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GIRO D'ITALIA 2013

Il percorso, le tappe, le altimetrie, le salite del Giro d'Italia 2013. Approfondimenti sulle frazioni più importanti, commenti e analisi su squadre, protagonisti e copertura Tv-Media. (foto by Sirotti - Stephill.tv)

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CALENDARIO CICLISMO 2013

Tutte le date del calendario ciclistico World Tour 2013. Dalle prime corse stagionali in Australia, alle Grandi Classiche di primavera, dalle Corse a tappe sino al Lombardia. Senza dimenticare i Mondiali italiani: appuntamento a Firenze a fine settembre. (foto by Sirotti - Stephill.tv)

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sabato, gennaio 30, 2010

AMERICA'S CUP 2010: IL CALENDARIO, LE IMBARCAZIONI E LA COPERTURA TV (SPORTITALIA e LA7)

La 33esima America's Cup di vela è ormai alle porte. Dall'8 al 12 febbraio, infatti, il defender Alinghi sfiderà Bmw Oracle sulla distanza di tre regate (8-10-12 febbraio). A Valencia è orami tutto pronto per questo duello che negli ultimi 2 anni si è combattuto a colpi di carte bollate e tribunali. Davanti ai giudici le dispute hanno riguardato un po' tutte le regole della competizione, dettate come da regolamento dal defender. Dallo sfidante, alla classe delle imbarcazioni, alla data e al luogo dell'evento, non c'è stato un singolo punto su cui vi sia stato accordo.
Senza ripercorrere l'infinita battaglia legale, vanno ricordate le principali regole di questa America's Cup in formato ridotto rispetto alle passate edizioni (a dire il vero un precedente simile a quello intercorso in questi anni è quello del 1988 quando America1 Stars&Stripes sfidò su catamarano il team neozelandese di KZ1). La principale novità riguarderà la classe delle imbarcazioni, dei catamarani (o trimarani) con degli appositi impianti idraulici volti a bilanciare l'imbarcazione e la presenza di motori da 160 cavalli, destinati a gestire le vele. I due gioielli sono costati la bellezza di 200 milioni l'uno e l'imbarcazione voluta dal miliardario Lerry Ellison (proprietario di Oracle, nonchè organizzatore del torneo tennistico di Indian Wells) è una sorta di astronave catapultata sulle acque valenciane. Si chiama Godzilla (Bor90) è la barca a vela più veloce al mondo. La sua vela è alta 68 metri e per issarla occorrono sei gommoni e due gru. In acqua può raggiungere la spaventosa velocità di 30 nodi. Al timone Russell Coutts, scaricato nell'ltima edizione dal patron di Alinghi Ernesto Bertarelli e assettato di vendetta. Alinghi dal canto suo propone un trimarano con materiali aerospaziali studiati per la Formula 1 e un albero che pesa sullo scafo come "50 Suv, messi uno sull'altro". Tecnologia ai massimi livelli.
Sentendo i pareri degli esperti si tratterà di una sfida equilibrata con fattore decisivo il vento di Valencia (con molto vento favorita Oracle). Insomma, in una competizione sempre più avveniristica e computerizzata, il ruolo decisivo spetterà alla natura.
VEDI I VIDEO DELLE 2 IMBARCAZIONI NELLA COLONNA VIDEO DEL BLOG

AMERICA'S CUP IN TV: la 33esima edizione della Coppa America sarà trasmessa in Italia da Eurosport (canale 211 del bouquet Sky), titolare dei diritti, e da Sportitalia (sul digitale terrestre e sul canale 225 del bouquet di Sky). Le due regate di lunedì 8 febbraio e di mercoledì 10 (più l'eventuale spareggio di venerdì 12) andranno in onda  a partire dalle 10.00, ma per tutti gli appassionati ci sarà la possibilità di seguire lo speciale serale con highlights e commenti, sempre su Sportitalia.
All'ultimo minuto anche La7 è riuscita ad acquisire i diritti delle 2 (o 3) regate valenciane. La7 ha bruciato la concorrenza della Rai e trasmetterà in diretta le regate della 33esima America's cup a partire dalle 10.00. Tutti i pomeriggi della prossima settimana, invece, lo speciale America's Cup dalle 16.00 alle 17.00 condotto da Paolo Cecinelli. Inoltre, diretta dell'evento velico dell'anno sul sito www.la7.it/vela con il live streaming delle gare, forum e possibilità di intervenire in diretta con commenti e domande.

venerdì, gennaio 29, 2010

JUVENTUS: FERRARA, ZACCHERONI, BENITEZ E IL FUTURO NEBULOSO

E dunque la dirigenza Juventus alla fine ha ceduto. Ha cercato di non rinnegare la scommessa, persa in partenza, dello scorso maggio, ma alla fine si è arresa. Ciro Ferrara non era la scelta giusta e i risultati, ma ancor di più il (non) gioco e l'atteggiamento della squadra, sono andati oltre ogni previsione negativa. Senza fare la parte antipaticissima di "colui che lo aveva detto", era chiaro ed evidente che un allenatore alla primissima esperienza in panchina non avrebbe mai potuto gestire una squadra rinnovata come la Juventus 2009/2010. Tanto più con degli assistenti così modesti. Il guardiolismo, l'uomo della società, l'ex bandiera che tanto piace ai tifosi, l'assitente che prepara il Lippi-ter, si sono rivelate per quello che sono: delle elucubrazioni drammticamente errate e qualunquiste, lontane anni luce da quella che doveva essere la linea e la politica della società. Dopo l'anno in B e i due di assestamento in A con il buon lavoro di Ranieri, occorrreva fare il salto di qualità, puntando prima di tutto su un allenatore  con curricula. Al contempo andava rinforzata la società con  un direttore generale esperto. Monsieur Blanc ha invece fatto l'opposto, spendendo tanto per i giocatori, risparmiando sull'allenatore e concentrando tutte le cariche societarie in unica persona: se stesso. 
L'esonero di Ferrara sarebbe dovuto arrivare l'indomani della sconfitta interna con il Catania, allora ultimo in classifica. Partita che arrivava subito dopo la batosta contro il Bayern, con conseguente eliminazione al primo turno di Champions. C'era la pausa natalizia e il nuovo allenatore avrebbe avuto una decina di giorni per studiare, capire, lavorare con la squadra. Invece si è deciso di andare avanti con Ferrara, palesemente in difficoltà e con una squadra ormai sfiduciata. Altre sconfitte in serie ed eliminazione anche in Coppa Italia, trofeo che poteva rappresentare un bel premio di consolazione. Su Ferrara allenatore non serve dire molto altro, stante la evidente inesperienza e incapacità di dare una qualsivoglia fisionomia alla squadra. Al Ferrara uomo va dato atto di essersi comportato con dignità e professionalità (eccetto la lite con Maifredi), ma al tempo stesso, da grande uomo Juventus avrebbe dovuto fare un passo indietro, dimettersi per il suo bene e per quello della squadra.
L'uomo scelto per sostituirlo è Alberto Zaccheroni, allenatore con contratto a termine di 4 mesi, in attesa di Benitez. Un compito difficile, per non dire ingrato, quello che attende il tecnico romagnolo. Personalmente, l'ho scritto a dicembre, si sarebbe dovuto puntare tutto su un santone come Guus Hiddink. Troppo caro si dice. Ma è il prezzo che si deve pagare per il definitivo salto di qualità. Squadra al top italiano ed europeo? Allenatore di livello. Oddio, si poteva puntare anche su allenatori emergenti, con idee e che hanno già dimostrato di dare un gioco alle loro squadre. Ma andava fatto a maggio quando Allegri, Giampaolo e Laurent Blanc erano in ballottaggio con Ferrara.
Zaccheroni quindi. Premesso che in casa Juventus si parla tantissimo di allenatori, quando sarebbe molto più importante capire quali e quante risorse avrà a disposizione la società per il prossimo mercato (vitale la qualificazione in Champions), vista e considerata la situazione in cui si è cacciato Blanc, penso sia la scelta migliore. Si sono fatti diversi nomi, alcuni improponibili come Gentile (mai allenato un club, esperienza inferiore a quella di Ferrara...). Il tecnico di Cesenatico, tra tutti, è quello più preparato (particolare confermatomi da alcuni suoi ex giocatori), anche se non ama subentrare in corso d'opera. Dal punto di vista tattico Zaccheroni ha due moduli di riferimento: 4-4-2 e 3-4-3. Moduli improponibili nell'attuale Juventus, dove mancano totalmente gli esterni e l'uomo chiave è il trequartista Diego, unica fioca luce nell'oscurità juventina. In carriera, violentando un po' i suoi prinicipi tattici, Zaccheroni ha giocato anche col 3-4-1-2, modulo cucito su misura per Boban, nel clamoroso finale scudetto del Milan 1998/99. Quali soluzione adotterà quindi? La più logica e di buonsenso è lavorare e puntare tutto sul 4-3-1-2,
unico modulo adatto all'attuale Juventus. Recuperare qualche infortunato (a proposito, Iaquinta non doveva tornare i primi di dicembre?) e lavorare sodo su posizioni, schemi, palle inattive. In pratica recuperare il recuperabile dopo il disastro Ferrara. Obiettivi di Zac saranno il quarto posto, meglio il terzo, e un buon cammino in Europa League. So che è  una prospettiva difficile, ma se il tecnico romagnolo dovesse ottenere la qualificazione in Champions League e arrivare in semifinale/finale in Europa League, la dirigenza farebbe bene a confermarlo, stante la disperata condizione tecnico-tattica-mentale in cui prende in mano la squadra. Dopo di lui, molto probabilmente (anche se vedendo l'indecisionismo di questi tempi di Blanc & co. non si sa mai), Rafa Benitez. Un allenatore molto preparato e in grado di vincere in carriera due campionati spagnoli (Valencia), una Coppa Uefa (Valencia) e una Champions League (Liverpool). Tuttavia, un allenatore abbastanza prudente e mai in grado di lottare veramente per la conquista della Premier League. 4-4-2 e 4-2-3-1 (o 4-5-1) i suoi moduli preferiti. La gestione del mercato del Liverpool in questi anni non è stata esemplare (ceduto Sissoko alla Juventus sostenne che Lucas Leiva fosse meglio del maliano) e i reds che ha presentato in questi anni hanno avuto paurosi alti e bassi di rendimento. Un allenatore pù da Europa che da campionato. Il problema, comunque, non sarà tanto la figura del prossimo tecnico. Per il prossimo anno la Juventus ha bisogno di un robusto intervento sul mercato. Unici punti fermi devono essere Buffon, Chiellini, Marchisio, Sissoko, Diego più alcuni rincalzi-uomini squadra come Del Piero, Legrottaglie, Camoranesi, Iaquinta. Tutti gli altri si giocano la conferma in questi mesi. A prescindere dai risultati, comunque, andranno acquistati un paio di difensori centrali, un paio di esterni di difesa, (almeno) un centrocampista, e due attaccanti. Il tutto abbassando l'età media della squadra. Sembra una lista della spesa o il mercato di riparazione del fantacalcio, ma è quello che serve alla Juventus per tornare ad essere finalmente competitiva.

lunedì, gennaio 25, 2010

PRONOSTICI 30/31 GENNAIO (CALCIO E BASKET)

Turno abbastanza complicato in Serie A, con molte partite equilibrate. La Serie B in campo solo con i 4 recuperi. Negli altri campionati spicca la sfida tra l'Arsenal e il Manchester Utd. Molto interessante anche il match tra Deportivo La Coruna e Real Madrid (privo di Ronaldo). Nel basket pronostici non facili in Serie A, mentre per la Legadue ancora fiducia al segno X. Quote Merkur Win.

BARI-PALERMO UNDER 3 (1,24)
NAPOLI-GENOA 1 (1,80)
SAMPDORIA-ATALANTA 1X (1,21)
CHIEVO-BOLOGNA 1X (1,23)
ROMA-SIENA OVER (1,67)
MILAN-LIVORNO GOL (1,92)
CATANIA-UDINESE UNDER 3 (1,25)
CAGLIARI-FIORENTINA GOL (1,75)
JUVENTUS-LAZIO 1 (1,75)

CITTADELLA-ANCONA 1X (1,29)
MANTOVA-CROTONE OVER 1.5 (1,28)
SASSUOLO-SALERNITANA OVER 1.5 (1,30)

BAYERN MONACO-MAINZ 1 (1,20)
SCHALKE O4-HOFFENHEIM 1 (1,65)
STOCCARDA-BORUSSIA DORTMUND GOL (1,55)

WEST HAM-BLACKBURN 1X/GOL (1,27/1,67)
FULHAM-ASTON VILLA X (3,15)
BIRMINGHAM-TOTTENHAM UNDER 3 (1,24)
BURNLEY-CHELSEA OVER 1.5 (1,20)
MANCHESTER CITY-PORTSMOUTH GOL (2,00)
ARSENAL-MANCHESTER UTD UNDER 3 (1,34)

ESPANYOL-ATHLETIC BILBAO 1X (1,34)
SPORTING GIJON-BARCELLONA 2 (1,20)
TENERIFE-SARAGOZZA 1X (1,23)
DEPORTIVO LA CORUNA-REAL MADRID UNDER 3 (1,34)
SIVIGLIA-VALENCIA GOL (1,65) 
HERCULES-CASTELLON 1 (1,40)


NOVARA-PERGOCREMA 1 (1,35)
PESCARA-GIULIANOVA 1 (1,65)
RIMINI-PESCINA 1 (1,65) RINVIATA
TERNANA-VERONA X2 (1,35)
PORTOGRUARO-VIRTUS LANCIANO UNDER (1,55)

BENETTON TV-NGC CANTU' 1 VINC. PARTITA (1,40)
SCAVOLINI PESARO-AIR AVELLINO 1 VINC. PARTITA (1,45)
SNAIDERO UDINE-UMANA VENEZIA 1-1X2 (1,45)
ENEL BRINDISI-CASALPUSTERLENGO 1-1X2 (1,37)
PRIMA VEROLI-MIRO VIGEVANO 1 VINC. PARTITA (1,25)
PALLAC. PAVIA-FASTWEB CASALE X (2,50)
AGET IMOLA-CARIMATIC PISTOIA X (2,50)
FILENI JESI-BANCO SARDEGNA SASSARI X (2,70)
LATINA-TRENKWALDER RE X (2,70)

PRONOSTICI: 41
ESATTI: 26
SBAGLIATI: 15

PERCENTUALE: 63,41 %
QUOTA PIU' ALTA INDOVINATA : 2,50 (IMOLA-PISTOIA X)

OLIMPIADI 2020: ROMA CONTRO VENEZIA, E' SFIDA TOTALE (tra retroscena, politica e progetti)

La candidatura italiana alle Olimpiadi 2020 è argomento molto delicato e difficile da trattare in Giustificapoche righe. Visto che i giornali sportivi, in particolare la Gazzetta, non dedicano molti approfondimenti ad un argomento di tale importanza, non solo per lo sport ma per tutto il Paese, per reperire degli articoli e dei retroscena capaci di far luce sulla sfida tra Roma e Venezia, occorre leggere la stampa generalista. Questo perchè la candidatura di un Paese o di una città non è una semplice questione di politica sportiva, ma è un delicatissimo intreccio tra politica nazionale, locale, interessi imprenditoriali e commerciali. Nel frattempo la sfida tra Roma e Venezia si è fatta di giorno in giorno più dura, con colpi sempre più bassi. Per dirla con le parole di Corrado Zunino su Repubblica "la competizione nazionale per ospitare l'evento più importante al mondo - le Olimpiadi, ecco, con i suoi tre milioni di euro di ricavi sul territorio da distribuire in un arco di nove anni - è diventato uno scontro. Politico, affaristico, sportivo, nell'ordine." Proprio per questo ho preferito aspettare che le cose fossero un pò più chiare in vista della scelta definitiva del CONI che avverrà il prossimo aprile (ma in realtà già a marzo si conoscerà la città vincitrice). Il tutto tenendo presente che si tratta solo del ballottaggio nazionale, che la consegna del dossier al CIO dovrà avvenire fra un anno e che la scelta finale dello stesso Comitato Olimpico Internazionale avverrà nel 2013 (Tokyo, Istanbul e la probabile favorita Madrid le host-cities già candidate).
I RETROSCENA: va subito chiarito che, stando alle voci e alle indiscrezioni raccolte in queste settimane, Roma parte nettamente favorita, avendo incassato l'appoggio pieno dei vertici del CONI. Secondo quanto scrive Repubblica quest'oggi, infatti, ci sono stati molti segnali da parte di Petrucci & Co. a favore della candidatura romana. Sono due gli episodi che Zunino riporta e che dimostrano come il CONI, anzichè fare da arbitro imparziale della contesa, trasudi di romanocentricità. Il primo risale a un paio di mesi fa quando Petrucci assieme al segretario Pagnozzi, nonchè a Pescante e Carraro (influenti esponenti italiani presso il CIO), hanno incontrato segretamente il sindaco di Roma Alemanno per manifestargli il loro sostegno. Inoltre, lo scorso 8 gennaio, lo stesso presidente del CONI sembra abbia fatto una visita a Venezia dal sindaco Cacciari e lo abbia invitato a ritirare la candidatura, ottenendo uno scontato diniego.
IL RUOLO DELLA POLITICA: come risaputo, la candidatura olimpica è qualcosa che va molto al di là dello sport. Giro d'affari enorme, posti di lavoro, ed enormi interessi. Non a caso per supportare la candidatura di Chicago alle Olimpiadi 2016 si sono scomodati Barack e Michelle Obama. Da noi, in scala ridotta, politici locali e nazionali sono intervenuti in modo deciso a sostegno della propria città di riferimento, risvegliando lo storico campanilismo italico. Alemanno ha incassato il sostegno di Provincia e Regione, nonchè quello di Rutelli, già promotore della candidatura romana del 1997. Possibile l'asse con Napoli a cui andrebbero le gare di vela e alcuni incontri del torneo di calcio. Venezia, invece, si appoggia sul nord-est e sulla collaborazione di altre città come Padova, Treviso e Udine. Cacciari punta molto sull'appoggio dei ministri veneti e ha formato un gruppo di sostegno di deputati-senatori del nord-est. Inoltre, per sensibilizzare l'opinione pubblica e non ridurre il tutto a una scelta burocratica nelle stanze segrete romane, intende portare la sfida su Ra1 a Porta a Porta.
I 2 PROGETTI (pregi e problemi): Venezia ha già illustrato il dossier mentre Roma presenterà il proprio solo quest'oggi. La città lagunare punta sul quadrante di Tessera (Mestre) e la terra ferma come cuore pulsante dei Giochi. La zona dista solo 3 km dall'aeroporto internazionale Marco Polo e si presta alla costruzione di molti impianti ex novo, tra cui il villaggio olimpico, il media-center e lo stadio olimpico da 80.000 posti (riducibili dopo i Giochi). A Tessera non solo la regina atletica ma anche tutti gli sport acquatici, quelli di combattimento e la pallavolo. A Venezia città ci sarebbe la maratona con arrivo a Piazza San Marco, al Lido si svolgerebbero le gare di ciclismo, golf, vela e nuoto in acque libere. Al Venezia Vega Park si diputerebbero i tornei indoor di basket e pallamano e le gare di ginnastica artistica, mentre nella zona del Parco San Giuliano avrebbero luogo i tornei di hockey, tennis e le gare di tiro con l'arco. La principale difficoltà organizzativa per Venezia VentiVenti è proprio la collocazione geografica delle gare. Sarebbero Giochi suddivisi in molte città, seppur vicine tra loro. A Jesolo (beach volley), Padova (equitazione, tiro a volo, badminton, pentathlon e rugby), Treviso (canottaggio, canoa, ciclismo su pista, ciclismo e rugby), Verona, Vicenza, Trieste e Udine per il calcio. La critica più forte è quindi legata alla frammentazione eccessiva delle gare olimpiche e al fatto che quasi tutti i 26 impianti previsti andrebbero costruiti da zero. Molto avanzata la proposta di viabilità con metro (sotto la Laguna), treni leggeri, alta velocità e tapis roulant.
Roma, come detto, presenterà oggi il suo progetto ma si conoscono già molte cose. Ovviamente Stadio Olimpico più Foro Italico come centro dei Giochi. Il villaggio olimpico sorgerebbe a Tor di Quinto (sulle ceneri delle vecchie caserme), il Flaminio verrebbero ristrutturato (40.000 spettatori). Tor Vergata e Nuova Fiera ospiterebbero gli sport indoor. Nelle straordinarie cornici dei Fori Imperiali e del Circo Massimo si disputerebbero la maratona e il tiro con l'arco. Ostia ospiterebbe le gare di nuoto in acque libere e vela, mentre alla Magliana si disputerebbe il torneo di golf. La viabilità prevede il Tevere come via di trasporto principale.
I problemi principali per Roma sono legati all'organizzazione complessiva e al pericolo di ingenti speculazioni edlizie (anche Venezia non è immune da ciò ma in termini più ridotti). I recenti Mondiali di nuoto hanno lasciato in eredità una indagine della magistratura, 17 piscine sequestrate, 34 indagati e il fallimento del progetto di Tor Vergata.

Personalmente spero che, qualsiasi città dovesse vincere tra Roma e Venezia, la candidatura italiana per le Olimpiadi del 2020 possa essere forte e competitiva a livello CIO. Ottenere i Giochi è un'impresa assai ardua acnhe e soprattutto per l'attività di lobbying che occorre fare in seno al CIO e non solo (memorabile la vittoria di Atlanta-Coca Cola contro Atene nel centenario delle Olimpiadi moderne). Poi, se devo sbilanciarmi per una delle 2 candidate scelgo Venezia per ragioni geografiche, ma soprattutto per la conoscenza di alcune valide persone impegnate nel progetto tra cui Federico Fantini.

sabato, gennaio 23, 2010

COPPA ITALIA: LA MIA PROPOSTA DI RIFORMA 2^ parte


Dopo aver analizzato nella prima parte le difficoltà e le contraddizioni della nostra Coppa Italia, sfiorando quelle più generali del nostro calcio, vengo alla parte più specifica e tecnica: la mia proposta di riforma della Coppa Italia. Vado a esporre in 7 punti le soluzioni che a mio parere andrebbero apportate per rendere la Coppa Italia un torneo veramente interessante per squadre, tifosi e, aspetto non secondario, sponsor e media.
Andando a studiare la storia di questa competizione ci si accorge di come, sin dall’origine (1922), abbia stentato a decollare, risultando più che altro un intralcio, un impegno di troppo rispetto al campionato. Addirittura per molti anni (dal 1943 al 1958) non venne disputata e negli ultimi anni ha subito una serie interminabile di modifiche a livello di format.
Premesso ciò, mi rendo perfettamente conto che un torneo privo di una grande tradizione faticherà sempre a trovare una sua collocazione specifica. Tuttavia, il tipo di riforma che propongo, ammesso che FIGC, Lega Calcio e club siano realmente interessate al miglioramento del torneo, porterebbe indubbi benefici a tutto il sistema. La componente più importante, dunque, è la reale volontà della politica calcistica di rendere finalmente appetibile questo torneo.
Sembra strano e paradossale dirlo, ma il modello da cui partire è quello del lontano 1935. Quella formula si ispirava in modo appropriato a quella della FA Cup. Vi accedevano tutte le squadre di Serie A, B e C con turni ad eliminazione diretta, sorteggio per la definizione del campo e finale in campo neutro (scelto di volta in volta). Una formula corretta e non uno dei tanti tentativi di scimmiottamento avvenuti negli ultimi anni, con dirigenti e addetti ai lavori a riempirsi la bocca, sventolando anche in questo caso il mitologico “modello inglese”.
Ecco nel dettaglio i 7 punti che, a mio parere, permetterebbero un rilancio sensibile della Coppa Italia:

1. PARTECIPAZIONE DI TUTTE LE SQUADRE DALLA A ALLA LEGA PRO II DIVISIONE
Il primo punto riguarda la composizione del tabellone e le squadre partecipanti. E’ un aspetto fondamentale, basilare. Per non ridurre la coppa nazionale ad una Coppa di Lega (come avviene ora) e per farla diventare davvero una Coppa Italia, è determinante la partecipazione, almeno nelle prime edizioni con tale formula, di tutte le squadre professionistiche, quindi le 42 della Serie A e B e le 90 della Lega Pro (36 della I divisione e 54 della II divisione). In questo modo parteciperebbero al torneo 132 squadre. Questo sarebbe un primo passo importante. Sarebbe tuttavia solo un passaggio iniziale di un progetto più ampio, con l’obiettivo negli anni successivi di far partecipare anche le squadre della Serie D e, perchè no, anche quelle di Eccellenza e Promozione. Vero, progetto ambizioso, ma tutt’oggi si disputano dei tornei di Coppa Italia specifici per le serie inferiori (con inizio nel periodo estivo) e basterebbe accorpare questa fase iniziale al tabellone nazionale. Le squadre di Serie D e delle categorie non professionistiche inizierebbero i preliminari ad agosto, mentre il tabellone finale (64esimi) partirebbe a stagione già ben avviata (ottobre-novembre).

2. TABELLONE TENNISTICO A 128 SQUADRE
Delle 132 squadre aventi diritto (nella versione iniziale), occorre arrivare al numero di 128 per formare il classico tabellone tennistico (128-64-32-16-8-4-2-1) e consentire di partire con i turni ad eliminazione diretta. Per eliminare le 4 squadre in più basterebbe applicare un facile meccanismo. Due mini-gironi da 3 squadre ciascuno, con sola andata in campo neutro. Al tabellone finale della Coppa Italia accederebbero le due vincitrici dei mini-gironi. Ma quali sarebbero le 6 squadre a prendere parte a questo turno preliminare? Semplice, le 6 squadre (due per i tre gironi) che la stagione precedente si sono salvate ai playout in Lega Pro II Divisione .
A questo punto si partirebbe con il tabellone a 128 squadre senza alcun tipo di testa di serie o paletto, con tutti che possono affrontare tutti sin dal primo turno.

3. IN CASA DELLA PEGGIO PIAZZATA (O AL MASSIMO SORTEGGIO)
Uno degli aspetti più deleteri dell’attuale formula è la tutela massimale di quella che si potrebbe definire “la casta” (Rizzo e Stella mi perdoneranno). Trovo profondamente ingiusto, infatti, che le squadre di Serie A mantengano il diritto divino (leggi regolamento Lega) di disputare in casa le partite contro le squadre di categoria inferiore. E’ davvero assurdo, per fare l’esempio più attuale, che il Novara (I Divisione) abbia dovuto giocare tre turni in trasferta sui campi delle squadre di Serie A (Parma, Siena e Milan fra pochi giorni). E’ esattamente il contrario di quello che dovrebbe essere il meccanismo più equo. La partita si deve giocare in casa della più debole, a maggior ragione se di categoria inferiore, in modo da ridurre l’inevitabile gap. D’altronde questa è una stortura che deriva da un semplice fatto. La Coppa Italia è organizzata dalla Lega Calcio di A e B, che naturalmente cura gli interessi delle sue iscritte. Non si può pensare che tuteli le squadre di Lega Pro. Questa è la ragione per cui la futura Coppa Italia dovrebbe essere organizzata dalla FIGC, o al massimo da una sorta di associazione delle future 3 Leghe (dal prossimo anno avverrà la scissione della Lega di A e B).
Tornando alla nuova formula, quindi, la regola dovrebbe essere quella di giocare i primi 3 turni (64esimi, 32esimi e 16esimi) in casa della squadra peggio piazzata la stagione precedente, con i restanti turni a sorteggio integrale come avviene per tutti i turni della FA Cup). Un meccanismo maggiormente temperato potrebbe essere quello del sorteggio del campo sin dal primo turno (esattamente come per la FA Cup).
Crotone-Juventus, serie B 2006/2007
Ad ogni modo, dal punto di vista dello spettacolo e dell’attesa sarebbe incredibile per le piccole piazze ospitare gli squadroni della Serie A. Ve lo immaginate un Paganese-Juventus o un Taranto-Milan? E un Potenza-Inter? Per le squadre di Lega Pro sarebbe un evento eccezionale, storico. Una sola partita di cui parlare per anni. Anche per le cosiddette nobili decadute sarebbe l’occasione di tornare a respirare per un giorno l’atmosfera del grande calcio (ad es. Vicenza-Napoli o Perugia-Roma). Si creerebbe un circolo virtuoso e anche giornali e televisioni avrebbero modo di scrivere e raccontare di bellissime storie e realtà (per fare un esempio, fu meraviglioso vedere l’attesa della città di Crotone per l’arrivo della Juventus l’anno della Serie B). Senza parlare della boccata d’ossigeno (leggi entrate) che porterebbero eventi del genere alle squadre di categoria inferiore (da questo punto di vista, oltre all’incasso del botteghino, si potrebbero studiare dei meccanismi legati al marketing e ai diritti radio/tv, per favorire economicamente tali squadre).

4. SQUADRE IN CAMPO DURANTE LE FESTE NATALIZIE
In questi giorni si parla molto di quanto è bello vedere le partite inglesi durante le festività natalizie e di come sarebbe interessante ripetere la cosa anche da noi. Bene, siccome siamo una nazione tendenzialmente conservatrice e le riforme sono sempre viste con un po’ di scetticismo, per iniziare e per sondare un po’ il terreno, si potrebbero giocare i 32esimi e i 16esimi durante le feste natalizie (ad esempio il 26, boxing day inglese, e la domenica successiva). Dal mio punto di vista sarebbe un’ottima mossa di marketing, con tutti i riflettori puntati sulla Coppa Italia.
Del resto i dirigenti più illuminati del nostro calcio si sono detti assai favorevoli a giocare nel periodo natalizio. I film più importanti, i libri più attesi, gli spettacoli teatrali si concentrano quasi sempre in questo periodo dell’anno in cui le famiglie sono a casa e c’è una capacità di spesa superiore (per chi fortunatamente ha mantenuto il posto di lavoro).

5. OTTAVI DI FINALE DA DISPUTARSI LA DOMENICA (AL POSTO DEL CAMPIONATO)
Poiché la collocazione delle partite in date e orari improbabili è una delle concause dello scarso appeal della Coppa Italia, una mossa molto opportuna sarebbe quella di far disputare gli ottavi di finale in una domenica (meglio, in un weekend, in modo da spalmare le 8 gare), di solito riservata alla sacralità del campionato. Non sarebbe una soluzione inedita, visto che ciò avviene da sempre in Francia e Inghilterra. Questo porterebbe un’altissima visibilità alla Coppa, con tutti i media che si dedicherebbero all’evento e la gente che seguirebbe con più interesse il torneo (ad esempio riempiendo di più gli stadi).
Qualcuno potrebbe obiettare che non ci sono date disponibili. Balle. In Francia e Inghilterra i campionati sono a 20 squadre come da noi e le date le trovano tranquillamente.

6. SEMIFINALE IN CAMPO NEUTRO (COME PER LA FA CUP)
Ulteriore accorgimento utile sarebbe quello di far disputare le due semifinali in campo neutro, come avviene per la FA Cup. Questo permetterebbe una uguaglianza tra le due squadre e non porterebbe vantaggi derivanti dal fattore campo.

7. FINALE IN CAMPO “VERAMENTE” NEUTRO (O A ROTAZIONE)
Come sottolineato nella prima parte dell’inchiesta, il fatto di giocare sempre la finale all’Olimpico costituisce un indubbio vantaggio e una spinta durante il torneo per Roma e Lazio (guarda caso le due squadre che vincitrici nelle prime due edizioni con tale formula). Poiché non esiste uno stadio terzo (ci sarebbe il Flaminio, ma è dietro l’Olimpico…), la soluzione ideale sarebbe quella di stabilire la sede della finale una volta conosciuto il nome delle semifinaliste (o delle finaliste). Scegliere una città intermedia per non favorire nessuna delle finaliste, come avveniva storicamente con gli spareggi salvezza o promozione.
Al massimo, se non si vuole decidere all’ultimo, si potrebbe scegliere all’inizio della stagione una sede che cambia di anno in anno, magari ottenendo anche un benefit economico (la città x paga euro y per accogliere la finale di Coppa Italia, come avviene per le Coppe europee).

© riproduzione riservata


Questo il mio articolato, ma spero comprensibile progetto di nuova Coppa Italia. Attendo commenti, critiche e obiezioni.

COPPA ITALIA: LA MIA PROPOSTA DI RIFORMA 1^ parte


Espongo in due puntate una mia personale proposta di riforma per la Coppa Italia. Nella prima parte analizzo la situazione attuale e tutte le sue contraddizioni. Nella seconda, invece, propongo la mia riforma per punti. Una serie di innovazioni che, a mio modo di vedere, porterebbero molti benefici al tanto bistrattato torneo nazionale.


Uno degli argomenti più dibattuti negli ultimi anni è la desolante situazione in cui versa la Coppa Italia e le relative soluzioni per rivitalizzare la competizione. Un torneo snobbato, privo di ogni interesse per società, giocatori e pubblico.
Come prima cosa va sottolineato che già la definizione di Coppa Italia non è corretta. Vista l’attuale formula si tratta più che altro di una Coppa di Lega allargata a qualche club di Lega Pro (27) e di Serie D (9) per completare il tabellone. La Coppa Italia, infatti, è organizzata dalla Lega Calcio. In Inghilterra e Francia, invece, si tratta realmente della competizione organizzata dalle rispettive Federazioni e vengono coinvolte tutte, ma proprio tutte, le squadre affiliate (i preliminari di FA Cup iniziano in estate). In questi Paesi esiste anche la Coppa di Lega a cui partecipano solo le formazioni di Serie A e B (l’equivalente in linea di massima della nostra Coppa Italia).
Da noi nelle ultime due stagioni si sono battute nuove strade. E’ stata abolita l’anacronistica finale andata-ritorno e l’atto conclusivo viene disputato in gara unica, come avviene in tutti i trofei nazionali. Qui, però, emerge un altro problema. In Italia non esiste uno stadio “terzo”, un impianto in cui non giochino squadre di club. In Inghilterra si gioca a Wembley (negli anni in cui lo stadio londinese era in ristrutturazione si è giocato al Millenium Stadium di Cardiff), in Francia a Saint-Denis (stadio che ospita le partite della nazionale francese). Così da noi si finisce per giocare all’Olimpico di Roma e nelle prime due edizioni con questa formula le squadre che hanno trionfato sono state, guarda caso, Roma e Lazio. Il tema degli stadi è molto complesso e delicato, non lo voglio approfondire in questo post, ma occorrerebbe trovare una soluzione adeguata per la Finale, non lasciando alcun vantaggio alle due partecipanti (nell’ultima finale Lazio-Sampdoria il rapporto tra le due tifoserie era di 5:1 per i biancocelesti).
La partita secca era quasi d’obbligo, tuttavia non sono state apportate altre modifiche utili a rilanciare la competizione. Anzi, la collocazione e gli orari delle partite inducono a pensare che la stessa Lega Calcio non abbia grande motivazione ad aumentare l’interesse attorno alla Coppa Italia. Basta dare un’occhiata a come sono state stabilite date e orari degli ottavi di finale. Inter-Livorno che viene giocata non si sa per quale motivo il 16 dicembre e le restanti 7 partite programmate per gennaio 2010. Non solo. Quante persone saranno presenti allo stadio o davanti alla tv alle ore 16.00 del 14 gennaio per Fiorentina-Chievo? E quante per Milan-Novara alle 16.00 del giorno prima? Per tacere di Udinese-Lumezzane alle 18.30. Una tale collocazione determina ulteriore disinteresse e le stesse squadre impegnate (a parte probabilmente Lumezzane e Novara, le valide rappresentanti della Lega Pro) prenderanno questo impegno come una sorta di “amichevole ufficiale”, utile per schierare tutte le seconde linee. In pratica la versione italica del campionato riserve d’Oltremanica.
Come non bastasse negli anni scorsi da molte parti è arrivata la proposta “risolutiva” per risollevare le sorti della nostra coppa nazionale. Riservare un posto in Champions League alla squadra vincitrice. La mia opinione è che si tratti di un involontario, ma clamoroso autogol. Una resa incondizionata, una dichiarazione d’incapacità del sistema calcio italiano a trovare soluzioni valide. Non spetta infatti alla FIGC o alla Lega Calcio stabilire quale competizione o quale piazzamento determini la qualificazione in Champions League o in Europa League. E’ una competenza esclusiva dell’Uefa, la quale per regolamento attribuisce alle squadre vincitrici della Coppa nazionale la qualificazione automatica ai playoff di Europa League. Chiedere agli uffici di Nyon che la vincitrice della Coppa Italia partecipi alla Champions equivale a dire: “Cara Uefa, non siamo assolutamente in grado di fare da soli. Non sappiamo in che modo rilanciare la Coppa Italia. Potete darci una mano e chiudere un occhio, operando un’eccezione per il nostro campionato?”. Insomma, a parte l’impossibilità di ottenere tutto ciò, una autodichiarazione di manifesta incapacità organizzativa. Non solo. Questo tipo di proposta fa emergere un‘altra nota dolente del nostro calcio, vale a dire la scarsa considerazione che si attribuisce alla vecchia Coppa Uefa. Ok, l‘Europa League ha meno prestigio ed è molto meno remunerativa rispetto alla Champions League, ma solo da noi viene considerata un inutile peso. Le nostre squadre vi partecipano quasi controvoglia, schierando spesso le seconde linee. In tutta Europa, invece, viene vista come una grande vetrina, un‘occasione per aumentare il prestigio del club e del calcio nazionale. Inoltre, dal punto di vista delle Federazioni, è una competizione determinante, al pari della Champions, per il famoso ranking Uefa. A furia di snobbare la Coppa Uefa nell’ultimo decennio, l’Italia rischia di perdere un posto in Champions League e questa sarebbe il logico risultato di una mentalità provinciale e scarsamente lungimirante.

Con questo voglio sottolineare come il posto in Europa League, assicurato alla squadra vincitrice della Coppa Italia (o alla finalista perdente se la vincitrice è qualificata in Champions League), sia già un ottimo premio e solo la scarsa considerazione che viene data al secondo torneo continentale in Italia porta allo svilimento di tale benefit. [fine 1^ parte]

venerdì, gennaio 22, 2010

PRONOSTICI CALCIO (SERIE A, B, LIGA, BUNDESLIGA, FA CUP) E BASKET 23/24 GENNAIO

Scendono di nuovo in campo i principali campionati europei ad eccezione della Premier League, che a gennaio come da tradizione lascia molto spazio alla FA Cup, e della Superliga portoghese. Serie A che ruota attorno a Juventus-Roma e Inter-Milan (1/2 e Gol i miei pronostici). In Bundesliga bella sfida tra Werder e Bayern con l'Hertha Berlino che deve continuare a vincere per sperare nel miracolo salvezza. In Spagna probabili vittorie per Real e Barcellona.
Nel basket ultimo turno di campionato in Serie A con il debutto di Repesa sulla panchina della Benetton Treviso nella difficile trasferta dsul campo dell'Armani Milano. In Legadue si prospetta una altro turno con diverse X. Quote Merkur Win.

JUVENTUS-ROMA 1/2 (1,30)
LAZIO-CHIEVO 1X (1,25)
UDINESE-SAMPDORIA 1X/UNDER (1,27/1,71)
CATANIA-PARMA X (3,05)
PALERMO-FIORENTINA UNDER (1,71)
SIENA-CAGLIARI 1X (1,42)
LIVORNO-NAPOLI UNDER 3 (1,24)
INTER-MILAN GOL (1,70)
BRESCIA-CROTONE 1 (1,60)
CESENA-GALLIPOLI 1 (1,65)
ASCOLI-MODENA 1X (1,23)
SASSUOLO-VICENZA UNDER (1,64)
MANTOVA-FROSINONE 1 (2,35)
SALERNITANA-ANCONA GOL (1,85)
PADOVA-REGGINA UNDER (1,64)
BOCHUM-SCHALKE O4 UNDER 3 (1,29)
HERTHA BERLINO-M'GLADBACH 1 (1,90)
WERDER BREMA-BAYERN MONACO GOL (1,55)
HOFFENHEIM-BAYER LEVERKUSEN GOL (1,56)
PRESTON-CHELSEA 2 (1,30)
SCUNTHORPE-MANCHESTER CITY 2 (1,40)
PORTSMOUTH-SUNDERLAND 1X (1,39)
EVERTON-BIRMINGHAM UNDER 3 (1,26)
VALLADOLID-BARCELLONA 2 (1,35)
VILLAREAL-SARAGOZZA 1 (1,45)
REAL MADRID-MALAGA 1H (1,39)
SPORTING GIJON-SANTANDER 1X (1,34)
GETAFE-ATLETICO MADRID 1X (1,42)
ZULTE WAREGEM-ST TRUIDEN GOL/OVER 1.5 (1,80/1,23)
MECHELEN-STANDARD LIEGI GOL (1,85)

AIR AVELLINO-VANOLI BASKET VINC. PARTITA 1 (1,25)
BANCA TERCAS TE-SIGMA MG VINC PARTITA 1 (1,35)
CARIFE FERRARA-ANGELICO BIELLA VINC PARTITA 1 (1,80)
B. SARDEGNA SS-AGET IMOLA VINC. PARTITA 1 (1,15)
FASTWEB CASALE-CARIMATIC PT X (2,50)
SNAIDERO UD-PRIMA VEROLI X (2,50)
TRENKWALDER RE-FILENI JESI X (2,95)

PRONOSTICI: 39
ESATTI: 22
SBAGLIATI: 17
PERCENTUALE: 56,41%
QUOTA PIU' ALTA INDOVINATA: 2,50 (SNAIDERO-VEROLI X)

giovedì, gennaio 21, 2010

OLE EJNAR BJOERNDALEN: PROFILO DELLA LEGGENDA DEL BIATHLON

In Italia gli sport invernali hanno poca risonanza mediatica, specialmente quando non vi sono atleti competitivi ai massimi livelli. In altri post ho sottolineato come dopo i tempi d'oro di Tomba-Compagnoni o della staffetta olimpica di Lillehammer '94, gli sport della neve e del ghiaccio sono stati relegati in spazi sempre più ridotti con qualche impennata in occasione di Olimpiadi (anche se sul binomio media-Olimpiadi di Torino si potrebbero scrivere interi libri) o successi in Coppa del Mondo. Proprio a causa di questa scarsa visibilità mediatica molte persone non conoscono nemmeno i protagonisti azzurri di queste meravigliose discipline. Figurarsi i campioni stranieri.
Tutto questo preambolo per introdurre la figura della leggenda dell biathlon, lo sport probabilmente più spettacolare (e ahimè tra i meno conosciuti in Italia) tra quelli presenti alle Olimpiadi invernali: il norvegese Ole Ejnar Bjoerndalen.
Prima di parlare del fuoriclasse assoluto degli sport invernali, occorre fare un passo indietro perchè la stragrande maggioranza delle persone (italiani, off course) non conosce nemmeno in cosa consiste una gara di biathlon. Detto che in alcuni Paesi come la Germania, il biathlon è lo sport invernale più seguito con dirette di tutte le gare su Ard e Zdf (vale a dire le corrispondenti teutoniche di Rai1 e Rai2), e pubblico da stadio (anche quest'anno si è disputata una gara con poligono e arrivo all'interno dell'Auf Schalke Arena, stadio dello Schalke 04...) come dice la parola stessa, si tratta della somma di due prove: sci di fondo più tiro a segno. La sua spettacolarità deriva proprio dall'intreccio di questi due sport, con gli atleti che sugli anelli tipici dello sci di fondo - a tecnica libera - devono cimentarsi anche al poligono con serie da 5 bersagli da colpire in piedi e sdraiati da una distanza di 50 metri (i bersagli hanno un diametro di 4,5 cm per la postazione a terra e di 11,5 cm per quella in piedi). Ogni errore al poligono porta a dei giri di penalità di 150 metri ciascuno o a una penalizzazione di un minuto (per la gara individuale). Esistono diverse tipologie di gara: l'individuale sulla distanza di 20 km per gli uomini e 15 km per le donne (quattro serie di tiri in entrambi i casi); le sprint sui 10km per gli uomini e i 7,5 km per le donne (due poligoni); l'inseguimento che si svolge sulla base dei tempi ottenuti nelle gare sprint o individuali (12,5 km gli uomini, 10 km le donne con quattro poligoni); la partenza in linea, o mass-start, in cui 30 atleti partono contemporaneamente e percorrono 15 km (maschi) e 10 km (donne) sempre con 4 poligoni; le staffette (anche miste) con quattro atleti per nazione che coprono 7,5 km e 6 km con 2 poligoni a testa.
Uno sport che deve il suo crescente successo proprio all'imprevedibilità e ai continui colpi di scena legati all'esito dei poligoni di tiro. Sommare lo sforzo sugli sci ad una prova di abilità e precisione come quella del tiro con carabina rappresenta un mix vincente, molto apprezzato a tutte le latitudini. Il biathlon, infatti, è uno degli sport invernali più diffusi al mondo, con diverse nazioni in grado di primeggiare. Particolare che rende ancora più incredibile il dominio di Ole Ejnar Bjoerndalen.
Per raccontare Bjoerndalen basterebbe riportare freddamente tutte le statistiche che lo riguardano. Un numero impressionante di vittorie in tutte le competizioni del biathlon (Olimpiadi, Mondiali, Coppe del Mondo). Ma la sua figura va oltre i numeri.
Nato a Drammen (Buskerud, Norvegia) il 27 gennaio 1974, viene inziato al biathlon dal fratello maggiore Dag e insieme all'altro fratello Hans Anton i tre formano per un breve periodo l'ossatura della nazionale norvegese. Il talento di Ole, però, è strepitoso e lo dimostra già ai Mondiali juniores del 1993 dove conquista tutte e tre le medaglie, unico atleta nella storia. Il salto tra i pro comporta qualche inevitabile difficoltà, essendo il biathlon uno sport in cui la componente esperienza (leggi sapersi gestire durante la gara) è assai importante, ma già nel 1996 Bjoerndalen conquista la sua prima vittoria in Coppa del Mondo nell'individuale di Anterselva (Bolzano). Le sue doti sugli sci stretti sono straordinarie e la stessa nazionale di fondo lo convoca per alcune gare. A 24 anni raggiunge la piena maturità e grazie alla sua immensa classe riesce a trionfare nella classifica generale di Coppa del Mondo davanti a mostri sacri come i tedeschi Franck Luck e Sven Fischer e a conquistare la sua prima medaglia d'oro olimpica a Nagano. Tra il 1999 e il 2001 trionfa altre 13 volte, ma è alle Olimpiadi di Salt Lake City del 2002 che Bjoerndalen entra di diritto nella storia dello sport. Vince tutte e 4 le gare del programma olimpico (sprint, inseguimento, individuale e staffetta). E' il primo e unico atleta in grado di compiere un'impresa simile.
Gli anni successivi non fanno che accrescere la grandezza di Ole, con svariati trionfi in Coppa del Mondo e ai Campionati Mondiali. Ad oggi ha conquistato 6 Coppe del Mondo (record assoluto) e ai Mondiali di Biathlon può vantare un record difficilmente battibile nei prossimo decenni: 14 medaglie d'oro, 10 d'argento e 9 di bronzo!
Le ultime Olimpiadi di Torino hanno visto un Bjoerndalen un po' più umano. Il norvegese ha vinto solamente, si fa per dire, tre argenti e un bronzo. Nel frattempo, come detto, Ole si è cimentato anche nello sci di fondo dove il 18 novembre 2006 ha vinto la 15 km tecnica libera di Gaellivare (Svezia), primo e unico atleta nella storia a imporsi sia nel fondo che nel biathlon.
Parlando di Bjoerndalen si potrebbero snocciolare risultati e record per ore. Tuttavia, un singolo dato dimostra quanto grande sia questo atleta norvegese, secondo molti il più grande nella storia degli sport invernali. Col recente successo in Coppa del Mondo nella mass start di Oberhof, infatti, Bjoerndalen ha conquistato la vittoria numero 92 in carriera (91 nel biathlon + 1 nel fondo), diventando in solitario l'uomo più vincente nella storia degli sport invernali (superato il mito svedese Ingemar Stenmark, giunto a 91 successi nello sci alpino). Sposato dal maggio 2006 con l'italiana (ex nazionale azzurra di biathlon, ora gareggia per il Belgio) Nathalie Santer, Ole ha portato la residenza a Dobbiaco (Bolzano), ma vive assieme a Nathalie a Obertilliach, Austria.
Tra tutti i trionfi e record difficilmente eguagliabili, Bjoerndalen è alla ricerca dell'ultimo, l'unico che gli manca per essere definito senza alcun dubbio il più grande di sempre: superare il mostro sacro del fondo norvegese Bjorn Daehlie, detentore del record storico di medaglie d'oro ai Giochi Olimpici invernali (otto). Ole è fermo a quota 5 e punta a superare Daehlie già alle Olimpiadi di Vancouver. Se non dovesse farcela, potrebbe arrivare fino alle Olimpiadi di Sochi 2014, continuando ad alimentare il suo mito. Quello del più grande atleta di sempre negli sport invernali, anche se in Italia in molti ne ignorano l'esistenza...

mercoledì, gennaio 20, 2010

AUSTRALIAN OPEN 2010: COME VEDERLI IN TV E IN STREAMING

Gli Australian Open sono iniziati da qualche giorno e per gli appassionati sono diverse le possibilità di seguire il primo slam della stagione in diretta su tv e web.
Eurosport riserva all'evento australiano un ampio spazio. La tv con sede a Parigi, segue l'evento sia con il primo canale (Eurosport canale 211 del bouquet Sky, traslocat da qualche giorno dallo storico 210 per lasciar spazio ai 5 canali - dal 206 al 210 - che Sky Sport riserverà alle Olimpiadi di Vancouver) che con Eurosport 2 canale 212. Dirette in contemporanea su entrambi i canali per vivere ogni giorno dalle 02.00 alle 14.00 italiane gli incontri da Melbourne. In realtà non è tutto ora quello che luccica visto che ci sono state già dei contrattempi. In particolare nella giornata di mercoledì la diretta dell'incontro Del Potro-Blake è stata bruscamente interrotta nel momento decisivo del 5° set per dare la linea al Rally di Montecarlo. Un errore degno della Rai anni '90 che interrompeva gli eventi nelle fasi più calde per dare la linea a trasmissioni dal discutibile interesse (mitologici gli anticipi del sabato cestistico). Qualche problema di sovrapposizione nel weekend con le gare degli sport invernali a farla da padrone. Eurosport trasmette anche in HD e, considerando che in alcuni paesi tra cui l'Australia questa tecnologia è più sviluppata che in Italia, i telespettatori dell'Australian Open potranno gustarsi le partite in Native HD, l'alta definizione di ultimissima generazione, non ancora disponibile su Sky.
Per i non abbonati a Sky esistono altre possibilità di gustarsi l'evento. In primis va ricordato Eurosport Germania trasmette in chiaro via satellite su Astra (frequenza 11258 V). Poi, sempre in chiaro via satellite (quindi basta avere parabola e ricevitore satellitare, senza alcun tipo di abbonamento) da tenere d'occhio il canale Abu Dhabi Sports su Hot Bird (frequenza 11623 V, 27500 symbol rate 3/4). Per quanto il digitale terrestre, per le zone vicine al confine con la Svizzera TSR dovrebbe trasmettere diverse partite in diretta, così come la TSI (Tv Svizzera Italiana) trasmetterà gli ultimi giorni del torneo (vedi sito internet).
Infine, per quanto riguarda Internet e le dirette streaming da tenere d'occhio i siti: www.fromsport.com e www.rojadirecta.com.

CANDREVA ALLA JUVENTUS: IL "PROGETTO" LIPPI VA AVANTI?

In queste ore si sta definendo il passaggio di Antonio Candreva alla Juventus. L'operazione è abbastanza complessa perchè il giocatore è di proprieta dell'Udinese ed in prestito al Livorno.
L'acquisto del giocatore romano da parte della società bianconera indica, secondo me, che il fin qui fallimentare "Progetto Lippi" sta andando avanti. Progetto scoperto grazie alla fotografia che immortalò a Recco lo scorso aprile Lippi, Blanc e...una focaccia. Il suggerimento nella scelta come allenatore di Ciro Ferrara e il ritorno del tecnico viareggino in società dopo i Mondiali sudafricani sono ormai delle certezze. La conferma di Ferrara nonostante un cammino a dir poco disastroso è un altro indizio che porta al Lippi-ter. C'era (ci sarebbe tutt'ora) la possibilità di prendere un allenatore top come Guus Hiddink, ma questo avrebbe comportato la fine immediata del tanto sbandierato progetto. Oggi, come detto, l'arrivo di Candreva, giocatore scoperto da Lippi nella prima parte di stagione e subito lanciato in nazionale nelle amichevoli contro Olanda e Svezia. Un giocatore su cui Lippi si è espresso in termini entusiastici, tanto da inserirlo nella lista degli azzurrabili per i Mondiali.
Dal punto di vista tecnico mi sento di dire che Candreva è un giocatore fin qui discretamente sopravvalutato. Intendiamoci, è un centrocampista offensivo moderno con buona tecnica e visione di gioco, abile nel calciare punizioni e calci d'angolo. E' un classe '87 quindi ha importanti margini di miglioramento. Tuttavia non ha un ruolo ben definito e ben definibile. Non è un regista e non è un trequartista. Non ha la continuità di gioco del classico centrocampista (alla Marchisio per intenderci) e, dato più preoccupante, è assolutamente nullo in zona gol. Scorrendo il suo score con le maglie di Ternana, Udinese, Livorno e Nazionali giovanili, si scopre che ha disputato all'incirca 150 partite, segnando la miseria di 3 gol. Quest'anno è stato incensato più volte per le buone prestazioni, ma non ha ancora trovato la via del gol in 19 presenza.
Nella Juve del 4-3-1-2 potrebbe giocare come mezz'ala o trequartista. Peccato che in quei ruoli abbia davanti Marchisio, Sissoko (più Camoranesi) e Diego. Si capisce così che Candreva in questo finale di stagione rischia di restare molto più in panchina che in campo.
Insomma, un acquisto che non serve molto all'attuale comatosa Juventus. Un acquisto in prospettiva. Un acquisto legato ancora una volta a quella focaccia.

martedì, gennaio 19, 2010

SWITCH-OFF 2010 RIMANDATO A SETTEMBRE (dopo i Mondiali)?

Dando un'occhiata all'ottimo sito digital-sat.it si possono trovare sempre notizie molto interessanti sul mondo della televisione. Una di queste, ripresa da MF, parla dello switch-off che quest'anno riguarderà quasi tutte le regioni nel nord Italia. Nel corso del 2010, infatti, in Lombardia, Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Emilia Romagna, Liguria e Piemonte orientale verrà spento il segnale analogico e si passerà definitivamente al digitale terrestre, per un totale di 25 milioni di italiani coinvolti. Un cambiamento epocale, già avvenuto per il 30% della popolazione (la prima è stata la Sardegna, mentre lo scorso autunno sono passate al digitale Lazio e Campania). Proprio le difficoltà tecniche riscontrate in queste due regioni sta spingendo il governo a rinviare a settembre lo switch-off in Lombardia e Piemonte, inizialmente previsto per la prossima primavera. La decisione verrà comunicata dal Cnid (Comitato nazionale Italia digitale) a tutte le parti in causa giovedì 21 gennaio.
In realtà sono molteplici le ragioni che hanno portato le istituzioni a prendere questa decisione. Innanzitutto, come detto, le difficoltà avute dagli utenti del Lazio e delle altre regioni con decoder, antenne e risintonizzazione canali (nonostante l'ampia campagna informativa). Poi il fatto che in alcune zone delle regioni già passate al digitale non arrivi ancora il nuovo segnale (in alcune zone non arriverà mai e l'unica soluzione è Tivù Sat, il digitale gratuito, decoder a parte, via satellite). Il tutto considerando che il prossimo giugno ci saranno i Mondiali di calcio in Sudafrica e gli investimenti a livello di programmi e pubblicità sono talmente alti che non si possono rischiare problemi nella visione dei canali. Non solo le reti Rai, ma anche quelle private (alcune ancora con molti problemi per lo switch-off) che puntano molto sui programmi di commento ale partite degli azzurri.
Il Cnid comunicherà giovedì tutte le date ufficiali per lo switch-off 2010 e, molto probabilmente, tutte le regioni interessate passeranno contemporaneamente al digitale terrestre nel prossimo settembre.
Una decisione sicuramente saggia perchè molte persone potrebbero fare anche a meno (per qualche giorno) di vedere la televisione, ma il non vedere le partite dei Mondiali porterebbe l'esecutivo ad un clamoroso calo del consenso, molto più di guai giudiziari o escort.

lunedì, gennaio 18, 2010

SERIE A: LE PAGELLE DELLA 20^ GIORNATA

La Gazzetta dello Sport, per non scontentare nessuno, raramente muove delle critiche o si sbilancia nelle situazioni più delicate. Un tifoso della Juventus si aspetterebbe di leggere nell'edizione del lunedì un commento, un'analisi del tracollo bianconero. Invece, mantenendo fede a questa logica vagamente democristiana di non criticare apertamente nessuno (a meno che non sia fuori dai confini italiani, come fatto oggi per Van Gaal), l'articolo di fondo (?) intitolato "Il commento" di Alberto Cerruti parla (o fa finta di farlo) del flop Juventus in queti termini: "...anche per colpa della retromarcia della Juventus. Abbandonate le speranze tricolori dopo lo 0-3 con il Milan, illusi dal 3-0 in Coppa Italia sul Napoli, i bianconeri dopo 13 gare perdono anche l'imbattibilità contro il Chievo, risvegliandosi per la prima volta fuori dalla zona Champions, al quinto posto, scavalcati dal Napoli e soprattutto dalla Roma, terza". Stop. Non una riga in più. I giornali locali affidano gli editoriali del lunedì a giornalisti di fama nazionale, ottenendo degli articoli molto più incisivi di quelli all'insegna del volemose bene della rosea.

VOTO 8: MILAN - nessuno avrebbe mai immaginato, nemmeno il più ottimista dei tifosi, di vedere i rossoneri in queste condizioni e in questa posizione in classifica. Specialmente dopo un inizio di campionato disatroso. Le ultime due partite contro la derelitta Juventus e un Siena in 10 al 10' non fanno molto testo, ma è l'andamento complessivo degli uomini di Leonardo a far ben sperare Galliani & Co. L'assenza di Pato e l'innesto di Beckham (dal rendimento sufficiente, intendiamoci) ha dato più equilbrio e dato maggior libertà ad un Ronaldinho finalmente in condizioni fisiche buone. La stagione è ancora lunga e i rossoneri, parere personale, difficilmente vinceranno Scudetto o Champions, ma quanto fatto fin qui dimostra la forza e la sapienza della società rossonera.

VOTO 7.5: CAGLIARI - Allegri sta ripetendo il campionato della scorsa stagione. 30 punti in 19 giornate rappresentano un bottino super, nonostante il disturbo legato alle voci di Cellino vicino all'acquisto del West Ham. Il 4-3-1-2 dell'allievo di Galeone è una macchina perfetta e, guarda caso, è lo stesso modulo voluto la scorsa estate dalla Juventus. Si parlò di Allegri ma la dirigenza bianconera preferì puntare su Ferrara.

VOTO 7.5 ROMA E RANIERI - I giallorossi si sono issati ad un inesperato terzo posto. Merito dell'ottimo lavoro di Claudio Ranieri che sabato prossimo potrà servire il freddo piatto della vendetta nei confronti di società e ambiente juventino. Ottime le due partite dal primo minuto di Toni, anche se il problema potrebbe essere proprio la convivenza tra Toni, Totti, Vucinic e Perrotta (questi ultimi due tornati ad alti livelli). Si preannuncia un'esclusione dolorosa.

VOTO 7: BOLOGNA - La vittoria sul campo della Fiorentina rappresenta la grande sorpresa della giornata. Quando sembra che la squadra di Colomba possa sprofondare definitivamente riesce sempre a rialzare la testa. Salvarsi sarà dura, ma il carattere e la grinta messa in campo al Franchi sono un ottimo viatico. Sarà determinante il rendimento di Di Vaio.

VOTO 7: PALERMO - La partita del San Paolo era una bel banco di prova per le ambizioni dei rosanero. Esame passato bene, viste le assenze di Liverani e Kjaer e con il rammarico per il rigore fallito da Miccoli e il gol a porta vuota sbagliato da Simplicio (premiato con un 7 dalla Gazzetta). Grande solidità e personalità dimostrata dagli uomini di Delio Rossi, protagonista di un grande lavoro.

VOTO 6: NAPOLI - Prosegue la serie positiva di Mazzarri ma questa volta non c'è di fronte Fiorillo. Molta corsa, grande fisicità ma gioco non all'altezza del quarto posto raggiunto. il recupero di Lavezzi è determinante per sognare in grande. Dossena molto lontano da una condizione accettabile.

VOTO 5: GENOA, LAZIO, UDINESE - Le prime due hanno perso per 3-0 in trasferta senza lottare e senza mai entrare in partita. L'Udinese ha raccolto un punticino a Parma, ma la prestazione è stata tutt'altro che incoraggiante. In 11 contro 10 per oltre un'ora gli uomini di De Biasi hanno ruminato calcio, salvati dall'ottimo Handanovic e rendendosi pericolosi solo con le iniziative di Sanchez (peraltro sempre poco lucido sotto porta). In trasferta è l'unica squadra della Serie A a non aver mai vinto. Urgono rinforzi davanti, visto il rendimento di Floro Flores e Corradi. La Lazio ha pagato la voglia dell'Atalanta e la sfida di giovedì contro il palermo. Ballardini chiede rinforzi e fa bene. Servirebbe un difensore centrale (ruolo che sembra sconosciuto alla gestione Lotito) e un centrocampista di qualità.
Il Genoa e Gasperini sono tornati sulla terra dopo la grande cavalcata dello scorso anno. Ennesimo tracollo in trasferta. Dover gestire tre competizioni ha creato grossi problemi e a gennaio il bilancio della stagione è piuttosto negativo (fuori da Europa League e Coppa Italia, meno 9 in campionato).

VOTO 3 JUVENTUS E FERRARA: 3 come i tiri in porta delle ultime 3 partite. Uno di Salihamidzic nella fortunosa vittoria di Parma, uno di Diego contro il Milan (fuori) e uno di Del Piero (telefonato) contro il Chievo. La confusione nella linea societaria ("i jolly sono finiti" disse Blanc dopo la sconfitta interna contro il Napoli lo scorso 31 ottobre) e l'improponibilità di Ferrara come tecnico sono già stati affrontati in questo blog. Nel caso specifico vale sempre l'adagio "non c'è limite al peggio". Non si vede ancora il fondo di questa caduta umiliante per la storia bianconera. Ci sono i presupposti per un fallimento senza precedenti e Ranieri non vede l'ora sabato prossimo di salutare a fine partita i giornalisti di Tuttosport.

domenica, gennaio 17, 2010

GUERIN SPORTIVO MENSILE: LA GIUSTA SOLUZIONE (redazione a parte)

Ha suscitato molto clamore nel mondo dell'editoria sportiva la storica svolta operata dal Guerin Sportivo, diventato mensile dopo le grandi difficoltà degli ultimi anni. Una scelta epocale, visto che il "Giornale di critica e di politica sportiva fondato nel 1912" (la celeberrima scritta che campeggia sotto la testata) era un appuntamento settimanale per migliaia di appassionati calcistici e sportivi in generale.
La scelta del nuovo GS ha provocato la reazione di molti fedeli lettori, con molti nostalgici integralisti che contestano non solo la nuova cadenza, ma la stessa abbreviazione in GS. In effetti il Guerin Sportivo è stata una rivista imperdibile per molte generazioni. Come detto, esso è nato nel 1912 e sin da subito ha influenzato notevolmente la visione sportiva degli italiani (il "verdolino", così era chiamato agli albori quando veniva stampato su carta verde, con le sue vignette satiriche ha concretamente determinato l'accostamento squadre-mascotte con le zebre juventine o il diavolo milanista).
In quasi 100 anni di storia il Guerino ha ospitato firme storiche del giornalismo italiano (Montanelli, Brera, Tosatti, Tommasi) ed ha visto succedersi come direttori personaggi del calibro di Brera, Bartoletti, Facchinetti e Italo Cucci. Proprio quest'ultimo nel suo primo mandato dal 1975 al 1982 ha impresso una svolta importante nella linea del Guerin Sportivo con il passaggio dal cartaceo alla rivista e rubriche quali Calciomondo e Film del campionato principalmente. Durante i Mondiali di Spagna il GS raggiunse il massimo della sua tiratura (300.000 copie) e anche negli anni successivi ottenne numeri importanti. Negli anni '90 iniziò il calo di vendite e, come detto, a fine 2009 il passaggio da settimanale a mensile con il prezzo il lancio di 1€ (a regime costerà 3€).
Sono diverse le cause che hanno portato la casa editrice e il direttore Matteo Marani a prendere questa misura per molti versi impopolare. Innanzitutto, come spiega lo stesso Marani nel numero in edicola, la forte crisi della stampa periodica e il drastico calo degli investimenti pubblicitari nel settore. Negli ultimi mesi alcuni rotocalchi come Europeo, Epoca e lo stesso Controcampo hanno chiuso. Queste due tendenze si possono spiegare in molti modi, ma la spiegazione più pregnante è senza dubbio legata all'impatto sempre maggiore di Internet. Gli esempi sono evidenti. Fino agli anni '90 si aspettava il GS e la rubrica Calciomondo anche per vedere i risultati e le classifiche di tutti i campionati stranieri. Con l'avvento di Internet (ma anche del satellite e della pay-tv) tutti possono trovare immagini, dati, classifiche praticamente in tempo reale. La velocità dei media è talmente alta che le notizie diventano vecchie dopo poche ore.
Ho visto e letto con attenzione i primi due numeri del GS (sul nome si può discutere ma non mi sembra un aspetto vital). Devo dire che il prodotto, seppur ancora in fase sperimentale, è asolutamente godibile con la conferma delle storiche rubriche di Roberto Beccantini, Adalberto Bortolotti, le mai banali interviste, e la tradizionale attenzione per il calcio internazionale. Di particolare pregio i due dossier usciti nei primi due numeri dedicati rispettivamente ai migliori 100 under 23 al mondo e la classifica dei 100 migliori calciatori italiani andati a cercare fortuna all'estero. Ottimi anche i reportage e le inchieste del nuovo GS, riservate nei primi due numeri agli stadi italiani e all'Angola organizzatore del torneo continentale. Curatissime e dettagliate le schede delle squadre partecipanti ai Mondiali e alla Coppa d'Africa. Infine, spazio appena sufficiente per gli altri sport, ma questo purtroppo è un trend costante in tutti i media italiani.
In definitiva penso che il tanto criticato passaggio alla versione mensile, oltre ad essere inevitabile, sia una buona opportunità di rilanciare il Guerino. Inevitabile perchè il mondo cambia e tante tradizioni un tempo intoccabili non esistono più. Il mondo dello sport non è immune a questi cambiamenti. Basti citare gli esempi del Totocalcio, di Tutto il calcio minuto per minuto o di 90° Minuto. Internet è stato determinante nella crisi dei settimanali e proprio Internet potrebbe essere, secondo me, la chiave per una nuova stagione del GS. Chi frequenta la rete sa benissimo che può attingere qualsiasi cosa, ogni tipo di informazione. Una quantità di dati sterminata, non sempre accompagnata, però, dalla qualità. Anzi, su Internet è praticamente impossibile trovare approfondimenti, inchieste, speciali di spessore sui temi sportivi. Proprio quest'ultimo deve essere lo spazio del Guerino. Un giornalismo d'inchiesta e di opinione che si fatica a trovare anche nella stampa quotidiana. Grazie alla qualità dei suoi redattori è una strada assolutamente percorribile.
Nonostante le critiche, quindi, la strada intrapresa è quella giusta, sperando di festeggiare in grande stile i primi 100 anni del Guerino.


Ps, con la dovuta sensibilità e solidarietà, va ricordato che il passaggio al mensile non è stato indolore per alcune persone. I quattro redattori hanno infatti perso il posto. Due sono stati messi in pre-pensionamento, gli altri due in cassa integrazione (18 mesi più 6 mesi di smaltimento ferie arretrate). Nel comunicato sindacale la redazione ha sottolineato come la scelta di azzerare al redazione sia stata voluta unilateralmente dell'attuale editore Amodei, non tenendo in considerazione i dati Audipress del 2009 che vedono il Guerin Sportivo in crescita del 16%". Non entro nel merito di un discorso così delicato che coinvolge prima di tutto le persone e le famiglie. Quello che posso augurare a tutti i redattori tagliati dal riassetto del GS è che il nuovo format possa condurre il GS a otttimi risultati in termini di vendite e investimenti pubblicitari. Risultati che, lo spero di cuore, portino al loro pronto reintegro. Perciò invito tutti gli appassionati a dare un'occhiata al nuovo GS. Un solo euro davvero ben speso.