mercoledì, ottobre 24, 2012

Lance Armstrong cancellato - Alcune riflessioni

Fino alla pronuncia di lunedì dell'UCI che ha cancellato tutti i successi di Lance Armstrong dal 1998 al 2005, non mi ero espresso sulla vicenda. Mi ero semplicemente limitato a riportare, prima le anticipazioni del libro di Tyler Hamilton, poi il dossier di 202 pagine con cui l'USADA svelava "il sistema di doping più sofisticato, professionale e riuscito nella storia dello sport".

E' stato detto già molto, perciò mi limiterò ad alcune riflessioni. Non prima, però, di anticipare che nelle prossime settimane pubblicherò un dossier sul doping nello sport professionistico degli ultimi 30 anni. Nel dossier saranno raccolte sentenze, testimonianze e documenti dimenticati dall'opinione pubblica. Questo speciale non avrà nessun secondo fine. L'obiettivo sarà quello di fornire più dati possibili ai lettori di Blog-In affinché possano formarsi un'opinione chiara e documentata sulla catastrofe doping dagli anni '80 ad oggi.

LANCE ARMSTRONG - Sono stato sempre un grande sostenitore e ammiratore di Lance Armstrong. Sia a livello sportivo che umano. Mi sono entusiasmato per le sue imprese al Tour de France (su tutte una cronoscalata sull'Alpe d'Huez e la tappa pirenaica vinta dopo la caduta a inizio salita) e ho sempre voluto credere alla sua onestà. Il suo ritorno al successo dopo aver sconfitto una forma di cancro molto aggressiva era (è) un messaggio straordinario che ha aiutato milioni di persone.
Le prove e le testimonianze raccolte, però, sono schiaccianti. Come ho avuto modo di scrivere, ogni singola pagina del dossier USADA è un pugno nello stomaco per tutti i tifosi del ciclismo e dello sport in genere. Le testimonianze dei compagni di squadra sulle iniezioni di EPO al termine delle tappe sul pullman della squadra mentre fuori centinaia di tifosi festanti aspettavano un autografo e acclamavano i loro idoli è semplicemente raccapricciante. Penso basti questo episodio per descrivere lo sconforto che può assalire qualsiasi appassionato. 
Nel caso di Armstrong, la cosa più impressionante è come la fama, il successo e il denaro siano stati più forti della propria incolumità e salute. Fino a quando non è uscito il dossier USADA non potevo credere che una persona che ha visto la morte in faccia, che ha subito dei devastanti cicli di terapie potesse assumere, una volta tornato alle gare, svariate sostanze dopanti, tutte estremamente pericolose per il proprio corpo. 

MAI POSITIVO AI CONTROLLI. NON PROPRIO - Lance Armstrong si è sempre difeso sostenendo che "in tutte le centinaia di controlli antidoping a cui è stato sottoposto non è mai stato trovato positivo". La cosa non è completamente vera. A parte la positività all'EPO del 1999 riscontrata ex post (2005) con il nuovo metodo elaborato da un laboratorio antidoping francese, ci sono almeno altre 2-3 circostanze dubbie. Lance fu  trovato positivo per uso di testosterone all'inizio del Tour de France 1999 (vedi capitolo 2, paragrafo h, pagina 31 dossier USADA). La soluzione, stando alle testimonianze, fu quella di retrodatare un certificato medico per giustificare l'utilizzo di un medicinale contenente testosterone.
Nel 2001 (vedi capitolo 4, paragrafo d, pagina 51 dossier USADA) secondo le testimonianze di alcuni compagni, fu trovato positivo all'EPO al Giro di Svizzera (vinto alla fine davanti a Simoni). Armstrong avrebbe confidato ai compagni che le cose si sarebbero sistemate e, stando al dossier, nel 2002 si recò presso gli uffici dell'UCI per effettuare una donazione di 100.000$ "per aiutare lo sviluppo del ciclismo". Un responsabile del laboratorio di Losanna ha recentemente ridimensionato l'episodio dicendo che in realtà il controllo fu soltanto "sospetto" ma non "positivo": vedi dichiarazioni.
Altro controllo sospetto fu quello al Delfinato 2002, ma, stando allo stesso responsabile: "The politics of the UCI at that time, if there was such a result involving an important competitor, was to meet them and ask for an explanation. That was their approach to prevention". Da questa frase, se vera, si possono capire molte cose sul sistema e sul fatto che la figura di Armstrong fosse fondamentale per il rilancio del ciclismo dopo gli scandali del 1998. L'UCI ha completamente scaricato l'americano, ma farebbe bene a fornire delle spiegazioni dettagliate su alcune vicende quantomeno poco limpide.
Infine, nei giorni scorsi le dichiarazioni di uno dei massimi esperti mondiali in tema di valori ematici degli atleti. Secondo questo scienziato danese, i valori del passaporto biologico di Armstrong erano assai sospetti nel 2009 (vedi articolo Eugenio Capodacqua).

Per chi non avesse voglia di leggersi tutte le 202 pagine del dossier, consiglio di guardare questo video-documentario (in inglese) della Tv australiana ABC intitolato "The world according to Lance". 



CIO' CHE RESTA - La raccolta fondi di Livestrong e la speranza donata a migliaia di persone malate resteranno per sempre. Certo, Armstrong ha barato, ma allo stesso tempo è stato un punto di riferimento straordinario per tutti i malati di cancro. E' questo uno dei pochi aspetti da salvare in questa vicenda. Gli altri due lasciti riguardano aspetti prettamente sportivi. 
  1. La revoca dei titoli ad Armstrong e la non assegnazione dei 7 Tour de France sono scelte inappuntabili. Andando a scorgere l'ordine d'arrivo di quei Tour de France (ma anche di alcuni precedenti...) si capisce come il doping e l'omertà fossero la regola e l'antidoping un semplice fastidio da aggirare senza particolari problemi. Non c'erano mosche bianche. Il dossier che andrò a pubblicare sul blog sarà eloquente. Armstrong è colpevole, è giusto revocargli tutti i titoli, ma è tutto il ciclismo di quegli anni che va resettato. Chi tra 10, 20, 30 anni guarderà l'albo d'oro del Tour e troverà 7 caselle vuote, o per meglio dire 7 voragini, capirà subito che quello fu un periodo funesto per il ciclismo intero. 
  2. La revoca dei titoli di Armstrong è un messaggio forte anche a chi continuerà a doparsi e a barare (categoria quest'ultima, ahimè, insopprimibile). Anche se superi i controlli post gara potrai sempre essere scoperto, anche a distanza di anni (vale sempre la regola del doping uno o due passi avanti rispetto all'antidoping). Tutto ciò non azzererà i casi di doping - fama, vittorie e denaro fanno gola a tutti - ma servirà da monito e da deterrente. 
FUTURO CICLISMO - Il tweet di Enrico Mentana sulla vicenda Armstrong mi ha molto colpito.


Condivido il pensiero del direttore del Tg de La7, anche se penso che il ciclismo non sia morto. Fra qualche mese, nonostante tutto, sulle strade di Giro e Tour ci saranno decine di migliaia di tifosi. Il vero problema è la credibilità. Serviranno molti anni affinché persone che non seguono questo sport (o che si sono allontanate in questi ultimi anni) possano considerare il ciclismo uno sport pulito e attendibile. La pulizia andava fatta - a fondo - già 15/20 anni fa. Invece si è lasciato che tecnici, dirigenti, medici, preparatori, atleti continuassero a inquinare l'ambiente. Su questo, come detto, l'UCI ha grosse responsabilità. Le confessioni e i pentimenti (con annesse dimissioni) di molti protagonisti di quegli anni sono un bel segnale. Ma l'opera di pulizia non può prescindere da un cambiamento radicale di mentalità e di persone
L'affaire Armstrong è l'ultima occasione per rilanciare questo sport meraviglioso ma dannato, maledettamente dannato.