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lunedì, novembre 30, 2009

MASTERS FINALS: IL TRIONFO DI DAVYDENKO E LE DISCUSSIONI SULLA FORMULA


Nikolay Davydenko ha meritatamente vinto il Masters di Londra (torneo riservato ai primi 8 del ranking Atp), sconfiggendo in finale Del Potro con un perentorio 6-3 6-4. Davydenko è il terzo giocatore nella storia delle Finali (inaugurate nel 1970) a vincere il torneo senza aver trionfato in uno Slam (Corretja e Nalbandian gli altri due). Il 28enne russo è approdato alle semifinali dopo aver perso la prima partita del gironcino contro Djokovic ed essersi imposto nelle successive contro il fantasma Nadal e contro Soderling. In semifinale Davydenko partiva con tutti i sfavori del pronostico al cospetto di sua maestà Roger Federer. I precedenti, infatti, vedevano lo svizzero partire da un poco incoraggiante 12-0. Invece, il russo ha giocato alla grande, con i suoi colpi in anticipo stile Agassi e la capacità di muoversi agilmente su tutto il campo (Del Potro ha usato una felice metafora per definire il tennis di Davydenko: “E’ come giocare contro la Playstation, è difficile fargli dei vincenti”). Qualcuno ha definito tennis-operaio lo stile del russo. In realtà, al di là dell’aspetto da impiegato del catasto come dice Rino Tommasi, Davydenko è un giocatore solidissimo, senza particolari punti deboli. Il classico tennista che si deve battere, perché lui timbra sempre il cartellino. Non è un caso se negli ultimi tre anni il buon Nikolay sia rimasto costantemente tra i primi 5 al mondo. Il tutto nonostante qualche acciacco (anche in questa stagione e la cosa alla fine potrebbe essere stata un vantaggio in vista del finale di stagione) e l’oscura vicenda delle scommesse nel match contro Vassallo-Arguello di qualche anno fa.
Ora Davydenko potrà iniziare la prossima stagione con maggior convinzione per tentare di vincere il suo primo Slam. L’Australian Open sembra fatto apposta per lui.

FORMULA DEL MASTERS: come ogni anno ci sono state numerose discussioni attorno alla formula del Masters. Le maggiori critiche riguardano la fase a gironi in che contrasta palesemente con il classico dentro o fuori tennistico. In particolare si è discusso sull’eliminazione del beniamino di casa Andy Murray, eliminato per la differenza game rispetto a Federer e Del Potro. Qualcuno ha sottolineato che, in linea teorica, nell’ultima sfida del girone, Federer e Del Potro avrebbero potuto mettersi d’accordo, calcolando il punteggio che avrebbe permesso ad entrambi di passare il turno. Inoltre il torneo è stato vinto da Davydenko, sconfitto nel match inaugurale. Rino Tommasi, ma non solo lui, fa della contrarietà verso l’attuale formula un suo cavallo di battaglia.
La mia opinione è che, invece, questa formula con i gironi iniziali, semifinale e finale sia la migliore possibile. Il Masters di fine anno, infatti, è qualcosa a metà tra il torneo e l’esibizione. Si sfidano infatti i migliori 8 tennisti dell’anno solare, una sorta di passerella finale per i migliori protagonisti dell’anno. Vedere all’opera almeno tre volte tutti quanti in una settimana è un ottimo spot per il tennis (e un indubbio vantaggio in termini commerciali e televisivi) e consente di assistere a degli incontri equilibrati ed avvincenti. Se si eccettuano le partite del malconcio Nadal, tutte le altre partite dei due gironi sono finite al terzo set e alcune sono state davvero spettacolari (Federer-Del Potro in primis). Verissimo che il tennis è sempre stato giocato con il tabellone e l’eliminazione diretta e che con questa formula possono nascere sospetti sull‘ultima partita del girone, però non vedo niente di male se una sola volta all’anno, nell’ultimo torneo della stagione, i campioni si sfidino attraverso un girone prima delle semifinali.

Sentito in telecronaca: “Fatti venire qualche Ikea, caro il mio svedese” (Roberto Lombardi invita Soderling a cambiare impostazione di gioco nel match con Davydenko)

PAGELLE BARCELLONA-REAL MADRID


BARCELLONA:

VALDES 6.5: parata decisiva su Ronaldo, poi lo salva Puyol.
DANI ALVES 6.5: sbaglia i primi tre cross e se possibile è più nervoso del solito. Cresce di rendimento nella ripresa, assist perfetto per Ibra.
PIQUE’ 6.5: disarmante per sicurezza, saltato solo una volta da Kakà.
PUYOL 7: Josè Altafini in telecronaca sottolinea che se gli facessero l’esame del sangue gli troverebbero il sangue Blaugrana. Capitano coraggioso, viene bruciato sullo scatto da Ronaldo in avvio, poi è immenso nel salvare tre gol fatti.
ABIDAL 6.5: qualche disatenzione difensiva ma ottima spinta. Sfiora anche il suo primo gol con la maglia blaugrana.
XAVI 6: stranamente impreciso nel primo tempo. Meglio nella ripresa e nel finale gestisce da par suo l’inferiorità numerica.
BUSQUETS 5: sbaglia diversi appoggi, falloso, viene giustamente espulso facendo imbestialire Guardiola.
KEITA 5.5: meno presente di altre volte, sostituito per esigenze tattiche.
YAYA TOURE’ 6: nel finalesi piazza davanti alla difesa con la sua figura imponente.
INIESTA 6.5: sempre attivo, tocca un’infinità di palloni. Anche lui migliora col passare dei minuti e nel finale sale in cattedra innervosendo gli avversari (Lass Diarra).
MESSI 6.5: Primo tempo di difficoltà nella morsa madridista. Si svegli nella ripresa con alcune giocate da Messi. Sbaglia il gol del raddoppio.
HENRY 5: non è più quello della scorsa stagione, lento e fuori partita. Viale del tramonto?
IBRAHIMOVIC 7.5: entra e in 5 minuti decide il Clasico con un perfetto sinistro al volo. Alla faccia dei giornalisti italiani che continuano a dire che il crepuscolare Eto’o è più forte di lui.

All. GUARDIOLA 7: primo tempo di difficoltà contro un ottimo Real. Nel secondo inserisce in anticipo Ibra e ottiene i 3 punti. La gestione dell’inferiorità numerica è un capolavoro tecnico-tattico.

REAL MADRID:

CASILLAS 6: la parata su Messi nel finale non cancella i dubbi sulla possibile uscita in occasione del cross di Alves per Ibra.
SERGIO RAMOS 6.5: preciso e mai in difficoltà, riesce anche a spingere con disinvoltura.
PEPE 5.5: solito gladiatore, fuori posizione in una sola occasione, quella del gol.
ALBIOL 6: solidissimo, concede poco agli avversari, tenta anche l’incursione aerea.
ARBELOA 5.5: acquistato come terzino destro, riciclato a sinistra perde in sicurezza e spinta. Falloso.
LASS DIARRA 6.5: mediano eccezionale, destinato ad essere il nuovo Makelele (il Chelsea ci aveva visto giusto). Ruba un sacco di palloni e imposta il gioco. Espulso nel finale, ma a partita ormai persa.
XABI ALONSO 6: le solite aperture di gioco da professore. Il gioco dovrebbe passare di più per i suoi piedi.
MARCELO 5.5: spostato in avanti si rende pericoloso negli inserimenti ma non riesce mai a concludere degnamente.
RONALDO 6.5: parte con un doppio passo da urlo. Valdes gli nega il gol con una grande parata. Nonostante sia al 50-60% è un pericolo assoluto e la sostituzione al 65’ è un peccato.
KAKA’ 6.5: lo spunto nell’azione della super-occasione di Ronaldo ricorda da vicino il Kakà di Manchester. Cerca molto Ronaldo, nella ripresa trova altre due iniziative da Pallone d’oro. Molto altruista, gli manca solo il tiro verso Valdes.
HIGUAIN 5.5: chiuso nella morsa Piquè-Puyol, si muove molto e ha sui piedi la palla dell’1-0: murato da Puyol.
BENZEMA 5.5: non riesce ad entrare bene in partita, sbaglia (pressato da Piquè) il gol del pareggio.

All. PELLEGRINI 6: i primi 50 minuti del Real sono da applausi con il Barcellona in chiara difficolta. Dopo lo svantaggio non trova le giuste contromosse, nemmeno in superiorità numerica. La sostituzione di Ronaldo ci può stare visto l’infortunio, ma uno così andrebbe tenuto in campo anche con una gamba sola.

Sentito in telecronaca: “Il nostro viaggio da Cape Canaveral allo spazio è stato lungo ma alla fine siamo arrivati” (Josè Altafini per introdurre la partita)
Il nostro viaggio nello spazio è terminato, ora facciamo ritorno sulla Terra” (Josè Altafini a fine partita)

venerdì, novembre 27, 2009

DOMENICA 29 NOVEMBRE: CALCIO E TENNIS AI MASSIMI LIVELLI


Per gli appassionati di sport domenica 29 novembre è una data da segnare sul calendario. Nel giro di poche ore ci saranno tre avvenimenti da non perdere. Per gli abbonati Sky Sport dalle 15.30 in poi la possibilità di sedersi in poltrona e gustarsi tutto ciò. La collocazione temporale, infatti, consente di non perdersi un solo minuto di questi eventi. Si rischia l’incidente diplomatico con mogli e fidanzate, ma si può sempre sostenere che “è solo per questa domenica…“.

Ore 15.30 (replica ore 21.00) Finale del Masters di Londra (il torneo che mette di fronte i primi 8 tennisti al mondo)

Ore 17.00 Arsenal-Chelsea, sfida al vertice della Premier League;

Ore 19.00 Barcellona-Real Madrid, il clasico più atteso degli ultimi anni con una serie impressionante di fuoriclasse in campo;

Ai due eventi calcistici dedico due post, per la “Finale delle Finali”, occorre attendere l’accoppiamento delle semifinali. Per adesso si può solo dire che Juan Martin Del Potro appare in condizioni smaglianti di forma (possibile una rivincita con Federer).

BARCELLONA-REAL MADRID: UN CLASICO FENOMENALE


Negli ultimi 10 anni Barcellona e Real Madrid hanno vissuto fasi alterne e quasi mai sono state contemporaneamente al vertice del calcio europeo. Prima era il Real Madrid di Del Bosque a dominare, con i catalani in difficoltà. Poi la situazione si è ribaltata con il progetto Galacticos che è andato spegnendosi e il Barcellona di Rijkaard e Guardiola a conquistare trofei ed elogi. Oggi finalmente le due squadre sembrano sullo stesso, altissimo, piano. Il Barcellona ha vinto tutto nella passata stagione (fra un paio di settimane tenterà di conquistare l’ultimo trofeo che gli manca, il Mondiale per club) e punta a ripetersi in questa. Per farlo ha venduto Eto’o per Ibrahimovic, ha lanciato il nuovo asso Pedro e ha rinforzato la difesa con il costosissimo ma assai forte Cygryntsky dallo Shakhtar (inutilizzabile in Champions).
Il Real Madrid ha sconvolto l’ultimo mercato con gli arrivi dei due Palloni d’oro Kakà e Ronaldo, più Xabi Alonso, Benzema e Albiol, Arbeloa per la difesa. Un mercato sontuoso. Il Barca in questa prima parte di stagione ha trovato qualche difficoltà, specie in Champions (dove però ha rimesso le cose in chiaro), ma ora sembra aver trovato la giusta condizione. Il Real Madrid è davanti di un punto in classifica e in Champions è favorito per arrivare primo nel girone. Tuttavia la clamorosa eliminazione in Copa del Rey contro l’Alcorcon, squadra di terza serie, ha provocato numerose polemiche, con la panchina del bravo Pellegrini messa in forte discussione.
Dal punto di vista del gioco, però, il Real Madrid non ha ancora convinto pienamente, anche per la prolungata assenza del giocatore più importante, colui il quale può risolvere la partita in qualsiasi modo, Cristiano Ronaldo. Il Barca ha dovuto cambiare qualcosa in fase offensiva, vista la diversità tra Eto’o e Ibra, ma se possibile il gioco dei blaugrana può essere ancora più spettacolare sull’asse Messi-Ibra.
Grandissima attesa in Spagna e in tutta Europa per quella che in molti definiscono la finale anticipata della Champions League 2010 (Chelsea permettendo). Molti dubbi di formazione legati alla condizione non ottimale di diversi fuoriclasse. Alla fine comunque saranno tutti presenti, gol e spettacolo compresi.
Probabili formazioni Barcellona-Real Madrid:

BARCELLONA (4-3-3): Valdes; Dani Alves, Piquè, Puyol, Abidal; Xavi, Tourè, Iniesta; Messi (Keita), Ibrahimovic, Henry (Pedro).

REAL MADRID (4-2-3-1): Casillas; Sergio Ramos, Pepe, Albiol, Arbeloa; Lass Diarra, Xabi Alonso; Marcelo, Kakà, Ronaldo (Benzema); Higuain.

ARSENAL-CHELSEA: SPETTACOLO ALL’EMIRATES STADIUM


Alle 17.00 all’Emirates Stadium si gioca la partita tra le due squadre migliori di questa prima parte di stagione. Arsenal-Chelsea rappresentano al momento il meglio del calcio inglese, considerando che fino a questo momento il Manchester Utd non è sembrato insuperabile. Il Chelsea di Ancelotti sta volando sia in campionato che in Champions League (primo posto già acquisito). In Premier League un bilancio di 11 vittorie e 2 sconfitte con 33 gol fatti e 8 subiti. Un bottino che consente ai Blues di primeggiare con 5 punti di vantaggio sul Manchester Utd e 8 sui Gunners (che hanno una partita in meno). Ancelotti sembra aver già trovato la quadratura del cerchio, proseguendo l’egregio lavoro svolto da Guus Hiddink sul finire della passata stagione. Il Chelsea gioca un calcio vincente e spettacolare, con la consueta solidità difensiva e un gioco d’attacco più godibile rispetto ai fasti di Josè Mourinho. Grande possesso palla grazie ad un centrocampo sontuoso e pericoli costanti portati dal duo Drogba-Anelka(tornato a grandi livelli).
Per la sfida all’Emirates Carletto recupera probabilmente Frank Lampard, infortunatosi nella trasferta araba con la nazionale (colpa del volo low cost e dei sedili scomodi sostiene qualcuno). Assente per infortunio la freccia Bosingwa.
L’Arsenal di Arsene Wenger continua nel progetto degli ultimi anni. Lavoro straordinario nel settore giovanile, lancio di numerosi giovani che faranno strada e inserimento di uno o due giocatori di livello ogni anno. Questa stagione ha visto le cessioni di due pedine importanti come Kolo Tourè e Adebayor, finiti entrambi al Manchester City. L’austera campagna acquisti ha portato dall’Ajax il difensore belga Vermaelen, autentica rivelazione, specie in zona gol. In realtà Wenger punta molto sulla crescita dei suoi ragazzi terribili e sul recupero (Rosicky, Nasri, Eduardo) o consacrazione (Van Persie, Arshavin, Fabregas) di alcuni giocatori determinanti. I Gunners come sempre fanno della qualità tecnica e delle geometrie il loro credo. Al solito il centrocampo è il fiore all’occhiello dell’Arsenal con Wenger che ha l’imbarazzo della scelta su modulo e uomini. Stante la pesantissima assenza di Van Persie, Wenger potrebbe optare per un centrocampo più folto. Un 4-5-1 paradossalmente offensivo, con tutti e 5 i centrocampisti in grado di inserirsi in zona gol.
Sfida davvero affascinante con il Chelsea che negli ultimi anni (Scolari a parte) ha sempre ottenuto grandi risultati contro l’Arsenal.
Probabili formazioni Arsenal-Chelsea:

ARSENAL (4-5-1) Almunia; Ebouè, Gallas, Vermaelen, Silvestre; Rosicky, Denilson, Fabregas, Song, Arshavin, Eduardo.

CHELSEA
(4-3-1-2) Cech; Ivanovic, Carvalho, Terry, Ashley Cole; Essien, Mikel (Lampard), Ballack; Malouda (Joe Cole); Anelka, Drogba.

PRONOSTICI CALCIO E BASKET 28-29 NOVEMBRE

La scorsa settimana bilancio leggermente inferiore alle attese. Nel weekend dei grandi scontri al vertice vediamo di raggiungere una percentuale di pronostici vicina al 75%. Propongo anche due doppie a sorpresa, ma non troppo, in serie A (quote interessanti per Cagliari e Catania).
Quote Merkur Win.

UDINESE-LIVORNO 1 (1,65)
LAZIO-BOLOGNA 1 (1,75)
PARMA-NAPOLI 1X/UNDER (1,35/1,77)
ATALANTA-ROMA GOL (1,68)
CAGLIARI-JUVENTUS 1X (1,77)
CATANIA-MILAN 1X (1,81)
MODENA-TRIESTINA 1X/UNDER (1,29/1,64)
PIACENZA-ASCOLI UNDER (1,60)
EMPOLI-CESENA 1 (1,90)
REGGINA-BRESCIA 1X (1,31)
WERDER BREMA-WOLFSBURG GOL/OVER (1,48/1,55)
M’GLADBACH-SCHALKE 04 X2 (1,25)
MANCHESTER CITY-HULL CITY 1/OVER (1,25/1,5)
WEST HAM-BURNLEY 1 (1,85)
FULHAM-BOLTON 1/1X (2,00/1,23)
ASTON VILLA-TOTTENHAM GOL (1,63)
ARSENAL-CHELSEA GOL (1,65)
BARCELLONA-REAL MADRID GOL (1,60)
SIVIGLIA-MALAGA 1 (1,25)
ALMERIA-BILBAO 1X/UNDER (1,35/1,32)
ATLETICO MADRID-ESPANYOL 1 (1,75)
OLHANENSE-VITORIA GUIMARAES UNDER (1,60)
XAMAX-GRASSOPHERS GOL (1,45)
WESTERLO-MECHELEN GOL (1,60)
GENT-CERCLE BRUGGE GOL (1,57)
TERNANA-REAL MARCIANISE 1 (1,55)
PESCARA-FOGGIA 1 (1,75)
PORTOGRUARO-POTENZA 1 (1,95)
PESCINA-ANDRA BAT 1 (1,95)
RIMINI-LANCIANO 1 (1,75)


ANGELICO BIELLA-BANCA TERCAS TE 1-VINC. PARTITA (1,40)
VANOLI BASKET-SIGMA MG 1-VINC. PARTITA (1,5)
SNAIDERO-LATINA 1-VINC PARTITA (1,30)
CIMBERIO VARESE-CARIFE FERRARA 1-VINC. PARTITA (1,45)

Un deludente 21/40 (52,5%). Troppi errori in Prima Divisione e la sciagura di Manchester City e Almeria.

giovedì, novembre 26, 2009

LA CRISI DI NADAL TRA IPOTESI E SOSPETTI


Chi ha avuto modo di vedere le due partite disputate da Rafael Nadal alle Finali di Londra (perse nettamente in due set contro Soderling e Davydenko) è rimasto basito. Nei giorni scorsi prima “lo scriba” Gianni Clerici su Repubblica, poi Rino Tommasi sulla Gazzetta hanno parlato di un Nadal irriconoscibile, brutta copia del campione arrivato a scalzare Roger Federer dal primo posto della classifica ATP. In effetti il Nadal visto a Londra, ma anche negli ultimi tornei di Parigi e Shangai, è un giocatore lontano anni luce dal fuoriclasse ammirato fino allo scorso aprile. Sfiduciato, remissivo, debole e insicuro nei colpi a lui più familiari. Vero, il buon Rafa è reduce da un periodo di stop dovuto ai problemi tendinei, ma questo non basta a spiegare un’involuzione così evidente. Ieri sera in telecronaca Rino Tommasi ha detto “Avrei voluto non commentare questa partita…”. Inoltre ha parlato di molte mail di telespettatori che senza remore parlano di un Nadal “sgonfiato”, visibilmente meno muscoloso e tirato rispetto al passato. Insomma, in tanti avanzano dei sospetti sul fisico di Nadal, specialmente dopo aver sentito le parole di Agassi nella sua autobiografia. Lo stesso Gianni Clerici ha velatamente fatto capire che si aspetta per il futuro qualche libro che faccia luce su tutto ciò.
Anch’io ho avanzato in passato dei dubbi sulla massa muscolare di Rafa, ma in questa situazione mi sento di difenderlo, fino a prova contraria. Nadal negli anni ha saputo migliorarsi prima di tutto dal punto di vista tecnico. Da specialista della terra rossa, non si può vincere Wimbledon senza una evoluzione tecnica importante. Certo, Nadal basa molto del suo gioco sulla forza, sull’intensità. Proprio quest’ultimo punto secondo me rappresenta la chiave. Nadal è evidentemente fuori forma e, a differenza di Federer che grazie alla sua infinita classe può vincere anche non essendo al top della condizione, quando non è al 100% diventa un giocatore normale, battibile. Inoltre non è affatto abituato a perdere e la serie negativa lo condiziona anche dal punto di vista mentale.
Settimana prossima il maiorchino giocherà la finale di Davis, poi finalmente staccherà la spina per un po’. Spero davvero che le mie ipotesi siano fondate, tuttavia la prova del nove ci sarà all’inizio della prossima stagione, all’Australian Open in particolare. Se Nadal continuerà ad essere quello visto nelle ultime settimane, allora ci sarà motivo per alimentare i sospetti. Se invece, come mi auguro, il buon Rafa tornerà ad essere il fenomeno ammirato fino allo scorso anno tutti dovranno ricredersi e continueremo a parlare dell’infinita sfida con Re Roger Federer.

mercoledì, novembre 25, 2009

FC BARCELONA: MES QUE UN CLUB

Il Camp Nou

A metà degli anni ‘90 il sabato sera Telemontecarlo trasmetteva gli anticipi della Liga spagnola. In quegli anni sono diventato tifoso del Barcellona per il calcio spettacolare e per i giocatori che facevano parte della squadra blaugrana. Erano gli anni del primissimo Ronaldo, di Guardiola (giocatore), Sergi, eppoi Rivaldo, Figo, Overmars, Frank De Boer ecc. Il calcio tecnico e spettacolare voluto dal club catalano su ispirazione di Johan Cruyff mi ha sempre affascinato e sentendo parlare molti giornalisti italiani che preferivano il “sempre vincente calcio all’italiana” fatto di difesa e contropiede, capii che il mio partito era quello blaugrana.

Da allora poche cose sono cambiate. Il modulo del Barca è sempre lo stesso, sia per la prima squadra che per tutte le squadre della cantera. Il 4-3-3 cruyffiano fatto di possesso palla, squadra raccolta in 30 metri (quelli della metà campo avversaria) e sublimi geometrie è rimasto intatto. Sono cambiati gli interpreti, sempre di primissimo livello, e sono arrivati in prima squadra molti giovani dal settore giovanile. Ovviamente ci sono state anche delle stagioni sfortunate, ma lo spirito barcelonista è sempre lo stesso. Quello della gente catalana, orgogliosa e accogliente, dal carattere forte, forgiato dagli anni di resistenza alla dittatura franchista. Una dittatura che cercò di annientare il club catalano, con l’ormai blaugrana Di Stefano che per decreto governativo venne trasferito al Real Madrid, cambiando il corso della storia calcistica.

Nel settembre 2005 ho avuto l’occasione straordinaria di vivere e respirare l’ambiente della Catalogna e del Camp Nou. La partita, storica per tutti i friulani, era Barcelona-Udinese, girone di Champions League. Era il Barca guidato da Frankie Rijkaard, con il tridente Ronaldinho-Eto’o-Messi (Giuly). Barcellona che a maggio si sarebbe laureato campione d’Europa per la seconda volta nella sua storia nella finale di Parigi contro l’Arsenal. In quell’occasione ho avuto modo di toccare con mano la magia del mondo blaugrana, l’atmosfera di festa ma allo stesso tempo di sacralità che si respira dentro il Camp Nou. Finì 4-1, ma il risultato era un dettaglio. Avevo capito che il Barcellona, come recita la frase presente in ogni angolo della città, era veramente “Mes que un club” (più che un club). 100.000 spettatori che vanno allo stadio per assistere ad uno spettacolo, senza barriere, recinzioni e senza la presenza di poliziotti. Nessun coro razzista o contro la squadra avversaria. Solo gli applausi per le giocate sublimi dei fuoriclasse blaugrana. Il clima ideale per un vero appassionato di sport.

Ieri sera si è giocata Barcellona-Inter e non c’è stata partita. Non mi interessa parlare dell’aspetto tecnico, bensì fare un ragionamento più generale. Chi ha visto la partita ha potuto apprezzare una volta in più lo stile di gioco, la tecnica, la superba qualità del Barça. Non penso che quest’anno il Barcellona possa rivincere la Champions, se non altro per una questione di cabala. Tuttavia, per un appassionato di calcio, per un innamorato di questo sport, penso che non ci sia niente di più bello che vedere giocare una squadra in quella maniera. Certo, il risultato finale è importante, a volte fondamentale, ma poter assistere ad uno spettacolo del genere permette di vivere anche la sconfitta in un altro modo. Può darsi anche che l’Inter possa fare più strada del Barça in Champions League (che rimane pur sempre un torneo) ma la cosa certa è che il Barcellona rimarrà anche nei prossimi anni un modello da seguire, un modo d'essere, una filosofia. Un club unico, inimitabile. Mes que un club.

lunedì, novembre 23, 2009

DITTATURA MONTEPASCHI SIENA: SE IL BIG MATCH FINISCE 83-58...


Non serviva certo la partita di ieri per certificare il dominio del Montepaschi Siena. Se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, gli uomini di Simone Pianigiani hanno asfaltato nel secondo tempo la Lottomatica Roma, da molti indicata come prima rivale dei senesi. Fino ad oggi non avevo scritto nessun post sul campionato italiano di basket perché lo ritengo troppo scontato e di scarso livello. La gara di ieri, purtroppo, ha confermato tutto ciò. Siamo solo a novembre e la stagione ha già un copione scritto, con Siena che vincerà il terzo titolo consecutivo.
La squadra toscana è stata costruita per essere altamente competitiva anche in Eurolega, unico banco di prova davvero attendibile. Siena punta ad entrare alle Final 4 di Parigi e, come scritto tempo fa (vedi anteprima Eurolega), ha tutte le carte in regola per centrare il prestigioso obiettivo. Il problema è che in Italia nessuna altra squadra è riuscita in questi anni a costruire un modello simile a quello di Siena. Certo, il budget del Montepaschi è elevato (se Hawkins, il giocatore più forte della rivale scudetto della scorsa stagione, finisce in Toscana un motivo ci sarà), ma Milano e soprattutto Roma in questi anni hanno investito parecchi soldi, senza scalfire nemmeno minimamente la dittatura senese. Minucci ha saputo spendere sapientemente i denari a disposizione, portando a casa giocatori di indubbio valore. A ciò va aggiunto il grande merito di dare piena fiducia ad un tecnico debuttante come Simone Pianigiani, diventato in soli tre anni l‘allenatore migliore in circolazione (dovrebbe essere lui a prendere il posto di Recalcati alla guida della nazionale, ballottaggio finale con Repesa). Pianigiani e Banchi hanno lavorato alla grande, facendo migliorare a vista d’occhio alcuni giocatori (Eze, Lavrinovic e Sato su tutti), creando un gruppo formidabile per mentalità e continuità di rendimento.
Se ci fosse una vera alternativa a Siena avremmo un campionato decisamente più avvincente, una grande corsa verso i play-off e (almeno) due rappresentanti in grado di lottare fino in fondo in Eurolega. Il fatto che nessuna altra squadra sia riuscita ad emulare l’organizzazione di Siena deriva da molteplici fattori. Alcune grandi del passato (vedi Benetton) hanno ridimensionato notevolmente budget e obiettivi. Il mercato aperto tutto l’anno, con la possibilità di cambiare in corsa il roster ha portato diversi presidenti a scelte sbagliate e superficiali. Oltre a questo nessuna altra squadra ha saputo leggere il mercato italiano come Siena (Mc Intyre e Stonerook).
La speranza è che per il prossimo anno Milano, Roma, Bologna e qualunque altra società con un budget importante possa fare tesoro degli errori commessi in questi anni, cercando di imitare al meglio lo straordinario mix vincente di Siena. Per ora non resta che scommettere su quante partite perderà Siena in questa stagione (ad oggi 11 vittorie e 0 sconfitte tra campionato ed Eurolega) e se la serie Scudetto finirà 4-0 o 4-1.

PALERMO: L’ESONERO DI ZENGA E I LIMITI DI ZAMPARINI


Prima dell’inizio della stagione c’erano poche certezze sul campionato. Una era che l’Inter era sempre la squadra da battere. Un’altra riguardava la pochezza del Siena dopo le numerose partenze. La terza e ultima era l’esonero di Walter Zenga. Non serviva essere dei veggenti per capire come la convivenza tra due caratteri forti come quelli dell’ex allenatore del Catania e del presidente Zamparini sarebbe stata assai difficile. L’esonero di Zenga quindi non sorprende affatto, ma occorre capire i perché si è arrivati a questa decisione e parlare delle scelte di Maurizio Zamparini.
Lo scorso anno Zamparini diede il benservito a Colantuono dopo un paio di giornate. La scelta di Ballardini si rivelò azzeccata e il tecnico romagnolo portò i rosanero a lottare per un posto in Europa League. Un buon campionato, ma alla fine Ballardini e Zamparini non rinnovarono l’accordo preferendo nuove strade. Zamparini scelse Zenga, reduce da un campionato e mezzo di grande livello a Catania. Molto probabilmente il derby di ritorno fu la partita chiave per i giudizi su Ballardini e Zenga. Ecco, personalmente trovo sempre un errore giudicare allenatori o giocatori sulla base di un singolo match. Alcuni presidenti a volte acquistano dei giocatori che nel doppio confronto li hanno impressionati e che, magari, nel resto della stagione vivono nell’anonimato. La scelta di Zenga era sicuramente valida dal punto di vista tecnico, ma assolutamente rischiosa per quanto riguarda i prevedibili scontri tra presidente e allenatore. Zamparini è un presidente generoso e con buone ambizioni. Ha portato il Palermo ad essere una delle prime 7/8 squadre italiane. Tuttavia, il suo grande limite è legato alla sua emotività, all’impazienza nell’ottenere risultati e gioco. Lo ammette lui stesso.
Il mercato estivo rosanero è stato abbastanza deludente. Meglio, si è puntato moltissimo su Pastore, investendo parecchi milioni sul promettente trequartista argentino, inseguito da altri numerosi club. Fin qui Pastore ha deluso, ma non si può caricare di troppe responsabilità un ventenne al debutto in serie A. Gli altri acquisti sono stati a dir poco discutibili. Bertolo per ora è un oggetto misterioso. I rumeni Melinte (un tempo disatroso a San Siro) e Goian (difensore molto lento, spesso scalzato come centrale dal mediano Migliaccio) sono stati voluti da Zenga, non pago del flop di Dica al Catania. Zamparini e il ds Sabatini, hanno comprato molto bene in Sudamerica (Cavani ed Hernandez su tutti), ma hanno scambiato il discreto Amelia col modesto Rubinho e non hanno acquistato nessun giocatore in grado di sostituire Balzaretti (ora infortunato).
Partendo da questo mercato deficitario, Zenga nelle prime 13 partite non è riuscito a dare una fisionomia al Palermo. Scarsa continuità di rendimento e squadra convincente solo nella vittoria contro la Juventus. I 17 punti in classifica sono un bottino discreto, probabilmente anche superiore al gioco espresso (gli 8 punti contro Napoli, Bari, Udinese e Catania sono stati ottenuti in modo abbastanza fortunoso). Tuttavia, siamo solo ad un terzo della stagione e l’allenatore milanese non ha mai avuto a disposizione il faro del centrocampo, Fabio Liverani. Forse Zenga ha pagato anche le spavalde dichiarazioni di inizio anno, ma a mio parere era giusto dargli ancora fiducia, vista anche la classifica corta.
In questo modo Zamparini si conferma presidente mangia-allenatori per eccellenza. Non è certo un pregio e, a mio modo di vedere, quello che manca ai siciliani per fare il definitivo salto di qualità è la continuità nella guida tecnica. L’unico allenatore a cui Zamparini ha dato tempo per lavorare (pur con qualche incomprensione) è stato Guidolin e guarda caso il Palermo è approdato in Europa, sfiorando anche la qualificazione alla Champions League. Delio Rossi avrà questa fiducia?

venerdì, novembre 20, 2009

PRONOSTICI 21/22 NOVEMBRE (CALCIO E BASKET)

Dopo l’ottimo risultato di mercoledì (VEDI), ritornano tutti i campionati. E’ un turno particolare, a cavallo tra nazionali e Champions League. Molte squadre potrebbero fare un po’ di turn-over quindi occhio alle giocate troppo scontate. Quote Merkur Win.


ALBINOLEFFE-MODENA 1 (2,25)
ASCOLI-ANCONA GOL/1X (1,77/1,28)
CROTONE-REGGINA X2 (1,4)
CESENA-TORINO 1X/UNDER (1,38/1,7)
FIORENTINA-PARMA 1 (1,65)
SAMPDORIA-CHIEVO GOL (1,77)
JUVENTUS-UDINESE 1 (1,5)
LIVORNO-GENOA X2
(1,35)
WOLFSBURG-NORIMBERGA 1 (1,4)
BORUSSIA DORTMUND-MAINZ GOL (1,7)
LIVERPOOL-MANCHESTER CITY GOL (1,72)
HULL CITY-WEST HAM GOL (1,65)
SUNDERLAND-ARSENAL OVER (1,5)
TENERIFE-SIVIGLIA 2 (1,7)
REAL MADRID-SANTANDER 1 (1,2)
ATLETIC BILBAO-BARCELLONA 2 (1,45)
VILLAREAL-VALLADOLID 1 (1,65)
MAIORCA-ALMERIA 1 (1,8)
MALAGA-SARAGOZA 12 (1,28)
GRENOBLE-LIONE 2 (1,45)
PANATHINAIKOS-ASTERAS 1 (1,2)
ST. TRUIDEN-CERCLE BRUGGE GOL (1,67)
ZULTE WAREGEM-MECHELEN GOL (1,6)


BENETTON TV-CIMBERIO VARESE 1 (1X2NBA) 1,35
PEPSI CASERTA-VANOLI CREMONA 1 (1X2NBA) 1,35
BANCA TERCAS TE-ARMANI MILANO X (1X2NBA) 2,4

Un 16/27 (59,2%) assolutamente migliorabile. Alcune sorprese davvero incredibili che hanno abbassato la percentuale (Grenoble, Panathinaikos e Norimberga).

giovedì, novembre 19, 2009

ARMIN ZOEGGELER: IL PIU’ GRANDE ATLETA ITALIANO IN ATTIVITA’


Riparte questo weekend la Coppa del mondo di slittino, ma l’evento clou della stagione saranno le Olimpiadi di Vancouver. Anche quest’anno l’Italia potrà contare sulla classe infinita di Armin Zoeggeler. Il trentacinquenne altoatesino si è preparato col solito grande scrupolo la scorsa estate. L’obiettivo è quello di portare a casa il terzo oro olimpico consecutivo, la nona Coppa del mondo, migliorando lo straordinario bottino di 45 successi. Lo scorso inverno la federazione ha avviato una partnership con la Ferrari per materiali e test, con gli slittini degli azzurri testati in galleria del vento. Insomma, niente è stato lasciato al caso e Zoeggeler, Rainer e la coppia Haselrieder-Plankensteiner potranno puntare ai massimi traguardi.
Personalmente trovo profondamente ingiusto che il CONI non abbia affidato il compito di portabandiera al carabiniere altoatesino. Intendiamoci, da friulano sono contento che tale prestigioso compito sia stato affidato a Giorgio Di Centa, ma per la sua ineguagliabile carriera Armin se lo sarebbe meritato. Se si pensa che a Torino 2006, su spinta degli sponso, la scelta cadde su Karolina Kostner, l‘ingiustizia ai danni di Zoeggeler diventa ancora più evidente. E’ vero che Armin è un antipersonaggio, non si esprime in un italiano impeccabile, ma è altrettanto vero che nessun altro azzurro può lontanamente vantare il suo palmares. Il ruolo di portabandiera, a mio parere, spetta all’atleta più rappresentativo, a colui il quale ha dato maggior lustro all’Italia con le sue imprese. Con questa semplice logica non ci sarebbe stato motivo di discussione: Zoeggeler avrebbe aperto la sfilata degli azzurri. Purtroppo, però, le logiche sono spesso legate ad altri fattori e dà ancora più fastidio pensare che al termine della gara olimpica di slittino tutti i dirigenti CONI saliranno sul carro (ops, slittino) del buon Armin, elogiando la sua inimitabile carriera.

Ps, in data 31/01/10 Armin ha conquistato la sua non Coppa del Mondo, vincendo sul tracciato di Cesana (pista nella quale è imbattuto). Tra meno di due settimane Armin sarà protagonista a Vancouver. 

VEDI CALENDARIO GARE E COPERTURA TV OLIMPIADI DI VANCOUVER
VEDI SONDAGGIO-PRONOSTICO SULLE MEDAGLIE AZZURRE A VANCOUVER
VEDI BIOGRAFIA OLE EJNAR BJOERNDALEN

MONDIALI 2010: LA GRIGLIA DI PARTENZA


Con la qualificazione dell’Uruguay ai danni del Costarica si è chiuso il programma delle eliminatorie di Sudafrica 2010. 32 squadre si contenderanno il titolo detenuto dall’Italia di Lippi. Premesso che al momento è impossibile sapere in quali condizioni di forma arriveranno i 736 protagonisti e che la Coppa del Mondo alla fine è un torneo di 4 settimane in cui vince la squadra più in forma e più fortunata (negli episodi e nel tabellone), vediamo cosa dice il mio personalissimo cartellino (Rino Tommasi mi scuserà anche stavolta). Ecco la mia griglia di partenza, ricordando che il prossimo 2 dicembre verranno stilate le 4 fasce di merito e il 4 dicembre ci sarà il sorteggio.

FASCIA 1: BRASILE-SPAGNA

FASCIA 2: ITALIA-INGHILTERRA-PORTOGALLO-GERMANIA

FASCIA 3: OLANDA-FRANCIA-COSTA D’AVORIO-ARGENTINA

FASCIA 4: GHANA-PARAGUAY-CILE-SVIZZERA-DANIMARCA-GRECIA-COREA DEL SUD

FASCIA 5: SUDAFRICA-GIAPPONE-SERBIA-CAMERUN-NIGERIA-STATI UNITI-AUSTRALIA-URUGUAY-MESSICO-SLOVACCHIA-SLOVENIA

FASCIA 6: COREA DEL NORD-NUOVA ZELANDA-ALGERIA-HONDURAS

Le due favorite principali a mio parere sono Brasile e Spagna. I verdeoro possono pescare tra una quarantina di giocatori dello stesso livello (attualmente è fuori dai 23 gente come Pato, Diego e Grafite) e Dunga è un allenatore molto pragmatico. Come accade ininterrottamente dal 1994, Brasile squadra da battere. La Spagna ha rotto il tabù vittoria ad Euro ‘08 e ha raggiunto una maturità invidiabile. La qualità media è super (Xavi, Iniesta, Silva, Villa, Torres…).
In seconda fascia il gruppo delle squadre storiche. L’Italia ha dei limiti ed è difficile vincere due Mondiali di fila. Lippi però presenterà una squadra altamente competitiva e difficile da battere (come detto in un post precedente, la coppia Totti-Amauri alzerebbe il nostro tasso tecnico). L’Inghilterra con Capello sembra aver trovato la quadratura del cerchio. Grandi campioni (Terry, Gerrard, Lampard, Rooney ecc), ottima organizzazione, i dubbi riguardano i ruoli di portiere e centravanti. La Germania non ha delle grandi individualità, ma al pari degli azzurri è una squadra difficile da superare. Il Portogallo è una squadra che mi piace parecchio con una difesa solidissima, centrocampo tecnico e il giocatore più determinante al mondo: Cristiano Ronaldo. Queiroz sembra aver trovato le soluzioni giuste e Liedson è un centravanti migliore dei vari Pauleta e Nuno Gomes.
Con la terza fascia si esauriscono le possibili vincitrici del Mondiale sudafricano. Ho inserito quattro squadre molto forti, che nessuna delle altre sopracitate vorrebbe trovarsi di fronte prima dei quarti di finale. La Francia si è qualificata con grande fatica (mano di Henry compresa). Tuttavia la rosa è importante e a giugno ci sarà il valore aggiunto di Ribery e (forse) Benzema. Il vero problema potrebbe essere il rapporto tra giocatori e Domenech. L’Argentina sarebbe da prime due fasce se non avesse in panchina Maradona. Non ho niente contro il Pibe de oro, ma come selezionatore è discutibile. Lasciare a casa Samuel per far giocare centrale Heinze o Schiavi non mi sembra una genialata. Altri grandi giocatori dimenticati e Messi non ancora protagonista come nel Barcellona. Diversi problemi quindi, ma un potenziale enorme. L’Olanda, non lo nascondo, è una delle mie formazioni preferite per giocatori e tipo di calcio. Van Maarwick è un buonissimo allenatore, probabilmente più affidabile di Van Basten, e il 4-2-3-1 che schiera è molto equilibrato. Se il trio Robben-Sneijder-Van Persie dovesse arrivare in forma e senza acciacchi (purtroppo un’ipotesi difficile) è una squadra da primi 4 posti. Il limite è nei centrali difensivi anche se contro l’Italia si sono comportati bene.
Infine la Costa d’Avorio. E’ la rappresentante africana più valida (anche il Ghana non è male ma è un gradino sotto). A Germania 2006 ha pagato un po’ di inesperienza e un girone di ferro con Olanda e Argentina. Quattro anni più tardi può schierare una serie di giocatori fenomenali (Kolo e Yaya Tourè, Drogba) più altri di buonissimo livello (Ebouè, Boka, Zokora, Kalou). Si gioca in Africa e potrebbe essere un motivo in più per vedere finalmente una squadra del continente nero approdare alle semifinali.
Sulle altre squadre non mi dilungo troppo. Contento per la seconda partecipazione dei cugini sloveni (allo stesso tempo un po’ di rammarico per il grande Guus Hiddink) e curioso di vedere all’opera le due sudamericane Paraguay e Cile. La roja ha alcuni giocatori di grande talento (Mati Fenandez e l’udinese Sanchez su tutti) e un tecnico come Marcelo Bielsa, fatto fuori troppo presto dall’Argentina. Anche il Ghana con il suo super centrocampo (Essien, Muntari, Asamoah) sarà una squadra da seguire, mentre Svizzera e Grecia (guidate dai santoni tedeschi Hitzfeld e Rehagel) ma anche Danimarca e Corea del Sud saranno formazioni molto insidiose da affrontare. I padroni di casa del Sudafrica sono obiettivamente una squadra modesta. Pubblico di casa e classici aiutini potranno dare una mano, ma arrivare agli ottavi sarà già un bel traguardo.

martedì, novembre 17, 2009

PRONOSTICI 18 NOVEMBRE

Mercoledì dedicato agli spareggi mondiali e ad alcune amichevoli. Quote Merkur Win.

BOSNIA-PORTOGALLO 1\2 (1,30)
SLOVENIA-RUSSIA 1\2 (1,29)
FRANCIA-IRLANDA UNDER (1,6)
EGITTO-ALGERIA UNDER (1,67)
POLONIA-CANADA 1 (1,65)
MONTENEGRO-BIELORUSSIA 1X (1,27)
DANIMARCA-USA 1 (2,1)
OLANDA-PARAGUAY 1 (1,5)
GERMANIA-COSTA D’AVORIO GOL (1,72)
ITALIA-SVEZIA UNDER (1,61)

Un ottimo 9/10, con il solo errore dell'Olanda. Se le avete giocate tutte mi avrete maledetto, ma il mio consiglio è sempre quello di scegliere un numero di partite in rapporto al budget disponibile: ad es. se volete giocare 5 € prendetene 7/8, 10 € giocatene 5/6 e via dicendo. Non si vinceranno cifre mirabolanti ma per quelle ci sono i giochi di pura fortuna come Lotto e Superenalotto. Nei pronostici invece l'80% è legato a studio e abilità.

ASTANA: CONTADOR RESTA, ARRIVA BASSO?


Nonostante le numerose indiscrezioni di ciclo mercato, Alberto Contador correrà anche nella prossima stagione con la squadra kazaka dell’Astana. La notizia non è ancora ufficiale ma i rinnovi di alcuni suoi uomini di fiducia quali Noval e Navarro e il contratto da 700.000 euro stipulato con la Specialized, portano a credere che l’accordo con la squadra di Vinokourov sia cosa fatta. Non solo, in questi giorni
sui giornali si fa largo l’ipotesi che Ivan Basso (Liquigas) possa raggiungere Contador e il friulano di Casarsa della Delizia Enrico Gasparotto (arrivato dalla Lampre). L’approdo di Basso all’Astana non è cosa semplice visto il contratto e il vincolo morale che lega il varesino alla squadra di Roberto Amadio. Tuttavia, Basso non partirà al prossimo Giro d'Italia con i gradi di capitano, passati per meriti sul campo al Delfino di Bibione Franco Pellizzotti. Al Tour de France, ammesso che Basso venga accettato dall’organizzazione, l’uomo di punta della Liquigas sarà ancora Vincenzo Nibali. Passando all’Astana Basso diventerebbe il capitano per il Giro ed (eventualmente) aiuterebbe Contador alla Grande Boucle. Una decisione difficile da prendere anche se si vocifera che la Specialized (che dovrebbe firmare la fornitura con tutta l’Astana) voglia Ivan Basso come testimonial per il mercato italiano. Nei prossimi giorni ne sapremo di più.
Ad ogni modo, Contador non ha perso occasione per punzecchiare Lance Armstrong: “Le Specialized sono bici molto buone, migliori della Trek”. Trek che, ovviamente, ha seguito Armstrong al Team Radio Shack. Siamo solo a novembre ma la stagione 2010 è già cominciata.

lunedì, novembre 16, 2009

RUGBY: ITALIA-ALL BLACKS, MODA O REALE INTERESSE?


L’attenzione degli ultimi giorni è stata tutta rivolta al test match di sabato scorso tra Italia e Nuova Zelanda. Telegiornali, programmi sportivi e non, hanno parlato della sfida di San Siro contro i leggendari All Blacks. Stadio esaurito, ottimi ascolti televisivi, soliti confronti sull’abisso tra il mondo della palla ovale e quello del calcio. Lealtà, sportività, famiglie e bambini in tribuna, pubblico educato, applausi, rispetto. Una festa (termine abusato ma che rende l‘idea). Da discreto appassionato di rugby non posso che essere felice per l’entusiasmo e la mobilitazione di gente e di media che ha suscitato questa partita. Moltissime persone digiune di touche, drop, mediani di mischia ecc si sono avvicinate a questo sport e hanno potuto apprezzarne valori e bellezza. Grandi complimenti a FIR e Rcs che hanno saputo organizzare alla perfezione questo evento, scegliendo un weekend di grande visibilità, privo della concorrenza calcistica.

Il mio grande dubbio, però, è che sia stato più un fatto legato all‘unicità dell‘evento, alla sua difficile ripetizione da qui a breve. La presenza degli All Blacks (dal punto di vista tecnico i più modesti degli ultimi anni), l’haka, il fatto di assistere ad un match non di calcio al Meazza. Insomma, qualcosa più legato alla moda che ad un improvviso amore degli italiani per il rugby. Spero che questo mio dubbio venga spazzato via dai prossimi due test match (sabato a Udine contro il Sudafrica, il 28 ad Ascoli contro Samoa) e dal 6 Nazioni. Il mio timore è che la partita contro la Nuova Zelanda abbia fatto segnare l’apice della stagione rugbistica e che da qui in avanti l’interesse verso la palla ovale andrà via via decrescendo, con i soli storici appassionati a seguire le imprese degli azzurri. Il vero banco di prova per la FIR sarà il 6 Nazioni. Come da riflessioni in un precedente post (vedi), esso sarà trasmesso solo da Sky e occorrerà capire quante persone di quelle presenti a San Siro o davanti agli schermi di La7 sabato scorso, seguiranno gli azzurri anche sulla pay tv. Quante persone che si sono infatuate del rugby, al momento di scegliere tra un incontro calcistico e uno del 6 Nazioni sceglieranno quest’ultimo.
Il rugby ha già avuto un bellissimo boom negli ultimi 5 anni con un aumento costante di praticanti e di tesserati. Ecco, per il definitivo salto di qualità occorre non disperdere il grande patrimonio di Italia-Nuova Zelanda, occorre ricambiare in termini di crescita complessiva (strutture e scuola in particolare) la fiducia riposta sul rugby dagli italiani, sperando, tuttavia, che non si tratti di moda ma di reale interesse.

SUDAFRICA 2010: I MIEI 23 AZZURRI


Mancano ancora 206 giorni all’inizio del Mondiale sudafricano e tutti i quotidiani sono concentrati sul toto-convocazioni della nazionale italiana. Lippi ha parlato già di 16 sicuri. Ne mancano altri 7. Detto a malincuore che Cassano ha zero chance e che, comunque, non partiremo certo col favore dei pronostici (Brasile, Spagna e Inghilterra dal mio punto di vista hanno qualcosa in più e altre nazionali come Francia, Olanda, Germania, Argentina, Portogallo non sono di certo inferiori agli azzurri), vediamo chi sono i miei personalissimi 23 azzurri, aspettando la vostra convocazione. Del resto siamo o non siamo un popolo di santi, poeti, navigatori e…commissari tecnici?

PORTIERI: Buffon-Marchetti-De Sanctis
DIFENSORI: Cannavaro-Chiellini-Legrottaglie-Grosso-Zambrotta-MAGGIO-RANOCCHIA
CENTROCAMPISTI: Pirlo-De Rossi-Camoranesi-Marchisio-Gattuso-AQUILANI*-CANDREVA
ATTACCANTI: Gilardino-Iaquinta-Di Natale-Rossi-AMAURI-TOTTI

* ovviamente dipende da come starà fisicamente. Tuttavia, a parità di condizione, tra Aquilani e Palombo scelgo senza dubbio il giocatore del Liverpool.

venerdì, novembre 13, 2009

PRONOSTICI 14/15 NOVEMBRE (CALCIO E BASKET)

Weekend di scommesse riservato alle qualificazioni mondiali con 18 squadre a contendersi i 9 posti rimanenti. Qualche spruzzo di Serie B e un pizzico di basket nostrano. Obiettivo: migliorare il 64% della scorsa settimana. Quote Merkur Win.

RUSSIA-SLOVENIA 1 (1,35)
GRECIA-UCRAINA GOL (1,9)
IRLANDA-FRANCIA UNDER 2.5 (quota 1,52) per i più audaci UNDER 1.5 (q. 2,66)
BRASILE-INGHILTERRA X2 (1,51)
SPAGNA-ARGENTINA 1/GOL/OVER (1,8/1,65/1,75)
SVIZZERA-NORVEGIA UNDER (1,71)
ITALIA-OLANDA GOL (1,70)
POLONIA-ROMANIA GOL (1,8)
BELGIO-UNGHERIA 1X (1,27)
NUOVA ZELANDA-BAHREIN 1 (1,8)
MANTOVA-CESENA UNDER (1,65)
TRIESTINA-ASCOLI GOL (1,75)
MODENA-CROTONE UNDER (1,64)

CIMBERIO VARESE-VIRTUS F. BOLOGNA X (2,5)
PRIMA VEROLI-AGET IMOLA 1 (1,20)
UMANA VENEZIA-PALL. PAVIA 1 (1,20)
SNAIDERO-BANCO SARDEGNA SS 1 (VINC. PARTITA quota 1,65) / X (1X2 NBA quota 2,5)

PRONOSTICI: 21 ESATTI:13 SBAGLIATI:8 PERCENTUALE: 61.9%

mercoledì, novembre 11, 2009

SERIE A: LA FORMAZIONE IDEALE DOPO 12 TURNI


Dodici partite significa praticamente 1/3 di campionato. Basandomi esclusivamente su quello che ho visto e senza guardare fantomatiche tabelle o medie voto (anche perché ho avuto modo di vedere come stilano le pagelle certi giornalisti) ho scelto l’11 titolare (più 7 riserve) e l’allenatore secondo me migliori in questo inizio di stagione. Ovviamente è una selezione soggettiva. Aspetto la vostra.

BUFFON: tornato al top
RANOCCHIA: fenomenale per disinvoltura e tecnica (foto)
NESTA: il vero grande acquisto rossonero
SAMUEL: il solito Muro
VARGAS: da centrocampista è super
HAMSYK: inserimenti offensivi letali
DE ROSSI: tra i primi 5 centrocampisti in Europa
MANNINI: esterno nel 4-4-2, ci voleva tanto a capirlo?
DI NATALE: inizio strepitoso
MILITO: nonostante gli infortuni è il solito bomber
PAZZINI: terminale di una bellissima squadra
Grassetto
Riserve: FREY(GILLET)-MAICON-BONUCCI-GALLOPPA-CANDREVA-CAMORANESI-PATO

ALL. VENTURA: il post di inizio anno non era esagerato (vedi). Il Bari gioca un calcio meraviglioso e sembra una squadra spagnola per organizzazione e tecnica. In più la miglior difesa con soli 7 gol subiti. Se avesse un bomber da 15 gol ora sarebbe in zona Champions. Complimenti al tecnico ligure, capace di cambiare idee e metodologie di lavoro nel corso degli anni.

lunedì, novembre 09, 2009

CALCIO ALL’INGLESE IN ITALIA? IMPOSSIBILE


Ho ascoltato con grande attenzione e interesse le parole dell’ex arbitro Casarin. Trovo che la generazione di arbitri di cui fa parte Casarin batta 10 a 0 quelle successive per competenza e serietà (insopportabile il pullulare di ex modesti arbitri nelle varie trasmissioni televisive: Cesari, Tombolini, Bonfrisco, Mazzoleni pontificano dalle varie tribune, criticando aspramente gli attuali arbitri, dimenticandosi con nonchalance quanto da loro combinato sui campi di A e B). Premesso che trovo assai bassa la qualità media degli attuali fischietti italici, il buon Casarin ha parlato dell’indirizzo dato da Collina questa stagione: più tolleranza per contrasti e gioco fisico, in modo da avvicinarsi agli standard europei di tempo effettivo e numero di falli. Chiaro l’intento di favorire il mitologico “gioco all’inglese“. Ebbene, l’ex arbitro veneto ha detto che trattasi di “solenne stupidaggine, visto che il gioco all’inglese non può essere frutto della (sola) direzione arbitrale, ma logica conseguenza dell’atteggiamento dei giocatori. Il calcio all‘inglese lo deteminano i calciatori, non gli arbitri“. Due match giocati ieri sono illuminanti in tal senso. Nel primo tempo di Chelsea-Man Utd l’arbitro ha fischiato 4 falli, non perché si è dimenticato il fischietto nello spogliatoio, ma semplicemente perché i protagonisti in campo si sono battuti in modo leale e sportivo (Evans su Drogba a parte). L’esempio contrario è stato quello di Inter-Roma. Una serie infinita di falli (conto finale 28 a 12 per l’Inter con Stankovic e Thiago Motta grandi protagonisti), con proteste continue da entrambe le parti, simulazioni, giocatori a terra per banali interventi, pubblico che se non veniva fischiato un fallo cominciava ad ululare verso la terna, condizionandola nei successivi interventi. Anche la componente “tifosi“ ha una sua importanza. Provate a seguire in successione una qualsiasi partita inglese e una qualsiasi partita italiana. In Italia la gente allo stadio non tollera minimamente il contatto fisico e se un proprio giocatore cade per terra questo è sinonimo di fallo certo. In Inghilterra il pubblico esalta il gioco dinamico e fisico. Ama i contrasti e se qualcuno della propria squadra simula viene crocifisso. In Italia invece il simulatore “è stato furbo, abile...”. Probabilmente è un discorso più ampio e legato alle diverse culture sportive (un bel programma televisivo in cui si esalti il fair play, anziché ore e ore di fuorvianti moviole sarebbe auspicabile). Altro esperimento molto interessante è vedere quanti falli fischia un arbitro italiano in un match di campionato e quanti ne fischia quando va ad arbitrare un match internazionale.
Ecco, per avere il “gioco all’inglese” anche sui nostri campi occorrerebbe una crescita complessiva dell’intero movimento, a cominciare però dai protagonisti in campo. Purtroppo, penso sarà molto difficile che ciò avvenga, almeno nel futuro immediato.

venerdì, novembre 06, 2009

PRONOSTICI 7-8 NOVEMBRE (CALCIO E BASKET)


Vediamo l’elenco di partite tra cui scegliere quelle favorite per scommettere in questo weekend. Consiglio personale è quello di giocare assieme 7/8 doppie e un paio di fisse. Quote Merkur Win.


CATANIA-NAPOLI GOL (1,67)
GENOA-SIENA GOL/OVER (1,75/1,82)
PARMA-CHIEVO X2 (1,65)
UDINESE-FIORENTINA 1X (1,42)
BOLOGNA-PALERMO 1X (1,42)
LAZIO-MILAN X2 (1,29)
INTER-ROMA 1/GOL (1,65/1,71)
PADOVA-SALERNITANA UNDER (1,69)
ASCOLI-CITTADELLA GOL (1,75)
PIACENZA-MANTOVA UNDER (1,64)
CROTONE-ANCONA 1X (1,37)
MAINZ-NORIMBERGA 1 (1,95)
HOFFENHEIM-WOLFSBURG 1X (1,34)
HERTHA-COLONIA 1X (1,3)
MANCHESTER CITY-BURNLEY 1 (1,35)
WEST HAM-EVERTON 1X (1,36)
CHELSEA-MANCHESTER UTD 1X/UNDER (1,25/1,85)
TENERIFE-MALAGA 1X (1,23)
SANTANDER-BILBAO 1X (1,32)
ALMERIA-OSASUNA 1X (1,38)
VALENCIA-SARAGOZA 1 (1,45)
ATLETICO MADRID-REAL MADRID GOL (1,68)
MONACO-GRENOBLE 1 (1,20)
LIONE-MARSIGLIA 1X (1,23)
VITORIA-SETUBAL-OLHANENSE UNDER (1,55)
RIO AVE-SPORTING LISBONA UNDER (1,56)
MONZA-PAGANESE 1 (1,65)
VARESE-SORRENTO 1 (1,65)
VERONA-REAL MARCIANISE 1 (1,4)
RAVENNA-PESCINA 1 (1,65)
REGGIANA-POTENZA 1 (1,7)

BENETTON TV-SIGMA MG 1 (1,2)
LOTTOMATICA ROMA-ANGELICO BIELLA 1 (1,25)
PEPSI CASERTA-SCAVOLINI PESARO 1 (1,3)
UNICAJA MALAGA-CB MURCIA 1 (1,15)
CAJA LABORAL-GRANCANARIA 1 (1,15)

PRONOSTICI: 39
ESATTI: 25 SBAGLIATI: 14 PERCENTUALE: 64,1%

Un risultato discreto ma sicuramente migliorabile. L’obiettivo è quello di avvicinarsi il più possibile all’80%. Questa settimana troppi errori nelle doppie (Udinese, Parma, Hertha, Hoffenheim, West Ham). Si può fare meglio, anche se sono inevitabili gli errori derivanti dalle sorprese del weekend (il derelitto Grenoble che coglie il primo punto in classifica a Montecarlo o la Paganese che vince a Monza).

giovedì, novembre 05, 2009

VANCOUVER 2010: SKY SPORT SENZA PRECEDENTI


Le Olimpiadi di Vancouver (12-28 febbraio) segneranno una svolta epocale per i Giochi in tv. Sky Sport sarà presente in maniera imponente e coprirà l’evento come mai nessuna tv al mondo aveva fatto prima. 5 canali in alta definizione dedicati, 450 ore di dirette (in passato la Rai è arrivata al massimo a 156 ore), 3 studi a Vancouver più uno a Milano nella notte canadese. Diversi grandi ex campioni azzurri a commentare le gare (Tomba, Ghedina, Fusar Poli-Margaglio), oltre alla squadra di ottimi giornalisti (su tutti Pietro Nicolodi) guidati dal direttore progetti editoriali speciali Giovanni Bruno.
La cosa principale per i telespettatori, però, sarà la totale autonomia nella visione delle gare. Grazie al telecomando Sky e al mosaico interattivo gli abbonati saranno dei veri e propri registi, scegliendo quale gara seguire. In più, per non perdere i momenti più importanti delle gare, sarà potenziato il servizio alert, già presente per le partite di serie A. Quando una gara entrerà nella sua fase decisiva ci sarà il Gold Alert, mentre quando un azzurro inizierà la propria fatica comparirà il tasto Azzurri Alert.
Per tutti gli appassionati una vera manna. Non più la favoletta del canale olimpico di Rai2, con gare continuamente interrotte da pubblicità, mini edizioni di telegiornali o, peggio ancora, gare trasmesse in differita per lasciare spazio a inutili trasmissioni (alcuni si ricorderanno i problemi con la finale di hockey a Torino 2006, con “Quelli che il calcio” regolarmente in onda…).
Un vero e proprio sogno che diventa realtà, ricordando che Sky trasmetterà anche le Olimpiadi estive di Londra 2012. La Rai, senza le risorse e i mezzi di Sky, baserà molto sulla tradizione e la grande professionalità di alcuni suoi inviati (Bragagna-Bizzotto), ma il confronto potrebbe risultare impietoso.

Da mercoledì scorso è partito il canale 206 di Sky, "Sky Olimpia 1".