mercoledì, agosto 08, 2012

Olimpiadi Londra 2012 - Caso Schwazer, alcune riflessioni

Mercoledì 8 agosto non porterà medaglie all'Italia (unica grande speranza, il quarto di finale di Vincenzo Mangiacapre nella boxe, alle 22.45), ma è destinato ad entrare nell'album olimpico azzurro per la conferenza stampa che Alex Schwazer terrà alle ore 12.00.
Sulla vicenda che ha sconvolto le Olimpiadi italiane si è già detto molto. I qualunquisti e demagoghi di professione hanno già invaso social network e media vari con le loro considerazioni e battute discutibili. Da grande tifoso del marciatore di Racines sono rimasto molto colpito e amareggiato da questa vicenda. La fragilità psicologica di Alex era nota. Dopo le Olimpiadi i risultati stentavano ad arrivare e Alex aveva manifestato dei propositi di ritiro. La notorietà sportiva ed extra-sportiva e i risultati superiori della fidanzata sono state altre prove difficili da superare.
La stagione olimpica, però, sembrava averlo riportato sui livelli del 2008. Poi la positività all'EPO a cinque giorni dalla sua 50km. L'impressione è che siamo solo all'inizio di una storia ancora da scrivere

Fondamentalmente siamo di fronte a due possibili scenari, completamente diversi tra loro:

1. Come dichiarato alla Gazzetta e al Tg1, Alex avrebbe fatto tutto da solo, comprando i prodotti dopanti e e le istruzioni per l'uso via internet. A un mese o poco più dai Giochi, pur avendo un'ottima condizione (per sua stessa ammissione), per il timore di non farcela e per paura di essere beffato da atleti che gli avevano apertamente confessato di utilizzare delle scorciatoie chimiche per ottenere i  risultati, Schwazer sarebbe caduto nella stessa tentazione. Insomma, un "semplice" atto di debolezza in prossimità delle gare olimpiche. 

2. Lo scenario più tremendo - e forse più plausibile per quanto emerso in queste ore - vede invece un ricorso al doping mirato, programmato, con la consulenza di un medico-santone già condannato a livello penale e sportivo. La mancata firma del documento antidoping del CONI (cosa peraltro da verificare), alcune intercettazioni telefoniche legate ad un'inchiesta penale che confermerebbero i legami col suddetto medico, la difficoltà tecnica di assumere EPO senza conoscere le pratiche medico-scientifiche, i numerosi controlli mirati a cui è stato sottoposto, la logistica pre e durante i Giochi, la risposta "Non voglio andare in prigione" alla domanda "Chi ti ha aiutato?", fanno pendere la bilancia dalla parte di questa seconda, dolorosissima ipotesi. 

L'atleta Schwazer ha molto probabilmente terminato la sua carriera. Le persone a lui più care devono ora aiutarlo a superare il periodo durissimo a cui andrà incontro. Devono anche aiutarlo a tirar fuori tutta la verità. Alex ha già ammesso le sue colpe, cosa abbastanza rara in un mondo sportivo che spesso si nasconde dietro al dito del complotto. Ora deve compiere il passo ulteriore. Chiarire fino in fondo i contorni di questa vicenda. 
Sarà infinitamente più dura di una 50km, ma Alex ce la può e deve fare.

Ed ecco il video integrale della conferenza stampa di Alex Schwazer (Bolzano, 08/08/2012):