martedì, febbraio 08, 2011

Serie A 2010/2011 - Il punto dopo la 24a giornata: 8 squadre in 11 punti, finale incertissimo

Dopo 24 giornate di campionato, la Serie A 2010/2011 vede le prime otto squadre racchiuse in soli 11 punti. Un grande equilibrio che conferma il pensiero espresso qualche settimana fa. Il livello delle squadre tradizionalmente in lotta per lo Scudetto è diminuito rispetto al passato (ne è riprova la prima parte di stagione a livello europeo), mentre il "ceto medio" (dal Napoli  al Palermo, passando per Lazio e Udinese) è divenuto maggiormente competitivo, grazie alla presenza in ciascuna di queste squadre di giocatori in grado di fare la differenza, quantomeno nel nostro campionato. Basti citare solamente Cavani, Hernanes, Pastore e Sanchez. Oltre a queste quattro squadre che stanno scombussolando i piani alle ipotetiche quattro dominatrici (Inter, Milan, Juve e Roma), anche altre squadre hanno innalzato la loro competitività, eliminando la distorsione creatasi negli anni immediatamente successivi a Calciopoli, quando il divario tra big e provinciali era troppo marcato e l'esito di quasi tutti i match era scontato. Mi riferisco a Cagliari, Chievo, Genoa oltre che Fiorentina e Sampdoria (questi ultimi due casi a parte).
Il risultato, quindi, è un campionato dove alla 24^ giornata il Milan primo in classifica ha ottenuto 49 punti, praticamente una media di 2 punti a partita. Se si considera che - senza andare troppo indietro nel tempo - tutti gli ultimi campionati hanno visto trionfare l'Inter sempre ben al di sopra degli 80 punti, si capisce come la stagione in corso sia all'insegna di un più spiccato equilibrio.

TREND: di fronte a questa incertezza è difficile capire quali saranno i piazzamenti finali. Stilare tabelle come quella della Gazzetta di oggi che delimita la lotta Scudetto a Milan, Inter e Napoli potrebbe essere fuorviante. Sembrerà azzardato o forzato, ma visto l'equilibrio regnante, ad oggi tutte e 8 le squadre sono in lizza per qualsiasi piazzamento. Tra le 8, l'unica ad avere un trend in discesa è la Lazio. Prendendo come parametro le 7 giornate disputate nel 2011 e dando un'occhiata alle ultime prestazioni (che vanno al di là dei risultati conseguiti), la squadra di Reja ha ottenuto 9 punti, perdendo in casa con il Lecce e a Bologna e giocando un calcio molto lontano da quello veloce e produttivo di inizio anno. Anche la Juventus ha avuto un inizio 2011 molto complicato (addirittura soli 7 punti), ma oltre all'evidente calo fisico di molti uomini, la squadra di Del Neri ha pagato l'assenza di tutto il reparto avanzato. Matri, Toni come prime punte (probabile il loro utilizzo contemporaneo da qui a fine anno), vanno a tappare la falla di gennaio. Le ultime due trasferte di Palermo e Cagliari possono confortare allenatore e società. Tornando in testa alla classifica, è evidente come il Milan stia pagando a caro prezzo le defezioni a centrocampo. Van Bommel ed Emanuelson sono due palliativi che non risolvono il problema. La difesa a 4 senza Nesta è infatti molto vulnerabile (e per fortuna dei rossoneri Allegri ha dato fiducia a Yepes). Insomma, l'attacco è super grazie soprattutto a Ibra, ma i problemi negli altri due reparti sono molti. Fin qui per i rossoneri un 2011 molto stentato, nonostante un calendario non impossibile.
L'Inter di Leonardo ha recuperato brillantemente, anche se appare incredibile come il feeling di Moratti con l'allenatore condizioni il rendimento della squadra. Davvero inspiegabile l'atteggiamento di Moratti nei confronti di Benitez, criticato ad ogni piè sospinto e privato di qualsivoglia acquisto estivo. Con Leonardo la squadra gioca in modo offensivo, ma alla lunga - specialmente in Champions League - una fase difensiva così morbida potrebbe rivelarsi deleteria. Il Napoli, personalmente, continua a stupirmi. Verissimo che i tre davanti formano un tridente unico e affiatato. Tuttavia il resto della squadra è formato da onesti gregari, senza particolari picchi di qualità. Anche se non è certo l'allenatore più simpatico in circolazione, Mazzarri ha fatto un grande lavoro. Il calendario non è proibitivo. Le ultime due partite, però, sono contro Inter e Juventus. Palermo e Udinese, invece, hanno dimostrato a suon di  grandi prestazioni di poter competere a questi livelli. I rosanero hanno un potenziale offensivo invidiabile (recuperato anche Hernandez), ma senza una salto di qualità in difesa il sogno Champions rischia di rimanere tale. L'Udinese esprime probabilmente il gioco più scintillante e piacevole del campionato. Velocità e tecnica, con il duo delle meraviglie Sanchez-Di Natale là davanti, ma soprattutto una cerniera di centrocampo tra le più forti in circolazione. Le due catene Armero-Asamoah a sinistra e Isla-Pinzi a destra sono il motore di una squadra sempre più solida. Tolte le 4 sconfitte iniziali, i bianconeri hanno ottenuto 40 punti in 20 partite, praticamente la stessa media punti avuta dal Milan. Mister Guidolin ha svolto un lavoro impagabile e l'intervista rilasciata lo scorso giugno a questo blog dal suo vice Diego Bortoluzzi risulta profetica..."Di Natale-Sanchez: che coppia. Zapata può tornare su grandi livelli". La Roma deve recuperare una partita, ma appare meno compatta e brillante dello scorso anno. Alla lunga l'assenza di un totem come Pizarro si fa sentire. In più l'esplosione di Menez e l'apporto sempre più ridotto di Totti a cui si lega la gestione di due giocatori poco inclini alla diplomazia come Borriello e Vucinic non aiuta Ranieri. Difficile ma non impossibile la rimonta in classifica. Se però i giallorossi dovessero approdare ai quarti di Champions, il campionato finirebbe inevitabilmente in secondo piano.

Ps, rimane ancora misterioso l'avvicendamento sulla panchina del Catania. Giampaolo è stato esonerato e accusato da molti giornalisti - anche a livello nazionale - di essere un difensivista e di aver raccolto troppo poco rispetto alle potenzialità (?) della squadra. Bene, Giampaolo in 20 partite aveva raccolto 22 punti, in perfetta media salvezza. Simeone 1 punto in 4 incontri. Si stava meglio quando si stava peggio?