giovedì, gennaio 14, 2010

TENNIS, IL MONDIALE E' LA NUOVA FRONTIERA


Il progetto, destinato a suscitare molte discussioni, è stato pensato e realizzato dall’agenzia di sport-marketing Gemba. Un Mondiale di tennis per nazioni a 32 squadre, da disputarsi ogni due anni con durata di 10 giorni. Tre giocatori più il capitano, girone iniziale a 4 squadre, due qualificate per girone e successiva fase a eliminazione diretta a partire dagli ottavi di finale. Insomma, stesso format del mondiale calcistico. Un’idea innovativa, affascinante, che tuttavia mette a rischio il futuro della Coppa Davis. Il Mondiale per club si disputerebbe a fine settembre o inizio ottobre e andrebbe a sostituire uno dei Master 1000 di quel periodo. L’obiettivo dichiarato è quello di portare attenzione planetaria attorno ad un evento per nazioni e per fare questo sono state avanzate anche alcune modifiche regolamentari:
- ogni incontro, sulla distanza classica della Davis, cioè 5 set, prevede l’obbligo di schierare almeno due tennisti (in pratica durante il match ci sarebbe la sostituzione tra atleti);
- per velocizzare l’incontro le pause tra un punto e l’altro sarebbero di soli 25 secondi
-sempre nell’ottica di rendere più rapido lo svolgimento dei match, i tie-break sarebbero disputati al 5 anziché al 7.
Il progetto sarà vagliato durante gli Australian Open, al via a Melbourne lunedì prossimo. Uno dei principali sostenitori è Novak Djokovic, membro del consiglio dei tennisti.
Personalmente penso sia una bella idea, destinata a creare molto interesse in tutto il mondo. Dieci giorni in cui l’intero pianeta tiferebbe per la propria squadra nazionale, come per il calcio. Condivido il format, molto meno la modifica del tie-break. Sulla sostituzione degli atleti durante il match occorre vedere. Sicuramente il Mondiale entrerebbe in conflitto con la Coppa Davis, almeno negli anni in cui viene disputato. Non andrebbe quindi a sostituirla completamente, ma già oggi alcuni big preferiscono saltare gli impegni di Davis (Federer salterà la Spagna mentre Roddick e Blake hanno già annunciato il forfait per la prossima edizione). Con la contemporanea presenza del Mondiale, la Davis rischierebbe di perdere altri importanti atleti, riducendo così il suo appeal verso tifosi e sponsor.
Inoltre permane un dubbio fondamentale, sollevato dallo scriba Gianni Clerici. Il tennis è lo sport individuale per eccellenza (“individualissimo” secondo Clerici) e la Coppa Davis è riuscita a bilanciare straordinariamente l’aspetto individuale con quello della nazionale (intesa come gruppo). Riuscirebbe un secondo torneo per nazioni a contemperare queste due - opposte - caratteristiche?