo pesantemente quello italiano dei primi anni '90. L'accusa è sempre la stessa: doping. Tra i personaggi più discussi c'è Jarno Punkkinen, allenatore della nazionale italiana dal 1984 al 1990. Nel film ci sono le testimonianze di due ex azzurri del fondo (Giuseppe Puliè e Silvano Barco) che, come già fatto una decina d'anni fa, confermano le pratiche dopanti in seno alla squadra italiana di fondo nei primi anni '90. Tra i protagonisti della pellicola anche lo stesso Sandro Donati.


Partendo da queste due vicende sono andato a ritroso nel tempo. Man mano che trovavo informazioni e documenti, mi sono accorto di come, in realtà, stessi riannodando un filo rosso mai spezzatosi. Imprese, successi, trionfi di atleti o squadre che, riletti alla luce dei documenti raccolti, lasciano spazio a molti punti interrogativi. La visione romantica e ingenua dello sport lascia spazio alla cruda realtà di un sistema inquinato dal doping e dalla ricerca sfrenata del profitto. Interessi enormi che spingono dirigenti, tecnici, allenatori e atleti a ricorrere alle pratiche dopanti più avanzate e rischiose per la salute con l'obiettivo di migliorare le prestazioni, ottenendo fama, visibilità e denaro.

IL RUOLO DEI MEDIA - Proprio la complicità dei mezzi d'informazione è uno degli aspetti più deprimenti dell'intera questione. Per molteplici motivi, dalla Ragion di Stato ai meri interessi di bottega, i media hanno spesso preferito nascondere o relegare tra le brevi le notizie sul fronte doping, salvo poi scandalizzarsi a positività riscontrata. Questo atteggiamento del giornalismo italiano, salvo rarissime eccezioni (Eugenio Capodacqua di Repubblica il primo nome che mi viene in mente), emerge in modo nitido nel libro di Donati. Molto spesso i media, al netto degli scoop o dei servizi scandalistici, vivono la questione doping come una minaccia, preferendo osannare medaglie e trionfi a seguito di prestazioni miracolose. Tutto ciò favorisce quel clima omertoso in cui il doping trova il suo humus. 
DOPING e ANTIDOPING IN BREVE- Per introdurre al meglio il #Dossier-Doping riporto una breve cronistoria su doping e antidoping con relativa indicazione delle sostanze vietate pubblicata su questo sito.

DOPING Le prime forme di doping risalgono all’antica Grecia (la prima Olimpiade è del 776 a.C) dove gli atleti utilizzavano semi di piante e funghi potenzialmente pericolosi per la loro salute. 
Romani somministravano sostanze stimolanti ai gladiatori e ai cavalli. Nella Cina Imperiale si utilizzavano estratti di edera (efedrina), in Sud America foglie di coca, nel Nord e nel Centro America il fungo Peyotl (mescalina).
Le prime sostanze dopanti ad essere state sintetizzate furono le anfetamine durante la Seconda Guerra Mondiale; negli anni '50 cominciarono ad essere sintetizzati i primi anabolizzanti negli Stati Uniti. 
Successivamente, durante la Guerra Fredda, l'utilizzo di questi farmaci veniva favorito dal fatto che la vittoria sportiva era un modo per dimostrare la validità di un modello politico.
Negli anni '80 si comincia a fare uso di emotrasfusioni, emodoping ed eritropoietina (EPO) negli sport di resistenza. 
Negli anni '90 si inizia ad abusare dell'ormone della crescita (GH)
Attualmente si ricorre all'uso di carrier dell'ossigeno come emoglobine sintetichemodificatori allosterici dell'emoglobina, ecc.

ANTIDOPING - Nel 1889, in Francia, si verificò il primo caso mortale di doping in cui rimase vittima il ciclista britannico Linton. Le cause del decesso sono ancora sconosciute, tuttavia si ipotizza che sia avvenuto in seguito alla somministrazione di una miscela di sostanze (nitroglicerina? cocaina? stricnina? zollette di zucchero imbevute di etere? ecc.).

Le prime forme ufficiali di controllo antidoping vennero introdotte: 
  • nel 1955 in Francia durante una gara ciclistica in cui il 20% dei partecipanti risultò positivo 
  • nel 1966 durante i Mondiali di calcio 
  • nel 1968 durante le Olimpiadi della neve 
  • nel 1976 durante i Giochi Olimpici
Attualmente esiste un'AGENZIA MONDIALE ANTIDOPING, la WADA (World Anti-Doping Agency), che gestisce un programma mondiale per garantire l'armonizzazione e la migliore pratica dei programmi antidoping. Le sue finalità sono:
  • TUTELARE il diritto fondamentale degli atleti alla pratica di uno sport libero dal doping e quindi promuovere la salute, la lealtà e l'uguaglianza di tutti gli atleti del mondo
  • GARANTIRE l'applicazione dei programmi antidoping armonizzati, coordinati ed efficaci sia a livello mondiale che nazionale, al fine di individuare, scoraggiare e prevenire la pratica del doping
A tale fine la WADA ha stilato un codice in cui è presente la lista delle sostanze vietate e dei metodi proibiti in e fuori competizione:

SOSTANZE VIETATE
  • agenti anabolizzanti
  • ormoni e sostanze correlate
  • b2-agonisti (clenbuterolo)
  • sostanze ad azione antiestrogena
  • diuretici ed altri agenti mascheranti (furosemide)
METODI PROIBITI
  • incremento della capacità di trasporto di ossigeno (doping ematico, altri prodotti artificiali come perfluoro derivati, prodotti a base di Hb)
  • manipolazioni chimiche e fisiche
  • doping genetico
Esiste una lista delle sostanze vietate solo in competizione, che include, oltre alle sostanze precedentemente elencate, anche:
  • stimolanti (amfetamina, efedrina, caffeina, cocaina, ecc.)
  • narcotici (eroina, morfina, ecc.)
  • cannabinoidi
  • glucocorticosteroidi

venerdì, novembre 09, 2012

Giro d'Italia 2013 - Percorso, Tappe, Altimetrie e Dettaglio Salite

Il Giro d'Italia 2013 è nato. Con un paio di settimane di anticipo rispetto alla tradizione e senza diretta televisiva (solo streaming, il contratto RCS-Rai è scaduto, si tratta per il rinnovo) gli organizzatori hanno svelato il percorso della 96esima edizione della Corsa Rosa.
Il Giro 2013 si disputerà su 21 tappe così suddivise: 6 di montagna, 3 cronometro (1 cronosquadre, 1 crono individuale e 1 cronoscalata per un totale di 92.4km contro il tempo), 7 arrivi per velocisti e 5 frazioni di media montagna. Un percorso abbastanza equilibrato che dopo diversi anni tocca quasi tutte le regioni del Sud Italia.

PERCORSO - Dopo 50 anni la partenza ritorna a Napoli con una tappa in circuito. Il giorno dopo brevissima (17.3km) cronosquadre a Ischia. Si potrebbe discutere a lungo sull'utilità, sulla formula e sulla logistica di una simile cronosquadre. Nei cinque giorni successivi il Giro toccherà Calabria, Basilicata e Puglia con 2 tappe di media difficoltà e 3 per velocisti. Salvo imprevisti, i big resteranno nella pancia del gruppo, aspettando le prime due frazioni insidiose di Pescara e Saltara. Soprattutto la Gabicce Mare - Saltara, cronometro di 55km (sabato 8 maggio) decreterà il primo vero leader della Corsa Rosa. Cronometro per specialisti, possibili distacchi pesanti. Ultima tappa prima del giorno di riposo quella di Firenze, sulle strade del circuito iridato 2013. Trasferimento verso il Friuli e prima tappa di montagna del Giro 2013. La Cordenons-Altopiano di Montasio di 167km presenta 2 GPM di un certo peso, con la salita finale verso Sella Nevea di 10.4km all'8.1% di pendenza media con punte al 18-20%. Salita vera quindi. Occasione di riscatto per chi ha perso terreno nella cronometro. Mercoledì 15 maggio il Giro ricorda le vittime del disastro del Vajont con l'arrivo dinanzi alla diga, scenario di quel terribile 9 ottobre 1963. Il giorno dopo si riparte da Longarone, cittadina distrutta dall' acqua della diga, catapultata a valle dalla frana del Monte Toc. La tappa giungerà a Treviso e dopo diversi giorni vedrà di scena nuovamente gli sprinter. Il giorno dopo mega tappa di trasferimento dall'Emilia al Piemonte, per avvicinarsi alle Alpi scenario di due tappe che si preannunciano estremamente spettacolari. Sabato arrivo sulle pendenze dello Jafferau (Bardonecchia) mentre domenica  19 maggio, la 15esima tappa vedrà l'unico sconfinamento del Giro 2013. Dopo aver scalato Moncenisio e Telegraphe i corridori termineranno il tappone in cima al Galibier. Una tappa da...Tour de France. Secondo giorno di riposo per poi riprendere con una tappa per i coraggiosi di giornata (Ivrea) e una per velocisti (Vicenza). Si arriva quindi alla tre giorni decisiva del Giro 2013. Giovedì 23 maggio la cronoscalata da Mori a Polsa: 19,4km adattissimi ai passisti-scalatori (pendenze non impossibili e tratti di falsopiano). La terz'ultima tappa vedrà i corridori scalare due vette mitiche in successione. Dapprima il Gavia, poi lo Stelvio. L'arrivo, però è previsto in Val Martello dopo un tratto di falsopiano di una ventina di chilometri al termine della discesa dello Stelvio. la salita finale è lunga 22 km e ha una pendenza massima del 14%. Insomma, nonostante un disegno impeccabile, una tappa che tocca le vette mitiche del Giro. La penultima tappa, se la classifica sarà ancora in equilibrio, è destinata a decidere nel modo più spettacolare e suggestivo il Giro 2013. L'arrivo sulle Tre Cime di Lavaredo di sabato 25 maggio resterà certamente nella mente e nel cuore degli appassionati. Dopo Costalunga, San Pellegrino, Giau e Tre Croci, gli atleti giungeranno a Misurina e svolteranno a destra. Lì imboccheranno le terribili pendenze della breve ma durissima salita verso le Tre Cime (il pezzo più duro inizierà dopo la sbarra). Insomma, un Tappone con la T maiuscola. L'ultima tappa presenta due novità. L'arrivo sarà a Brescia e non a Milano e il chilometraggio sarà decisamente superiore (199km, partenza da Riese Pio X) rispetto alla tradizione.

CONCLUSIONI - Complessivamente un Giro d'Italia ben disegnato che lascia spazio sia ai cronomen che agli scalatori. La cronometro di Saltara può segnare distacchi importanti, ma gli scalatori avranno molto terreno dalla loro parte. Sulla carta ci sono almeno 5-6 tappe che promettono spettacolo, 3 in particolare (Galibier, Gavia-Stelvio-Val Martello, Tre Cime di Lavaredo). Anche i velocisti avranno le loro possibilità con frazioni collocate lungo tutto il Giro, compresa l'ultima tappa.
Il vero nodo riguarda ancora una volta il campo partenti. Se il livello sarà quello, modesto, dello scorso anno, anche un percorso ben congeniato regalerà emozioni limitate o comunque pochi gesti tecnici di spessore. Se, invece, gli organizzatori riusciranno a convincere almeno un paio di big delle corse a tappe  a cimentarsi sulle strade italiche ne vedremo delle belle. In concreto, se oltre a Nibali dovessero essere della partita due tra Wiggins, Froome, Contador, Valverde e Purito Rodriguez, potremmo davvero dire: è un gran bel Giro.

LE 21 TAPPE DEL GIRO D'ITALIA 2013 
(Planimetrie e Altimetrie)



DATA
TAPPA KMTIPOPLANIMETRIAALTIMETRIA
1
sa 4 magNAPOLI-NAPOLI
(Cavendish)
156VELVEDIVEDI
2
do 5 magISCHIA-ISCHIA
(Team Sky)
17.4TTTVEDIVEDI
3
lu 6 magSORRENTO-MARINA DI ASCEA
(Paolini)
212MMVEDIVEDI
4ma 7 magPOLICASTRO BUSSENTINO- SERRA SAN BRUNO
(Battaglin)
244MM VEDI
5
me 8 magCOSENZA-MATERA
(Degenkolb)
199VELVEDIVEDI
6
gi 9 magMOLA DI BARI - MARGHERITA DI SAVOIA
(Cavendish)
154VELVEDIVEDI
7
ve 10magSAN SALVO - PESCARA
(Hansen)
162MEDVEDIVEDI
8
sa 11magGABICCE MARE - SALTARA
(Dowsett)
55.5ITTVEDIVEDI
9
do 12magSAN SEPOLCRO-FIRENZE
(Belkov)
181MMVEDIVEDI
-
lu 13 magRIPOSO----
10
ma 14magCORDENONS - ALTOPIANO DEL MONTASIO
(Uran Uran)
167AM*VEDIVEDI
11
me15magTARVISIO - VAJONT (ERTO e CASSO)
(Navardauskas)
184MMVEDIVEDI
12
gi 16magLONGARONE-TREVISO
(Cavendish)
127VELVEDIVEDI
13
ve 17magBUSSETO-CHERASCO
(Cavendish)
242VELVEDIVEDI
14
sa 18magCERVERE-BARDONECCHIA
(Santambrogio)
156AM*VEDIVEDI
15
do 19magCESANA TORINESE - COL DU GALIBIER150AM*VEDIVEDI
-
lu 20magRIPOSO----
16
ma 21magVALLOIRE - IVREA237MMVEDIVEDI
17
me 22magCARAVAGGIO-VICENZA203VELVEDIVEDI
18
gi 23magMORI-POLSA19.4MTTVEDIVEDI
19
ve 24magPONTE DI LEGNO - VAL MARTELLO138AM*VEDIVEDI
sa 25magSILANDRO - TRE CIME DI LAVAREDO202AM*VEDIVEDI
21
do 26 magRIESE PIO X - BRESCIA199VELVEDI


LEGENDA:
VEL: tappa per velocisti
MM: tappa di media montagna
AM: tappa di alta montagna
TTT: cronometro a squadre (Team Time Trial)
ITT: cronometro individuale (Individual Time Trial)
MTT: cronoscalata
* arrivo in salita

Dati e cartine da gazzetta.it


Ed ecco il promo ufficiale del Giro d'Italia 2013: