lunedì, gennaio 17, 2011

La differenza di Guidolin, Zamparini, Preziosi e il mercato di gennaio

GUIDOLIN, LA DIFFERENZA - Al termine della quarta partita di campionato l'Udinese era a quota zero, staccata dal resto del gruppo. Alcune squadre come Bari e Brescia sembravano lontane. Giornalisti nazionali parlavano di Guidolin a rischio e di Udinese prima candidata alla retrocessione. Chi invece aveva avuto modo di assistere alle prime quattro esibizioni bianconere - sfida contro la Juventus a parte - sapeva che la squadra era competitiva e solamente gli episodi (gol in rovesciata di Mesto, pali e parate di Viviano a Bologna) inchiodavano i friulani allo zero in classifica. Mister Guidolin, mai veramente a rischio, ha continuato nel suo lavoro meticoloso a livello tecnico e psicologico e i risultati sono cominciati ad arrivare. Chiudere il girone d'andata a quota 27 punti, conquistati di fatto in sole 15 partite, significa aver mantenuto una media da Champions League, specialmente in un campionato livellato verso il...centro, come quello 2010/2011. Solo Milan, Napoli e Roma, infatti, hanno fatto meglio dell'Udinese in questo scorcio di campionato. Le prime tre partite del 2011 hanno rafforzato l'impressione, già avvertita tra ottobre e dicembre, di squadra in costante miglioramento. Dopo il netto 2-0 al Chievo, l'Udinese ha messo alle corde il Milan, ottenendo uno spettacolare 4-4 ed espugnando Marassi sponda rossoblu dopo 28 anni. Certo, come sottolineato da Guidolin, vanno sistemate alcune cose, specialmente dietro, ma il tipo di calcio interpretato dai bianconeri è tra i migliori in circolazione per velocità e fluidità di manovra. Lottare per un posto in Europa è realistico, anche considerando le 10 partite casalinghe a fronte delle 8 trasferte da qui a fine stagione. Nel titolo parlo della "differenza di Guidolin". Come avvenuto lo scorso anno nel confronto tra Atalanta e Sampdoria made in Del Neri, anche quest'anno si nota come Guidolin abbia fin qui portato l'Udinese ad un +7 rispetto alla squadra targata Marino, mentre il Parma 2010/2011, allenato dall'ex tecnico bianconero, abbia  7 punti in meno di un anno fa. Un differenziale di 14 punti che certamente non si può spiegare solo con lo scambio di panchine, ma considerando che Udinese e Parma non hanno subito delle rivoluzioni in organico, il sospetto che il tecnico di Castelfranco ci sappia fare è molto forte...

ZAMPARINI E GLI ARBITRI -  fuori luogo la polemica sollevata da Maurizio Zamparini contro gli arbitri al termine di Cagliari-Palermo. Meglio, il Palermo fin qui non ha certo beneficiato di favori arbitrali (anche se piatire un calcio di rigore non è il massimo della vita), ma la partita di Cagliari va analizzata al di là dell'errore - comunque grave - del guardalinee in occasione dell' 1-0 di Matri. Il Cagliari ha meritatamente vinto l'incontro, giocando meglio, con più convinzione e dinamismo dei rosanero. Certo, occorre vedere cosa sarebbe accaduto se quel gol fosse stato annullato, ma la sostanza è che il Palermo al Sant'Elia è stato sopraffatto - specialmente a metà campo - dagli uomini di Donadoni. I siciliani restano pienamente in corsa per un posto in Europa, ma parlando solo ed esclusivamente di errori arbitrali si finisce per distogliere l'attenzione dalle difficoltà in trasferta della squadra.

PREZIOSI E IL MERCATO SCHIZOFRENICO - ho dedicato sempre molta attenzione al Genoa e alle sue vicende. La scorsa estate avevo promosso a pieni voti la campagna acquisti del presidente Preziosi, così come avevo condiviso il cambio in panchina Gasperini-Ballardini. Ora, però, dopo l'ennesima rivoluzione di metà stagione, l'impressione è che il patron rossoblu stia esagerando. Cambiare due/tre giocatori può essere segno di attivismo e volontà di migliorare. Stravolgere organico e uomini, invece, non fa altro che portare confusione e mettere in difficoltà il tecnico, alle prese con moltissimi nuovi acquisti, altri probabili e con giocatori della rosa distratti da imminenti partenze. Anche nella passata stagione Preziosi operò una mini-rivoluzione a gennaio e i risultati del girone di ritorno non furono straordinari. Anche i tifosi del Grifone, pur riconoscendo grandi meriti a Preziosi, cominciano a spazientirsi, non vedendo, nemmeno in lontananza, tracce di quello che è diventato a tutte le latitudini calcistiche il termine più ab-usato: progetto.
Il discorso sulla "schizofrenia" del mercato rossoblu mi permette di parlare della sessione di calciomercato di gennaio. Personalmente penso sia una finestra troppo ampia, in grado di condizionare in modo anche importante il campionato. Basterebbe una finestra di 10 giorni in cui condensare tutte le trattative. Vista anche la lunga pausa natalizia, un mese e mezzo di sempre più consistenti - e fastidiose - notizie a tutte le ore del giorno, su siti, giornali e Tv. In quest'ultima categoria brilla, si fa per dire, Sky Sport 24, che a qualsiasi ora del giorno propone (estenuanti) approfondimenti sul tema. Il canale 200 era partito come brillante telegiornale sportivo, con spazio (abbastanza) equamente diviso tra le varie discipline. Ad oggi, spiace dirlo, è diventato la trasposizione televisiva dei quotidiani sportivi italiani, molto più "presi" - per dirne una - dal  passaggio o meno di Kozak al Bologna, piuttosto che dalle vicende del basket (il mercato cestistico ha portato Marko Jaric a Siena e Lynn Greer a Milano, questi sì due grandi colpi), dal weekend sciistico di Wengen o da qualsiasi altro evento non calcistico. Pur essendo un super-appassionato di calcio, ribadisco il concetto che gli altri sport meriterebbero molta più attenzione e non dovrebbero essere sacrificati sull'altare di voci e rumors del mercato invernale, soprattutto in una Tv che ha acquisito i diritti televisivi delle Olimpiadi fino al 2014...