lunedì, aprile 26, 2010

Gigi Del Neri, la differenza

Zauri, Gastaldello, Lucchini, Ziegler. Può una squadra con una difesa formata da quattro onesti comprimari, togliere un pezzo di Scudetto alla Roma e disputare un campionato di vertice, lottando per il quarto posto? La risposta è sì se a guidare quella squadra è Luigi Del Neri da Aquileia. Lo può fare a maggior ragione se in passato una neo-promossa di nome Chievo Verona arrivò al quinto posto qualificandosi in Coppa Uefa e i quattro di allora si chiamavano Moro, D'Angelo, D'Anna e Lanna.
Gigi Del Neri è la differenza. Tra l'attuale campionato e quello 2008/2009 , infatti, ballano 27 punti. I 16 punti in più conquistati dalla Sampdoria e gli 11 in meno dall'Atalanta, allenata dal tecnico friulano nelle ultime due annate. Il tutto considerando che gli organici delle due squadre non sono mutati granchè. Garrone e Marotta hanno acquistato Semioli e Mannini (più Guberti a gennaio), l'Atalanta ha perso Floccari, rimpiazzato da Tiribocchi (e Acquafresca fino a gennaio).
La Sampdoria che vince all'Olimpico, gelando la capolista Roma e mantenendo a dispetto dei pronostici il quarto posto a tre giornate dal termine - il terzo posto del Milan dista solo4 punti - è una squadra costruita a immagine e somiglianza del suo tecnico. Classico 4-4-2 delneriano con l'organizzazione di squadra che supplisce alle carenze dei singoli. Una squadra che tenta di giocare al calcio, senza ricorrere a mezzucci o puntare tutto sulla componente fisica. Il surplus poi, sono quei due là davanti. Le geniali illuminazioni di Cassano e la disarmante efficacia in area di rigore di Pazzini.
Il maggior merito di Del Neri è stato quello di rilanciarsi dopo alcune cocenti delusioni professionali. La gavetta e i successi nelle categorie inferiori - a Nocera e Terni il baffo friulano non è passato inosservato - lo portarono fino alla Serie B, dove però trovò le prime difficoltà. Esonero a Empoli, ritorno ed esonero a Terni. La prima rinascita professionale avvenne grazie all'incontro con Campedelli. Nasce il Chievo dei miracoli, i mussi volanti che conquistano l'Italia calcistica. Promozione in serie A, il quinto posto la Coppa Uefa, altri due campionati da colonna sinistra della classifica. E' giunto il momento di spiccare il volo, anche senza i mussi volanti. La grande opportunità è al Porto, fresco vincitore di una Coppa Uefa (2003) e soprattutto della Champions League 2004. Allenare il Porto significa andarsi a giocare la Coppa Intercontinentale, ma soprattutto ricevere il testimone da Josè Mourinho. Il matrimonio dura pochissimo, lo spazio di un ritiro estivo. Una questione mai del tutto chiarita, un ammutinamento dei giocatori o una dirigenza incapace di decidere il dopo-Mourinho. Poco male. Poche settimane dopo è la Roma a chiamare Gigi. Peccato che sia la stagione peggiore degli ultimi anni, con uno spogliatoio polveriera in cui le cassanate sono la regola. Anche qui esonero dopo poche partite. Il volo di Del Neri sembra essere già terminato, a maggior ragione dopo il ritorno al capezzale del vecchio amore. Il preliminare di Champions - perso contro il Cska Sofia - è una iattura per il Chievo di Pillon, che si ritrova per la prima volta invischiato nella lotta per non retrocedere. Neanche il ritorno del mister da Aquileia salva i gialloblu dalla serie B.
Per la seconda volta in carriera Del Neri deve ripartire da capo, o quasi. La nuova avventura si chiama Atalanta e il lavoro paga. Due ottime stagioni che esaltano Doni e compagni. Questa volta il salto non è troppo grande e la tappa successiva è Genova, sponda Sampdoria. Un'annata gestita in modo splendido, specialmente nei momenti di maggior difficoltà. Calo fisico, alcune batoste (Juve e Milan) e caso Cassano nel bel mezzo della stagione. Gigi tira dritto, nonostante voci e critiche. Ha ragione lui. Il quarto posto finale rischia di essere la discriminante tra una stagione indimenticabile e una stagione ottima ma senza sogno Champions. In realtà si tratta solo di un dettaglio di un libro fin qui meraviglioso.