venerdì, gennaio 27, 2012

Sponsorizzazioni sportive in crisi - Resistono solo calcio, golf e vela

Questa settimana è stato pubblicato su "La Gazzetta dello sport" un interessante speciale sulle sponsorizzazioni sportive in Italia a firma Marco Iaria. Lo studio è stata condotto da StageUp e Ipsos e ha rilevato come nel periodo 2009-2011 vi è stata una contrazione in questo settore del 25.4% con il totale degli investimenti passati da 1.147 milioni di euro a 856 milioni di euro. 291 milioni di euro in meno che hanno significato "fine delle trasmissioni" per diversi club. In un momento di crisi economica globale, i primi costi tagliati sono spesso quelli legati alla comunicazione aziendale. Sempre secondo questo studio, la tendenza per il 2012 permane negativa, con una previsione di un -5.2%, vale a dire altri 45 milioni bruciati.

SERIE A, GOLF E VELA IN CONTROTENDENZA - La torta delle sponsorizzazioni, quindi, si è fatta più piccola. Tuttavia, alcuni sport non hanno subito tale contrazione. Il calcio di Serie A, in particolare, è un prodotto che tira sempre. In base ai dati di Sport + Markt i soli main sponsor di maglia delle 20 squadre di A sono passati da 65.9 della stagione 2010/2011 a 75.9 milioni di euro di quella 2011/2012. Il dato in controtendenza si spiega facilmente. La Serie A di calcio è la competizione italiana con maggior visibilità e sulle maglie - generalmente - campeggiano i loghi di aziende di una certa rilevanza. In linea con i dati negativi, invece, le sponsorizzazioni in Serie B-Win, dove le entrate da Top Sponsor sono scese del 15% nell'ultimo anno. Gli unici altri due sport in cui gli investimenti degli sponsor restano invariati o addirittura aumentano sono quelli  "di lusso" (ambito, quest'ultimo, che anche a livello generale risente meno della crisi ): golf e vela

BASKET e PALLAVOLO IN CRISI - Anche senza i dati dell'indagine era ben evidente la crisi delle sponsorizzazioni a livello di basket e pallavolo. Basti citare il caso della famiglia Benetton che a giugno 2012 dirà addio al basket e alla pallavolo (da questa stagione la Sisley gioca a Belluno), mantenendo solo attività giovanile e rugby professionistico. Anche Claudio Toti ha annunciato che a fine stagione lascerà Roma. Negli ultimi anni, poi, molte aziende che mantenevano in vita la squadra cittadina sono state costrette a dire addio alle leghe professionistiche (vedi Snaidero Udine). Nella pallavolo la situazione è ancora più delicata. Quest'anno ha suscitato molto clamore il caso di Casa Modena, eliminata inopinatamente al secondo turno della Challenge Cup (una delle tante manifestazioni europee prive di appeal) da una squadra lussemburghese dopo aver schierato una formazione di giovani. La spiegazione dell'insuccesso è stata data dal direttore generale degli emiliani Bruno Da Re, il quale ha sottolineato come la decisione di iscriversi a questo torneo era stata dettata dal possibile ingresso di un paio di sponsor. Una volta che questi si sono tirati indietro, la Challenge Cup era diventata un costo insostenibile (vedi intervista a Da Re)... 
A cascata, poi, le serie minori di questi sport hanno sempre meno sostegno dalle aziende private e solo l'appoggio di Regioni, Province o Comuni o di società partecipate da enti pubblici consente loro di rimanere in piedi.
In molti, giustamente, sostengono che, oltre alla congiuntura economica, sia stata determinante la legge di Darwin applicata allo sport, dove solo le discipline più forti (leggi attrattive) sopravvivono. Oltre a questo, però, va aggiunta l'incapacità di Federazioni e Leghe di evolversi, costruendo dei format interessanti per pubblico, televisioni e conseguentemente per gli stessi sponsor.

ANNO OLIMPICO - Per gli sport che durante l'anno hanno poca (nulla?) visibilità, l'anno olimpico rappresenta l'appuntamento da non mancare. I medagliati dei Giochi di Londra 2012 avranno certamente la possibilità di sottoscrivere dei contratti si sponsorizzazione assolutamente impensabili in condizioni normali. Se poi gli stessi dovessero essere anche dei buoni personaggi mediatici, le ospitate in programmi radio-televisivi non mancheranno. Insomma, per moltissimi le Olimpiadi rappresentano l'occasione della vita, non solo dal punto di vista sportivo.

IL LATO OSCURO DELLE SPONSORIZZAZIONI -  In conclusione non va dimenticato un aspetto molto presente nell'Italia che evade le tasse: le sponsorizzazioni gonfiate e quelle in nero. Attraverso le prime si emettono fatture per cifre molto più elevate rispetto a quelle reali, puntando così ad aumentare i costi e a ridurre la cifra da versare al fisco (vedi caso di un imprenditore condannato). Con le seconde, invece, si pagano i giocatori di squadre sulla carta dilettantistiche, in realtà iper-professionistiche (vedi il recente caso scoperto ad Arzignano).