martedì, maggio 04, 2010

Pellizotti, il passaporto biologico e la farsa Valverde

Era l'italiano più accreditato, il rivale più credibile del favorito Cadel Evans. Franco Pellizotti (origini carniche, nato a Latisana-Ud, cresciuto a Bibione e residente a Mareno di Piave-Tv) si apprestava a vivere il suo primo Giro d'Italia da protagonista atteso. Due anni fa sfiorò il podio, preceduto di pochi secondi da Marzio Bruseghin. Lo scorso anno, invece, partì come seconda punta della Liquigas, alle spalle del rientrante Ivan Basso. La strada, invece, lo incoronò capitano della squadra (successo sul Blockhaus) finendo al terzo posto (in realtà secondo dietro a Menchov stante la squalifica di Di Luca). Al Tour 2009 Pellizotti riportò in Italia dopo molto tempo la maglia a pois, quella di miglior scalatore.
Quest'anno, come detto, il "Delfino di Bibione" - soprannome coniato da Auro Bulbarelli - si apprestava a vivere da leader la corsa rosa, viste anche le difficoltà palesate dal compagno Basso. Una preparazione mirata, per vincere il Giro, magari imponendosi nella tappa a lui più cara, quella di casa, sullo Zoncolan.
Invece, dopo alcune voci apparse sui giornali, la notizia di ieri: valori anomali - riconducibili a pratiche dopanti - nel suo sangue riscontrati grazie al passaporto biologico e ai conseguenti controlli mirati. Sospeso. Niente Giro d'Italia. Una vera e propria mazzata, per lui, per la Liquigas e per tutti i suoi numerosi fans, sparsi tra Friuli e Veneto. La Liquigas, al posto di Pellizotti, ha chiamato all'ultimo Vincenzo Nibali che aveva in programma solamente il Tour de France.
Dispiace molto, ma se questo è il prezzo che si deve pagare per avere un ciclismo più pulito e credibile è giusto pagarlo. Il passaporto biologico penso possa essere un via molto valida per smascherare chi sfugge ai classici controlli.

PASSAPORTO BIOLOGICO: introdotto nel 2007, è un sistema che permette agli organismi antidoping di agire in modo diverso rispetto ai tradizionali controlli. Non più la caccia alle sostanze proibite nel sangue e nelle urine degli atleti, bensì una fotografia dei valori ematologici, steroidei ed endocrinologici di base, "a riposo". Questo parametro iniziale funge poi da modello per verificare successivamente eventuali variazioni sospette di tali valori. Quando i dati superano una certa soglia, l'atleta viene tenuto sotto controllo in modo mirato e se tali oscillazioni vengono confermate il ciclista viene sospeso. Vengono presi in considerazione le variazioni più significative. Dopo la sospensione da parte dell'Uci, la Federazione nazionale deve aprire un'inchiesta.
Nel caso specifico di Pellizotti, erano stati riscontrati degli sbalzi anomali nei valori ematici alla vigilia del Tour 2009. Da quel momento in poi l'Uci ha dedicato sempre maggiore attenzione ai valori del sangue di Pellizotti, fino alla sospensione di ieri.

LA FARSA DEL CASO VALVERDE: mentre Pellizotti stava per essere sospeso (e con lui è probabile che altri atleti lo seguano in queste ore), Alejandro Valverde vinceva il Giro di Romandia, issandosi al vertice del ranking UCI. Una vera e propria burla, considerando quello che è accaduto negli ultimi mesi. Per chi non conoscesse la vicenda è bene riassumerla in breve. Nella famosa Operacion Puerto furono trovate nel laboratorio del dottor Fuentes delle sacche di sangue trattato. Ogni sacca riportava un nome particolare (per Basso e Valverde il nome del loro cane) corrispondente a quello di un atleta (Birillo=Basso; Zapatero=Scarponi ecc.). Gli atleti coinvolti sono stati puntualmente squalificati. Tra quelle sacche, però, ce n'era una che recava il nome "Valv-Piti". La Federazione spagnola non aprì nessuna inchiesta, difendendo Valverde. Tuttavia, la Procura italiana antidoping riuscì ad entrare in possesso di una di quelle sacche. Grazie ad un controllo incrociato si stabilì come quella sacca appartenesse ad Alejandro Valverde. La Procura italiana, in base alla sua giurisdizione, ha così squalificato Valverde per due anni da tutte le gare disputate sul territorio italiano (tant'è vero che lo scorso anno Valverde non prese parte al Tour essendo previsto un arrivo sul suolo italiano). La sentenza italiana è stata ratificata dal Tas. Uci e Wada (agenzia mondiale antidoping) hanno presentato ricorso al Tas contro la Federazione spagnola che non l'ha mai sanzionato. Il prossimo 18 maggio dovrebbe esserci la sentenza del Tas. Se il Tas dovesse confermare i suoi precedenti orientamenti l'Uci estenderebbe la squalifica italiana a livello mondiale. Considerando che si tratta di una storia iniziata nel 2006 e che nel frattempo Valverde ha continuato tranquillamente a correre, vincendo anche una Vuelta, si capisce perchè si tratta di una vera e propria farsa.