mercoledì, ottobre 05, 2011

Calcio in Tv - La sentenza dell'Unione Europea: possibili scenari

Karen Murphy, titolare del pub di Portsmouth
Il primo effetto della sentenza con cui la Corte Giustizia dell'UE ha liberalizzato il mercato dei decoder e degli abbonamenti alle pay-Tv europee c'è già stato. Gli appassionati italiani di calcio inglese avranno notato come con l'inizio della Premier League 2011/2012 Sky Italia non trasmette più in diretta il primo match della domenica pomeriggio (l'ultimo caso è stato Bolton-Chelsea). Antonio Dipollina nell'edizione odierna di Repubblica sottolinea come in Inghilterra circolino non solo decoder greci, ma anche italiani. Ecco perché, molto probabilmente, la Premier League ha bloccato la trasmissione in diretta del match domenicale su Sky Italia. 

Questo esempio concreto serve a capire meglio cosa potrebbe accadere da qui in avanti. Si parla di una sorta di Bosman bis, questa volta inerente il mercato dei diritti televisivi. Può essere, ma appare evidente che Leghe e Broadcaster titolari dei diritti cercheranno delle soluzioni per limitarne gli effetti. In Italia la scorsa settimana è stato siglato l'accordo per i prossimi tre campionati. Sky e Mediaset verseranno 2,5 miliardi di euro. Evidente quindi l'interesse della Lega Calcio di tutelare Sky e Mediaset che con i loro contratti garantiscono il 70% dei ricavi dei club. 
Il nocciolo della questione riguarderà l'assegnazione dei diritti Tv per l'estero. Proprio questo aspetto andrà ponderato bene dai soggetti coinvolti. Quante e quali partite concedere alle Pay-Tv straniere (di Stati UE)? Limitare il numero di partite trasmettibili dalle stesse pay-Tv però significherebbe chiudere contratti meno vantaggiosi. Si potrebbe pensare di predisporre un bando unico per tutti i 27 Paesi Europei, ma ciò non si sa quanto sarebbe compatibile con le norme europee.
Il tifoso e consumatore, quindi, si trova in mezzo ad una questione particolare. Da un lato potrebbe sfruttare la concorrenza e il libero mercato acquistando la tessera di una pay-Tv straniera, risparmiando così qualche euro. Al massimo dovrebbe ascoltare le telecronache non in italiano, ma in alcuni casi non è detto sia uno svantaggio (tra l'altro si parla già di pay-Tv straniere pronte ad affidare le telecronache a giornalisti locali). Dall'altro lato, però, è consapevole del fatto che una concorrenza spietata con relativa svalutazione dei diritti Tv, metterebbe in seri guai la squadra per la quale fa il tifo. 
Gli effetti della sentenza sono ancora tutti da verificare, ma è un dato di fatto che anche questa volta  le regole Ue su libera circolazione e libero mercato hanno messo in seria difficoltà il calcio europeo.