lunedì, marzo 21, 2011

Atp Indian Wells 2011 - Djokovic da applausi, eclissi Nadal (di Marco Rebuglio - Tennisworlditalia.com)

Non avevamo bisogno di questa finale di Indian Wells per renderci conto del salto di qualità operato da Novak Djokovic, ma il 4-6 6-3 6-2 in 2 ore e 25 minuti con cui il serbo ha negato a Rafael Nadal, numero uno del mondo, la gioia del primo titolo stagionale (un titolo che manca da Tokyo in ottobre), rappresenta la svolta definitiva per il 23enne di Belgrado. Nel confronto con il diavolo maiorchino Djokovic non era mai riuscito a prevalere in una finale, e le sue 7 vittorie (che ora sono diventate 8) le aveva sempre ottenute in due parziali. Con dall'altra parte della rete Nadal mai gli era riuscita una rimonta da un set sotto come quella odierna. Segnali e traguardi che messi insieme vanno a rafforzare le convinzioni di un tennista ora in condizione di non porsi più limiti, al termine di un torneo vinto battendo prima Federer e poi Nadal, numero due (questa settimana in seconda posizione c'era ancora lo svizzero) e numero uno. E anche questa è una picevole semi-novità, visto che non gli accadeva dall'Open del Canada del 2007.
L'unico motivo che dovrebbe placare un filo gli entusiasmi dei tifosi di Nole è il modo in cui è giunto questo successo: al termine di una partita bruttina, decisa dai momenti di scarsa lucidità di entrambi i protagonisti e che ha preso una direzione favorevole al serbo a causa del crollo di Nadal, tornato a sbagliare un dritto via l'altro, ricalcando quanto accaduto nella pessima prestazione contro Devvarman in ottavi di finale, in un terzo set che lo ha visto scivolare 0-4 in pochissimo tempo.
Solo qualche giorno fa Gasquet aveva indicato in quella di Djokovic la risposta migliore del circuito. Il serbo smentiva il collega non approfittando di un Nadal che, in quanto a prime in campo, è stato poco sopra il 50% nel primo set ed è sceso addirittura sotto il 30% nel secondo. Incredibile come, malgrado le percentuali quasi da circolo, Nadal sia comunque riuscito a chiudere a zero ben quattro turni di battuta consecutivi, dal 4-3 del primo set fino al 2-2 del secondo.
Durante il parziale d'apertura il servizio a dire la verità non ha funzionato da ambo i lati. Per conquistare il primo vantaggio Rafa ha infatti fatto tesoro delle scarsissime percentuali esibite anche dal serbo. Approfittando della situazione l'iberico iniziava il martellamento, per un atteggiamento aggressivo fin dalla risposta che ha pagato.
Sintomo di poca qualità anche le enormi difficoltà incontrate da Nole per portare a casa il secondo set. Il serbo è stato in grado di trascinare il match alla frazione decisiva sul 5-3 e servizio solo dopo aver sprecato cinque set point, alcuni con errori veramente grossolani. Ci aveva già provato poco prima Nole a complicarsi la vita, regalando allo spagnolo, sul 4-2 e servizio, il controbreak con un inopportuno doppio fallo. Il tennis stellare fatto vedere in questo primo scorcio di stagione è riaffiorato solo nel finale ed è stato utile per tenere sott'acqua la testa di Nadal, contro cui non si può mai star troppo tranquilli.
Le 18 vittorie consecutive da inizio stagione (20 considerando anche il finale di 2010) hanno portato Nole a stabilire anche un record. Mai nessun giocatore dal 1990 a oggi, cioè negli ultimi 21 anni, era partito così forte inanellando tutte queste vittorie. Finora la migliore uscita dai blocchi era stata quella di Pete Sampras nel 1997, quando ottenne 17 vittorie consecutive prima della sconfitta al primo turno di Indian Wells, segue a ruota quella di Roger Federer nel 2006, con 16 successi di fila fino alla finale di Dubai. Nel 1984 John McEnroe rimase imbattuto fino alla finale del Roland Garros. Eguagliarlo pare impossibile, ma con Miami alle porte Nole può incrementare il suo primato.

Marco Rebuglio (tennisworlditalia.com)