lunedì, gennaio 16, 2012

Sponsor e tatuaggi: il caso di Nick Symmonds

Nick Symmonds a Daegu (writingaboutrunning.com)
Sabato scorso è uscito su "La Repubblica" un gustoso articolo dell'impareggiabile Maurizio Crosetti. La storia è quella di Nick Symmonds, statunitense, buon specialista degli 800 metri (finalista a Daegu; PB: 1'43"76, ottenuto a Rieti nel 2010 in occasione della gara del record mondiale di David Rudisha). Symmonds, sfidando le regole del CIO sulle sponsorizzazioni, ha venduto uno spazio pubblicitario assai particolare: la propria spalla sinistra. L'ottocentista americano ha lanciato sul proprio account Twitter (@nsymm) la seguente proposta: il miglior offerente avrà la possibilità di marchiare il suo logo sulla spalla sinistra di Nick per tutte le gare dell'anno, fino al 31/12/2012, Olimpiadi di Londra comprese (qualora dovesse qualificarsi ai Trials). Il vincitore avrà la massima visibilità possibile, senza infrazioni alle regole esistenti. In particolare i regolamenti internazionali vietano l'esibizione di marchi ulteriori rispetto a quello dello sponsor tecnico sulle divise delle rappresentative nazionali (nella foto campeggia il marchio Nike sulla divisa USA). Symmonds non potrà esibire la spalla tatuata col nome dello sponsor durante le gare, ma si impegna a mostrarlo nelle successive interviste. Sarà compito suo, quindi, gestire praticamente i tatuaggi-monouso. In particolare dovrà essere molto rapido, dopo la fatica dei due giri di pista, ad apporsi il tatuaggio prima di andare in mixed-zone. L'unico limite per le aziende interessante all'asta riguardava l'esclusiva merceologica, vale a dire l'impossibilità per Symmonds di accettare offerte da aziende concorrenti agli altri sponsor personali (Nike e Malaleuca, un'azienda alimentare).
L'asta per l'assegnazione della spalla sinistra è stata lanciata su eBay con una base di 9cent. e si è chiusa un paio di giorni fa a quota $11.100. Lo stesso Symmonds, abilissimo comunicatore e uomo-marketing, ha annunciato, sempre dal suo account Twitter, che mercoledì 18 gennaio rivelerà l'azienda che si è aggiudicata... la sua spalla.
Un caso estremamente interessante che certamente sarà vagliato molto attentamente da IAAF e soprattutto dal CIO, quest'ultimo sempre molto rigido rispetto alla presenza di sponsor sui campi di gara olimpici (la tradizione olimpica prevede la cartellonistica neutra, priva cioè di qualsivoglia riferimento ad aziende partner dei Giochi Olimpici). Di certo Symmonds con la sua creatività e intraprendenza ha aperto una nuova frontiera per quanto riguarda le sponsorizzazioni sportive. Una frontiera destinata a far discutere. Il primo obiettivo di Nick è già stato centrato.