giovedì, settembre 08, 2011

Serie A 2011/2012 - La griglia di partenza

A poco più di 24 ore dal calcio d'inizio della Serie A 2011/2012 ecco la griglia di partenza di Blog-In. Il sospetto è che possa essere uno dei campionati dalla cifra tecnica più bassa degli ultimi anni. Se ne sono andati alcuni giocatori affermati (Eto'o) e altri in rampa di lancio (Sanchez, Pastore, Menez). E' arrivato qualche discreto nome (Forlan, Elia, Vidal, Pianjc, Klose, Cissè) ma nessuna stella in grado di bilanciare le cessioni citate. Oltre a ciò il calcio italiano perde sempre più competitività a livello europeo. Staccate inesorabilmente dai top-club europei, le squadre italiane hanno visto assottigliarsi notevolmente il divario con i club delle nazioni emergenti. Senza una programmazione seria, senza investimenti su settori giovanili e senza una politica di modernizzazione e costruzione di nuovi stadi (Juventus Stadium come fiore nel deserto), il calcio italiano rischia seriamente di finire alla periferia d'Europa.

Ecco la griglia di partenza della Serie A 2011/2012 (per le squadre inserite nella stessa fascia vale l'ordine indicato).

FASCIA 1 - MILAN

FASCIA 2 - INTER, JUVENTUS, LAZIO, NAPOLI

FASCIA 3 - PALERMO, ROMA, FIORENTINA, GENOA, UDINESE

FASCIA 4 - CESENA, CHIEVO, PARMA, CATANIA, CAGLIARI

FASCIA 5 - BOLOGNA, NOVARA, SIENA, LECCE, ATALANTA

Adrian Mutu può far sognare Cesena
Come si può facilmente intuire il Milan parte davanti a tutti. Il mercato rossonero non è stato eccezionale, ma il margine rispetto alla concorrenza italiana appare evidente. Se non altro perché il Milan vanta la miglior coppia difensiva della categoria (Thiago Silva - Nesta) e il centravanti in grado, da solo, di portare 7-8 punti in più alla causa. Detto ciò, i rossoneri per essere competitivi anche in Europa avrebbero dovuto fare qualcosa in più sul mercato. In seconda fascia un gruppo di 4 squadre che presumibilmente si giocherà i 2 restanti posti in Champions League. L'Inter di Gasperini lascia moltissime perplessità e il secondo posto nella griglia è più per il numero di grandi giocatori a disposizione che per effettiva convinzione. Il 3-4-3 di Gasperini è un dogma. Imbarazzante, ancor di più del caso Forlan, il fatto che Moratti abbia già dettato alcune linee guida, contrarie alla filosofia di Gasperini (difesa a 4 e trequartista). L'attacco è potenzialmente forte, ma non ci sono i giocatori adatti al tridente di Gasp, mentre Sneijder non può giocare centrocampista centrale. Problema grave. Gli esterni di centrocampo sono pochi. Insomma, si preannuncia una stagione complicata. Ci si aggrapperà alla classe dei singoli. La Juventus ha svolto un mercato buono, ma non ottimale. Serviva come il pane un difensore centrale che non è arrivato. Il solo, ottimo Bruno Alves avrebbe proiettato i bianconeri un gradino sopra. Occorrerà tener duro fino a gennaio. Ottimi gli innesti di Lichtsteiner, Pirlo, Vidal (che dovrà giocare al fianco dell'ex rossonero a scapito di Marchisio) e Vucinic. Utili alla causa i vari Pazienza, Estigarribia e Giaccherini. Da verificare la tenuta del modulo offensivo impostato da Conte. Le premesse per una buona stagione, comunque, ci sono. Ma  al di là di qualsiasi disquisizione sul mercato, il vero fiore all'occhiello bianconero è il nuovo stadio: un vanto che proietta la Juventus nel futuro. I benefici e il vantaggio sulla concorrenza italiana sono evidenti. La Lazio ha colmato una delle due lacune principali della scorsa (ottima) stagione. Ha acquistato due attaccanti esperti, concreti quali Klose e Cissè. Notevole salto di qualità. Il centrocampo è ben assortito, manca un grande difensore centrale al fianco di Dias. Anche la sostituzione di Lichtsteiner non convince molto. Squadra che può lottare per la Champions. Il Napoli ha operato bene sul mercato, ma ciò non significa che i partenopei miglioreranno il (miracoloso, per il valore complessivo della squadra) terzo posto dello scorso anno. I primi 4 mesi della stagione saranno molto delicati, probabilmente decisivi. Il doppio impegno Campionato-Champions è difficile da gestire, nonostante la rosa ampia. In terza fascia una serie di squadre abbastanza imperscrutabili alla vigilia. Il Palermo è non è poi così debole. Silvestre, Mantovani, Aguirregaray, Della Rocca e Barreto sono più che validi. L'attacco è uno dei migliori della categoria, soprattutto se Pinilla troverà continuità. Il problema è la volubilità di Zamparini. La Roma ha cambiato moltissimo e in chiusura di mercato si è rinnovata e rinforzata. Kjaer, Pianjc, Osvaldo sono giocatori molto interessanti. Manca però un terzino sinistro e la gestione di alcuni senatori non sarà semplice. L'incognita principale è comunque Luis Enrique. Difficile capire le potenzialità della squadra. Fiorentina e Genoa hanno fatto un mercato al di sotto delle attese, ma restano compagini più che valide, in grado di strappare punti anche alle big. Malesani non ha avuto il centravanti di grido che si aspettava, ma difesa e centrocampo sono più che competitivi. La Fiorentina sta portando avanti un'opera di ridimensionamento, con abbattimento del monte ingaggi. Scelta apprezzabile, ma il livello della squadra rimane pressoché immutato. Importante il recupero di Jovetic che con Gilardino (anche col mal di pancia) e Cerci forma un bel tridente offensivo. Lacune negli altri reparti. L'Udinese meriterebbe un post a parte. La campagna acquisti di quest'anno e il modo in cui è stato affrontato il preliminare di Champions (partita di ritorno contro l'Arsenal con unico attaccante a disposizione Di Natale visto che Denis era già stato ceduto all'Atalanta) gridano vendetta. La politica dei Pozzo è consolidata e ammirevole, ma reinvestire parte degli oltre 60 milioni incamerati per acquistare 2-3 giocatori già pronti era un dovere dopo la splendida cavalcata della scorsa stagione. Guidolin è il valore aggiunto, ma anche lui non può fare miracoli. Danilo è l'unico innesto di spessore. Pereyra e Torje hanno buone potenzialità, ma hanno bisogno di tempo per inserirsi. Nella fascia 4 rientrano le squadre che sulla carta lottano per la salvezza, ma che potrebbero anche fare un campionato di metà classifica. Nota di merito per il Cesena. Mutu, Eder, Martinez, Candreva alzano esponenzialmente il potenziale offensivo. Confermato Parolo, con Giampaolo in panchina può essere la squadra rivelazione. Il Chievo ha operato con la solita intelligenza, anche se il numero degli attaccanti a disposizione di Di Carlo è eccessivo. Da seguire con attenzione Bradley. Il Parma potrebbe disputare una stagione più tranquilla della precedente, anche se Floccari o Pellè non sono Amauri. Il Catania ha potenziato l'attacco, ma nella sostanza è rimasta la stessa squadra dello scorso anno con Silvestre in meno. Il Cagliari non ha brillato sul mercato e l'attacco appare un po' anemico. Bene il centrocampo, difesa consolidata. I sardi però rischiano più delle scorse stagioni. Infine, la fascia 5, quella delle squadre che sulla carta rischiano di più. Le 3 neopromosse hanno cambiato abbastanza, ma senza snaturarsi. L'Atalanta è quella che rischia di più, se non altro per il fardello dei (per ora) 6 punti di penalizzazione. Da seguire Bonaventura e Moralez. Il Novara sembra deboluccio in attacco, ma Morimoto può essere la sorpresa. Il Siena ha fatto abbastanza bene, ma le lacune in tutti e tre i reparti sono evidenti. D'Agostino può rilanciarsi. Il Bologna ha fatto un discreto mercato, anche se la difesa appare davvero molto debole. Grave anche la partenza di Della Rocca. Diamanti ritrova Bisoli e può far bene. Interessante vedere quale sarà la soluzione adottata dal tecnico rossoblù per l'attacco (1+2 o 2+1?). Il Lecce, dopo il miracolo della passata stagione, è chiamato ad un'ennesima impresa. I pugliesi se la possono giocare anche se il 4-3-3 di Di Francesco rischia di mettere ancora più in difficoltà una difesa non certo irresistibile. Grande interesse per seguire la stagione di Muriel e soprattutto di Ofere.