mercoledì, febbraio 24, 2010

DIARIO VANCOUVER 2010: I FLOP AZZURRI, SVINDAL, MAZE E LA STAFFETTA NEL FONDO

Quella di ieri doveva essere la giornata del riscatto azzurro, con il gigante maschile, una delle gare in cui avevamo più possibilità di medaglia. Purtroppo, come si temeva, lo sci alpino azzurro si conferma inesauribile fonte di delusioni. Blardone si è confermato atleta fragile e non in grado di reggere la pressione del grande appuntamento. Tra Mondiali e Olimpiadi, l'atleta piemontese ha collezionato una serie interminabile di flop (a Salt Lake City era secondo dopo la prima manche e chiuse ottavo, nei Mondiali ha raccolto due quinti, un sedicesimo e un ventesimo posto). Ieri, dopo una buona prima manche chiusa al quarto posto, si è confermato un non-campione ed è scivolato all'undicesimo posto, peraltro senza commettere errori evidenti. Gli altri italiani non sono mai entrati in gara, con Simoncelli e Moelgg apparsi timidi e insicuri sin dalle prime porte. Per lo sci alpino azzurro, dopo la buona prova nel Super G, un'altra cocente batosta. Due dati di un'evidenza lampante certificano l'andamento dello sci azzurro. Tra gli uomini l'ultima medaglia risale a Lillehammer '94 (Alberto Tomba). Nel complesso, con la gara di ieri, considerando anche l'Olimpiade di Torino, su 51 medaglie assegnate tra maschile e femminile l'Italia è a quota zero. O su 51, un dato tremendo. Speriamo non diventi 0 su 60.

Fare i processi adesso serve a poco, meglio ragionarci da lunedì prossimo, con un'analisi attenta e costruttiva, possibilmente evitando le classiche scuse italiche (dolori al ginocchio, qualche linea di febbre, materiali, piste non adatte e via dicendo). Il tempo degli alibi è finito.
Vittoria meritatissima di Carlo Janka, altro atleta ritenuto fragile mentalmente, ma in grado di sfoderare nella gara più importante tutto il suo talento. Jansrud ha dimostrato ai quattro azzurri che pur sbagliando una manche si poteva recuperare. L'importante era attaccare a tutta. Svindal ha conquistato la sua terza medaglia a queste Olimpiadi (una per metallo), dimostrandosi ancora una volta il numero uno dello sci mondiale.
Nella notte è scesa in pista Carolina Kostner. Solita grandissima (eccessiva) attesa per l'atleta altoatesina e discreto settimo posto. Purtroppo, come scritto nel pezzo di Matteo Bodei venerdì scorso) Carolina è una buonissima atleta, la più forte a livello europeo. Peccato, però, che le avversarie più forti provengano dall'Asia o dall'America. Se dovesse chiudere tra le prime 5 avrebbe fatto un ottima Olimpiade. Alla faccia di sponsor e media che pensano sia tutto dovuto e che non esistano avversarie. Tra queste, senza facile retorica, va ricordata la canadese Rochette (nella foto), terza dopo il programma corto e capace di reagire in modo meraviglioso all'improvvisa morte della madre, avvenuta pochi giorni fa.
Da segnalare la clamorosa squalifica di Sven Kramer sui 10.000 del pattinaggio velocità. L'asso olandese aveva dominato la gara, ma è stato squalificato per una invasione di corsia. Furibonda la reazione, anche verso il proprio allenatore, del divo olandese. Fabris ha preferito non prendere il via causa stato influenzale. Speriamo di rivederlo in miglior forma nella gara dell'inseguimento a squadre (oro a Torino, ma sembra passato un secolo).
Nella staffetta femminile del biathlon autorevole vittoria per la Russia e clamoroso autogol della nazionale tedesca, alla fine terza, che ha lasciato fuori dalla gara Magdalena Neuner. Discreto 11° posto per l'Italia.

GARE 24 FEBBRAIO: i giorni passano e le medaglie azzurre sono ferme a quota 4. Anche oggi ci sono due fgare su cui la spedizione italiana punta molto. La staffetta maschile nel fondo (ore 20.15) e lo slalom gigante femminile (prima manche ore 19.00, seconda ore 22.15, salvo cambiamenti). La staffetta, oro a Torino, non sembra in grado di ripetere quella bellissima (e relativamente facile) vittoria. Può però cercare di lottare per un posto sul podio. Norvegia, Germania, Russia, Svezia e la stessa Francia sono avversari molto forti e la forma degli azzurri non è delle migliori. Vedremo se la scelta di schierare Zorzi, per giunta in ultima frazione considerando le sue doti da velocista (che fu?), sarà vincente.
Il gigante femminile rappresenta la penultima possibilità italiana nello sci alpino (resta lo slalom maschile con Razzoli e Moelgg, mentre nello slalom femminile no nutriamo grandi ambizioni). Karbon, Gius, Moelgg e Brignone hanno dichiarato di trovarsi bene su questa pista (finalmente qualche atleta italiano che non si lamenta..). Meglio non illudersi per poi restare male come avvenuto fin qui, ma le ragazze possono fare (tutte) una bella gara. La mia favorita, un pòo?a sorpresa ma neanche tanto, è la slovena Tina Maze (quota 9..).