mercoledì, agosto 03, 2011

Mondiali Atletica Leggera 2011: "Santa Antonietta salvaci tu" - La squadra azzurra a Daegu di Vittorio Virgili



Tra poche settimane prenderanno il via a Daegu, in Korea del Sud, i Campionati Mondiali di Atletica Leggera.
Blog-in seguirà quotidianamente i Mondiali con un articolo serale con l’analisi della giornata appena trascorsa e le previsioni per la giornata successiva.

Iniziamo oggi con l’analisi delle possibilità azzurre in questi Mondiali.
Come scritto da molti giornali sarà la più esigua spedizione della storia per i colori italiani, con soli 25 atleti (la 4x100 e 4x400 le considero uniche perché se si convocano 6 atleti su 4 che corrono nella 4x100 il numero può salire all’infinito ma è pur sempre una singola gara…).
Al contrario delle altre edizioni, però, in cui avevamo sì pochi atleti, ma con degli assi da medaglia da giocare, quest’anno il quadro è molto critico.
Antonietta Di Martino, speranza azzurra a Daegu
Come dice il titolo dell’articolo, "Santa Antonietta salvaci tu", perché solo Antonietta Di Martino è realmente da medaglia in questo mondiale, con un 2.00 preso per  i capelli due giorni fa a Madrid dopo un’estate persa per un dolore al piede di stacco. Questo risultato la pone al secondo posto nelle liste mondiali stagionali dietro la russa Chicherova (un interessante articolo è uscito oggi sulla Gazzetta dello sport in cui si racconta della sua vita tribolata) e a pari merito con la dominatrice degli ultimi anni, Blanka Vlasic, quest’anno presasi un piccolo anno di tranquillità.
Passando agli altri atleti presunti da medaglia per il Direttore Tecnico della nazionale Uguagliati vorrei sottolineare che:
Nicola Vizzoni: a quasi 38 anni è ancora una delle punte di diamante della squadra. Si mantiene ai livelli di 10 anni fa lanciando sui 79-80 metri ed è riuscito a conquistare lo scorso anno un argento europeo alla vigilia inpronosticabile. A livello mondiale anche a causa del doping che ha eliminato molti dei leader della specialità, quest’anno non si lancia tantissimo. Per fare un confronto, nel 2001 Vizzoni con il suo personale di 80,50 finì 13° nelle liste mondiali stagionali. Quest’anno con 30 centimetri in meno è 3°! Se gli altri non dovessero tornare sui loro soliti livelli, Nicola potrebbe puntare seriamente ad un podio mondiale.

Simona la Mantia: argento europeo a Barcellona la scorsa estera ed oro europeo indoor a Parigi questo inverno, per lei vale lo stesso discorso di Nicola Vizzoni. Il triplo femminile è tornato indietro di anni e Simona con gli stessi risultati di 6 anni fa potrebbe salire sul podio. Sui primi due gradini sono saldamente posizionate la cubana Savigne e la kazaka Rypakova mentre sul terzo è tutto da giocare.
Un posto tra le prime 5 al mondo per Simona sarebbe un grandissimo risultato.

Fabrizio Donato: fenomenale in inverno con l’argento europeo indoor saltando 17.73, quest’estate come spesso gli capita ha tradito le attese con scarsi risultati. Con l’assenza di Tamgho per infortunio, se Fabrizio dovesse tornare lo stesso delle indoor potrebbe conquistare una medaglia mondiale storica che manca all’Italia da secoli.

Alex Schwazer: capitolo a parte per Alex che non farà i 50km a causa di un ritardo di preparazione. Correrà la 20km, gara che l’anno scorso gli ha regalato una medaglia europea a Barcellona. Se saprà combattere come faceva una volta senza gli ormai soliti problemi psicologici è uno degli atleti da battere. Incrociamo le dita.
Questi 4 atleti suindicati al momento non sono sicuramente da medaglia ma con un pizzico di fortuna potrebbero esserlo.

Passiamo ora ad analizzare il resto della squadra per specialità:

VELOCITA': presentiamo la sola Marta Milani nei 400 metri come atleta individuale, cosa mai accaduta nella storia azzurra dei mondiali. Marta inoltre non ha alcuna possibilità di medaglia, anzi anche da finale. A un anno da Londra 2012 è un dato molto preoccupante.
Oltre alla Milani correranno la 4x100 maschile e la 4x400 femminile. La prima è la lontana parente della staffetta che l’anno scorso battè il record storico italiano conquistando l’argento continentale. Dei fantastici 4 di Barcellona praticamente nessuno è parso in una condizione accettabile, anzi sia in coppa Europa che in Svizzera la staffetta ha perso il testimone e non ha terminato la gara. Un posto in finale potrebbe essere un buon risultato confermando il settimo posto di due anni fa.
La staffetta femminile anche a causa della scarsa forma della primatista italiana Libania Grenot non è certamente da podio ma se la naturalizzata cubana tornerà sui suoi limiti si potrebbe raggiungere un’ottima finale.

OSTACOLI: dopo i due 13”57 in fotocopia delle ultime settimane è stato convocato Emanuele Abate che ha sempre fallito i grandi appuntamenti. Il raggiungimento di una semifinale potrebbe essere un obiettivo  raggiungibile correndo sui suoi tempi.
Stesso discorso vale per Manuela Gentili sui 400hs, che ha l’occasione della vita essendo arrivata alla ribalta ad un età avanzata avendo attualmente 33 anni e Marzia Caravelli sui 110hs che con 13”01 è lontana solo 4 centesimi dallo storico record di Carla Tuzzi.

SALTI: abbiamo già parlato di La Mantia, Donato e Di Martino. Dietro di loro si vede poco o nulla. Dietro Antonietta ci sono molti giovani talenti come Alessia Trost ed Elena Vallortigara ma sono ancora acerbe per salire sul palcoscenico mondiale. A Daegu ci sarà Raffaella Lamera che vorrà conquistare un posto in  finale anche se sarà molto difficile.
Nel triplo sarà da verificare la condizione di Fabrizio Schembri che quest’estate ha saltato meglio di Donato ma che in queste ultime settimane ha patito un serio infortunio che pone a serio rischio la sua partecipazione al mondiale.
Nell’alto maschile ci sarà il giovane Silvano Chesani, figlio di una generazione di saltatori che non ha mai trovato la sua perla negli ultimi anni conseguendo solo piazzamenti europei e mondiali e nulla più.
Chesani come era per Fassinotti lo scorso anno agli Europei, cerca un posto in finale per crescere.
Nell’asta è riuscita a qualificarsi Anna Giordano Bruno, che tenterà una qualificazione in finale che sembra un’impresa alla sua portata.

LANCI: detto di Vizzoni, in Korea ci saranno anche Silvia Salis, Zahra Bani e Chiara Rosa. Il trio di lanciatrici, soprattutto le ultime due citate, è oramai presente sulla scena mondiale da alcuni anni. La Bani è la lontana parente dell’atleta che nel 2005 arrivò quinta mentre Chiara Rosa ha perso più 20kili di peso per essere più veloce in pedana e lanciare di più ma finora con scarsi risultati.
Silvia Salis è la più giovane delle tre e a Daegu cerca il lancio della piena consacrazione dopo decine di lanci tra i 79 e gli 81 metri. Un posto in finale è alla sua portata ma dovrà migliorarsi di tanto per ambire ad un posto tra le prime 5.

Alex Schwazer disputerà la 20km
MARCIA: Dietro Schwazer si muove soprattutto Giorgio Rubino. Dopo il quinto posto di 2 anni fa, l’atleta laziale cerca la prima medaglia mondiale della sua carriera. Nella 50km poche speranze da medaglia per De Luca e Nkouloukidi.

Ultimo capitolo è sicuramente quello dei grandi assenti.
Elisa Cusma due anni fa arrivava in finale sfiorando il podio.Dopo due anni fatica a ritrovare i suoi tempi a causa dei tanti infortuni di quest’anno e dello scorso anno.
Giuseppe Gibilisco aveva trovato il salto del minimo alcuni giorni fa in una gara in piazza in Germania, ma il non corretto invio della documentazione della gara non ha permesso l’omologazione del risultato. Tornato con Vitaly Petrov dopo anni, Giuseppe cercherà di andare in Korea saltando molto probabilmente nell’ultimo giorno disponibile per la IAAF cioè il 15 Agosto in Polonia.
Un grosso augurio, infine per Andrew Howe che, pur avendo il minimo nei 200 metri, sarà costretto a rinunciarvi a causa dell’ennesimo infortunio che lo terrà fuori delle piste per parecchio tempo. Speriamo di rivederlo l’anno prossimo in pista per le Olimpiadi.

Dopo il 15 Agosto analizzeremo le starting list provvisorie dei Mondiali che si preannunciano ricche di sorprese e altre grandi riconferme.