lunedì, gennaio 25, 2010

OLIMPIADI 2020: ROMA CONTRO VENEZIA, E' SFIDA TOTALE (tra retroscena, politica e progetti)

La candidatura italiana alle Olimpiadi 2020 è argomento molto delicato e difficile da trattare in Giustificapoche righe. Visto che i giornali sportivi, in particolare la Gazzetta, non dedicano molti approfondimenti ad un argomento di tale importanza, non solo per lo sport ma per tutto il Paese, per reperire degli articoli e dei retroscena capaci di far luce sulla sfida tra Roma e Venezia, occorre leggere la stampa generalista. Questo perchè la candidatura di un Paese o di una città non è una semplice questione di politica sportiva, ma è un delicatissimo intreccio tra politica nazionale, locale, interessi imprenditoriali e commerciali. Nel frattempo la sfida tra Roma e Venezia si è fatta di giorno in giorno più dura, con colpi sempre più bassi. Per dirla con le parole di Corrado Zunino su Repubblica "la competizione nazionale per ospitare l'evento più importante al mondo - le Olimpiadi, ecco, con i suoi tre milioni di euro di ricavi sul territorio da distribuire in un arco di nove anni - è diventato uno scontro. Politico, affaristico, sportivo, nell'ordine." Proprio per questo ho preferito aspettare che le cose fossero un pò più chiare in vista della scelta definitiva del CONI che avverrà il prossimo aprile (ma in realtà già a marzo si conoscerà la città vincitrice). Il tutto tenendo presente che si tratta solo del ballottaggio nazionale, che la consegna del dossier al CIO dovrà avvenire fra un anno e che la scelta finale dello stesso Comitato Olimpico Internazionale avverrà nel 2013 (Tokyo, Istanbul e la probabile favorita Madrid le host-cities già candidate).
I RETROSCENA: va subito chiarito che, stando alle voci e alle indiscrezioni raccolte in queste settimane, Roma parte nettamente favorita, avendo incassato l'appoggio pieno dei vertici del CONI. Secondo quanto scrive Repubblica quest'oggi, infatti, ci sono stati molti segnali da parte di Petrucci & Co. a favore della candidatura romana. Sono due gli episodi che Zunino riporta e che dimostrano come il CONI, anzichè fare da arbitro imparziale della contesa, trasudi di romanocentricità. Il primo risale a un paio di mesi fa quando Petrucci assieme al segretario Pagnozzi, nonchè a Pescante e Carraro (influenti esponenti italiani presso il CIO), hanno incontrato segretamente il sindaco di Roma Alemanno per manifestargli il loro sostegno. Inoltre, lo scorso 8 gennaio, lo stesso presidente del CONI sembra abbia fatto una visita a Venezia dal sindaco Cacciari e lo abbia invitato a ritirare la candidatura, ottenendo uno scontato diniego.
IL RUOLO DELLA POLITICA: come risaputo, la candidatura olimpica è qualcosa che va molto al di là dello sport. Giro d'affari enorme, posti di lavoro, ed enormi interessi. Non a caso per supportare la candidatura di Chicago alle Olimpiadi 2016 si sono scomodati Barack e Michelle Obama. Da noi, in scala ridotta, politici locali e nazionali sono intervenuti in modo deciso a sostegno della propria città di riferimento, risvegliando lo storico campanilismo italico. Alemanno ha incassato il sostegno di Provincia e Regione, nonchè quello di Rutelli, già promotore della candidatura romana del 1997. Possibile l'asse con Napoli a cui andrebbero le gare di vela e alcuni incontri del torneo di calcio. Venezia, invece, si appoggia sul nord-est e sulla collaborazione di altre città come Padova, Treviso e Udine. Cacciari punta molto sull'appoggio dei ministri veneti e ha formato un gruppo di sostegno di deputati-senatori del nord-est. Inoltre, per sensibilizzare l'opinione pubblica e non ridurre il tutto a una scelta burocratica nelle stanze segrete romane, intende portare la sfida su Ra1 a Porta a Porta.
I 2 PROGETTI (pregi e problemi): Venezia ha già illustrato il dossier mentre Roma presenterà il proprio solo quest'oggi. La città lagunare punta sul quadrante di Tessera (Mestre) e la terra ferma come cuore pulsante dei Giochi. La zona dista solo 3 km dall'aeroporto internazionale Marco Polo e si presta alla costruzione di molti impianti ex novo, tra cui il villaggio olimpico, il media-center e lo stadio olimpico da 80.000 posti (riducibili dopo i Giochi). A Tessera non solo la regina atletica ma anche tutti gli sport acquatici, quelli di combattimento e la pallavolo. A Venezia città ci sarebbe la maratona con arrivo a Piazza San Marco, al Lido si svolgerebbero le gare di ciclismo, golf, vela e nuoto in acque libere. Al Venezia Vega Park si diputerebbero i tornei indoor di basket e pallamano e le gare di ginnastica artistica, mentre nella zona del Parco San Giuliano avrebbero luogo i tornei di hockey, tennis e le gare di tiro con l'arco. La principale difficoltà organizzativa per Venezia VentiVenti è proprio la collocazione geografica delle gare. Sarebbero Giochi suddivisi in molte città, seppur vicine tra loro. A Jesolo (beach volley), Padova (equitazione, tiro a volo, badminton, pentathlon e rugby), Treviso (canottaggio, canoa, ciclismo su pista, ciclismo e rugby), Verona, Vicenza, Trieste e Udine per il calcio. La critica più forte è quindi legata alla frammentazione eccessiva delle gare olimpiche e al fatto che quasi tutti i 26 impianti previsti andrebbero costruiti da zero. Molto avanzata la proposta di viabilità con metro (sotto la Laguna), treni leggeri, alta velocità e tapis roulant.
Roma, come detto, presenterà oggi il suo progetto ma si conoscono già molte cose. Ovviamente Stadio Olimpico più Foro Italico come centro dei Giochi. Il villaggio olimpico sorgerebbe a Tor di Quinto (sulle ceneri delle vecchie caserme), il Flaminio verrebbero ristrutturato (40.000 spettatori). Tor Vergata e Nuova Fiera ospiterebbero gli sport indoor. Nelle straordinarie cornici dei Fori Imperiali e del Circo Massimo si disputerebbero la maratona e il tiro con l'arco. Ostia ospiterebbe le gare di nuoto in acque libere e vela, mentre alla Magliana si disputerebbe il torneo di golf. La viabilità prevede il Tevere come via di trasporto principale.
I problemi principali per Roma sono legati all'organizzazione complessiva e al pericolo di ingenti speculazioni edlizie (anche Venezia non è immune da ciò ma in termini più ridotti). I recenti Mondiali di nuoto hanno lasciato in eredità una indagine della magistratura, 17 piscine sequestrate, 34 indagati e il fallimento del progetto di Tor Vergata.

Personalmente spero che, qualsiasi città dovesse vincere tra Roma e Venezia, la candidatura italiana per le Olimpiadi del 2020 possa essere forte e competitiva a livello CIO. Ottenere i Giochi è un'impresa assai ardua acnhe e soprattutto per l'attività di lobbying che occorre fare in seno al CIO e non solo (memorabile la vittoria di Atlanta-Coca Cola contro Atene nel centenario delle Olimpiadi moderne). Poi, se devo sbilanciarmi per una delle 2 candidate scelgo Venezia per ragioni geografiche, ma soprattutto per la conoscenza di alcune valide persone impegnate nel progetto tra cui Federico Fantini.