giovedì, marzo 11, 2010

CHAMPIONS LEAGUE: LA DISFATTA ROSSONERA, LA GRANDEUR MADRIDISTA E KAKA' CAMPIONE MA NON FUORICLASSE

La serata di Champions di ieri sera ha decretato la fine dei sogni (illusioni?) europei di Milan e Real Madrid. Personalmente l'eliminazione del Milan non mi sorprende, l'avevo pronosticata. Il motivo è semplice, quasi banale: il Manchester United è più forte dei rossoneri. Nel post entrerò maggiormente nei particolari. Mi ha sorpeso molto di più, invece, l'eliminazione del Real Madrid. Non che le merengues fossero la squadra da battere di questa edizione, ma disputando la finale in casa pensavo potessero quantomeno arrivare ai quarti/semifinali. Anche perchè il Lione in questa stagione ha dimostrato di essere una buona squadra, non una corazzata (abbassata l'età media, qualche giocatore di grande talento, ma divario tecnico evidente). Nel doppio confronto, però, il successo dell'OL è stato ampiamente meritato, con il Real Madrid che ha evidenziato le solite lacune strutturali. L'infortunio di Pepe è stato sottovalutato e la mancanza cronica di un terzino sinistro (Arbeloa in quel ruolo è un pesce fuor d'acqua) hanno finito per rivelarsi deleterie. Certo, l'eliminazione si spiega anche con l'errore di Higuain, l'assenza nella gara di ritorno di Xabi Alonso, le difficoltà d'inserimento di Kakà. Proprio sull'ex milanista sarebbe interessante un approfondimento. La mia opinione, rimarcata in tempi non sospetti, è che nel complesso Kakà sia un ottimo giocatore, ma non un fuoriclasse. Per intenderci, Ronaldo (21 gol in 22 presenze stagionali), Messi, Rooney, sono un gradino sopra. La differenza, parere strettamente personale, che passa tra un campione (Kakà) e un fuoriclasse (gli altri citati) è che il secondo risulta determinante in modo continuativo. Vale a dire può decidere la partita in qualsiasi momento, da solo e ogni volta in modo diverso (azione personale, punizione, testa, acrobazia ecc) . Kakà ha un repertorio inferiore agli altri tre. Si dirà, però Kakà ha vinto il Pallone d'oro e ha trascinato il Milan alla Champions League 2007. Verissimo, ma uno degli elementi che ho sottolineato nella definizione è proprio la continuità nella decisività (mi si perdonerà l'infelice espressione). Inoltre, il Pallone d'oro ha una valenza e una pubblicità superiore a quella che meriterebbe. Un premio individuale in uno sport di squadra è già una contraddizione in termini. Anche perchè come si fa a dire chi è più forte tra Gerrard e Drogba o tra Nesta e Messi? Giocano in ruoli completamente diversi e sono totalmente imparagonabili.
Dopo questa divagazione, concludo l'argomento Real Madrid dicendo che non mi accodo al partito anti-Pellegrini. Pellegrini è un buon allenatore e gli straordinari risultati ottenuto in questi anni dal Villareal sono lì a dimostrarlo. Ha dovuto assemblare una squadra con diversi grandi giocatori, ma con lacune evidenti. Sta facendo un ottimo campionato (pari punti col Barcellona) e per fortuna l'assioma "chi più spende più vince" non sempre è valido. Florentino Perez e Valdano hanno voluto acquistare di tutto e di più, ma la squadra dello scorso anno non andava smantellata. Perchè vendere Sneijder e Robben? Non si poteva giocare con Ronaldo-Robben-Benzema (o Higuain) e Diarra-Xabi-Sneijder a centrocampo? A me sembrava già un ottima squadra così. Invece questa mania di grandezza, questo voler costruire la solita squadra di figurine per mantenere le roboanti promesse elettorali, ha finito per smantellare il buon telaio dello scorso anno. I soldi risparmiati per Kakà potevano essere investiti per acquistare altri giocatori più funzionali (su tutti un terzino sinistro). Il problema per il Real è che questa ennesima lezione non servirà a niente e il prossimo anno si ricomincerà con i soliti programmi e i soliti discorsi.

CAPITOLO MILAN-MAN UTD: anche questa volta ho sentito di tutto e di più. Alcune considerazioni sulle due formazioni e sul doppio confronto (terminato con un imbarazzante 7-2 finale).

1. Il Milan ha fatto fin qui una stagione al di sopra delle (mie) attese. Un organico non in grado di reggere i due fronti, molti giocatori nella fase avanzata della parabola discendente, un allenatore alla prima esperienza su una panchina. Prima della doppia sfida allo United e ancora piùà colpevolmente e incredibilmente dopo la gara d'andata, serpeggiava un ottimismo fuori luogo tra addetti ai lavori e tifosi (più comprensibile quest'ultimo). Il Manchester, in non so quanti decenni di storia, non aveva mai perso in casa con due gol di scarto e le sconfitte interne complessive non sono molte. Queste due statistiche avranno pur voluto dire qualcosa?

2. Sopravvalutazione gara d'andata. In molti basavano la loro fiducia sul ritorno ad Old Trafford sulla prestazione di San Siro. Il Milan ha giocato ottimamente fino al pareggio fortunoso di Scholes. Il problema è che la mezz'ora iniziale del secondo tempo aveva già messo in luce un evidente divario in termini di freschezza, corsa e organizzazione di squadra. Il gol di Seedorf, col Manchester che aveva abbassato leggermente la guardia, aveva illuso un pò tutti su una possibile rimonta. Il tutto, ovviamente, dimenticandosi che al Manchester mancava una colonna come Vidic e che il suo sostituto Evans (peraltro buon prospetto) era incappato in una serata da strigliata in mondovisione di Ferguson.

3. Ceto medio United superiore. Si potrebbe parlare per ore della formazione presentata da Leonardo ieri sera. Huntelaar, tipico centravanti d'area, spostato all'ala destra o Ambrosini centrale di difesa anzichè Favalli, sono due esempi. Così come l'atteggiamento della squadra è sembrato sin da subito remissivo (Ronaldinho che non fa nemmeno finta di coprire su Neville in occasione dell'1-0 è un piccolo esempio).
Il problema non è questo, Leonardo avrebbe potuto inserire chicchessia, la sostanza e il risultato complessivo (inteso come eliminazione) non sarebbero mutati (anche dire che mancava Nesta non mi sembra molto originale, visto che all'andata il buon Alessandro c'era e il Milan incassò comunque tre gol). La superiorità United è fin troppo evidente.
Al di là di Rooney, fuoriclasse assoluto, come spiegato sopra, la differenza tra le due squadre è proprio nella classe media di giocatori. Il Milan ha diversi buoni giocatori, osannati e (un po') sopravvalutati in Italia (mi riferisco ai vari Flamini, Ambrosini, Borriello). Lo United, oltre ai più pubblicizzati Ferdinand, Evra, Valencia, ha una serie di giocatori poco reclamizzati, ma dal rendimento eccelso. Mi riferisco a Fletcher e Park in particolare. Proprio oggi ascoltavo un commento di un noto giornalista che sottolineava come "però lo United non è che abbia dei campioni in certi ruoli. Fletcher e Park in Italia non sarebbero titolari fissi". A quel punto, allo stremo della sopportazione, ho capito perchè ogni anno si ripete la stessa storia con le italiane favorite secondo i nostri media e i bookmaker che invece le danno (a ragione, in base ai risultati) spacciate già agli ottavi. Errare è umano, perseverare è diabolico. Se all'ennesima eliminazione non siè capita la forza e l'importanza di due giocatori come Fletcher e Park, allora mi arrendo. Park è uno dei giocatori più sottovvalutati al mondo. Sarà un caso, ma nelle partite più importanti Ferguson non rinuncia mai a questo straordinario calciatore, dai polmoni infiniti e dalla intelligenza tattica sopra la media.

4. Per la prossima annata il Milan, che può comunque impensierire l'Inter in campionato, necessita di sostanziali cambiamenti in rosa. Sarà necessario rompere col passato e trovare il coraggio di ringraziare alcuni giocatori che hanno fatto la storia rossonera, ma che evidentemente non possono più essere utili alla causa. Andrà costruita una rosa più ampia e più giovane, pescando qualche buon italiano di prospettiva (Gattuso e Ambrosini sono arrivati così). Il problema è capire quali sono le intenzioni presidenziali...