mercoledì, marzo 24, 2010

MESSI-MARADONA: UN CONFRONTO INUTILE, VALE IL CRITERIO TOMMASI-CLERICI

Devo dire che il giornalismo sportivo moderno non brilla per fantasia e argomenti. Questa mattina vedo la prima pagina della Gazzetta e il titolo d'apertura è dedicato a lui, il giocatore più importante al mondo, colui il quale potrebbe cambiare le sorti di un club e della nazionale (sono ironico ovviamente): Mario Balotelli. Trattenuta a stento la stizza, mi sono chiesto per quale ragione il principale media sportivo italiano (e a ruota tutti quelli che vedono nella rosea un punto di riferimento) tratti così insistentemente l'argomento Balotelli. Nei mesi scorsi, a tenere banco erano i cori razzisti o di offesa; poi, ad ogni mezza partita buona partivano sondaggi, inchieste e petizioni popolari per la convocazione in azzurro dell'attaccante interista. Ora, l'esclusione dalla squadra di Balotelli. Sinceramente non se ne può più. La sintesi di Massimo Mauro in tal senso è perfetta: "Balotelli è un talento straordinario, il più grande prospetto italiano. Prima però deve imparare a comportarsi e deve imparare a stare al mondo". Stop. Continuare a parlare di lui ad ogni piè sospinto danneggia lo stesso Balotelli. Capisco che i media vorrebbero vederlo in campo per poi tirargli una volata per i Mondiali che neanche la Saeco di Cipollini...Però Mourinho giustamente se ne frega e privilegia il gruppo, come sempre.

Sempre in tema di fantasia e originalità, in questi giorni è esploso il mega-sondaggio "Messi è più forte di Maradona?". Il fuoriclasse del Barcellona con le ultime prestazioni (8 gol in 7 giorni, 34 gol stagionali più altri numeri da urlo) ha dato il via a questo stucchevole dibattito, con i vari teorici pronti ad argomentare discutendo sui trofei vinti alla stessa età, il numero di gol, le giocate più importanti ecc. Personalmente, quando sento questo tipo di paragoni mi defilo e prendo a prestito il criterio usato da due straordinari giornalisti, Rino Tommasi e Gianni Clerici. Nei loro articoli, nelle loro (meravigliose) telecronache e nei loro libri (monumentale il lavoro di Clerici "Storia del Tennis Mondiale": una vera e propria bibbia per gli appassionati di tennis; devo invece ancora leggere il libro di Rino Tommasi "Da Kinshasa a Las Vegas, via Wimbledon", Limina editore, ne parlano molto bene) i due saggi ripetono in continuazione una cosa: "In molti mi chiedono chi è stato il più grande tennista della storia. Mi fermano e mi domandano se Federer è più grande di Sampras o chi è stato più forte tra Borg e Lever. La risposta è una sola: è impossibilie dirlo. Sono tennisti che appartengono a epoche diverse, assolutamente imparagonabili tra loro. Ognuno è stato il più forte del proprio periodo, ma visti i continui, enormi cambiamenti sotto tutti i punti di vista (fisico, tecnico, metodologico, di materiali ecc.) non si può assolutamente stabilire chi è stato il più grande di tutti".
Ecco, io la penso allo stesso modo. Già è difficile confrontare giocatori di una stessa epoca, anzi, è impossibile se si parla di ruoli diversi. Figurarsi calciatori di epoche diverse. E ciò vale per tutti gli sport. Personalmente odio la definizione di "miglior giocatore al mondo" perchè non vuol dire niente in uno sport di squadra. Come si possono confrontare Buffon con Gerrard oppure Piquè con Ronaldo? Sono classificazioni totalmente prive di fondamento tecnico, utili solamente a creare dibattiti tra sostenitori di questo o quel giocatore. Così, venendo all'argomento di questi giorni, certamente Leo può ricordare Diego per movenze e classe, ma Messi è Messi, Maradona è Maradona. Sono due giocatori immensi che hanno fatto e faranno la storia di questo sport. Alla pari di altri campioni assoluti come Pelè, Beckenbauer, Cruyff, Van Basten, Zico, Platini, Baresi, Ronaldo da lima, Zidane, Cristiano Ronaldo, e me ne sono dimenticato molti altri. Sono tutti campioni meravigliosi, al di là del gol in più, della Coppa in meno o del rigore sbagliato. Punto. Non sono nemmeno tra quelli che giudicano sempre e comunque più forti i campioni del passato per un sentimento di "consacrazione a posteriori".
La mia è una visione poco romantica, lo so, ma sinceramente di Caso Balotelli e di Messi come Maradona faccio volentieri a meno.