lunedì, gennaio 11, 2010

IL DISASTRO FERRARA, LE MANCATE DIMISSIONI, RANIERI E MAIFREDI


In questi ultimi mesi si sono sprecate le analisi della sempre più acuta crisi della Juventus. Anch'io ho scritto un paio di post sul tema e il più interessante e "rivelatore" è stato sicuramente quello del 5 ottobre scorso, dopo la desolante sconfitta col Palermo (unico sorriso della modesta gestione Zenga). In quello successivo ho parlato delle responsabilità di Blanc e Secco e di alcune scelte discutibili sul mercato. Ribadisco che le colpe per una situazione del genere, difficilmente riscontrabile nella storia juventina, vanno divise tra tutte le componenti. Tuttavia, dopo aver visto lo scempio delle ultime settimane, appare evidente che il principale colpevole per questa imbarazzante crisi sia Ciro Ferrara. Qualcuno, i garantisti del pallone, potrà sostenere che è il solito caso di capro espiatorio, che come sempre l'allenatore paga per tutti, che è più facile licenziare una persona che cambiare 20 giocatori ecc. In parte sono ragionamenti veri, senonché ritengo che nel caso specifico siano troppo evidenti i demeriti dell'ex difensore bianconero.
Due semplici ragionamenti penso bastino a spiegare ciò.

1- La squadra rispetto alla scorsa stagione è più completa e ha una rosa più ampia: basta andare a rileggere tutti, ma proprio tutti, i commenti estivi. Qualcuno magari esagerava ma i dati inconfutabili sono questi. Il mercato ha portato alla cessione di Marchionni, Cristiano Zanetti (assolutamente ininfluenti nelle due stagioni di Ranieri visto i loro continui infortuni. A proposito di Zanetti sarebbe ora di smetterla di dire che nella Fiorentina sta giocando molto bene e sarebbe servito alla causa bianconera visto che ha giocato 6/7 partite in 5 mesi) e Mellberg (buon difensore, ma non spostava gli equilibri). In più si è ritirato Nedved (nelle ultime due stagioni raramente determinante). Tralasciando le cifre, sono arrivati nell'ordine Diego, Felipe Melo, Cannavaro, Caceres, Grosso che andavano ad aggiungersi ad una rosa già buona. Il paradosso è che, dovendo cambiare modulo, ci si poteva aspettare qualche difficoltà iniziale. Invece la Juventus è partita bene ed è andata via via spegnendosi, toccando il fondo (forse non ancora) con l'umiliante eliminazione in Champions League, la sconfitta in casa col Catania e lo 0-3 col Milan. Ci sono stati diversi infortuni, ma è un alibi che non regge visto che tutte le squadre del mondo hanno numerosi infortuni durante la stagione: un recentissimo studio Uefa indica come la media di infortunati in una stagione in un club è di 45, con media di un mese per il recupero.
Bene, nonostante queste premesse Ferrara in pochi mesi ha già fatto molto peggio di Claudio Ranieri, crocifisso dall'ineffabile Tuttosport nonostante il buon lavoro svolto. Ranieri non è Capello o Mourinho, ma è un ottimo professionista e con delle rose inferiori ha portato la Juve ad un terzo e un secondo posto, a vincere il girone di Champions (battendo due volte il Real Madrid) e a giocarsi fino all'ultimo minuto il passaggio ai quarti contro il Chelsea. Ferrara al termine del girone di andata è già fuori dalla lotta Scudetto ed eliminato malamente dalla Champions dove è riuscito a battere due volte per 1-0 (soffrendo e rischiando) l'osticissmo Maccabi Haifa, dati alla mano la peggiore delle 32 squadre. Insomma, con una squadra indiscutibilmente più forte è riuscito a fare decisamente peggio di Ranieri.

2- Confusione tecnico-tattica: in questi mesi Ferrara non ha dato uno straccio di identità di gioco alla Juventus. Zero assoluto. Costruita la squadra per il famoso 4-3-1-2, nel momento di difficoltà ha rinnegato questo schema e la partita col Milan (ma non solo) è stata uno scempio dal punto di vista tattico. Due esempi. Nel corso della partita Diego è stato impiegato nei seguenti ruoli: seconda punta nell'iniziale 4-4-2, ala sinistra e ala destra nel successivo 4-2-3-1. Considerando che Diego è un classico trequartista è come se Lippi all'epoca avesse schierato Zinedine Zidane in quei ruoli (qualcuno sottolineerà che Diego non è Zidane, ma il paragone è esclusivamente legato alla posizione). Bestemmia tecnico-tattica. Il secondo caso è quello di Marchisio che nell'obrobrioso 4-4-2 di Parma e col Milan è stato confinato sulle corsie di destra e sinistra, lontano dal cuore del gioco e dal suo ruolo naturale di mezz'ala.
Anche i giocatori sembrano aver voltato le spalle a Ferrara, il quale, anzichè dare le dimissioni subito dopo l'ennesima umiliazione, come fatto mirabilmente da Antonio Conte (peraltro in circostanze diverse, ma sempre di dimissioni si tratta), è andato in tv a bacchettare Gigi Maifredi (GUARDA IL VIDEO) che lo aveva criticato qualche tempo fa. Lo ha fatto con una arroganza e una mancanza di umiltà davvero sconcertante. Detto che Maifredi è stato uno dei peggiori tecnici della storia juventina e che l'ultimo 0-3 in casa col Milan risaliva proprio alla sua gestione (corsi e ricorsi...), credo che abbia comunque la possibilità di esprimere un'opinione. Ferrara ha perso quindi due grandi occasioni in un colpo solo: dimostrare umiltà evitando atteggiamenti spocchiosi e arroganti, a maggior ragione dopo uno 0-3 , e soprattutto, dare le dimmisioni. L'unica decisione apprezzabile nella sua disastrosa gestione del club più prestigioso d'Italia.
Grassetto