giovedì, novembre 03, 2011

Bayern Monaco - Appunti per un 2012 da protagonisti

Il Bayern Monaco 2011/2012 (dal sito ufficiale)
La partita di ieri sera tra Bayern Monaco e Napoli ha messo in mostra pregi e difetti della squadra tedesca. Fin qui il  Bayern ha prodotto un ottimo calcio e i numeri sono straordinari. Tuttavia, in vista della primavera e quindi della fase decisiva della stagione, occorre sottolineare alcune lacune emerse in questa prima parte dell'anno, specialmente nelle ultime due settimane. Premessa doverosa è che il buonsenso ed equilibrio portati da Heynckes, uniti alla mentalità offensiva e al possesso palla inculcati da Van Gaal nel suo (quasi) biennio, sono una miscela straordinaria. In un'ipotetica graduatoria europea, subito dopo  Barcellona e Real Madrid ci sono proprio i bavaresi.

DIFESA CENTRALE - La fase difensiva è migliorata notevolmente (anche l'innesto di un portiere degno di tal nome è servito a qualcosa...). Ad ogni modo, anche ieri sera Badstuber ha dimostrato tutta la sua pochezza. Per quale ragione anche Heynckes e la stessa società puntino su questo difensore  è un mistero. Magari fra qualche anno mi dovrò ricredere, ma espulsione di ieri sera a parte, i limiti di Badstuber sono evidenti. Avere al suo fianco un altro centrale non irreprensibile come Van Buyten non fa che aumentarne dubbi e insicurezze. Ad inizio anno il tecnico del Bayern aveva trovato la soluzione con Rafinha terzino destro e Boateng centrale. Visti i risultati sembrava quella definitiva. Poi il re-inserimento di Badstuber. Contro squadre che faticano ad arrivare alla tre-quarti bavarese nessun problema, ma da febbraio in avanti le avversarie saranno di ben altro livello. Urge (in realtà da almeno un paio d'anni) l'acquisto di un difensore centrale di caratura internazionale che possa disputare le coppe. Altrimenti difficilmente il Bayern potrà arrivare alla finale dell'Allianz Arena.

RICAMBI - Vero che in Germania il calendario è molto meno serrato rispetto alle altre parti d'Europa (4 gare in meno in campionato più la sosta invernale sono fattori importanti). Altrettanto vero che avere un 11 titolare sia un vantaggio in termini di organizzazione e automatismi. Tuttavia, i cali di forma e la stanchezza sono elementi ineluttabili durante un'annata calcistica e la panchina del Bayern mi sembra quantomeno corta. Ieri sera Muller e Kross - tra i più impiegati visti anche gli impegni con la nazionale - sono sostanzialmente spariti nel secondo tempo. Gomez è un carrarmato e in questo momento dà l'idea di essere invincibile. Ma anche lui può infortunarsi o subire una squalifica. A quel punto presentarsi in Champions con Peterseen titolare sarebbe un azzardo (eufemismo). Olic è tornato da un lunghissimo stop ma Heynckes non sembra vederlo molto. Alaba è un giovane interessante, mentre Pranijc, pur non essendo un fenomeno, può servire per la sua duttilità. Detto di Rafinha e dell'alternanza Tymoshchuk - Luiz Gustavo, la rosa dei bavaresi finisce qui. Con un po' di fortuna (no infortuni, no squalifiche) potrebbe bastare, ma ieri sera, per esempio, si è fatto male Schweinsteiger. Oltre ad un difensore centrale, servirebbe quindi almeno un vice-Gomez di maggior qualità rispetto a Peterseen.

Robben, Lahm e Schweinsteiger
ROBBEN - In una recente puntata di "(E' sempre) Calciomercato" su Sky Sport 1, l'ottimo giornalista della Gazzetta Paolo Condò si è lasciato sfuggire la seguente frase "Robben? Per gli equilibri del Bayern il suo infortunio è una fortuna". Anche se letta in chiave di paradosso, sminuire in questo modo la bravura dell'asso olandese è ingeneroso e sbagliato. Vero che Robben passa più tempo in infermeria che in campo, ma quando gioca è assolutamente insostituibile. Basti ricordare la Champions 2009/2010 o l'ottavo di finale contro l'Inter dello scorso anno. Peraltro, continuo a sentire molti paragoni tra Ribery e Robben. Detto che si tratta di due giocatori molto diversi, il mio pensiero  è che Robben sia di una spanna superiore al francese, bravo, ma leggermente sopravvalutato. Oltre a questo, la presenza di Robben favorirebbe anche Thomas Muller, sempre ottimo ma non proprio a suo agio sulla fascia destra (di fatti, spessissimo, il campione tedesco tende ad andare a cercare spazio tra le due linee in posizione centrale). Vero che, di fatto, la presenza di Robben escluderebbe Kroos dall'11 titolare, ma quest'ultimo potrebbe diventare un 12o di importanza assoluta. In definitiva, solo in Italia si può considerare Robben un problema dal punto di vista tattico. Con Robben in forma, il Bayern, nonostante le lacune descritte poc'anzi, può puntare alla tripletta sfuggita di poco nel 2010.