venerdì, marzo 05, 2010

SPORT & TV: LE OLIMPIADI DI RAI, SKY SPORT ED EUROSPORT E GLI ASCOLTI IMPARAGONABILI

Prima dei Giochi Olimpici di Vancouver avevo dedicato molto spazio alla copertura televisiva dell'evento. Feci molti elogi a Sky Sport per il modo in cui avrebbe seguito le Olimpiadi (e seguirà le Paralimpiadi). Durante le due settimane di gare ho ribadito il concetto, seppur sottolineando come il commento di alcune gare non sia stato particolarmente brillante. Mi riferisco in special modo allo Sci alpino, dove Vanzini ha mutuato linguaggio e cadenze dalla Formula 1 (mondo che segue abitualmente), facendo rimpiangere le eleganti telecronache di Carlo Gobbo (che ha commentato per Eurosport). Personalmente avrei preferito che a fianco di Vanzini ci fosse stato Mario Cotelli che con la sua esperienza e vis polemica avrebbe alzato notevolmente il livello delle telecronache. Tenendo sempre presente, ovviamente, di come non ci sia materia più soggettiva di quella riguardante telecronisti e commentatori tecnici.
Alcune gare ho preferito seguirle su Eurosport, il canale paneuropeo che segue nel modo migliore e più competente (su tutti Max Ambesi, intervistato qualche giorno fa) le discipline invernali durante tutto l'anno, non solo ai Giochi. Non ho quindi mai dovuto vedere le trasmissioni Rai, peraltro limitate dal tetto delle 100 ore complessive (alla fine viale Mazzini ha trasmesso 91 ore e 27 minuti). Se da un lato me ne rammarico, visto che la voce competente (sempre parere personale) di Franco Bragagna ha raccontato in passato imprese memorabili come quelle di Baldini ad Atene o Di Centa e Fabris a Torino, dall'altro sono contento perchè non avrei voluto farmi venire il sangue amaro come accaduto spesso e volentieri nelle passate edizioni. La finzione del "canale olimpico", continuamente interrotto da pubblicità e miniedizioni del Tg2, è fortunatamente un ricordo. Felice anche perchè, alcuni amici che ricevono il solo segnale analogico Rai, hanno dovuto fare continui esercizi di self control per trattenere rabbia e sconforto di fronte ad alcune scelte. Tra queste quella di non mostrare sulle reti analogiche alcune gare di fondo in prima serata. Su tutte, però, la clamorosa interruzione della 50 km a pochi minuti dall'arrivo, per lasciar spazio alla leggendaria "rete". Così i telespettatori che si preparavano ad assistere al gran finale sono stati privati dell'emozione più intensa. Coitus interruptus.

Perchè a distanza di una settimana torno sulle telecronache e sulla copertura tv dei Giochi? Perchè questa settimana sono usciti i dati di ascolto delle tre reti (Rai, Eurosport e Sky Sport) e perchè il direttore di RaiSport Eugenio De Paoli non ha perso occasione per ribadire il pensiero pre-olimpico di una Rai penalizzata dalle sue 100 ore, chiedendo nuovamente un aiuto politico-legislativo per le prossime edizioni (a Londra Rai Sport potrà trasmettere 200 ore). Ho già avuto modo di scrivere che la Rai ha dapprima trattato col Cio, non riuscendo ad ottenere l'esclusiva, poi ha trattato i secondi diritti con Sky e ha firmato l'accordo per le 100 ore. Si è trattato di libere scelte aziendali. Lamentarsi ora è fuori luogo.
Sui dati d'ascolto si potrebbero scrivere libri interi. A dire il vero negli ultimi anni ci sono stati molti autori che si sono occupati in libri assai interessanti del (fallibile) meccanismo di rilevamento ascolti dell'Auditel, della composizione legale della stessa Auditel ecc. Soprattutto Sky, a mio modo di vedere giustamente, ha criticato i dati d'ascolto che la riguardano e che non tengono conto di quante persone si ritrovano in bar e locali per assitere alle partite di calcio.
Le Olimpiadi hanno visto Sky Olimpia attestarsi sullo 0,64% di media. Eurosport (presente in tutta Europa) ha rimarcato come 120 milioni di persona abbiano seguito i Giochi sul canale tematico (per tutti i dati clicca qui). Le cinque discipline più seguite a livello europeo sono state: 1) Salto con gli sci 2) Biathlon 3) Sci di fondo 4) Sci alpino e 5) Combinata nordica.
Rai Sport si è detta molto soddisfatta per i risultati ottenuti. Media totale Rai2-Rai3 5,27% mentre Rai Sport Più allo 0,71%. Il picco d'ascolto per RaiSport è arrivato il 15 febbraio con la discesa libera maschile (2.500.000 spettatori), mentre lo sci alpino ha registrato una media complessiva di 1.300.000 spettatori. Ecco, sulla base di questi importanti dati d'ascolto, De Paoli, anzichè esultare, dovrebbe rammaricarsi per l'ennesima occasione perduta dalla Rai. Se la Rai avesse proposto tutte le prime serate sui canali analogici avrebbe ottenuto risultati ancora migliori. L'altra conclusione confortante, che smentisce coloro i quali sostengono che gli "italiani chiedono e vogliono vedere solo calcio", è che gli italiani sono appassionati o si possono appassionare (cosa ancora più importante) anche ad altri sport. Basta trasmetterli nel giusto modo, con qualità e competenza. Magari non interrompendo la gara sul più bello.
Un ultima sottolineatura riguarda i confronti che spesso sento tra Rai e Sky in termini di ascolti e share. Mai paragone fu più azzardato per motivi facilmente intuibuili (Sky ha 4.5 milioni di abbonati circa). Se poi dovessimo paragonare qualità e competenza il paragone risulterebbe quasi blasfemo.