giovedì, febbraio 25, 2010

DIARIO VANCOUVER 2010: I 3/4 DI STAFFETTA, CAROLINA, IL RAGGIO DI SOLE COMBINATA E I FILM PORNO DI HJELMESET

Non arriverò mai al punto di scrivere che non vedo l'ora che queste Olimpiadi finiscano, sia chiaro. I Giochi per quanto mi riguarda sono le due settimane più intense e appassionanti di sport che ci possano essere. Più di un Mondiale di calcio, perchè lo spirito è diverso e c'è la possibilità di gustarsi tutti gli sport al massimo livello. Tuttavia, non mi sarei mai aspettato un'Olimpiade così avara di soddisfazioni per l'Italia. Una serie di delusioni davvero incredibili. Il mio pronostico iniziale era di 10 medaglie, con la sola speranza d'oro rappresentata da Armin Zoeggeler. Due settimane più tardi, a soli tre giorni dalla fine dei Giochi, siamo fermi a quota 4. Al di là del numero delle medaglie, però, è lo stesso andamento delle gare a lasciare l'amaro in bocca. Nello sci alpino abbiamo raccolto due quarti posti con Schnaarf e Werner Heel (nel complesso il Super G maschile è stata la gara più bella dei nostri, sperando che Razzoli compia l'impresa e cancelli il doppio zero tra Torino e Vancouver...), il resto è stato un disastro. I due giganti dovevano essere il nostro fiore all'occhiello, invece si sono tramutati in dei flop clamorosi, con nessun italiano tra i 10. Nella notte è arrivato il sedicesimo posto di Carolina Kostner, caduta quattro volte e mai in gara. Come detto in altri post, Carolina è probabilmente la più forte pattinatrice europea, ma quando va a sfidare asiatiche e nordamericane, più forti di lei, patisce enormemente la pressione. Un'attesa eccessiva, figlia anche (soprattutto?) degli investimenti degli sponsor e dell'investitura personale di Petrucci quale portabandiera all'Olimpiade italiana. Stretta e schiacciata da concorrenza e spasmodica attesa, Carolina non riesce a rendere per quanto vale, cioè da prime 5-6 al mondo, non certo da primi due posti. Fra un mese ci saranno i Mondiali a Torino e il suggerimento è di puntare i riflettori sulla 19enne coreana Kim, dominatrice dei Giochi con il nuovo punteggio record. Una classe infinita, vicina alla perfezione.
L'altro giorno la staffetta maschile del fondo era giunta al nono posto. Un risultato pessimo, considerando la tradizione azzurra ai Giochi. Un nono posto come simbolo di un ciclo ormai chiuso. Così, dopo questa ennesima delusione, non c'era molta pressione sulla staffetta femminile, chiamata ad un risultato tra le prime 6. Invece le azzurre hanno disputato 3/4 di gara meravigliosi, con Arianna Follis in prima frazione (tc) a contenere il distacco, una sontuosa Marianna Longa in seconda a scandire il ritmo di testa e la giovane Silvia Rupil, ottima Olimpiade la sua, a chiudere in testa assieme alla Norvegia con un vantaggio significativo sulle inseguitrici. In ultima frazione è stata scelta Sabina Valbusa, all'ultimo atto di una lunga e importante carriera. Si sapeva che le altre nazionali avrebbero schierato le migliori in ultima frazione e che Sabina non avrebbe potuto reggere il ritmo della Bjoergen, regina di queste Olimpiadi. Tuttavia, la resa incondizionata di Sabina, evidentemente non all'altezza di una quarta frazione olimpica, lascia molti dubbi sulle scelte di Silvio Fauner. Ieri sera nelle trasmissioni post gara tutti giustificavano tutti. In molti dicevano, non in maniera completamente sbagliata, che non si poteva fare di più. Personalmente mi sorge un fondato dubbio sulla possibilità che Magda Genuin potesse fare meglio, molto meglio, della Valbusa. Vero che Magda è una sprinter, ma tutto sommato erano 5 km e nella team sprint Magda ha dimostrato nelle prime tre frazioni (circa 5 km complessivi) di poter reggere il ritmo delle migliori. Magari sarebbe stato lo stesso, ma l'impotenza di Valbusa non può che lasciare dei rimpianti. Sul "mi sento avvilito" pronunciato da Petrucci tornerò a fine Giochi.
Fortunatamente in serata c'è stato un raggio di sole che è spuntato tra i nuvoloni che si stagliano sulla spedizione azzurra. La prova dei ragazzi della combinata nordica è stata memorabile, a suo modo storica. Mai l'Italia è stata così competitiva in questa disciplina. Pittin ha ottenuto un bellissimo 7° posto e gli altri 3 atleti (Runggaldier, Michielli, Bauer) si sono piazzati tutti entri i 23. Considerando l'età media della squadra e la crescita complessiva del movimento in Italia (ieri sera Massimiliano Ambesi, commentatore di Eurosport e massimo esperto italiano di sport invernali, sottolineava che dietro a questi atleti ve ne sono altri di ottime prospettive, Mattia Runggaldier su tutti). Insomma, almeno una speranza per il futuro c'è.
Sempre ieri ho letto le meravigliose dichiarazioni del norvegese Hjelemset, vecchia volpe delle piste da fondo e chiamato a sorpresa a queste Olimpiadi per correre una frazione a tc della staffetta. Bene, tra le tante frasi e dichiarazioni sentite a queste Olimpiadi, la sua merita la palma della giustificazione più sincera e originale di una prestazione negativa. "Ho visto troppi film porno nelle ultime due settimane" ha dichiarato il 38enne Hjelmeset. Finalmente qualcuno che non parla di materiali o piste non adatte. Onanismo da medaglia (d'argento).
GARE 26 FEBBRAIO: sono due e gare da seguire con grande attenzione in questo ultimo venerdì olimpico. Alle 19.00 e 22.30 le manche dello slalom speciale femminile, ultima gara del programma femminile dello sci alpino. Italiane difficilmente protagoniste, considerando anche la resa incondizionata del gigante. Moelgg, Karbon e Gius tentano almeno un piazzamento tra le 10. Favorite della gara le austriache Zettel e Schild, con il team austriaco molto al di sotto delle attese. Occhio comunque anche a Vonn, Riesch e Aubert.
Alle 20.30 ultima gara per il biathlon. Si disputerà la staffetta maschile e penso se ne vedranno delle belle. Alla vigilia dei Giochi poteva sembrare una gara con la Norvegia nettamente favorita. L'andamento delle gare individuali, invece, ha cambiato le carte in tavola e Austria, Francia, Russia e Germania (disastro al maschile fin qui) possono lottare per il titolo. Ad ogni modo Bjoerndalen & Co. restano favoriti. L'Italia è chiamata ad una prova d'orgoglio dopo ua stagione da dimenticare. Entrare tra i 10 sarebbe un buon risultato (la Gazzetta dopo il buon 11 posto della staffetta femminile ha scritto "l'Italia affonda all'undicesimo posto". Ecco, se la rosea deve parlare una volta ogni 4 anni di biathlon, lo faccia almeno con un minimo di preparazione, non con questa clamorosa superficialità).

Ps, attenzione al Canada per la vittoria finale del medagliere...