lunedì, maggio 17, 2010

Serie A 2009/2010: bilancio finale squadra per squadra

Si è conclusa ieri la Serie A 2009/2010. Personalmente non lo ritengo un campionato avvincente come in molti hanno sostenuto. In passato (ad esempio 1999-2000-2001-2002) ci sono stati dei campionati molto più incerti di questo. Quest'anno le partite decisive per Roma e Inter sono arrivate alla quart'ultima e alla terz'ultima giornata: le restanti gare avevano risultati già scritti. Inter grande favorita, Inter campione. Molte partite dall'esito scontato e il solito contorno di teppismo, violenza, polemiche, veleni ecc.
L'Inter era ampiamente la squadra più forte e alla fine ha vinto. Gli investimenti fatti per vincere la Champions (via Ibra, dentro Milito, Motta, Eto'o, Sneijder, Lucio, Pandev) hanno inevitabilmente finito per allargare ulteriormente il divario con le altre squadre italiane, ognuna alle prese con problemi di diversa natura. Alla fine vittoria più sofferta del previsto, perchè i nerazzurri - ampiamente davanti a gennaio/febbraio - hanno riservato le energie migliori per la Champions, con la Roma eliminata prematuramente dall'Europa League (contro un non trascendentale Panathinaikos a sua volta nettamente eliminato dallo Standard Liegi) capace di continuare la propria meravigliosa striscia positiva. Ho sentito dire che la Roma ha perso lo Scudetto contro la Sampdoria. A livello temporale può essere vero, ma nella sostanza la Roma ha fatto un campionato magnifico, con una rimonta strepitosa. In un ciclo di 25 partite è normale perderne una (ricordando che alla fine Ranieri ha fatto due punti più di Mourinho). Che sia arrivata quando i giallorossi erano davanti all'Inter può far più male, ma la Roma non poteva più sbagliare nessuna partita, cosa assai difficile. Un dato per spiegare come la sconfitta contro la Samp ci potesse stare: Roma e Inter contro i blucerchiati hanno raccolto entrambe un punto in due partite; la Roma contro il Livorno (decisivo in negativo per la Roma anche due anni fa con la punizionoe beffa di Diamanti e il gol all'andata di Tristan) ha ottenuto un solo punto. Forse è più facile ricercare i punti persi dai giallorossi in questo doppio confronto contro i labronici. Complessivamente le squadre che hanno espresso il gioco migliore, a tratti anche spettacolare, sono state Sampdoria (specialmente ad inizio anno, nell'ultima parte dell'anno i blucerchiati sono diventati meno briosi ma più cinici), Palermo (in casa) e Bari (probabilmente la novità più bella, la squadra che ha raggiunto il livello massimo di spettacolarità con il 4-2-4 di Ventura). Ottimo campionato anche per Parma, Napoli e Catania. Squadra peggiore senza dubbio la Juventus, mentre nel complesso hanno deluso Fiorentina, Lazio e Udinese.

Vediamo ora il giudizio squadra per squadra del campionato 2009/2010, il tutto partendo dagli obiettivi iniziali e dando uno sguardo al futuro prossimo.

ATALANTA: l'assenza forzata del presidente Ruggeri si è fatta sentire. I figli e il Ds Osti hanno commesso diversi errori nell'arco della stagione. Sostituire Del Neri non era facile, tuttavia la squadra era stata costruita per il 4-4-2 e occorreva dare continuità a livello di schema. Se ad inizio anno si fosse puntato subito su Antonio Conte, a mio modo di vedere, le cose sarebbero andate diversamente. Invece la scelta di Gregucci (pur rimandendo un buon tecnico) si è rivelata sbagliata e ha finito per condizionare l'intera annata. Conte è arrivato, ha iniziato bene ma alle prime difficoltà il suo carattere e l'inquietudine della piazza bergamasca hanno sancito la rottura. Mutti ha fatto il possibile, ma il distacco accumulato dalle altre era eccessivo. Doni ha deluso, ma non si poteva sperare che giocasse e segnasse in eterno. Si parla di società in vendita. Retrocessione pesante, futuro nebuloso.

BARI: tanto di cappello al Ds Perinetti (che se ne va a Siena) e a mister Ventura. Come anticipato, il 4-2-4 venturiano è stata la grande novità dell'annata. Il miglior calcio del campionato 2009/2010 l'ha espresso il Bari, anche considerando gli interpreti a disposizione. Velocità, manovra diretta, frizzante, ampiezza, profondità, organizzazione difensiva, giocatori valorizzati (Ranocchia, Bonucci, Meggiorini), altri rilanciati alla grande (Almiron, Barreto, Alvarez). Annata da incorniciare (squadra imbattuta contro l'Inter campione). Il futuro è tutto da scrivere vista la quantità di giocatori in prestito e comproprietà, molti dei quali hanno grande mercato. Il secondo anno in A sarà più difficile, ma il probabie derby contro il Lecce potrebbe essere un motivo in più per far bene, anche sul mercato.

BOLOGNA: parto col dire che una piazza come Bologna si meriterebbe ben altro. Non è retorica, ma un dato di fatto. Salvarsi per il secondo anno consecutivo in extremis, con una squadra vecchia e senza grande futuro non rappresenta certo un motivo di vanto per i tifosi felsinei, che infatti non hanno festeggiato la salvezza raggiunta. Un bravo a Colomba che ha rilanciato una squadra priva di qualità (nel complesso l'Atalanta aveva più talento), ottenendo nella parte centrale del campionato i punti necessari per la salvezza. Decisive le due clamorose vittorie esterne a Firenze e Marassi contro il Genoa. Anche qui società con diversi problemi. Urgono nuovi capitali, pena un'altra annata di sofferenza.

CAGLIARI: prima parte di stagione da incorniciare. Una volta raggiunta la salvezza - vale a dire a una decina di giornate dal termine - crollo verticale, prestazioni scadenti e punti regalati a chiunque. Peccato aver rovinato un anno e mezzo di grandi prestazioni sotto la guida di Allegri con tre mesi davvero pessimi. Non si capisce quali siano state le cause di questo tracollo. Forse solo appagamento. Sta di fatto che Allegri è stato esonerato e le prosepttive per la prossima stagione non sono entusiasmanti.

CATANIA: una salvezza davvero meritata. L'inizio sotto la guida di Atzori era stato negativo dal punto di vista dei risultati, ma non delle prestazioni. Un esonero particolare, con la società quasi dispiaciuta e Atzori a ringraziare per la fiducia datagli. Mihaijlovic ha dato più convinzione e grinta. Ottimo l'inserimento di Maxi Lopez, grande protagonista del girone di ritorno. Grande cavalcata, salvezza con ampio margine, vittorie a Torino e contro l'Inter campione da incorniciare. Futuro con buone basi e società seria e ambiziosa.

CHIEVO: altra bella salvezza per Di Carlo e Campedelli. Questa volta senza alcun patimento. Un campionato di grande continuità, ottima organizzazione di gioco, poco spazio per spettacolo ed estetica. Di Carlo probabilmente andrà alla Samp, occorrerà trovare un valido sostituto, ma la base della squadra è molto valida. Servirebbe un attaccante da una decina di gol per essere più incisivi in zona gol.

FIORENTINA: parlando del solo campionato, i Viola sono stati probabilmente una delle squadre più deludenti, con un finale di stagione da dimenticare. L'avventura in Champions è stata brillante e si è chiusa dopo due belle partite contro il Bayern finalista. Meglio, probabilmente l'intera stagione è finita su quel gol di Robben al Franchi. Le voci su Prandelli, il caso Mutu, le dichiarazioni di Gilardino, l'addio-arrivederci di Diego Della Valle, i mugugni della piazza hanno contribuito a complicare l'intera annata. Il futuro èlegato alla permanenza di Prandelli in panchina e dei giocatori principali (Gila, Vargas, Jovetic). A Firenze circola la parola ridimensionamento.

GENOA: il Genoa 2009/2010 potrebbe essere preso a modello delle difficoltà che una squadra di medio livello può incontrare quando debba disputare due competizioni (tra l'altro l'Europa League disputandosi di giovedì sera non permette grandi recuperi in vista della domenica). Le cessioni di Milito, Motta e Ferrari (sottovalutato, ma autore di un ottimo campionato la passata stagione) hanno certamente indebolito la squadra, nonostante gli sforzi del presidente Preziosi. Gasperini ha palesato dei limiti nella gestione delle due competizioni e non si capisce bene il caso Floccari, protagonista a Bergamo e Roma, spesso in panchina a Genoa e ceduto a gennaio. Moltissimi infortunati e finale si stagione molto deludente. Per una squadra che punta molto su corsa e dinamismo il doppio impegno è deleterio. Si prospetta un Preziosi scatenato sul mercato.

INTER: 18° Scudetto (probabilmente 17° visti gli sviluppi di Calciopoli 2) doveva essere e 18° (17°) Scudetto è stato. Ha vinto la squadra più forte, con un organico mostruoso e un fenomeno come Mourinho in panchina. Il portoghese - se lasciamo da parte (anche se è assai difficile) atteggiamenti, dichiarazioni e frasi ad effetto - è un grande della panchina. Non un maestro di calcio alla Hiddink o alla Van Gaal, ma un maestro di tattica e organizzazione. Sottile ma importante differenza. Le sue squadre sono di una solidità impressionante, a volte danno l'idea di non poter subire mai un gol. Ha plasmato questa squadra, passando dall'unico schema Maicon-Ibra al gioco palla a terra con Sneijder-Milito asse decisivo. Un capolavoro. Grande stagione anche per Samuel e Cambiasso, un pò meno bene Julio Cesar. Da segnalare la stagione piuttosto deludente di Eto'o, acquistato come bomber implacabile dal Barcellona, ha chiuso a quota 12 gol (gli stessi di Maccarone), finendo per essere comunque elogiato per abnegazione e impegno.
Il cambiamento nell'impostazione di gioco nerazzurro lo si era notato già ad agosto in Supercoppa. Il cammino in campionato è stato ottimo fino a gennaio, poi la Champions ha sottratto energie e punti in classifica. La cosa sorprendente delle squadre di Mourinho è il fatto che durante la stagione non abbiano mai dei cali fisici evidenti.
Passando invece alle noti dolenti, il solito Severgnini parla oggi sul Corriere di antipatia/invidia verso l'Inter da parte delle altre tifoserie. Penso che l'antipatia della maggioranza dei tifosi non-interisti verso l'Inter sia inevitabile e sia la logica conseguenza del comportamento complessivo dei principali personaggi della società nerazzurra. Da Moratti a Mourinho, passando per l'ineffabile Oriali (domanda alla giustizia sportiva italiana: perchè un dirigente condannato penalmente per reato legato allo svolgimento dell'attività sportiva - passaporti falsi - continua ad essere tesserato, tra l'altro beccandosi fior di squalifiche per continui comportamenti censurabili in panchina?) i comportamenti e le frasi pronunciate durante l'anno non fanno altro che portare antipatie e rancori. Bastino due esempi della sola giornata di ieri: Moratti che fa il gesto delle manette sotto la curva nerazzurra (nella foto, lo stesso gesto che ha portato Mourinho a una pesante squalifica; gesto chiaramente rivolto alle istituzioni che notoriamente hanno danneggiato l'Inter in questi anni..) e l'indefinibile striscione contro Totti mostrato dai giocatori sul pullman durante la passerella a Milano. Sarebbe molto meglio per il calcio italiano se tutti i big interisti avessero la classe e la riservatezza di Marco Branca.

JUVENTUS: per la serie "velo pietoso", una delle stagioni peggiori della storia bianconera. Dedicherò un post specifico al fallimento totale della Juventus, parlando delle prospettive e del mercato. Le prime mosse a livello societario e tecnico (Andrea Agnelli, Marotta, Del Neri) sembrano comunque ok.

LAZIO: l'illusione Supercoppa ha fatto pensare a Lotito che la squadra era forte e competitiva. Senza Pandev e Ledesma (per motivi giuridicamente validi, ma con metodi discutibili) la squadra si è indebolita e la difesa fino a gennaio era davvero modesta. Anche Ballardini non ha saputo ripetere le stagioni di Cagliari e Palermo, ma l'ambiente romano non è il più semplice da vivere. Il mercato di gennaio (ottimi Dias e Floccari), il rientro di Ledesma e l'arrivo di Reja hanno migliorato le cose e la salvezza è stata raggiunta abbastanza tranquillamente. Resta la macchia della partita contro l'Inter. La base da cui ripartire non è male, ma la rosa è da sfoltire e occorrerà puntare su un blocco di 20 giocatori sicuri, adatti al 3-5-2 di Reja.

LIVORNO: alla squadra che faticosamente ha raggiunto la promozione, il presidente Spinelli ha dapprima sottratto Diamanti, poi a gennaio Candreva, vale a dire i due giocatori di maggior talento. Salvezza impossibile. In queste condizioni, con diversi giocatori di dubbio valore, il lavoro di Cosmi è stato comunque buono. Spinelli sta facendo come al solito un po' di cinema sul futuro amaranto. Probabile che resti e che costruisca una discreta squadra per risalire al più presto.

MILAN: suio rossoneri occorrerebbe fare un discorso più ampio rispetto a quello legato alla sola stagione 2009/2010. Leonardo, da non-allenatore, ha saputo resistere e migliorarsi dopo l'avvio difficoltoso. Un Milan che è andato oltre le aspettative e che è stato vicino all'Inter fino a 7-8 giornate dal termine. Ottimo risultato per tutti, non per Berlusconi che evidentemente credeva davvero di aver costruito una grande squadra. Le contestazioni dei tifosi sono probabilmente eccessive, ma comprensibilissime se si considerano la forza dell'Inter e soprattutto le prospettive di mercato rossonere. Si preannunciano tempi difficili e grandi nomi non ne arriveranno (la proprietà ha posto un tetto massimo ai nuovi ingaggi e saranno presi in considerazione solo parametri zero -vedi Yepes -, a meno che non si ceda qualche big...).

NAPOLI: stagione positiva con un buon sesto posto finale. Gli investimenti estivi hanno pagato, anche se solamente dopo l'avvicendamento Donadoni-Mazzarri. Ad un certo punto il quarto posto sembrava alla portata, il calo a metà ritorno ha ridimensionato le ambizioni. L'Europa League potrebbe essere una buona palestra, ma allo stesso tempo un impegno gravoso e difficilmente conciliabile con il campionato. L'esperienza di Mazzarri alla Samp in tal senso non è stata molto fortunata. Occorrerà costruire una rosa ampia e qualitativa. Per un salto di qualità pressochè definitivo servono tre, quattro acquisti di livello, uno per ogni reparto. La base c'è e il presidente De Laurentis ha voglia e risorse.

PALERMO: poco da rimproverarsi. Una stagione bellissima e il quarto posto sfumato per pochissimo. Grazie al lavoro di Delio Rossi (Zenga esce davvero male dal confronto) la squadra è diventata efficace e spettacolare. Qualche punto di troppo perso in trasferta, ma niente da rimproverarsi. Lanciati gli ottimi Sirigu, Pastore ed Hernandez, confermata la bravura di Kjaer, Balzaretti (da nazionale, inspiegabilmente mai preso in considerazione da Lippi), Liverani, Cavani e Miccoli. Una squadra da rinforzare solamente con un paio di innesti mirati (un difensore centrale e un attaccante d'esperienza). Zamparini forse ha trovato l'allenatore ideale (anche se non si può mai sapere...).

PARMA: il campionato dei ducali è stato dal mio punto di vista super. Da neo-promossa il Parma ha disputato una stagione eccellente, giungendo ottavo ed esprimendo a lungo un calcio piacevole ed efficace. La crisi di gennaio era da mettere in preventivo, il lavoro di Guidolin, con una squadra buona ma non straordinaria, è stato ancora una volta determinante. Ottima la stagione di Zaccardo e Biabiany, discontinua ma positiva quella di Galloppa e Lanzafame. Tutto sommato deludente, causa infortunio ma non solo, quella dell'atteso Paloschi. La perdita del tecnico di Castelfranco è pesante, sarà importante scegliere bene il nuovo allenatore e soprattutto vedere come saranno risolte le numerose comproprietà (vedi Biabiany).

ROMA: cosa dire di una squadra che dopo 2 giornate era a quota zero e in piena crisi tecnica e d'identità e che al 55° minuto dell'ultima giornata era campione d'Italia? Ranieri ha fatto un lavoro strepitoso, ricostruendo spirito e squadra. Una cavalcata eccezionale che ha portato la Roma a giocarsi il titolo. Julio Sergio una piacevole scoperta, ottimi Burdisso, Pizarro e Vucinic. Meno bene per svariati motivi Toni (in molti hanno sbeffeggiato Van Gaal per l'ostracismo verso il bomber emiliano...alla fine ha avuto ragione ancora una volta il tecnico del Bayern) e Totti. Nessun rimpianto, ma la consapevolezza di aver fatto un campionato memorabile. Il futuro è meno incerto rispetto al passato vista la qualificazione Champions e la possibilità di cedere qualche giocatore in sovrannumero. Restano comunque i problemi finanziari, servirà un altro mercato intelligente.

SAMPDORIA: ho già dedicato un post a Del Neri e all'annata Samp (vedi). Non mi voglio ripetere, ma portare al quarto posto una squadra assolutamente normale con soli due giocatori sopra la media (Cassano e Pazzini) è una sorta di laurea per il mister di Aquileia. Un lavoro super e un risultato meritato. Chapeau. Di Carlo al posto di Del Neri è una mezza scommessa, nel senso che l'ex tecnico del Chievo ama più un 4-3-1-2 tattico e il salto rispetto al 4-4-2 delneriano può essere notevole. Tuttavia società (auguri a Gasparin) e mister sono molto intelligenti e duttili e potrebbero proseguire il lavoro fatto da Del Neri. Preliminare di Champions assai insidioso, da preparare con la massima attenzione. Sarà determinante per l'intera stagione.

SIENA: come ho avuto modo di scrivere tempo fa, il Siena retrocede per una questione di tempistica. Se Mezzaroma avesse acquistato la società la scorsa stagione probabilmente staremmo parlando di un Siena salvo. Il mercato estivo è stato deleterio e la squadra che ha iniziato la stagione svuotata dei suoi uomini migliori e assolutamente improponibile. L'arrivo di Malesani (ottimo lavoro il suo) e il mercato di gennaio hanno rilanciato alla grande una squadra che sembrava spacciata. Tuttavia il distacco accumulato era eccessivo e non è bastato un ottimo girone di ritorno. Per il futuro le basi sono molto buone e ripristinare l'accoppiata Perinetti-Antonio Conte potrebbe essere sinonimo di gioco e risultati immediati.

UDINESE: sui bianconeri, come per la Juventus, scriverò un post a parte sulle prospettive e il mercato che occorrerà fare. Per ora si può dire che la stagione è stata più o meno in linea con le premesse. Senza fare la parte di colui il quale "lo aveva detto" posso dire effettivamente che...lo avevo detto!! Il primo post di questo blog, lo scorso settembre, si intitolava: Udinese, perchè non si può sognare in grande (vedi). Dopo i proclami estivi, tifosi e media si erano illusi di poter competere per un posto europeo. La squadra non era male, ma andava puntellata in tutti i reparti (c'erano molti soldi da poter spendere...). Non è stato fatto e il campionato ne è stata la logica conseguenza. Unica luce Totò Di Natale: 29 gol in una stagione rappresentano un bottino strepitoso, una quota che lo proietta tra i migliori bomber di sempre. Superati gli storici 27 di Oliver Bierhoff nel famoso 3° posto con Zac. L'ingaggio di Guidolin è un grande colpo, garanzia di risultati. Servirà un mercato oculato, da completare nella sua parte più importante solo dopo il Mondiale, visto il numero notevole di giocatori (cedibili) impegnati in Sudafrica.