lunedì, maggio 03, 2010

Lazio-Inter (che c'entra Liverpool-Chelsea?) e il caso Tagliavento in Atalanta-Lazio

La 36^ di Serie A passerà alla storia come quella dei tifosi di una squadra - SS Lazio - che inveiscono contro il proprio portiere che para troppo e che finiscono per esultare dopo la sconfitta della loro squadra. Non si era mai visto. Vergognoso.
Si sono dette moltissime cose, come nelle peggiori tradizioni è intervenuta anche la politica. Comprensibile lo sconforto e la frustrazione dell'ambiente romanista che sperava che tra Lazio e Inter si giocasse una partita di calcio. Poi, essendo l'Inter più forte della Lazio, era possibile/probabile che gli uomini di Mourinho avrebbero vinto il match. Il problema è che la Lazio non è scesa in campo. Ho sentito dire che nel primo tempo la Lazio ha cercato di fare qualcosa. Bugie. L'Inter ha avuto 5 occasioni nei primi 5 minuti e solo la professionalità di Muslera ha tenuto il risultato fermo sullo 0-0. Il secondo tempo, poi, è stato ancora più grottesco, con la Lazio che si accontentata di perdere per 0-2. Ovviamente, giova ribadirlo ai tifosi nerazzurri che fanno del vittimismo e della permalosità la loro professione, l'Inter ha fatto il suo dovere e non ha colpe.
I due piani partita-tifosi vanno inizialmente separati nell'analisi.
La Lazio, dopo il pareggio 1-1 del pomeriggio tra Atalanta e Bologna che ha in pratica condannato gli orobici alla serie B, non aveva molte cose da chiedere al match dell'Olimpico. D'accordo. Tuttavia, un conto è scendere in campo con poche motivazioni e poca concentrazione. Tutt'altra cosa è far accomodare la squadra avversaria, cercando di non attaccarla e di non pressarla. Maurizio Compagnoni di Sky - telecronista piuttosto sopravvalutato - ha provato durante la telecronaca a dire che la Lazio si stava impegnando e che le voci circolate in settimana si stavano rivelando infondate. Lo ha riportato alla realtà Massimo Mauro, il quale ha avuto il coraggio di contraddire la prima voce, esprimendo una posizione diametralmente opposta. La cosa più grave è che questa partita è stata vista in tutta Europa e la figura fatta dal calcio italiano nel suo complesso è stata pessima. Qui mi ricollego al miserevole tentativo di accomunare Lazio-Inter a Liverpool-Chelsea, con i reds che avrebbero fatto vincere apposta il Chelsea per fare un dispetto all'odiato Manchester Utd. Solita visione alterata delle cose. Solito ribaltamento della realtà. I sapientoni che dicono queste cose dovrebbero andarsi a rivedere tutti i finali di campionato di serie A, B e C italiani (senza scendere nelle serie inferiori...) degli ultimi 10-20 anni e confrontarli con i corrispondenti inglesi. In Inghilterra esistono svariati casi di squadre retrocesse dopo sconfitte all'ultima giornata contro squadre che non avevano più interessa in classifica. Nel caso di Liverpool-Chelsea, poi, ci si è dimenticati di sottolineare un piccolissimo particolare: il Liverpool aveva giocato giovedì sera una durissima semifinale di ritorno di Europa League, ultimo obiettivo stagionale. Partita finita ai supplementari dopo 120' giocati alla morte. Inoltre l'atteggiamento in campo del Liverpool è stato mille volte diverso da quello arrendevole e irritante della Lazio.

Per quanto riguarda i tifosi della Lazio (quasi tutti) che hanno esultato ieri sera, meglio stendere un velo pietoso. Un comportamento che dimostra il livello infimo della cultura sportiva italiana e del conseguente "tifo".

ATALANTA-BOLOGNA: dopo i fattacci dell'Olimpico, è passato in secondo piano quello che è accaduto ieri pomeriggio nella sfida decisiva per la salvezza di Bergamo. In molti si sono soffermati sull'autogol di Peluso che ha fissato il risultato sull'1-1, condannando in pratica l'Atalanta alla retrocessione. In realtà l'arbitro Tagliavento assieme ai suoi assistenti ha commesso una serie clamorosa di errori nella stessa azione, penalizzando in modo irreparabile l'Atalanta. Un caso regolamentare davvero particolare e molto interessante da analizzare. Ai limiti dell'errore tecnico. Calcio d'angolo per il Bologna. Classiche trattenute e avvertimento ai giocatori. Parte il pallone, Tagliavento indica il dischetto. Rigore molto discutibile accordato al Bologna per trattenuta di Pellegrino che viene ammonito. L'argentino manda a quel paese l'arbitro: espulso. L'assistente di Tagliavento richiama l'attenzione dell'arbitro per dirgli che il pallone calciato dall'angolo era uscito. Rigore giustamente revocato. E l'espulsione? Da regolamento non poteva essere più revocata si dice (i moviolisti tipo Tombolini). E perchè? E' già accaduto che qualche ammonizione fosse revocata per uno scambio d'uomo, corretto da assistenti o quarto uomo. Con un pò di buonsenso, invece, andava revocata. Pellegrino ha mandato a quel paese l'arbitro proprio per la concessione del rigore. Se Tagliavento avesse visto/sentito subito la segnalazione dell'assistente non avrebbe assegnato il rigore e ovviamente non ci sarebbe stata la veemente protesta del difensore. Partita e volata salvezza clamorosamente falsate.